Decreto dignità un anno dopo: siamo sulla strada giusta

In questi mesi, sul Decreto Dignità ne abbiamo sentite di tutti i colori. È stato addirittura definito da opposizioni e vari giornali il “Decreto Disoccupazione”. Bene: questo cosiddetto Decreto Disoccupazione, mese dopo mese, sta zittendo tutti gli esponenti di una vecchia e fallimentare politica che, negli anni, non ha fatto altro che precarizzare il mondo del lavoro, togliere tutele ai lavoratori e favorire sfruttamento e delocalizzazioni.

La nostra ricetta è completamente diversa. E si vede!

A un anno dall’introduzione del Decreto Dignità, la disoccupazione ha fatto segnare il suo valore minimo dal 2012 (9,9%) e l’occupazione il dato più alto dal 1977, da quando cioè l’Istat rileva questo dato (59%). È solo l’inizio, i problemi nel mondo del lavoro ci sono ancora e sono tanti, ma questa è indubbiamente la strada giusta!

Stiamo ripristinando, pian piano, i diritti sociali negati in questi anni, gli ammortizzatori sociali cancellati dai precedenti governi, ristabilendo l’equità sociale persa e riportando dignità nel mondo del lavoro. A tal proposito, non possiamo certo parlare del Decreto Dignità come di un Decreto Disoccupazione, visto che da agosto ad aprile ci sono ben 328mila contratti stabili in più. Sarebbe più corretto parlare quindi di un Decreto di stabilizzazione vera del lavoro e di maggiore tutela per i lavoratori dopo decenni di precarizzazione selvaggia.

Lo abbiamo sempre detto: ridare dignità al lavoro, aumentare gli investimenti e far crescere la domanda interna, avrebbe portato a un cambiamento positivo a dispetto di tutte le balle raccontate in questi mesi da opposizioni e giornali. Che continuino pure a parlare, dunque: alle chiacchiere noi preferiamo i fatti.

Siamo solo all’inizio ovviamente di un lungo percorso per portare il Paese verso un nuovo sentiero.

Ora il prossimo passo sarà l’introduzione del salario minimo orario che, insieme al taglio delle tasse e a maggiori investimenti che stiamo predisponendo per la prossima legge di bilancio, potrà garantire un rafforzamento di un’occupazione di qualità. Questa è l’unica strada da seguire per risollevare il Paese.

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