
Caso #Whirlpool: lo Stato ora si fa rispettare
11 giugno 2019 alle ore 14:26•di Luigi Di Maio
Quando si è insediato il Governo, abbiamo detto che avremmo difeso il Made in Italy e questo è il mio obiettivo come Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro. Questo non significa solo difendere i prodotti, difendere la produzione dei nostri artigiani e delle nostre imprese. Significa difendere anche la manodopera italiana che lavora nella costruzione dei prodotti.
Chi viene in Italia deve rispettare le regole italiane, deve rispettare il Governo italiano e deve rispettare i cittadini italiani, soprattutto gli imprenditori, a cui molto spesso è stato tolto lavoro proprio dalle multinazionali. Chi opera nel nostro Paese deve rispettare chi lavora negli stabilimenti delle grandi, delle medie e delle piccole aziende.
Sono stanco di tutte queste multinazionali che vengono in Italia, firmano accordi col Governo e poi, quando vogliono, chiudono stabilimenti, se ne vanno e mettono in discussione quel che hanno sottoscritto. Non si prendono più gli incentivi, i soldi dello Stato, delle tasse degli italiani, dei lavoratori e degli imprenditori italiani e poi sul più bello: “Ah scusate, ci siamo sbagliati chiudiamo uno stabilimento”. Questa storia è finita ed è finita perché adesso lo Stato si fa rispettare.
È una settimana che ho detto a Whirlpool che, siccome avevano preso un accordo con me, dovevano tenere aperto lo stabilimento di Napoli ed è assurdo e inaccettabile che dopo aver sottoscritto questa intesa, oltre che col Governo italiano, anche con sindacati, presidenti di Regione e sindaci, in cui si impegnavano a tenere aperti tutti gli stabilimenti d’Italia, adesso ci dicano che vogliono disimpegnarsi.
Non è accettabile, hanno preso 50 milioni di euro dal 2014 ad oggi e io inizio a revocargli i fondi. Non sono stati collaborativi.
Ho firmato tre atti di indirizzo con cui dico alle direzioni del Ministero del Lavoro, del Ministero dello Sviluppo Economico e ad Invitalia di revocare i soldi degli italiani che sono stati dati a Whirlpool in questi anni, perché non ha tenuto fede agli accordi.
Verificheremo fino all’ultimo euro che potremo togliere e spero che mercoledì quando verranno al tavolo possano venire a miti consigli. Perché qui non si scherza ed è finita l’epoca del Bengodi in cui si viene in Italia, fai quello che vuoi con i lavoratori italiani, con le imprese italiane e poi te ne vai dopo che hai preso i soldi. Spero veramente che ci possano ripensare, ma io intanto vado avanti perché se credono di avere a che fare con quelli di prima hanno sbagliato governo!
Commenti (4)
Gaston
12 giugno 2019 alle ore 21:57Di maio sei il lecchino di salvini svegliati e reagisci salvini ti sta spolpando?
Jessica Rombolà
13 giugno 2019 alle ore 00:07Doveva reagire andandosene, riorganizza il movimento ma lui resta lì e d'accordo l'ha voluto la base (o la cricca visto che solo loro possono votare) e salvini ha minacciato che se ci va diba fa cadere il governo (tanto per così faccia pure, per stare a fare ilecchino eviterei), per il resto chi hanno? Nessuno se si vuole evitare una crisi era l'unica soluzione ma non deve confondere diplomazia con tirapiedi
Marta Buscioni
13 giugno 2019 alle ore 15:00Ma cosa dici??? E che c'entra questo commento, del tutto infondato a mio modesto parere, con il post pienamente condivisibile di Di Maio???
Cerchiamo di intervenire in modo costruttivo per favore, magari critico ma costruttivo!!!
franco rosso
13 giugno 2019 alle ore 00:01https://it.wikipedia.org/wiki/Whirlpool_Corporation
studia studia. e prima di continuare a scrivere cazzate
vatti a studiare il decreto dignità......
lo stabilimento è li, qualunque cosa possano realizzare
PRIMA DEVONO PAGARE......
qui quelli che venite a fare delle marchette da 4 soldi, rispetto
alle marchettare che imperversano in tv vi chiamano troll
ma a me mi piace chiamarvi CAROGNE, ...CHE CI VUOI FARE...
