
Gen Z e futuro del lavoro. Tutta un’altra storia
3 giugno 2019 alle ore 10:49•di MoVimento 5 Stelle
Torniamo a parlare di futuro del lavoro prendendo spunto da una recente indagine americana che ha analizzato come intelligenza artificiale e tecnologia impatteranno sul lavoro dei giovani della cosiddetta Gen Z, cioè quei ragazzi che sono nati tra il 1997 e il 2012. Secondo questo studio, infatti, circa il 49% dei lavoratori di età compresa tra 16 e 24 anni sono a rischio di perdere il proprio lavoro a causa dell’automazione. L’aspetto interessante è che per la maggior parte non stiamo parlando di lavoratori impiegati in fabbriche ad alta automazione, come quella dell’automotive per esempio. Questo gruppo di lavoratori della Gen Z, infatti, negli Stati Uniti rappresenta circa il 9% della forza lavoro, ma quasi il 40% dei cassieri e dei camerieri e quasi il 25% dei venditori al dettaglio , con l'80% di tali lavori suscettibili di evoluzioni nel senso di ordini automatici, pagamenti basati su sistemi swipe e lavastoviglie robotizzate.
Secondo questo studio, inoltre, le implicazioni non riguarderanno solo i lavori con una retribuzione di meno di $ 20 all'ora, ma anche sui lavori entry level negli uffici e nelle amministrazioni, che subiranno le conseguenze dell’introduzione di massa dell'intelligenza artificiale e dell'apprendimento automatico.
La Gen Z si sta formando e sta finendo gli studi durante il periodo di automazione più radicale del XXI secolo. Dei 7,7 miliardi di persone del mondo, Millennials o Gen Y e Gen Z costituiranno il 64% della popolazione globale totale entro il 2020. Questi giovani che in tutto il mondo si stanno affacciando ora al mondo del lavoro si trovano dunque in una situazione in cui le basse competenze che tipicamente sono quelle di cui dispone un giovane appena uscito dalla scuola vengono progressivamente sostituite con l’impiego delle nuove tecnologie e le aziende richiedono sempre di più, invece, lavoratori altamente qualificati, quelli che tradizionalmente chiamiamo “senior”.
Per questi giovani, l’”emivita” dell’istruzione è probabilmente la più breve della storia dell’istituzione scolastica e il rischio di obsolescenza professionale è il più alto di qualunque altra generazione precedente. Buckminster Fuller ha coniato l'idea del raddoppiamento della conoscenza, cioè la conoscenza, in un determinato campo o applicazione umana, raddoppia a un ritmo prevedibile, ma accelerato. Fuller sosteneva che nel 1900 le conoscenze umane raddoppiavano ogni 100 anni, mentre nel 1950 le conoscenze raddoppiavano ogni 25 anni. Oggi è ampiamente accettato che la conoscenza raddoppia ad altissima velocità, ma a tassi diversi in campi diversi. La formazione medica fornisce un esempio interessante: entro il 2020 le conoscenze mediche potrebbero raddoppiare ogni 73 giorni.
In questo scenario, quindi, l'apprendimento continuo e lo sviluppo delle competenze non sono più uno strumento per una carriera di successo, ora è necessario per sopravvivere nel mondo del lavoro. Questa necessità ha anche un’altra ragione. Rispetto alle generazioni precedenti, lo scenario lavorativo cambia molto più velocemente. Se i Baby Boomers, per esempio, potevano pianificare la propria carriera nell’ambito di una stessa azienda per tutta la vita, in settori come il petrolchimico, dell’acciaio o delle telecomunicazioni, questo oggi non è più così semplice. Se infatti confrontiamo le classifica delle 500 aziende più importanti del Fortune 500 nel 1968 e nel 2018, scopriamo che di quelle presenti allora, oggi ne ritroviamo solo 5 e possiamo osservare un profondo cambiamento nella composizione delle aziende leader: oggi le società di retail, sanitarie e finanziarie hanno preso il posto delle società petrolchimiche, siderurgiche e di telecomunicazioni. I lavoratori della Gen Z dovranno dunque essere agili. Acquisire esperienza e sviluppare competenze che si applicano a tutti i settori sarà sempre di più un requisito fondamentale per sopravvivere nel mondo del lavoro.
Commenti (19)
Andrea Gualtierotti
3 giugno 2019 alle ore 11:31Io faccio il commesso da 23 anni, sono passato da tutte le domeniche chiuse, più mezza giornata (lunedì mattina d'inverno e sabato pomeriggio d'estate), tutte le feste chiusi e a volte facevano anche noi i ponti, ad essere sempre aperti, con l'obbligo di lavoro domenicale e pagato una miseria (€3 in più all'ora, di base ne prendo 7...). Quindi per me o si migliorano le condizioni dei commessi oppure è bene che arrivino i robot e lavorino loro in queste condizioni di schiavitù.
Andrea
3 giugno 2019 alle ore 12:25Hai perfettamente ragione, conosco tante persone nella tua situazione. Lo stop alla domenica lavorativa forzata andrebbe fatto quanto prima, è una vergogna che i dirigenti se ne vadano al mare a sorseggiare bibite fresche, lasciando migliaia di dipendenti a lavorare forzatamente e stare lontano dalle proprie famiglie nei giorni di festa, per uno stipendio da fame per giunta... se non è schiavitù questa..
Alessia donna papera
3 giugno 2019 alle ore 14:40Come ti capisco Andrea G.
Sono una commessa anch' io, se così mi posso definire perchè oramai a mio avviso ci hanno fatto diventare dei numeri senza anima, gli serviamo solo ed esclusivamente per il loro guadagno....la nostra è una categoria sotto pagata ma al di là dello stipendio da fame, i valori della famiglia sono andati a farsi fottere! Poi si lamentano della società in cui viviamo....
Alessia
Ettore Mascellani
3 giugno 2019 alle ore 11:37Si è sempre sbandierato che lo sviluppo tecnologico avrebbe portato a migliori condizioni di vita dell'uomo. Questo è sicuramente vero se guardiamo a come molti lavori usuranti siano stati sostituiti da robot e come le condizioni degli ambienti di lavoro siano diventati più salubri. ma non è tutto oro quello che luccica.Il rovescio della medaglia dimostra che chi ha un lavoro viene sempre più sottoposto a orari massacranti e ad accettare condizioni sempre meno favorevoli e questo è dovuto in larga parte alla grande offerta di lavoro presente sul mercato. Non facciamoci illusioni, non è credibile che si riescano a creare posti di lavoro sufficienti a ridurre ai minimi termini la disoccupazione. Nei paesi dove la disoccupazione è bassa (esempio tipico la Germania), le esportazioni sono molto alte e quindi vanno a sottrarre posti di lavoro nei paesi verso i quali queste esportazioni si dirigono.
Che piaccia o meno bisogna andare verso sistemi produttivi in cui si produce il più vicino possibile a dove si consuma con il beneficio non trascurabile della riduzione dell'inquinamento dovuto ai trasporti. Inoltre visto che non si possono creare posti di lavoro all'infinito bisogna attuare politiche di ridistribuzione del lavoro.
Queste cose non si fanno in pochi mesi, ma richiedono una programmazione a medio-lungo termine e una volontà politica globale. Purtroppo parlare di programmazione a medio lungo termine ai politici (non solo italiani, ma mondiali) sembra utopia, in quanto il massimo orizzonte che questi persaggi hanno è la durata del loro mandato. Quanto a volontà politica globale, basta guardare l'Europa in cui i governanti sparano a zero sui sovranisti ma nelle sedi che contano si sbranano per avere condizioni di favore per i loro paesi dimostrandosi più sovranisti dei sovranisti.
Gilles
3 giugno 2019 alle ore 11:43Continuiamo a suonarcela fra di noi, e la gente resta disinformata e ignorante totale su questi argomenti...!
Torniamo ad informare nelle piazze come un tempo. Usciamo dai Palazzi del Potere!
enzo calderini
3 giugno 2019 alle ore 12:12Vero, vediamo che dice il PDC questa sera,e speriamo bene.Dovesse cadere questo governo siamo nella me...
Gilles
3 giugno 2019 alle ore 12:26A me fa incazzare il fatto che il compito principale del M5S dalla sua creazione era quello di informare i cittadini ed essere trasparente... E ultimamente questo obiettivo si è perso per strada...
enzo calderini
3 giugno 2019 alle ore 14:16Caro Gilles non è che la comunicazione si sia persa ultimamente, non è mai stata fatta.Solo sul blog; solo Noi eravamo informati.Lei non sa le litigate che facevo con i miei parenti e amici.Infatti ora sono tutti lega. Perché i pesci rossi(gli italioti) seguono solo chi grida più forte.(si ricorda il duce?).
Gilles
3 giugno 2019 alle ore 16:47Purtroppo lo so, Enzo! Ho litigato anche con il padre il giorno prima e il giorno stesso delle Europee, perchè ha scelto di votare il PD. E alle politiche ha votato m5s. Pensavo avesse capito il messaggio, in realtà era solo per mettere alla prova noi 5 stelle. Forse si aspettava un miracolo..!!!
Per questo ritengo irrinunciabile organizzare una vera e propria macchina informativa che scavalchi i media classici e permetta di far arrivare il messaggio alla gente comune ben prima di tv e giornali per fargli capire chi racconta cazzate!
maxper
3 giugno 2019 alle ore 12:11Scusate: dopo l'analisi, dov'è la proposta ?
Loris Bontempi
3 giugno 2019 alle ore 12:18Una delle prime proposte, gli Italiani l'hanno BOCCIATA si chiamava reddito di cittadinanza, almeno era un inizio per affrontare queste problematiche, ma, i cittadini Italiani non ci arrivano proprio, troppo analfabetismo politico.
Loris Bontempi
3 giugno 2019 alle ore 12:16Sai quante volte nei social ho sottolineato questi eventi, come catastrofici per il lavoro, eppure in Italia sono ancora convinti , parlano di lavoro come se non sapessero che per molti diventerà solo una utopia. Tutti dicono che siamo in grado di generare lavoro con investimenti , imprenditori o con leggi dello stato. TUTTO FALSO, ci stanno prendendo per i fondelli. nessuno parla di come affrontare anticipatamente questi temi, per questo il nostro paese sarà costretto ad un prematuro default . Addirittura con il jobs act, abbiamo dato soldi agli industriali con l'intento di aumentare posti di lavoro, UN GRANDE FALLIMENTO, per questo tema, invece è stato un grande aiuto alle aziende, che con i nostri soldi stanno comperando robot e tecnologie avanzate che porteranno ad una inevitabile diminuzione della forza lavoro. In poche parole, negli ultimi anni si è badato solo a distruggere per le brame di POCHI, per aumentare lo stato di disagio di tutto il resto della popolazione, questo ci porterà in breve tempo ad una carestia totale KAOS o ANARCHIA.
Teresanna Testa
3 giugno 2019 alle ore 12:36Assistiamo ad un baratto di cose e servizi per una diminuzione di diritti. Ciò che crediamo di risparmiare come consumatori lo paghiamo come lavoratori. Siamo passati dell'autonomia all'automazione.
Marco
3 giugno 2019 alle ore 13:27Mi sembra chiaro che siamo di fronte ad uno scenario apocalittico dai risvolti drammatici, non si può certo competere con le superintelligenze le superforze e le supervelocità di una AI. Questo scenario non appartiene più all’uomo bensì alle macchine. La disumanizzazione del mondo del lavoro iniziò con la rivoluzione industriale per poi perdere completamente ogni forma di anima con l’arrivo della matematica. Ora non è più roba per noi. Lasciamo pure che le macchine prendano il nostro posto per massimizzare produzioni e profitti. Una cosa dispiace e cioè di delegare il governo del mondo alla intelligenza artificiale senza essere passati da una democrazia reale che rimarrà un sogno dei pre Z. Non siamo ancora in tempo di fare in modo che la AI venga impiegata per connetterci tutti realmente in un luogo di confronto onesto per promuovere gli ideali di inclusione giustizia e solidarietà? Abbandoniamo le improvvise trance sciamaniche del politico di turno posseduto nel rituale della suggestione collettiva. Anche perché passati gli effetti di queste suggestioni di massa allucinatorie i problemi si ripresentano. Queste capacità di assimilazione di dati e capacità logaritmiche di apprendimento mettiamole al servizio dell’uomo e dei suoi bisogni invece di puntarela alla testa facendoci sentire inadeguati. Che sia il futuro a mettersi umilmente al servizio degli uomini e non viceversa. Anche perché un’ideale di umanità compassionevole globale è ancora da raggiungere e la macchina dovrebbe aiutarci a compire questo grande passo. Invece mi sembra che l’obiettivo sia quello di distruggere definitivamente questo sogno cambiando radicalmente il paradigma. Agilità, velocità e rumore furono evocati dal lontano futurismo nel nostro passato, quindi ora che siamo nel futuro riscopriamo i valori del passato come calma lentezza e silenzio per ritrovarci uomini, in un mondo di uomini e con dei sogni da uomini.
federico tonini
3 giugno 2019 alle ore 14:07Quante parole inutili !!!
E' chiaro che la nostra industria, il cui sviluppo è stato impedito dalla ignoranza dei politici degli ultimi 70 anni, non potrà sopravvivere in futuro, tranne qualche caso isolato di eccellenza in quei settori che stanno sopravvivendo al disastro del 2009.
Il futuro della nostra nazione, dal lato economico, può essere solo assicurato se ci trasformiamo nella più ambita meta turistica del mondo per persone abbienti, disposte a pagare prezzi alti per cenare in ristoranti di ottimo livello, scendere in hotel accoglienti, trovare città pulite e senza borseggiatori, visitare musei e località turistiche uniche al mondo.
Chiaro che serve un governo che dia direttive, una scuola che formi personale adatto ad un turismo di classe ... e tutto il resto ... ma se mancano le idee chiare ... siamo già rovinati.
spartacus
3 giugno 2019 alle ore 18:29Queste (e altre) analisi che si susseguono nel tentativo di prefigurare le caratteristiche del LAVORO dei prossimi decenni, hanno due implicazioni importanti, al di là degli eccessivi tecnicismi di cui si ammantano :
1) sarà sempre più inutile inseguire, fin dalle prime scelte scolastiche, conoscenze tecniche e professionali da assorbire per conquistarsi un "posto in prima fila" nella ricerca di occupazione e nella successiva carriera lavorativa. Perché questo tipo di conoscenze di "contenuto" diventano sempre più velocemente obsolete o assorbite dalla dilagante automazione. Meglio, anzi, necessario dotarsi delle meta-competenze personali in grado di assisterci nella "transumanza" delle conoscenze tecnico-scientifiche: autostima, capacità di astrazione, capacità relazionali, ecc.
2) È subalterno (almeno da un Movimento "rivoluzionario" come il nostro) attendersi l'occupazione futura ESCLUSIVAMENTE dagli operatori privati, semplicemente perché questi sono indotti ad attingere a piene mani all'automazione e alla digitalizzazione "labour saving" che creerà sempre meno posti di lavoro. La Politica deve riappropriarsi della capacità di organizzare occupazione aggiuntiva e sussidiaria rispetto alle capacità imprenditoriali private, esplorando, come DATORE DI LAVORO DI ULTIMA. ISTANZA, opportunità imprenditoriali e occupazionali nei settori emergenti dei Servizi, Turismo, Beni Culturali, ecc...Ci vuole, in parole povere, una combinazione di COMPETENZE POLITICHE, CORAGGIO INTELLETTUALE E FANTASIA !!!
k7
3 giugno 2019 alle ore 18:49http://www.rinnovabili.it/mobilita/veicolo-volante-idrogeno-skai/
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Ermes Dall'Olio
4 giugno 2019 alle ore 02:03Una "Storia" del lavoro perduto credo ci sia sempre stata fino dall'antichità, inizialmente si usava il ferro per lance, spade e corazze, poi arrivò la polvere da sparo, poi c'era la cavalleria e arrivarono i carri-armati, poi c'erano le carrozzelle e arrivarono i taxi. Tutto il personale produttivo si è sempre adeguato nel corso dei secoli fino a quando arrivò la ... globalizzazione. Da una vecchia foto del 1901 si vede che tutti; uomini e donne, quando escono di casa indossano un copricapo! Lentamente tutto finì, morirono di fame i cappellai? No, perche' la partita del lavoro si giocava in Italia con gli Italiani. Adesso con la globalizzazione ci sono migliaia di cittadini "non italiani", automobili e altri oggetti "non italiani" più il labirinto-prezzi che spazia dal Super manager con liquidazioni da milioni di euro e la maglietta di cotone venduta in Italia a un euro che arriva dalla Cina. Le pellicce vere fatte in Italia sono crollate di prezzo, bombe e armi varie prodotte in Italia mantengono buone tariffe in aumento. Mercato strano non vi sembra? Soluzioni? Ne esiste una sola, arriverà quando a comandare ci sarà un PARTITO SOLO !!!
FELICE
16 giugno 2019 alle ore 23:44L'ITALIA È L'UNICO PAESE PIÙ RICCO DEL MONDO PERCHÉ È UN MUSEO,É TERAPEUTICO E SALUTARE PER LE ECCELLENZE ALIMENTARI,È TUTTO IL TERRITORIO TURISTICO E IDONEO A TUTTI I TIPI DI SPORT.IN POCHE PAROLE È IL PARADISO IN TERRA.
Lavoro nei settori suddetti é ricchezza per il Popolo Italiano ,oppure chiudere i confini e fare pagare il tiket ai visitatori. Una sola legge carcere duro per i furbi e gli evasori.
