
Estendiamo le Zone Economiche Speciali al centro-nord: nessun territorio deve essere lasciato indietro
4 giugno 2019 alle ore 10:30•di MoVimento 5 Stelle
Siamo abituati alla narrazione di un’Italia divisa in due, tra Nord e Sud, ed è vero. Tuttavia sono molte le zone depresse del centro-nord del Paese totalmente ignorate. Esiste un “Nord” e un “Sud” anche in Lombardia, in Veneto, in Piemonte, nel Lazio che ospita la Capitale d’Italia. Le zone periferiche del nostro territorio sono zone depresse, zone di disoccupazione e di mancanza di opportunità, che avrebbero bisogno di interventi di sostegno al pari del Mezzogiorno. Per questo ci stiamo attivando per estendere anche alle aree del centro-nord la possibilità d’essere inserite nelle Zone Economiche Speciali (ZES).
E cosa sono le Zone Economiche Speciali?
Si tratta di vere e proprie aree geografiche circoscritte che applicano una legislazione economica differente rispetto a quella applicata nel resto del Paese e che godono di incentivi fiscali, finanziari e di semplificazione amministrativa a beneficio delle aziende che ne fanno parte.
Nel Decreto Crescita abbiamo stanziato circa 300 milioni aggiuntivi in favore delle ZES, collocate in varie parti del Sud Italia, per sostenerne lo sviluppo economico ed industriale, e finanziandolo attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Queste risorse si aggiungono ai 250 milioni già previsti per il credito d’imposta in favore delle imprese che si insediano nelle zone speciali.
Adesso vogliamo estendere questa formula anche alle aree del centro-nord, realizzando uno studio su quelle aree che potrebbero essere inserite nelle Zone Economiche Speciali. Pensiamo ad esempio a Venezia, nell’area di Porto Marghera e delle zone ammissibili della provincia di Rovigo. L’obiettivo è realizzare nel più breve tempo possibile tutto il lavoro preparatorio richiesto, insieme a tutti gli attori coinvolti, in modo da presentare già a settembre, in vista della Legge di Bilancio, il piano per l’istituzione delle ZES. In questo modo avremo le risorse per l’istituzione delle ZES nel centro-nord già a partire dal prossimo anno.
Per risolvere gli squilibri e le disuguaglianze che feriscono il nostro Paese abbiamo bisogno di interventi strutturali, e le Zone Economiche Speciali possono rappresentare un tassello importante del quadro di intervento. Vogliamo un’Italia economicamente unita e parimenti sviluppata da Nord a Sud, dal centro alla periferia, perché solo così potremo offrire a tutti i cittadini pari opportunità.
Commenti (22)
Antonio
4 giugno 2019 alle ore 11:22Bravi, così si ragiona a livello nazionale e non su base regionale. Questa è la differenza con la lega che parla di autonomia e flatax sempre per i più ricchi. Infatti ieri dei militanti padani intervistati nella trasmissione di Rai tre da Lerner dicevano che odiano il tricolore e i veneti nel veneto e i napoletani a Napoli. Italiani svegliatevi.
Birimbi
4 giugno 2019 alle ore 12:02Ma c'è in Italia qualcuno che interessi la lotta all'evasione fiscale alla sinistra hanno fatto solo chiacchiere in tal senso, qui tutto voglio qualcosa ma nessuno da niente ,gente che usufruisce da sempre di servizi che non gli spettano,secondo me vedo tanto lavoro nero infermieri in pensione per dirne una che vanno facendo iniezioni e quant'altro forse pagheranno le tasse o forse no,abbiamo uno stato zeppo di dipendenti pubblici che non è stato intaccato da Renzi con il job act guarda caso tutta clientela del PD,di Salvini e Meloni .al sud vogliamo fare qualcosa io non dico a licenziare ,ma occorre la mobilità,nel settore privato se un azienda ha una disgrazia viene ad es invasa dall'acqua tutti vengono richiamati per ripulire,se c'è una disgrazia ,un terremoto,o carenze di personale prima di assumere altro personale nel settore pubblico si devono trasferire o riciclarsi,non è possibile che ad es un Italia lo scambio dei treni e 'meta' automatizzato e meta dal uomo ,c'è una disgrazia perché qualcuno non ha visto il semaforo ...e sempre colpa di qualcun'altro,in Spagna li 'tutto automatizzato ,il settore pubblico si deve innovare in Italia punto e basta, sennò meglio fallire senza giri di parole,molti di loro si sentono intoccabili
Enrichetto Allerino
4 giugno 2019 alle ore 14:44....volendo, si automatizzare tutto: il problema, è capire che minchia farà tanta gente allevata nel culto del consumismo e senza un reddito minimo e dignitoso in tasca......
Giuseppe Pasquali
4 giugno 2019 alle ore 12:24...dal giornaletto dei pesci Repubblica!!!
"In un mese Salvini ha speso 124mila € per sponsorizzare i suoi post Facebook,
Zingaretti 1.400, Di Maio zero"
Qui possiamo decifrare così:
*Il bullo 124mila €....
*il cretino 1.400 €...
*l'ingenuo onesto Zero €...
e a questo punto si potrebbe anche dare un voto ai loro elettori...
pietro casula
4 giugno 2019 alle ore 12:34grazie, mi hai strappato un sorriso!
Enrichetto Allerino
4 giugno 2019 alle ore 14:41Ieri, il Popolino Italico, ha dato un'altra prova della sua grande intelligenza : record di "share" per il "Grande Fratello": che minchia pretendiamo???....( senza contare che il responsabile della comunicazione , arriva dritto dritto da lì : non sarà scandaloso, ma è senz'altro preoccupante....)
Giuseppe Pasquali
4 giugno 2019 alle ore 16:17x Enrichetto il Ballerino......
Grande Fratello lo danno su canale 5....
i suoi telespettatori non sono del M5S.....
..nulla di allarmante,tutto comprovato...
pietro casula
4 giugno 2019 alle ore 12:37grazie, fate finta che non sia successo niente.
pietro casula
4 giugno 2019 alle ore 12:57Salvini su una cosa siamo tutti sicuri, continuerà a comandare nonostante Conte.
Tanto varrebbe che facesse lui direttamente il capo con onori e oneri. E non è detto che il M5S non accetti, se il contratto venisse rispettato.
Ma sono solo fantasie, a Salvini ora interessa apparire che lui è per il fare e noi per i NO a diarrea.
Deve consolidare i voti acquisiti e non può dare un segnale di rottura ai nuovi arrivati che avevano prima sperato nel M5S.
Una certa quota di voti sono per tutti volatili e così come vengono possono anche cambiare.
Per esempio, se la SPAZZA CORROTTI e la SPAZZA VOTI DI SCAMBIO venissero abrogate fra qualche mese la volatilità dei voti che vanno e vengono chi potrebbe dire quale sarebbe?
Andrea C.
4 giugno 2019 alle ore 13:07Sono d accordo. Per es. La zona di Legnano
prima molto industrializzata e artigianale ora con le varie crisi è molto decaduta. E li è di base la lega. Mi dicano cosa hanno fatto....di buono...ora la giunta è indagata.
Poi c è la zona Oltrepo pavese dove vivo e ho un azienda di vini. Li i grossi mangiano i piccoli, fanno i prezzi di mercato delle uve a cifre ridicole, così uno alla fine dell' anno non ha nulla da investire, forse ci ha rimesso! E se non investi, non migliori, non puoi eccellere. Per quanto riguarda i vini, aziende piccole e medie come la nostra sopravvivono, perché i grandi che spesso hanno qualità bassa e packaging decente, di nuovo stabiliscono prezzi di mercato. E il Consorzio che dovrebbe tutelare ....non esiste, noi lo sentiamo una volta l anno perché ci chiese un contributo. A cosa??!! Un altro ente magna magna. E le cantine sociali? Anche qui molti indagati, cambiano i capi ma le leggende continuano. Se e dico se .. solo qualcuno si prendesse la briga, tipo il Ministero dell'agricoltura, di calmierare i prezzi delle uve, se ci fossero più controlli e una vera politica di scoperta del territorio, Noi avremmo i soldi x sistemare la campagna, le cascine, acquistare nuove macchine in cantina, presentarci meglio al mondo, come ha fatto la Toscana. Se l economia gira, la zona si sviluppa in tutti i sensi.
Ora c,'è l IMU da pagare....mannaggia anche per noi agricoltori! Un disastro.
Ti voto 5 stelle perché sei una possibilità per uscire da questo piattume...da questa crisi. E continuo a confidare in voi!!!
In alto i calici. Andrea
Alessandro Albanese
4 giugno 2019 alle ore 13:33Zone economiche speciali sono anche le piccole comunità isolate in montagna, sulle Alpi, in costante spopolamento dagli anni '80, tanto che ormai si parla di frazioni e paesi abbandonati.
Ovviamente la manutenzione del territorio se non ci sono abitanti è costosa ed impossibile da monitorare.
Jessica Rombolà
4 giugno 2019 alle ore 16:09A me sembra un modo diverso per differenziare comunque (però danuna parte le differenze le crea anche il territorio)
Alessandro Albanese
5 giugno 2019 alle ore 08:30Alcune zone sono oggettivamente 'difficili' e al giorno d'oggi depresse.
Io sono Veneto e quando mi capita di passare in alcune nostre località montane vedo serrande abbassate e negozi chiusi, dove fino a 10 anni fa qualcuno ancora c'era.
Ormai le località tagliate fuori dal turismo di massa non possono più vivere come si faceva una volta con 4 mucche, un po' di animali da cortile e un pezzo di terra, chi andrebbe a stabilirsi là alle stesse condizioni di luoghi magari turistici, con più possibilità?
Questa delle zone economiche speciali mi sembra un'occasione per queste mini aree depresse. Non so tu di dove sei, ma di sicuro anche nella tua regione ci sono esempi simili.
Roberto
4 giugno 2019 alle ore 14:25I territori no ma i cittadini si che li lasciate indietro.
Parlate di flat tax che dovrebbe abbassare le tasse ma avete liberato i comuni dal vincolo di non aumentare l'addizionale irpef.
Ad oggi sono già circa 470 i comuni che alzeranno le tasse ai cittadini e non è ancora finita.
Fate schifo peggio dei vecchi politicanti di mestiere. Traditori su tutta la linea e gli italiani ve lo hanno chiarite le ultime elezioni.
Solo il vostro becero strisciante desiderio di poltrone e stipendi immeritati fa si che vi troviate ancora al potere.
PUZZATE
Enrichetto Allerino
4 giugno 2019 alle ore 14:48https://www.youtube.com/watch?v=11sA19KCxL8
Giuseppe Pasquali
4 giugno 2019 alle ore 16:10Ohhh Robertino....sei scappato dalla stalla del Nazareno o hanno aperto le porte????
Roberto
4 giugno 2019 alle ore 15:46DI VECCHIA POLITICA IN STILE PD/PDL
pietro casula
4 giugno 2019 alle ore 16:21Ottima iniziativa. Peccato che ora siamo a rischio.
se si lavora insieme…, scrive Di Maio, ma bisogna essere in due e l’altro sta ponendo precondizioni senza lavorare insieme.
Non so se questa volta Conte riesca nell’impresa.
Accordo sullo sblocca cantieri, ok.
Ho proposto prudenzialmente, una soluzione 2 di riserva.
Parte dal presupposto che avete già fatto molto, esso vale col tempo 100 mld di risparmi all’anno sulla corruzione e sulla mafia, ma tutto può essere abrogato fra qualche mese con grande goduria dei ladri, mafiosi, corrotti e corruttori.
L’opposizione dura per proteggere quanto già fatto potrebbe essere la soluzione 2 e non è detto che gli elettori che avevano riposto le loro speranze su di noi non possano tornare qualora verificassero chi intenda abrogare leggi che consentirebbero risparmi per 100 mld anno contro corrotti e mafiosi.
Per la soluzione 1, provocatoriamente aggiungerei Salvini premier: la vuoi la bicicletta,…pedala!
Rina Brundu
4 giugno 2019 alle ore 17:08Zone Economiche Speciali? Mi ricorda la grammatica stalinista. Cominciate a permettere di fare business come si fa da queste parti... Permettendo di creare company liberate dagli impegni inps and so and so forth se l'imprenditore sceglie così, abbassate le tasse, e vedrete che al resto ci pensa l'imprenditorialità tipica degli italiani... non servono zone "speciali". Ci sono zone già specialissime in virtù dei loro territori bellissimi ma muoiono ogni giorno insieme ai loro abitanti vittime di una burocrazia che fa paura. E della mafia, che non è solo quella descritta da Mario Puzo. Imparate dall'Irlanda a fare business, su questo si, dovete proprio imparare dall'Irlanda!!
maxper
4 giugno 2019 alle ore 18:18Quali sono i parametri e chi li stabilisce ? E chi può fermare o rivedere le nomine ?
Per esempio: quando il governo ha inserito nei parametri per certi pagamenti i comuni a vocazione turistica, le Marche hanno inserito TUTTI i comuni della regione in questa lista; o ancora : L'Italia continentale ha 10 città metropolitane, la sola Sicilia ne ha tre... e così via ...
Anonimo
4 giugno 2019 alle ore 22:23Sono anni che in Sardegna si parla di zone franche o meglio zone economiche speciali, e nel frattempo i grandi, per modo di dire, del trasporto navale, fanno affari d'oro, alle spalle del popolo italiano. La Sardegna siamo al centro del mediterraneo, o meglio al centro del mondo e da sempre ci hanno abbandonato e preso per il culo, in molti anni regionali non abbiamo creduto nel movimento, sentivamo puzza di fumo nero, o forse di un nuovo conclave. La mia regione sardegna è sempre stata una civiltà fiorente, al suo stesso statuto si deve la nostra costituzione ed oggi veniamo espropriati dei nostri diritti, potremmo essere una nuova Svizzera, invece moriamo giorno dopo giorno. Non credo neanche a questo spot, ma solo ai fatti
Antonio Lampis
5 giugno 2019 alle ore 14:38Non riesco a capire la logica. Agevolare il Centro e il Sud del paese perché il Nord produce di più.
Il Nord non ha agevolazioni e non le chiede ma produce di più. La domanda e’ come mai al Nord si produce di più?
Se quelli che sono a Palazzo Chigi pagano i loro consiglieri sui risultati e non a ore forse questa “logica” sparisce e si ci concentra nel fare le cose che il Nord fa bene e farle al Centro e al Sud e il problema sparisce.
Se i tifosi della juventus fanno a pugni per un biglietto e quelli del C… non sono interessati e non vanno allo stadio dargli i biglietti gratis non risolve il problema del perché’ quelli del C… non sono interessati. Il problema si risolve quando la l’esecutivo del C… fa in modo che i suoi tifosi siano interessati nel vedere il C… allo stadio.
Le agevolazioni non risolvono il problema del perché il Centro e il Sud produce meno.
