

Il decreto dignità funziona: lo dicono i numeri
19 luglio 2019 alle ore 10:31•di MoVimento 5 Stelle
Avere un lavoro stabile significa avere l’opportunità di restare a lavorare nel proprio Paese, riuscire ad ottenere un mutuo per rendersi autonomi, trovare anche il coraggio di mettere su famiglia. Il lavoro stabile ti rende più sicuro e ovviamente ti dà maggiori certezze. Infatti, il 67% degli italiani ritiene che un lavoro stabile sia fondamentale per poter costruire un futuro meno carico di apprensione, in particolar modo per i giovani tra i 18 e i 24 anni (81%). Ma non solo. Il lavoro stabile, contribuisce anche a migliorare il benessere psicofisico.
Intervenire per contrastare la giungla del precariato ampiamente favorita dalle politiche del Pd, non era un capriccio, ma una esigenza. È per questo che un anno fa abbiamo deciso che il primo provvedimento del MoVimento 5 Stelle al governo dovesse essere il Decreto Dignità. Un decreto che è stato fortemente criticato ma sul quale, oggi siamo qui a fare la conta dei dati. E così come avevamo previsto, sono tutti positivi.
Il Decreto Dignità ha avviato un trend importantissimo grazie al quale i contratti stabili non fanno altro che crescere. Fra la fine di luglio 2018 e la fine di maggio 2019, le persone occupate in più sono 175 mila e di queste ben 166 mila, cioè il 95% hanno un’occupazione permanente. Ma c’è un altro dato che rende ancora di più il cambiamento in atto ed è quello diffuso dall’Inps e in un anno, i contratti netti a tempo indeterminato sono aumentati di 328 mila unità. Un ottimo risultato, soprattutto se lo paragoniamo allo stesso periodo dell'anno precedente, quando si registrò un -21mila di contratti stabili. In una fase economica globale oggettivamente difficile siamo quindi riusciti a garantire ai nostri lavoratori delle tutele che il Jobs Act aveva cancellato.
Era ora di bloccare la vergognosa liberalizzazione dei contratti a termine. Dalla fine del 2014 e prima dell’introduzione del decreto Dignità, infatti, i dipendenti a termine erano aumentati del 35%. In totale, fino a settembre 2018 c’era stato un aumento di 800mila contratti precari. Questo ha portato i lavoratori, specialmente quelli più giovani addirittura a lasciare l’Italia, alla ricerca di un Paese in cui il lavoro viene riconosciuto per quello che vale. Solo il decreto Dignità è riuscito a invertire questa tendenza.
La fotografia del mercato del lavoro oggi è quindi quella di una maggiore stabilità e maggiore dignità. Smentiti tutti coloro che avevano gridato all’invasione delle cavallette. Con importanti sgravi contributivi e attraverso l’introduzione di alcuni fondamentali paletti per limitare l’abuso dei contratti a termine, il Decreto Dignità è stato un decreto di stabilizzazione del lavoro. Quello che i lavoratori aspettavano da tempo.


Commenti (7)
claudia
19 luglio 2019 alle ore 14:40Però dovete anche dare spiegazione sull'aumento della cassa integrazione del 46% per quella straordinaria e di un aumento del ricorso alla cassa integrazione in deroga del 461%. Questo a mio modesto parere vorrebbe dire che le aziende mettono in cassa integrazione i dipendenti + anziani e assumono personale che costa di meno, quindi non si crea nuovo lavoro
Giulio fadda
20 luglio 2019 alle ore 00:01Questa è una grande c... ta, che spacciano per negare l'evidenza. Le ditte che utilizzano la cassa non possono assumere, anzi gli ultimi assunti sono quelli che per primi vengono lasciati a casa
Bruno fiumicelli
21 luglio 2019 alle ore 08:08Per non parlare del pil inchiodato allo 0.1%...detto ieri da ufficio parlamentare del bilancio... Nn da repubblica
Stefano 69
19 luglio 2019 alle ore 19:43Per fortuna che il Decreto dignità ha bloccato il precariato selvaggio che hanno voluto tutti.... PD... Forza Italia... Sindacati.... ed è per questo che questi buffoni da circo insorgono... perché siamo andati a toccare gli interessi della casta imprenditoriale.... prima di chiamarlo... Decreto disoccupazione.... Buffoni da Circo che non siete altro!!! soprattutto I sindacati che Invece che difendere i lavoratori... attaccano il decreto dignità e il salario minimo di 9 euro.... sarebbe ora di tagliare il vostro lauto stipendio di sindacalisti.... W il MoVimento ?????
Claudia
20 luglio 2019 alle ore 08:53Non è una cavolata succede in tante realtà. Nella mia per esempio noi siamo in sidarieta. Fa no contatti nuovi e quindi costi del personale ribassato e noi in solidarietà. Nel mio caso ci rimetto 2400 netti all anno. Poi c'è chi mette in cassa e usa contratti a termine. Un esempio tim per i contratti di solidarietà
Gianpiero Mazzoleni
20 luglio 2019 alle ore 16:06In Alitalia non c’e’ bisogno di questo Decreto perche’ li sono I dolenti e i Sindacati a comandare da sempre ed e’ per questo che la nostra Compagnia da sempre perde Miliardi. Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma e’ il personale super privilegiato il vero problema che ha sempre impedito a Compagnie serie di interessarsi. Degli 11.000 dipendenti che non si sono ridotti neanche con le gestioni commissariali, tutti tacciono. Quanti hanno aderito a quota 100, qual’e l’eta“ media, lo stipendio I dati non sono pubblici, ma caro Di Maio io andrei lì a scavare per scoprire la verita’ di questo disastro, prima del piano industriale tanto amato dai Sindacati. Rischiamo di affossare anche le FS, che sembrano sulla via del miglioramento (a proposito quando gli togliete l’ANAS, altra aggregazione assurda). Lo so che avete trovato una buona compagine societaria, ma se non risolvete il problema principale tra 1 o 2 anni saremo d’accapo. Oppure la soluzione sarebbe stata di far diventare soci dipendenti e Sindacati per responsabilizzarsi. Vedremo. G. Mazz.
Old
22 luglio 2019 alle ore 11:31Chi si scaglia contro il decreto dignità si deve vergognare. Cosa vogliono? che chi lavora non possa avere un futuro programmabile , nemmeno di qualche anno?
Aumento della cassa integrazione ? E' stato visto contemporaneamente cosa è successo alla indennità di disoccupazione notevolmente più penalizzante per i lavoratori ?. Sarebbe interessante anche per noi avere tutti i dati a confronto.
