
Approvato il Decreto Calabria
19 giugno 2019 alle ore 16:45•di MoVimento 5 Stelle
Per la sanità oggi è un giorno molto importante. Il decreto Calabria è finalmente legge dello Stato e con un solo provvedimento interveniamo su tantissime cose per questa regione, ma non solo.
La Calabria è stata messa in ginocchio da anni e anni di politiche scellerate, con un disavanzo di quasi 170 milioni di euro e un'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza, in due parole i servizi che il Sistema Sanitario Nazionale eroga per i cittadini, fermi a 136 punti, quando la soglia minima è 160, finalmente guardiamo ai calabresi. Vogliamo che nessuno sia più costretto ad andare in un'altra Regione per curarsi, come è avvenuto fino ad oggi. Un paio di esempi per rendere l'idea: il 45% delle pazienti con un carcinoma mammario vanno a curarsi altrove così come il 70% dei malati di neoplasie tiroidee. Sono numeri, ma i numeri raccontano il dramma di chi, già vivendo una malattia, deve anche fare armi e bagagli per andare da qualche parte dove far affidamento su servizi sanitari degni di questo nome.
La Calabria subisce piani di rientro dal 2009, è commissariata dal 2010 ma non è servito a niente. Finalmente lo Stato è arrivato in Calabria, finalmente lo Stato ha deciso di porre rimedio a questo scempio. La cosa più grave è che di fronte a questo il governatore Oliverio fino all'ultimo si è opposto, fino all'ultimo ha voluto nominare i direttori generali senza coordinarsi con il commissario ad acta mandato dal governo: Saverio Cotticcelli.
Cotticelli ha parlato subito di una "situazione drammatica" frutto di "anni di malagestione e di infiltrazioni mafiose che hanno portato, da ultimo, allo scioglimento dell'Asp di Reggio Calabria. I Lea non vengono rispettati, la situazione finanziaria è drammatica e l'erogazione dei servizi pessima".
Il commissario Cotticelli, dunque non la Regione perché, come abbiamo sempre detto, il controllore non può essere anche il controllato, procederà a una verifica straordinaria sui direttori generali degli enti del servizio sanitario regionale e se questa verifica dovesse avere un esito negativo il Commissario potrà decidere la decadenza dall'incarico. Chi sbaglia pagherà e se ne assumerà le responsabilità.
Basta servizi scadenti, basta corruzione, basta politiche che hanno assecondato clientele, basta dirigenti generali confermati e premiati mentre leggiamo di gessi fatti con il cartone, di morti in pronto soccorso, di strutture fatiscenti. Prevediamo fondi per il miglioramento delle infrastrutture e dell'edilizia ospedaliera, sanciamo che solo una figura terza potrà correggere le storture nella speranza che i calabresi possano finalmente avere una sanità in cui avere fiducia e di cui andare fieri.
Ma non ci siamo fermati qui: una norma ponte al ddl della nostra Maria Domenica Castellone ci fa fare un primo passo per togliere le mani dei partiti dalla sanità nelle Regioni commissariate: i vertici sanitari di Lazio, Molise, Campania e Calabria potranno essere nominati esclusivamente sulla base di una graduatoria di merito e per le loro competenze.
Un altro aspetto fondamentale riguarda la carenza dei medici specialisti, causati da un'errata programmazione fatta da chi ci ha preceduto: abbiamo sbloccato il turnover, anche per le Regioni in piano di rientro, e modificato il tetto di spesa per il personale in tutta Italia. Prevediamo un incremento per le assunzioni stabilizzando tutto il personale precario in servizio esternalizzato.
Infine, dopo aver aumentato le borse di specializzazione passate da 6.200 a 8.000, prevediamo che gli specializzandi dell'ultimo anno, medici già abilitati che saranno comunque adeguatamente seguiti dai loro tutor universitari, possano essere assunti. Facciamo tutto questo guardando a seria revisione complessiva della formazione post laurea basata su una reale programmazione dei fabbisogni. Cosa che nessuno ha mai fatto.
Per la sanità oggi è un giorno importante. E' un giorno importante per i calabresi, per gli operatori sanitari e per tutti i cittadini che si meritano sempre e comunque di poter entrare in un ospedale certi che saranno curati nel migliore dei modi.
Commenti (10)
Silvia72
19 giugno 2019 alle ore 18:08Ho letto il post, certo è un ottima notizia!!
Ma occorre divulgare questa notizia, a tutti i calabresi, indipendentemente dal colore del partito che sostengono!
Trovate un sistema, stampatelo sulle t-shirt e chiamate tutta la stampa per dare la notizia!
Buon lavoro 5 Stelle! ⭐⭐⭐⭐⭐
diogene
19 giugno 2019 alle ore 19:47Non dimentichiamo mai che in questa Italia in ginocchio c'è tanta gente che campa sulle cose che vanno male. Nessuno speri che le persone che fanno informazione faccia riferimento alle iniziative positive: sono pagati per occultare le cose giuste e fare da cassa di risonanza per quelle che si prestano per una interpretazione diversa. IO SONO CONVINTO CHE LA PROPRIA VITA HA UN SENSO PER ESSERE COSTRUTTIVI E PROPOSITIVI ! Il resto è squallore umano ! E l'esperienza ci dice che ce ne è tanto in giro !
Birimbi
19 giugno 2019 alle ore 20:29il problema che per mettere ospedali anche in paesi di 200 anime questi hanno un costo, ma poi funzionerebbe pure.....questo in tutta Italia ,sono solo stipendiati,ma se il commissario,o il manager d e alla sul prima di assumere altro personale s le deve verificare i carichi di lavoro,se in un ospedale di u ma media città ad es il pronto soccorso scoppia,d d bono essere dirottati con mobilità il personale in eccesso in quella stessa provincia,questo deve fare il manager ,se il manager non fa questo perché Non lo vuole fare,Non è capace di farlo bisogna eliminare i manager delle aziende sul,sono pochissime le sul in Italia che non hanno debiti, solo qui in Italia vogliamo fare cose che in altri paesi e normale ....,ma perché è marcio il Popolo che vuole l'ospedale sotto casa,il lavoro al comune,in Regione ecc
Enrichetto Allerino
20 giugno 2019 alle ore 10:32Una regione così, in cui il rapporto numerico brava gente/collusi con la delinquenza, è rovesciato, va occupata "manu militari"; il provvedimento, è fin troppo morbido: lo avrei esteso alla Regione Calabria intiera.
Fabio Bagnoli
20 giugno 2019 alle ore 15:44in calabria , sicilia , campania ci vuole la legge marziale , per estinguere il malaffare che da sempre affligge queste regioni dove c'è tanta brava gente che deve subire gli ignobili della politica e le famiglie criminali .una legge marziale con rastrellamento e detenzione in campi di lavoro e condizionamento mentale tipo arancia meccanica , sia per i politici che per i criminali beccati a rubare o a mafiare .
randa
20 giugno 2019 alle ore 16:37Ho letto tutto ma non è stato spiegato in che consiste il decreto Calabria...
Parole propaganda ma spiegazioni nulla...
Avanti così....
State diventando come il vostro capo salvini...
Solo propaganda
Enrichetto Allerino
20 giugno 2019 alle ore 19:55.....ma che cazzaro che sei....( cercatelo in rete e leggitelo tutto; se non capisci cosa c'è scritto, vai direttamente a questo link)
https://calabria.gazzettadelsud.it/articoli/politica/2019/06/19/decreto-calabria-approvato-in-senato-ecco-cosa-prevede-2ad1d4e1-0865-4ff0-afde-a8d0cca449a2/
Oreste ★★★★★ °.°
20 giugno 2019 alle ore 18:19AVVISO AI NAVIGANTI
Perchè non lasciare il Blog ai Troll,infiltrati e disturbatori?
Lo Staff prenderebbe provvedimenti o no?
Questa è l’ultima proposta …chiudo e Vi saluto!
ps: a coloro che non andrà bene l’iniziativa premetto che non risponder
Dr. Fabrizio Bartolomucci
23 giugno 2019 alle ore 11:53Il problema della sanità in Calabria sono i mezzi pubblici. Una volta arrivati in ospedale il trattamento che si riceve a Catanzaro o a Roma non differisce in modo sensibile: solo che a Roma si può arrivare comodamente in metro, all’ospedale di Catanzaro, se non hai l’auto o qualcuno che ti accompagni, o qualcosa che giustifichi l’ambulanza, potresti non arrivarci mai. Per non parlare dell’onere per i visitatori di doversi fare centinaia di chilometri in auto per assistere i propri cari o del dover sostenere il costo di un soggiorno in hotel.
antonio raniero
26 giugno 2022 alle ore 14:53Offriamo crediti da 5000 euro a 2.000.000 euro ad un tasso annuo del 3% con un periodo di rimborso da 1 a 25 anni. Sei interessato?
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