
Quando in Sicilia parlavamo di biometano
14 giugno 2019 alle ore 10:30•di MoVimento 5 Stelle
di Valentina Palmeri, MoVimento 5 Stelle Sicilia
Nella consapevolezza che serve puntare a modelli di energia pulita e distribuita e a piani rifiuti con impianti pubblici, in primis, nell'estate di due anni fa mi sono interessata del progetto dell'impianto di trattamento rifiuti e produzione di biometano, che poi in realtà era un inceneritore, che doveva realizzarsi in contrada Gallitello a Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani.
Sapevamo che in zona doveva nascere un impianto pubblico di compostaggio, che andava in contrasto con la realizzazione di un impianto a biometano. E poi ci chiedemmo perché un progetto privato andasse speditamente avanti rispetto a quello pubblico, nonostante il progetto non fosse pubblicato nemmeno sul sito della Regione. Si trattava, quindi, di una procedura presumibilmente viziata fin dall'origine, dato che c’era un semplice avviso sul sito della Regione, così feci la richiesta di accesso agli atti, svariate note e l'esposto presso la Procura della Repubblica di Palermo ed immediatamente dopo sentii la necessità di incontrare i cittadini per informarli su ciò che stava accadendo nel loro territorio.
Dopo due anni di lavoro su questa oscura vicenda ora intervengono anche i pubblici ministeri della Procura di Palermo e la Direzione Distrettuale Antimafia che arrestano l’ex consulente della Lega Paolo Arata e il re dell’eolico Vito Nicastri, entrambi riconducibili alla questione. Mi rendo conto che Energia e Rifiuti sono un temi caldi e, anche se in questo caso ho agito secondo le stesse modalità che contraddistinguono il nostro modus operandi in tema di rifiuti, mai avrei potuto immaginare questi sviluppi. Comprendo oggi le resistenze, omissioni e ritardi di ieri relativi ad un semplice iter di autorizzazione ad impianti di trattamento rifiuti perché solo l'egregio lavoro della Magistratura, con le indagini ed intercettazioni, ha potuto alzare un coperchio dove abbiamo visto cosa bolliva in pentola, cioè relazioni che interessavano anche il governo nazionale e che, almeno sino ad oggi, hanno portato persino agli arresti di alcuni soggetti.
Una vicenda che mi lascia amareggiata ma che allo stesso tempo mi concede speranza per poter continuare nel mio lavoro al servizio di una società onesta che ha bisogno di attività politiche ed amministrative trasparenti, inclusive e risolutive al fine di valorizzare le esemplari potenzialità della nostra Regione. Scoprire e contrastare il malaffare, annidato anche nelle istituzioni e nei partiti equivale spesso anche a contrastare devastazioni ambientali e tutelare i Beni Comuni.
Commenti (11)
Claudia Felix
14 giugno 2019 alle ore 11:09brava, ammiro molto chi dimostra il suo coraggio e senso civico.
lottare sempre!
Caruso Paolo
14 giugno 2019 alle ore 12:02Un sistema marcio che attraversa tutta la penisola e che trova terreno fertile in territori già permeabili al potere politico mafioso non ha fatto altro nel corso del tempo che incancrenirsi e interessare organi vitali della pubblica amministrazione come quello della magistratura. E' chiaro a tutti che il vecchio sistema di potere (partiti, funzionari infedeli, finanza, certa imprenditoria, lobby, mafia, e purtroppo anche alcuni esponenti della magistratura) cerca in tutti i modi di sopravvivere così da continuare a perpetrare i propri loschi affari. In questo gioco perverso anche i media fanno la loro parte, ora omettendo ora stravolgendo la verità, disposti quasi sempre a tutelare interessi consolidati e di parte. Ebbene, che al più presto, si metta mano al sistema giustizia con tutte le sue componenti, i suoi organismi rappresentativi, incompatibilità tra magistratura e politica, riforma del processo penale, modalità della prescrizione, e parallelamente si proceda ad una lotta serrata alla corruzione e alla evasione fiscale; solo così si potrà dire di avere creato le basi di un paese civile e di una società più giusta. Meditate gente, meditate!!! Paolo Caruso (PALERMO)
Beppe
14 giugno 2019 alle ore 12:15Grazie Valentina Palmieri del tuo coraggio e della tua costanza nel cercare di restituire dignità ad un territorio sottomesso alla mafia.
Spero che oltre la testa del serpente malavitoso, si riesca a "schiacciare" anche tutta la bassa malovalanza/burocrazia/professionisti che si sono prestati a tradire senza scrupoli e vergogna i loro concittadini.
Ottimo lavoro.
Roberto Alb
14 giugno 2019 alle ore 12:23Un grazie da un non simpatizzante del m5s ! Ma quando ci vuole, ci vuole!!!!
Luigi
14 giugno 2019 alle ore 13:09Un grazie immenso dalla Puglia altro territorio martoriato dalle discariche sempre e solo a gestione privata
Bruno fiumicelli
15 giugno 2019 alle ore 13:41In effetti in puglia le promesse state mantenute... Tap chiusa in due settimane come promesso da cuoredipanna, ora vado a farmi un gito al parco giochi fatto al posto dell'ilva... Grazie tante al mo vi mento:)
Old
14 giugno 2019 alle ore 13:56Quando si legge impianto di produzione di biometano o di produzione energia tramite biomasse è chiaro ormai che lì bisogna scavare a fondo. Brava Palmieri !
danicap
14 giugno 2019 alle ore 16:54se anche viene a volte la voglia di mollare (Viene a noi immagino a voi in prima fila) bisogna riflettere che senza questi vostri sforzi l'Italia è un paese destinato a implodere.
Ma forse lo ripeto fino alla nausea ci sono tante troppe persone che non vedono oltre il proprio giardino, pur mangiando come tutti noi una carta di credito in plastica a settimana...
pietro casula
14 giugno 2019 alle ore 23:21ma tu più che essere una di noi sei un'eroina perché corri seri rischi con la mafia. Stai in campana, con la spazza corrotti oggi i procuratori possono combatterla meglio, ma i rischi ci sono sempre.
pietro casula
15 giugno 2019 alle ore 18:05ciao Valentina, hai una faccia pulita che ispira fiducia, pertanto parliamoci chiaro, la SPAZZA CORROTTI ha sorpreso tutti per la sua efficacia devastante e ora Salvini si è pentito di averla votata e, inopinatamente, l’ha messa al 1° posto per neutralizzarla.
Ha, infatti, incominciato a preparare il terreno dicendo, con la solita sapienza, che certe notizie non dovrebbero uscire.
Non è il solo ad aver paura, tutti i politici di lungo corso, a qualunque partito appartengano, hanno ormai terrore dei loro cellulari spioni anche da spenti.
Intrallazzare, imbrogliare fino a corrompere o farsi corrompere e tenere comportamenti mafiosi sono talmente diffusi che i trojan possono interessare veramente moltissimi politici marpioni classificabili “furbi competenti”.
Sanno che rischiano come mai è stato prima d’ora.
Pertanto, occhi e orecchie aperti, sii prontissima a denunciare qualsiasi tentativo di de potenziamento della spazza corrotti, è da difendere A OGNI COSTO con la stessa determinazione e coraggio che hai fin qui dimostrato, grazie.
Ciro
16 giugno 2019 alle ore 07:11Pietro dissento in parte dal tuo commento.
Le intercettazioni devo essere secretate ed utilizzate per le indagini.
Se escono subito possono aiutare complici ed altri lestofanti.
Adesso è chiaro che la gente lascerà il telefono a casa.
Invece se non dici come hai avuto le informazioni....possono sempre dubitare.