
Al fianco degli operatori dello spettacolo e del mondo della cultura. Sempre
25 luglio 2019 alle ore 09:00•di MoVimento 5 Stelle
di Loredana Russo e Danila De Lucia, Commissione Cultura M5S Senato
Probabilmente non lo leggerete sulle pagine dei giornali o nei servizi dei tg, ma ieri in Senato abbiamo approvato il Decreto Cultura.
Un provvedimento importante, complesso, su cui abbiamo lavorato moltissimo e ha un obiettivo preciso: dare risposte serie agli operatori dello spettacolo e invertire la tendenza per cui per salvare le Fondazioni si ricorreva ai licenziamenti dei lavoratori.
Sono anni che la politica si riempie la bocca di formule sterili come "con la cultura non si mangia".
Sterili, perché alle parole non sono mai seguiti i fatti, e a subirne le conseguenze, da sempre, è l'ultimo anello della catena: gli operatori della cultura. Come Movimento 5 Stelle abbiamo assunto l'impegno solenne di stare al loro fianco e il voto di ieri lo dimostra: con questo provvedimento finalmente affrontiamo e risolviamo l'annosa questione del personale precario delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
Come? Per la prima volta viene previsto un termine (fino a un massimo di 36 mesi, anche non continuativi, salvo il diverso termine che può essere previsto con le contrattazioni collettive) alla durata dei contratti. Questo termine decorre a partire dal 1 luglio di quest'anno, in modo da scongiurare le mancate proroghe dei contratti e favorire le stabilizzazioni.
Una misura attesa da anni da chi opera nel settore. Inoltre prevediamo l'assunzione di personale a tempo indeterminato con concorsi pubblici, ma al tempo stesso tuteliamo le competenze acquisite dal personale «precario» artistico, tecnico e amministrativo, attraverso procedure selettive riservate (la cui quota-parte è stata elevata dal 50 al 70%).
Ma il Decreto Cultura è anche altro: punto molto importante è l'incremento del finanziamento per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari, nonché per interventi di restauro paesaggistico e per attività culturali.
E ancora: misure di semplificazione e sostegno al cinema e lotta dura alla pirateria audiovisiva, con
aumento delle sanzioni per chi registra abusivamente un'opera filmica in sala cinematografica; compensazione fiscale per coloro che si avvalgono di un credito d'imposta attraverso investimenti in campagne pubblicitarie su giornali, quotidiani, periodici e sulle radio e televisioni locali.
Non ci fermeremo qui. Il Movimento 5 Stelle andrà avanti, finché sarà possibile, per sostenere e rilanciare DAVVERO la cultura e chi ogni giorno spende sé stesso per diffondere l'arte, la musica, il cinema, e ogni forma di crescita culturale di questo meraviglioso e straordinario Paese.


Commenti (17)
pietro casula
25 luglio 2019 alle ore 11:42meritate rispetto per la 1^ riga, visto e piaciuto, complimenti anche sul finché sarà possibile.
giovanni1
25 luglio 2019 alle ore 11:58un'ottima legge sarebbe quella che elimina le pretese economiche della siae dove si fa musica gratuitamente o sotto le 50 persone di pubblico.
si aprirebbero nuove possibilita' di lavoro con un incremento di locali dove fare musica.
Domenico
25 luglio 2019 alle ore 12:34Devo dissentire ma il decreto cultura è stato già fatto da Franceschini.
Non bisogna colpire gli avversari nella loro totalità perchè si sono persone
capaci in tutti i partiti , cioè noi abbbiamo Di Maio come capo politico e Toninelli
alla infrestruttre e un comico come portavoce , pero' ci sono intelligenti come Fico
quindi una speranza c'è per tutti
Raffaele
25 luglio 2019 alle ore 13:30Chissà tu quanto sarai intelligente...
Maria Paola
25 luglio 2019 alle ore 14:22domenico lascia perdere il "noi abbiamo"
giulio fadda
25 luglio 2019 alle ore 13:16il sostegno al cinema e cio di piu dannoso ci possa essere. Finanzamenti elargisti a film perchè sei di "sinistra" o perchè si è amici del politico o sei politico tu stesso vedi Veltroni. Film con trame becere che ripropongono masturbazioni mentali di registi e sceneggiatori, che ruotano su trame stupide con personaggi poco credibili, in cui la magior parte delle volte sono dell macchiette. Film recitati male da comici che pensano di essere attori.
De sica, Monicelli , Francesco Rosi, Antonioni, Pasolini ecc.., quelli erano registi che che non avevano finanziamenti statali ma che riuscivano a restituire il vero volto della società italiana
leonardoagrella
25 luglio 2019 alle ore 21:48Un grande aiuto per contrastare la precarietà artistica.
Complimenti a Danila e Loredana.
Non mollate. La base è con voi, ma siamo molto preoccupati per il costante e continuo sgretolamento dei fondamenti del Movimento 5 Stelle. Tenete duro.noi non molliamo.
Old
26 luglio 2019 alle ore 21:18Il bello è che contrastando la precarietà artistica forse hanno comprato in blocco una forma per finanziare i media privati. Mi servirebbe qualcuno più intelligente di me , tu e altri siete su altri post. Per
cortesia quando torni su questo aiutami su quanto scrivo sopra.
Old
26 luglio 2019 alle ore 00:22Cito : -E ancora: misure di semplificazione e sostegno al cinema e lotta dura alla pirateria audiovisiva, con
aumento delle sanzioni per chi registra abusivamente un’opera filmica in sala cinematografica; compensazione fiscale per coloro che si avvalgono di un credito d’imposta attraverso investimenti in campagne pubblicitarie su giornali, quotidiani, periodici e sulle radio e televisioni locali.-
La compensazione fiscale esiste già e può giungere fino al 90%
Cosa centra questo con la Cultura ? Siete sicuri di non aver comprato assieme a roba buona roba marcia?
Paragone vuol togliere il canone RAI , ripeto toglierlo non diminuirlo, e poi si vuole regalare quanto sopra : rendere fino al 90% della spesa fatta per -investimenti in campagne pubblicitarie su giornali, quotidiani, periodici e sulle radio e televisioni locali.-
Siete sicuri di essere M5S ?
Old
26 luglio 2019 alle ore 00:33Forse ho capito male io e se così mi scuso. Viene dato il modo di spendere un credito di imposta , non ottenere una agevolazione fiscale? Se è così pardon. (stasera leggo troppo in fretta).
E' come se lo stato dicesse : senti non ti ridò i tuoi soldi ma ti do un buono per comprare pubblicità: anche cosi non mi suona tanto bene.
Old
26 luglio 2019 alle ore 13:46-(giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.-
Praticamente media privati su cui converrà far affluire pubblicità : 150 pagine x 50 nomi l'una di un elenco di aventi diritto alla compensazione. Io non mi brigo di fare somme o fare una macro in access , ma qualche giovane più sveglio di me magari può.
Old
26 luglio 2019 alle ore 22:35ttps://www.theitaliantimes.it/economia/bonus-pubblicita-decreto-attuativo-domanda-modulo-quando_090719/
risorse 2018 :
50 milioni per gli investimenti su stampa
12,5 milioni per radioTV a diffusione locale.
FRANCO BERTOLINI
27 luglio 2019 alle ore 16:05Ben 12 commenti. Veramente argomento che ha suscitato interesse. Continuiamo a parlare del sesso degli angeli e andremo a casa.
maria s., ancona
27 luglio 2019 alle ore 16:24"...compensazione fiscale per coloro che si avvalgono di un credito d’imposta attraverso investimenti in campagne pubblicitarie su giornali, quotidiani, periodici e sulle radio e televisioni locali".
Cioè ? Non ci ho capito quasi niente. Le spese pubblicitarie mi valgono come credito d'imposta indipendentemente dal conteggio spese d'esercizio? Senza limiti?
Qualcuno esperto me lo può spiegare con parole sue, comprensibili?
maria s., ancona
27 luglio 2019 alle ore 16:40Qualcuno si sta occupando di mettere ordine nel settore Arte visiva, totalmente abbandonati a se stessi (e ai padroni dell'arte) gli artisti, grazie alle teorie anni '80 del benemerito Achille Bollito Oliva: L'ARTE MERCE TRA LE MERCI? Da cui, più che artisti, "IMPRENDITORI AZIENDALI E COMMERCIALI" di se stessi? Da cui lo stato totale di irrilevanza, marginalità e decadenza di un settore culturale dalla creatività libera, importantissimo nella sua reale essenza finalizzata alla FRUIZIONE PUBBLICA?
Elisa Ragli
28 luglio 2019 alle ore 00:12E dopo i 36 mesi che succede ? Non lavoriamo più ? Reddito di cittadinanza?
Andrea
5 agosto 2019 alle ore 15:47Ottimo e bello tutto ma, da lavoratore dello spettacolo, vorrei aggiungere che le vere anomalie, nonché il vero teatro italiano perché cinta più operatori professionistici , e’ quello del privato. Infatti, da anni e non prima, non siamo più ne salvaguardati, era riconosciuto come lavoro usurante , ne controllato a livello contributivo/contrattuale ; versano contributi molto lontani dalle cifre lorde realmente percepite giornalmente. E ci sarebbe da parlarne. Queste cose già le segnalai nel lontano 19/07/2018 sul blog dei 5 stelle lasciano la mia mail e ne parlai con un vostro senato e mio concittadino. Mai avuto risposta . Vi ho sempre votato perché ci credo ancora ma ho bisogno di concretezza. La mia pensione sarà poi bassa anche, e soprattutto , perché non ascoltato .
Grazie mail: andbened@yahoo.it
