
Non sarà l'era del plasticocene
16 giugno 2019 alle ore 08:39•di Sergio Costa
Sono certo che la battaglia per le plastiche monouso sia la battaglia di questa era. Dobbiamo fare presto e se non lavoriamo tutti insieme per unire le forze sugli stessi obiettivi, questa sarà ricordata come l’era geologica del PLASTICOCENE. L’ho appena detto a #Karuizawa, in Giappone, dove si sta tenendo il G20 ambiente. È ormai improcastinabile definire una strategia planetaria comune con tempi certi e obbiettivi ben definiti e olistici affinché il pianeta esca definitivamente dall'età della plastica monouso.
La quasi totalità del marine litter, cioè l’inquinamento da plastica in mare, è originata da una scorretta o mancante gestione dei rifiuti, sia che derivi dal rilascio diretto nell’ambiente, per mancanza di consapevolezza delle conseguenze, o da lacune del ciclo della gestione dei rifiuti, sia urbani che industriali. Noi finalmente abbiamo iniziato ad affrontare questo problema, con la legge che consente di riportare a terra i rifiuti pescati in mare, composti principalmente da plastica.
Non abbiamo scelta: dobbiamo spostarci verso un modello economico circolare che permette ai rifiuti di essere riciclati o sostituiti con materiale durevole o biodegradabile.
Anche qui, stiamo affrontando il tema con i decreti end of waste sul riciclo dei materiali: uno già è realtà (prodotti assorbenti, pannolini ecc ecc..) e ce ne sono 17 in arrivo.
È chiaro che vanno considerati molti fattori collegati: penso a tutte le aziende che producono plastica monouso e a tutti i loro lavoratori, per questo abbiamo avviato un'interlocuzione con loro già da tempo per capire le loro esigenze e sviluppare un piano di riconversione da plastiche monouso a, per esempio, manufatti compostabili.
L'Italia con l'Europa sta lavorando molto bene, ce lo riconoscono nel mondo, ma non basta, è importante che altri Paesi, anche molto più impattanti dell'Italia, si rendano consapevoli della situazione, e anche in fretta.
Commenti (21)
Maria Paola
16 giugno 2019 alle ore 09:06grazie per il suo impegno!
Gianluigi Lazzarini
16 giugno 2019 alle ore 09:43Buongiorno, ottimo lavoro,per le discariche di rifiuti tossici sparsi per il paese è previsto qualcosa?
Almeno un inizio, visto la vastità del problema.
Beppe
16 giugno 2019 alle ore 10:18Fa arrabbiare conoscere i mille problemi di inquinamento che attenagliano il nostro paese e non 1 che sia stato risolto dal nostro Ministro Costa.
Tuttavia leggiamo Post dove Costa partecipa a conferenze e convegni, quasi tanti come quelli della presidente del Senato Casellati.
Almeno una buona e concreta notizia, il nostro ministro ce la vuole dare?
Lo voglio aiutare: le trivelle nei mari vengono cancellate e bonificati i siti? Chi inquina, esempio la Total in Basilicata, bonifica i luoghi oppure può fuggire tranquillamente in Francia con il malloppo?
A quando un incontro con le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo per regolamentare la messa in sicurezze dall'inquinamento delle acque?
Le pene per chi inquina ed i controlli sono adeguati?
Faccia qualcosa Ministro, basta chiacchiere.
Maria Paola
16 giugno 2019 alle ore 12:42beppe per fortuna che ci sei tu a dare consigli, il ministro Costa ha proprio bisogno di te
Beppe
16 giugno 2019 alle ore 14:45Maria, meno chiacchiere, dimmi una cosa fatta dal ministro, io non ne conosco.
Maria D
16 giugno 2019 alle ore 17:33Beppe,
parlare nelle sedi giuste si chiama FARE. Al G 20 in Giappone hai mai sentito altri, predecessori del ministro, parlarne? Siamo in democrazia non in dittatura. Il referendum sulle trivelle non raggiunse il quorum. La Total in Basilicata è sotto inchiesta per lo sversamento dei fanghi. Tutti i partiti (compresi gli inquinatori) sono contro il MoVimento 5 Stelle perché, per la prima volta, al governo vedono un soggetto politico che fa sul serio e tu parli di chiacchiere?
Giorgio Masari
16 giugno 2019 alle ore 18:48Maria Paola, sei talmente indottrinata che non riconosci nemmeno le cose lampanti.
Beppe
16 giugno 2019 alle ore 23:12Aspetto ancora di conoscere un fatto concreto disposto dal ministro.
Maria D., sai quanti convegni anche internazionali sono stati fatti sul clima negli ultimi 20/30 anni? Eppure, sarai d'accordo con me, non mi sembra che le cose vadano bene, forse perché non seguono mai i fatti?
FederocK
16 giugno 2019 alle ore 10:28URGENTE, SALVIAMO I POVERI MACACHI DI TORINO DALLA SPERIMENTAZIONE!!!!!
https://www.change.org/p/giulia-grillo-salviamo-i-macachi-di-torino?source_location=petition_footer&algorithm=promoted&original_footer_petition_id=14225319&grid_position=6&pt=AVBldGl0aW9uADPt8AAAAAAAXPsLcdu7RX5jMDUzZjM1ZQ%3D%3D
Giuseppe Pasquali
16 giugno 2019 alle ore 10:44Una brava persona che poteva stare solo nel M5S...
GRAZIE.
Alessandro Albanese
16 giugno 2019 alle ore 10:53Attenzione a come verrà recepita la direttiva europea sulla plastica monouso!
La direttiva si basa infatti su uno studio 'tipo LCA' non scientifico, e rischiamo di non ridurre l'impatto globale della plastica sull'ambiente, ma semplicemente di spostare il problema su e giù per la filiera.
Ministro Costa, lei che è persona degna e intelligente commissioni un lavoro preparatorio per capire quali sono le reali possibilità di recepire la direttiva, in modo da sfruttare davvero l'occasione per ridurre l'impatto ambientale della plastica, e non spostare semplicemente la polvere sotto il tappeto.
Una piattaforma tecnologica e di ricerca all'avanguardia su questi temi può creare sviluppo e attrarre investimenti a costi ridottissimi, usando il talento e l'ingegno italiano, che all'estero ci invidiano.
iomio
16 giugno 2019 alle ore 11:11ma non potete iniziare semplicemente come in germania a mettere il vuoto a rendere su contenitori in plastica???cosi non vedrete piu una bottiglia in giro...
Serafino
16 giugno 2019 alle ore 12:21Ottimo lavoro da parte del ministro Sergio Costa, bisogna però che le istituzioni tutte si adoperino di più per limitare lo scempio dei rifiuti stradali, mi riferisco a:
-Gli insegnanti che non sensibilizzano abbastanza i bambini su detta questione.
-I sindaci che invece di punire gli sversatori di rifiuti domestici, li coprono da bravi complici.
-I dipendenti comunali e provinciali che invece di raccogliere le varie plastiche durante la pulizia delle strade, le spazzano via tra la vegetazione o peggio le triturano con le loro macchine lasciandole lì in attesa che il vento e la pioggia le faccia confluire a mare.
-Le forze dell'ordine che mentre compilano la multa, fumano la beata sigaretta buttandola poi impunemente a terra.
Questo è l'esempio che le istituzioni danno ai cittadini.
Alex
16 giugno 2019 alle ore 13:11Non smetterò mai di dirlo servono fatti immediati da doman,i le soluzioni ci sono basta avere le palle di farlo, parlare non serve più a niente
Rosa23 *****
16 giugno 2019 alle ore 14:16Ci sono interessi enormi dietro la plastica. Noi pensiamo che le risorse ricavate dall'estrazione del petrolio
derivino dal carburante e invece il petrolio serve anche per la fabbricazione della plastica, che ha invaso tutto il mondo.
La plastica, non si distrugge e rimane in modo perpetuo nel nostro pianeta.
E' un piccolo passo in avanti quello di recuperare i rifiuti che i pescatori possono portare a terra. Dobbiamo però avere
un progetto a lunga scadenza, per arrivare a recuperare in toto l' end of waste che purtroppo leggiamo è stato
lasciato nelle mani delle regioni.
Dovete rendere fuori legge gli inceneritori, perchè finchè potranno funzionare, ingoiano enormi capitali dai
cittadini, per l'incenerimento.
Non c'è nulla da fare, nei comuni, nelle città dove è stato demandato il servizio di smaltimento alle società che gestiscono
gli inceneritori, non è applicata la differenziata.
Quindi Sig. Ministro, occorrono tutti gli sforzi possibili, non sarà facile debellare il malaffare che si è creato dietro le plastiche eil recupero dei rifiuti in generale.
Se esiste è soltanto un palliativo di facciata per cui poter bruciare i rifiuti, liberamente.
Giulio Bornacin
16 giugno 2019 alle ore 19:00Caro Costa, comprendo l'allarme della popolazione nei confronti dell'inquinamento ma sono contrario alle crociate. Sia quelle fatte dai cristiani contro gli infedeli che quelle che ritengono di aver trovato la causa di tutti i mali. Plastica? Ci sono centinaia di composti plastici. Il PE (politene), il PP (polipropilene), il PVC, il PET, il PETG, gomme butiliche, nitriliche ecc. ecc. Questi materiali hanno tossicità bassissima o nulla eccetto il monomero del cloruro di vinile che è cancerogeno. Il polimero, il PVC, al contrario non è tossico. Questi materiali hanno moltissimi pregi, il primo, appunto, la atossicità, ma poi la flessibilità, la leggerezza, il fatto che non danno origine a schegge (come il vetro) ecc. Avete idea della pericolosità di lasciare in giro milioni di bottiglie di vetro anzichè di plastica? Milioni di lattine? Il problema, secondo me, non è la plastica in se ma la gestione dei rifiuti. Chi getta per terra od in mare quelle tonnellate di plastica o di qualsiasi altro elemento e perchè? Pneumatici, batterie d'auto, frigoriferi, televisioni, divani ecc. ? Come vengono gestiti i rifiuti? Le faccio un esempio. Se uno ha una seconda casa per le vacanze in un paese dove si fa la differenziata e ci va il sabato o la domenica ha problemi enormi a smaltire i rifiuti. I cassonetti per l'indifferenziata sono chiusi e la differenziata viene fatta il lunedì carta, il martedi plastica ecc. Ed ecco comparire le discariche abusive, i sacchetti abbandonati per terra e così via. Credo che prima di proibire si debba educare e secondo non si può trasferire ai cittadini la responsabilità di un cattivo servizio di raccolta e smaltimento esistente in molte parti d'Italia, tra l'altro a costi impossibili (lo smaltimento di un kg di rifiuti speciali in Germania costa circa un terzo che in Italia).
rosanna scarpa
16 giugno 2019 alle ore 22:08la plastica non va prodotta. le ditte che la producano devono chiudere. capisco che ci saranno delle persone senza lavoro ma e' meglio morire tutti e far morire tutti gli animali ed il pianeta?
bisogna affrontare il male minore che sono appunto queste persone che rimangono senza lavoro. se e' sbagliato produrre plastica, si smette semplicemente di produrla, e subito. cosa significa spostare al 2021 o il 2025 o il 2030, una cosa che e' sbagliata e deve essere messa subito in azione? capisco benissimo che ci sono gli interessi ma il primo interesse dovrebbe essere per la salute dei cittadini e del pianeta.
vogliamo fare come i pescatori che volevano sacchggiare indiscriminatamente i mari con la solita litania del tengo famiglia? alla fine si sono resi conto che se non smettevano non ci sarebbe stato futuro e sarebbero morti anche loro di fame. dobbiamo sempre chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi? da vent'anni ho ridotto e quasi annulato il consumo di questi materiali e dei detersivi. non ci vuole molto, solo la buona volonta'. bisogna sempre pensare che per migliaia di anni siamo sempre vissuti senza e quindi possiamo ancora tornare indietro. ridicolo il discorso del monouso. bisogna smettere alla fonte. a quando il ritorno delle bottiglie del latte di vetro?, e non solo? la solita ipocrisia e' vergognosa.
Marco
17 giugno 2019 alle ore 14:02Non facciamolo diventare neanche il Rumorosocene, in città non si riesce più a riposare. Stress e frustrazione alle stelle.
Fulvio Ge
17 giugno 2019 alle ore 14:34La prego Signor Ministro di valutare, assieme al suo staff di persone competenti, anche questa ipotesi: mettere la caparra sulla plastica!
In Germania, già 12-15 anni fa, esistevano in molti supermercati dei macchinari che ritiravano le bottiglie in pet "divorandole", schiacciandole e stampando uno scontrino buono-sconto spendibile dall'utente nel negozio stesso.
Ciò potrebbe addirittura invogliare le persone (magari quelle più bisognose) a raccogliere bottiglie e contenitori di plastica abbandonati nell’ambiente! Se gli diamo un valore...
E poi i tedeschi favorivano l’uso del vetro, a parità di prodotto. Esempio: bibita nel flacone di plastica 1 euro, stessa bibita nel vetro 0,80!!!. Quale compri?
Spesso siamo proprio noi consumatori che dovremmo smettere di comprare una sottiletta di formaggio di 10 grammi imballata in un packaging fatto con 10 grammi di plastica! E' anche colpa nostra se ci sono così tanti imballi assurdi in commercio. Ma la politica deve dettare le regole per instradare uno sviluppo più sostenibile.
Grazie e buon lavoro.
enzo bargellini
18 giugno 2019 alle ore 10:14Egregio Signor Ministro,la "cronozona dei polimeri sintetici" data poco più d'un secolo nella seconda parte di cvi v'è stato loro sviluppo iperbolico e,come tutte le esplosioni tecnologiche,a tante migliorie socio-economiche fanno seguito gravi problemi d'accumulo e/o smaltimento.
Sono molto scettico sulla cd.'"uscita dalle plastiche monouso",potranno essere ridotte e migliorate in biocompatibilità ma la loro capillare diffusione nei grandi sistemi distributivi è fatto difficilmente reversibile per cui occorre concentrarsi sul miglior uso e recupero possibili.
Un problema meno visibile e perciò più insidioso di cvi poco si discute,a mio modesto parere,è costituito dalle fibre tessili di sintesi oramai di planetaria grande diffusione che,durante l'utilizzo e/o con i lavaggi rilasciano continuamente nelle acque reflue sino ai mari quantità enormi di piccole fibre con progressivo inevitabile accumulo.
Saluti e cordialità dalla Romagna.
Oreste ★★★★★ °.°
18 giugno 2019 alle ore 18:31AVVISO AI NAVIGANTI
Perchè non lasciare il Blog ai Troll,infiltrati e disturbatori?
Lo Staff prenderebbe provvedimenti o no?
Questa è l’ultima proposta …chiudo e Vi saluto!
ps: a coloro che non andrà bene l’iniziativa premetto che non risponderò!
