Risolta la vertenza Apulia Prontoprestito: scongiurati i licenziamenti causati dal PD

Protezione per le lobby e le multinazionali, distruzione dei diritti dei lavoratori: era questa la linea d’azione dei precedenti Governi a guida Partito Democratico. Sono stati danneggiati in modo drammatico anche i 35 lavoratori di Apulia Prontoprestito, 35 famiglie sul lastrico, abbandonate a se stesse e con un futuro tetro davanti a loro. Appena arrivati al Governo, siamo intervenuti con determinazione: a breve saranno tutti assorbiti da un istituto di credito radicato nel territorio pugliese e potranno riprendersi la propria vita.

Il dramma di questi 35 lavoratori di “Apulia Prontoprestito” iniziò con l’approvazione, nella precedente legislatura, del decreto n. 99 del 2017, il cosiddetto “Salva Banche Venete”, che lasciò fuori dal perimetro del salvataggio Apulia Prontoprestito S.p.a., società con sede legale a San Severo (FG), nata nel 2004 come “costola” di Banca Apulia e specializzata nella gestione e recupero dei crediti deteriorati. Le sue quote erano detenute per il 13,08 per cento da Veneto Banca s.p.a. e per l’86,92 per cento da Banca Apulia spa. Una società che, sulla base del piano industriale 2015-2020 di Veneto Banca, nonostante la previste fusione per incorporazione di Apulia Prontoprestito in Banca Apulia – fusione poi mai avvenuta – è stata cancellata d’ufficio dall’albo degli intermediari finanziari tenuto dalla Banca d’Italia, rimanendo di fatto priva della licenza di erogare credito. Sono seguiti anni di incertezza e di lotta da parte dei lavoratori che rischiavano di rimanere disoccupati solo per la mancata previsione nel decreto salvabanche del 2017 di una clausola di salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti nella vicenda, e ciò pur a fronte dell’enormità della cifra stanziata dai precedenti Esecutivi PD per il salvataggio delle banche, soldi, ovviamente, a carico di tutti i cittadini.

Grazie al nostro intervento, ai lavoratori sarà garantita continuità, scongiurando quello che possiamo definire il primo caso di “licenziamento di Stato”. Insieme ai nostri parlamentari Carla Giuliano, Giorgio Lovecchio, Marialuisa Faro e Marco Pellegrini e grazie al sostegno e al supporto del Viceministro Laura Castelli e del Sottosegretario Alessio Villarosa, abbiamo raggiunto un importante obiettivo a tutela dei lavoratori. Stiamo lavorando tutti i giorni, senza fermarci mai, per fare fronte agli scempi e ai disastri ereditati dai Governi del Partito Democratico. Abbiamo ancora 4 anni per continuare a mettere al centro i diritti di chi si sacrifica, giorno dopo giorno, per non far mancare nulla alla propria famiglia. Siamo determinati e raggiungeremo tutti gli obiettivi che ci siamo prefissi per difendere i lavoratori italiani.

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