Così i soldi dell’appalto Consip alle “scuole belle” venivano usati per una sporca truffa

L’appalto Consip rientrava nell’operazione definita pomposamente “Scuole belle” ma il suo obiettivo era quello di garantire soprattutto il servizio di pulizia delle scuole, oltre alla vigilanza e qualche intervento di manutenzione. Ne è scaturita in tutta Italia una selva di subappalti a cooperative che pagavano poco e male il personale. E a Palermo, stando all’inchiesta condotta dalle Fiamme gialle, una cooperativa bolognese vincitrice dell’appalto ha pensato bene di costruirci sopra un gigantesco castello fatto di fatture false e 150 contratti di lavoro fittizi a cittadini extracomunitari, e in qualche caso anche italiani. Per i primi il vantaggio era quello di ottenere così il permesso di soggiorno, mentre i cittadini italiani potevano contare sull’indennità di disoccupazione tra un contratto e l’altro.

Cooperative o presunte tali, business dei permessi di soggiorno, sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale: un mix micidiale ma purtroppo non nuovo in questo Paese!
Il caso di Palermo è la punta avvelenata di un iceberg inquinato, fatto di sfruttamento e subappalti che, come denunciamo da tempo, hanno arricchito per decenni chi controlla queste cooperative mentre a farne le spese sono le tasche e i diritti di lavoratrici e lavoratori. Tanto lavoro per le procure italiane e pochi, pochissimi servizi per gli alunni delle nostre scuole.

Ecco perché abbiamo deciso, lavorandoci fin dai primi giorni di questa legislatura, di smantellare il sistema degli appalti delle cooperative e delle ditte di pulizia nelle scuole italiane, che nel tempo sono finiti anche sotto la lente delle Autorità Anticorruzione e Antitrust. Tutti fatti che abbiamo puntualmente denunciato dentro e fuori dal Parlamento e sui quali ora, da forza di governo, siamo intervenuti ponendo fine a una mangiatoia di Stato paragonabile allo scandalo degli affitti d’oro della Camera.

Che cosa abbiamo fatto nel concreto noi del MoVimento 5 Stelle? Abbiamo presentato e fatto approvare un emendamento che consentirà, dal primo gennaio 2020, a 12.000 lavoratori di queste ditte di pulizia e sorveglianza di entrare a far parte a pieno titolo nel personale Ata delle scuole: queste persone da 20 anni venivano pagate poco e male per svolgere – non si capisce per quale ragione se non per garantire a qualcuno di arricchirsi sulla loro pelle – queste stesse mansioni alle dipendenze di cooperative e ditte private.

A breve partiranno i bandi per selezionare questo nuovo personale e mettere fine anche alle enormi sacche di precariato esistente tra i lavoratori ATA grazie allo sblocco di 12mila posti che nel giro di pochi anni torneranno disponibili per le assunzioni.
I vantaggi di questa operazione sono molteplici: mettiamo fine allo scandalo per cui per vent’anni 12mila posti di lavoro sono stati privatizzati e sottratti all’organico della scuola; eliminiamo l’enorme spreco di risorse prodotto da questa anomalia: l’affidamento ai privati faceva raddoppiare e in alcuni casi triplicare i costi; infine, garantiamo agli alunni e allo stesso personale una scuola più pulita e meglio sorvegliata.

Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle fa il suo mestiere e lo fa bene: smantelliamo le lobby, cacciamo via i parassiti e restituiamo ai cittadini diritti e dignità.

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