

Affido minori, sottratta ai genitori ed affidata ad una coppia che la maltrattava
23 luglio 2019 alle ore 09:50•di MoVimento 5 Stelle
Maltrattata e vessata dalla coppia alla quale era stata affidata dai servizi sociali. E’ la terribile storia di Lucilla – il nome è di fantasia - strappata all’affetto della propria famiglia naturale e finita, suo malgrado, nell’inferno descritto dai magistrati titolari dell’inchiesta “Angeli e demoni”.
Una vicenda orribile, che ha origine con una telefonata fatta dalla piccola ai Carabinieri, qualche anno fa. Lasciata sola in casa dalla mamma mentre il papà - inconsapevole - è fuori per lavoro, Lucilla contatta il 112 chiedendo aiuto. A questo punto, constatato da parte dei militari lo stato di abbandono, vengono coinvolti immediatamente i servizi sociali, gli stessi finiti al centro dell’indagine portata avanti dalla procura di Reggio Emilia. In realtà, il papà – ignaro di tutto – avrebbe potuto prendersi cura della piccola senza troppi problemi, ma con l’intervento degli operatori sociali inizia un vero e proprio incubo.
Stando a quanto sostenuto dall’accusa, a partire da quel momento la bimba sarebbe stata sottoposta - tanto dagli psicologi quanto dalla coppia formata da due donne alla quale era stata affidata – ad una lunga serie di pressioni psicologiche. Come se non bastasse, gli stessi protagonisti della vicenda, avrebbero riferito circostanze non veritiere o comunque suggestive al consulente incaricato dal giudice di svolgere gli accertamenti, finendo per ingannarlo e trarre in così in inganno anche il magistrato. Solo per fare un esempio, malgrado la volontà di Lucilla di rivedere il padre, gli indagati avrebbero riferito alle autorità l’esatto contrario. Per giunta, nonostante la piccola non ne avesse fatto esplicito riferimento, gli psicologi avrebbero ricondotto certi suoi comportamenti a un presunto abuso sessuale subito in famiglia, omettendo elementi che avrebbero potuto condurre ad ipotesi alternative.
E se il metodo adottato per aiutare la piccola sembra essere – purtroppo - lo stesso contestato agli indagati anche negli altri casi finiti in procura, a rendere ancora più pesante la situazione di Lucilla sembrerebbe essere il trattamento ricevuto dalle affidatarie. In una circostanza, solo per fare un esempio, una delle due – intercettata – si sarebbe arrabbiata al punto di “sbattere” la bimba fuori dalla macchina, in un giorno di pioggia, solamente perché la piccola si rifiutava di dare ragione alla donna. Le vessazioni sarebbero arrivate al punto di proibire a Lucilla di tenere i capelli sciolti, perché considerato un segno di vanità. Infine, in almeno un caso, in un momento di tensione, avrebbero insistito affinché la minore facesse “nome e cognome” della persona che le aveva fatto del male in passato. A rendere ancora più torbide le tinte di questa drammatica vicenda c’è poi una circostanza particolare: entrambe le affidatarie avevano un rapporto di amicizia o sentimentale, pregresso, con la responsabile dei servizi sociali coinvolti. Anche questa, come tutte quelle raccontate in questi giorni dai giornali, è una bruttissima storia.
La giustizia farà il suo corso e, se i fatti saranno accertati, i responsabili saranno puniti per ciò che hanno fatto. Intanto, noi non rimaniamo certo con le mani in mano. Soprattutto quando si tratta di minori, bisogna intervenire con estrema rapidità su tutti i fronti. Le iniziative che abbiamo messo in campo in tema di tutela dei più piccoli sono tante e su altre siamo già a lavoro. Il nostro impegno, a partire dall’istituzione di una commissione di inchiesta ad hoc, è grande e ha un obiettivo preciso: impedire che quanto accaduto a Lucilla possa ripetersi in futuro.


Commenti (7)
Luciano C.
23 luglio 2019 alle ore 11:10Alcune volte gli affidi sfiorano l'assurdo. Si tolgono i figli ai genitori naturali'perche' ritenuti non idonei e poi non si valuta appieno.se gli affidatari rispondono ai requisiti per fare cio'.
antonella genova
23 luglio 2019 alle ore 13:50Una bruttissima storia. Terribile, perché i traumi subiti nell'infanzia non si dimenticano e condizionano la vita. Se poi non si tratta di un errore di valutazione, ma di comportamenti derivanti da interessi economici e personali, i colpevoli dovrebbero pagare pesantemente. Radiare gli psicologi coinvolti dovrebbe essere il compito del loro Ordine, così pronto quando si tratta di garantire la corporazione, così assente in questi casi vergognosi.
Rina Brundu
23 luglio 2019 alle ore 15:39Certo che siamo un Paese davvero malmesso. Ieri che abbiamo avuto notizia della Commissione istituita dal ministro Bonafede sul caso Bibbiano nessun organo di stampa le ha dato reale risalto. Oggi che Salvini ha annunciato l'arrivo a Bibbiano e di nuovo la creazione di una commissione, grandi annunci sui TG Rai.
Di contro sul Fatto Quotidiano proprio in queste ore trionfa la scritta riferita a Salvini: "Il Pd: “Fa solo passerella di dubbio gusto, sciacallo”.
Che vergogna! Vergogna per il "Fatto", certo, sempre più sulla via del giornalismo scalfariano di stretta osservanza (i.e. va bene tutto pur di danneggiare l'avversario politico!), ma vergogna soprattutto per un partito che sul fare "passarelle" ha campato, dal caso Concordia al caso nefasto delle navi migranti... e invece ora sembra disposto a tutto pur di nascondere le sue responsabilità politiche (dato che l'amministrazione era di quel partito in quelle zone) davanti a uno dei peggiori scandali della Repubblica, secondo solo al caso Consip (dove pure suoi rappresentanti sono coinvolti e tuttora siedono nel nostro Parlamento).
Ma che paese siamo? Che paese siamo se tutto, tutto, anche la difesa dei suoi figli più inermi, passa in secondo piano davanti all'interesse politico? Se un caso così vergognoso non fa un un quinto delle copertine che furono pubblicate per il Caso Spelacchio a Roma? Vergogna!!!! Dovete vergognavi di presentarvi in quelle redazioni ogni mattina, dovete vergognarvi! Altro che rubili russi....
gruz fruz
24 luglio 2019 alle ore 00:36andarci piano con i commenti : aspettare che le responsabilità siano chiarite ed evitare le speculazioni politiche
Rina Brundu
24 luglio 2019 alle ore 00:57Le responsabilità penali debbono essere accertate dalla magistratura non da noi...
Le responsabilità politiche si estendono come diretta conseguenza dell'avere accettato la responsabilità di governare un territorio, sempre e comunque. Se domani lo spread salisse a 700 punti per qualsiasi motivo lei a chi crede che i giornali darebbero le colpe politiche al governo o all'opposizione? Senza dimenticare che una parte politica che non si accolla le responsabilità di ciò che accade nel suo territorio non dovrebbe mai essere considerata per amministrarlo. Questo lo dico in generale però perché mi risulta che qualche sindaco si sia autosospeso almeno, il minimo sindacale...
Last but not least questo è un caso talmente grave perché riguarda i piccoli che non ci si può rifuggiare dietro l'ombrello della retorica e della dialettica dispersiva ma va piuttosto affrontato a viso aperto, con determinazione, senza paura, affinché un orrore così non avvenga mai più!
Mentre la reticenza dialettica, parlo soprattutto di quella che si è notata su certi media, fa vomitare! Costruiscono altarini per i personaggi che speronano le barche della GDF e infilano la polvere del caso Bibbiano sotto il tappeto (un altro tipo di giornalismo infatti avrebbe promosso manifestazioni in tutta Italia su questo caso, avrebbe raccolto in piazza le migliori risorse civili senza distinzione e senza bandiere politiche)... no, signor Gruz, io non farò parte di nessun gruppo reticente perché non potrei guardarmi in faccia domani... lei faccia come crede del resto ha già un nick ad ammantare il suo pensiero di grande credibilità!
PS Le dico anche che io non voglio immaginare cosa sarebbe successo se un caso simile fosse accaduto a Roma!
gruz fruz
24 luglio 2019 alle ore 16:40"sembrerebbe", "avrebbero insistito" "se i fatti saranno accertati" "avrebbe potuto" ecc ecc
il testo dell' articolo usa, correttamente, i condizionali : ma il titolo spara una certezza : "sottratta ai genitori ed affidata ad una coppia che la maltrattava"
di nuovo : aspettare a commentare. Molte simili indagini si sono sgonfiate senza lasciare traccia (tranne, purtroppo, per chi è stato coinvolto, magari a torto)
Old
24 luglio 2019 alle ore 18:16Qui rispondo come persona, non come elettore.
La politica qui c'entra fino ad un certo punto (a parte il dovere di prendere immediatamente le dovute distanze dagli indagati del caso).
Non facciamo l'errore di cavalcarlo per colpire politicamente, gli italiani giudicano da soli.
Ci basta controllare che su questo non può calare il silenzio.
Qui veramente la magistratura deve andare a fondo, qui veramente si capisce che le pratiche di affido alla fine subiranno modifiche la cui qualità deve essere altissima.
Lasciamo lavorare, anzi sproniamo a lavorare su casi come questo, incubi simili non devono ripetersi.
