
Abbiamo detto basta all'Italia fondata sul precariato
13 giugno 2019 alle ore 13:27•di MoVimento 5 Stelle
I profitti, gli incassi e il tornaconto personale non possono calpestare il rispetto per chi lavora e si spacca la schiena. Oggi ci è toccato leggere un altro attacco gratuito al Reddito di cittadinanza. Il titolare di un bar sostiene di non riuscire a trovare più baristi: per lui è colpa del Reddito. Mentre spara su uno strumento che offre un'opportunità a milioni di italiani in difficoltà, il titolare non viene sfiorato nemmeno per un secondo da dubbi rispetto alla qualità della sua offerta di lavoro.
Secondo quanto si legge propone 800 euro al mese per 8 ore di lavoro al giorno di media (10 o 6 ore al giorno in base al turno). Considerando almeno un riposo settimanale non arriviamo nemmeno a 5 euro l'ora. Ma con le mance, dice, si arriva anche a 1200 euro al mese. Quindi le mance sono retribuzione? Il titolare sostiene anche di non poter alzare gli stipendi altrimenti aumentano i prezzi e si perdono clienti. Questa è la fotografia di un'Italia fondata sul precariato, in cui per fare profitto ci si aspetta che tanti giovani si prendano a gomitate in una guerra fra poveri al ribasso.
Per paghe che non permettono di progettare un futuro. E se rifiuti sei un fannullone, se non vai al colloquio altri prenderanno il tuo posto. A chi interessa se il barista, dopo una giornata a fare caffè, esausto, non riesce nemmeno a pagare la rata del mutuo, l'affitto, a comprare a suo figlio il regalo che desidera da tanto? Per questo abbiamo proposto la legge sul salario minimo: sotto i 9 euro lordi l'ora non si scende. Una proposta che ora può procedere spedita per diventare legge, producendo un incremento di retribuzione per 2,9 milioni di lavoratori. Non possiamo più attendere, siamo un muro per chi gioca con la dignità di chi lavora.
Commenti (31)
Ciro
13 giugno 2019 alle ore 13:45Un Paese come il nostro NON dovrebbe consentire che esistono lavori tipo i "rider" che consegnano cibo a domicilio in bici, mentre piove o quando fa freddo/caldo.
11 giugno 2019 - Consegna cibo a domicilio: muore rider travolto da volante della polizia
Pensiero ☆☆☆☆☆
13 giugno 2019 alle ore 18:38Sull'argomento andrebbe fatta chiarezza. Molti rider non si lamentano affatto del loro lavoro, anzi, lo trovano un modo più che accettabile per arrotondare o pagarsi gli studi. E' un lavoro nato proprio per esigenze temporanee, magari anche per qualche anno ma non certamente per raggiungere una completa indipendenza economica. Giusto però accertarsi che siano garantite assicurazioni (a carico del datore di lavoro) e diritti per il lavoratore che però non vadano a danneggiare un settore in espansione che va regolato secondo nuovi paradigmi in quanto le dinamiche dei nuovi e futuri mestieri non sono del tutto paragonabili a quelle dei mestieri più "classici".
Insomma i contratti devono essere chiari, trasparenti, seguire uno standard di base che non leda la dignità del lavoratore per avvantaggiare l'interesse del l'imprenditore o la corporazione che c'è dietro, ma che garantisca la necessaria flessibilità richiesta da questo tipo di lavori che tutti sembrano disprezzare ma sono servizi che molti richiedono vista la loro diffusione. Quindi più studio e meno generalizzazione, anche perché tra un paio di decenni potrebbero sparire i rider sostituiti da droni o altre infrastrutture di distribuzione delle merci.
Ciro
13 giugno 2019 alle ore 23:11Carissimo Pensiero..... ho guardato questi Rider.... e più che ventenni mi son sembrati ultra trentenni.
Un po troppo maturi x essere ancora studenti.
A me sembra il peggiore precariato ed il peggiore sfruttamento vile di chi ha bisogno ma ancora non va a rubare o spacciare.
Rosa23 *****
13 giugno 2019 alle ore 13:48Cari signori, volenti o nolenti questa è la scelta politica del mercato del lavoro, voluto dal precedente governo, voluta dalle politiche europee.
L'impresa in generale, non guadagna con nuovi investimenti, i prezzi non possono aumentare perchè la Germania ha posto il 2% massimo di inflazione. Quindi la scelta per i profitti rimane quella di speculare sul salario dei lavoratori.
Ce lo hanno già cantato in tutte le trasmissioni televisive che è il reddito di cittadinanza ad essere troppo alto,non gli stipendi troppo bassi. Ce lo siamo dimenticati?
Con questo non dobbiamo desistere sul nostro rdc, andate avanti sulla definizione del salario minimo.
Se il barista vuole assumere un cameriere dovrà pagarlo il giusto e tenerlo in regola.
Pensiero ☆☆☆☆☆
13 giugno 2019 alle ore 18:20Realtà, dura e cruda. Fa anche un po' pena raccontare la storia degli imprenditori eroi che con mille difficoltà tirano avanti senza considerare però l'enorme maggioranza dei loro dipendenti che con altrettante difficoltà sono però solo un "costo aziendale". L'incapacità imprenditoriale di questo paese è l'unica cosa che sembra si sia sviluppata enormemente nell'ultimo ventennio.
spartacus
13 giugno 2019 alle ore 14:02Il post è animato da nobili intenti prendendo spunto da un caso sollevato dai media. Ma gli intenti non bastano se non si prende atto di una condizione che rischia di vanificare le migliori intenzioni: la disoccupazione, giovanile e non. Questa condizione, che il "pensiero dominante" accetta come sottoprodotto dell' "economia di mercato", permette agli imprenditori disonesti di approfittare della grande offerta di forza lavoro per imporre condizioni di lavoro irregolare e sottopagato se non addirittura "in nero". Come si contrasta questa condizione non "inevitabile" ? Semplice, con due coraggiose misure: la prima, inasprire seriamente le pene per chi offre lavoro "nero" o fuori "contratto", che generalmente incorporano una sorta di "salario minimo". Intendo "galera dissuasiva", tanto per riorientare da subito i comportamenti illegali. Ma, soprattutto, prosciugare il bacino dei disoccupati / inoccupati che producono , per comprensibili motivi di sopravvivenza, il "dumping sociale" di cui si approfittano gli imprenditori disonesti. Come ? Mediante l'intervento dello Stato come imprenditore "di ultima istanza" nei servizi più "labour intensive". In questo modo, oltretutto, concorrendo a riorientare il nostro modello produttivo ancora troppo incentrato su una manifattura a basso valore aggiunto ormai appannaggio dei paesi asiatici o comunque a più basso costo di lavoro. Chiaro ?
Jessica Rombolà
13 giugno 2019 alle ore 15:40Molti sono disonesti totali e propongono il nero per guadagnare solo loro ma altri propongono (e i lavoratori accettano il nero per lavorare e perchè così ci guadagnano entrambi) e propongono il nero per via delle troppe tasse e troppo alte
spartacus
13 giugno 2019 alle ore 19:36Cara Jessica, le tasse troppo alte sono solo un alibi per proporre quello di cui si dovrebbero vergognare: un lavoro sottopagato e senza contributi. Il discorso sulle tasse è complesso: sono alte per due ragioni, x semplificare: la prima, è che abbiamo un welfare che è una conquista sociale da cui non arretrare, pena un imbarbarimento della società. La seconda, è che non tutti le paghiamo, e allora diventano intollerabile per quelli che le pagano. Tieni presente che chi offre lavoro in nero, sta truffando gli altri, perché poi sfrutta la sanità, le pensioni, e tutto il restante welfare che hanno pagato e pagano chi non può sottrarsi, i redditi fissi, lavoratori e pensionati. Non facciamoci irretire dalle favole dei truffatori seriali. Noi siamo nati anche per questo, no ??
Leandro
13 giugno 2019 alle ore 14:11Cosa sacrosanta avere un paga oraria minima per arrivare a fine mese ed avere dignità nella propria vita! Vergognoso vedere questi attacchi dei cosiddetti "im-prenditori", ed io mi domando quando l'approvate questa benedetta norma di civiltà! Se ne continua a parlare e speriamo che ad agosto arrivi la fumata bianca perchè sono tutti puzzle di un quadro che secondo me si completa abbassando i costi agli imprenditori. Bisogna si trovare i soldi ma come in uk (dove ho lavorato) bisogna impostare il lordo e su quello poi si pagano le tasse così facendo si hanno numeri chiari e molto più leggeri per tutti coloro che fanno impresa e davvero chi poi "usufruisce" del nero diretto in carcere!
Z Mauro
13 giugno 2019 alle ore 14:41leggo nel post
“Il titolare di un bar sostiene di non riuscire a trovare più baristi: per lui è colpa del Reddito.”..”il titolare non viene sfiorato nemmeno per un secondo da dubbi rispetto alla qualità della sua offerta di lavoro.”
E i dipendenti, specie gli statali, non si rendono conto che le partite IVA RISCHIANO OGNI GIORNO di chiudere la loro attività, se non sono abbastanza in gamba a contrastare la concorrenza?
Naturalmente UN DIPENDENTE dirà che l'ha scelto lui di essere partita IVA (SPESSO NON E' COSI; spesso sono licenziamenti da ditte piccole, e la persona ci prova...); e meno male che sono “costretti” ad aprire la partita IVA; se le persone sapessero a cosa si va incontro, dallo stato che ti chiede + della metà dei tuoi guadagni, la malavita più o meno organizzata che è felice che tu ci sia, i trattamenti che lo stato ( INPS ) non ti dà, ovvero, per esempio ,un contadino se ha un reddito basso l'INPS dà €8,90 al mese per figlio ( fissi ), mentre al dipendente arriva a €270 mensili per figlio....
Jessica Rombolà
13 giugno 2019 alle ore 15:31Io ho lavorato il libreria, il capo aveva 5 librerie tra piemonte e lombardia, quasi tutti tirocinanti (io compresa) tanto che a dicembre licenziarono una ragazza perchè avrebbero dovuto tenerla a tempo indeterminato per poi riprenderla dopo qualche mese
zato nero
13 giugno 2019 alle ore 16:02bho , dipende ..
le partite iva quest'anno hanno potuto scegliere il regime "forfettario" al 15%
è un grande passo per la politica , un piccolo passo per i piccoli artigiani e commercianti
l'inps si paga a parte
l'affito o l'imu su un locale si paga a parte
la tassa dei rifiuti a parte
l'insegna a parte
la SIAE se hai la filodiffusione o una tv per le partite a parte
se fai un lavoro a rischio infortuni hai anche l'inail da pagare
se produci rifiuti pericolosi in quantità ti serve anche il trattamento rifiuti
a parte l'inps
Il Barone Zazà
14 giugno 2019 alle ore 04:09@ ZATO NERO
non comprendo la lista e l'ironia:
tutti i lavoratori pagano l'imps a parte;
l'affitto a parte;
rifiuti a parte ecc.
TUTTI, anche i dipendenti pubblici si vedono trattenute dalla busta paga per tutta una serie di contributi...... a parte.
Cosa pretenderebbe in alternativa?
zato nero
14 giugno 2019 alle ore 16:22@ZAZà
ecco ho trovato uno di quelli che dicono che gli autonomi fanno la bella vita perchè autonomi ..
senza aver fatto mai l'autonomo ..
l'Inps , non è proporzionale al reddito
la cassa artigiana è nota per essere SACCHEGGIATA per pagare le pensioni RICCHE della PA
mentre agli artigiani hanno PENSIONI da FAME
un artigiano paga 2 TARI una a casa una al lavoro
a volte anche 3 , il canone annuale per la raccolta dei rifiuti speciali ..
se sei fortunato e sei proprietario del locale dove lavori, sappi che l'imu su una bottega è più alta di quella su appartamento , ti conviene lavorare nell' appartamento dove vivi così almeno,non paghi anche la TARI aggiuntiva
comunque non mi lamento , sono precario per scelta da quasi 30 anni ..
ho aderito al regime forfettario , spero che funzioni ..
almeno non mi sbatto ogni tre mesi a compilare scartoffie , anche se ho perso le detrazioni , praticamente su tutto ..
io lavoro nel no profit come partita iva
se risparmierò tasse farò uno sconto al cliente..
perchè io un cuore ce l'ho !
a voi che pensate che gli autonomi so tutti ladri
e evasori..
consiglio il libro "volevo solo fare la pizza !" un libro sulla difficoltà di fare impresa
nello stato fascio-sovietico-fantozziano
chiamato Italia
Z Mauro
13 giugno 2019 alle ore 14:46100 o 130.000 https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-05-10/reddito-cittadinanza-100mila-furbetti-pronti-rinuncia-160509.shtml?uuid=ACI4uSB ( ma anche sui giornali cartacei questa notizia si legge) stanno rinunciando al RDC;
non la moglie di Paolo, che preventivamente si era separata, ha lavorato come uno statale per pochi giorni, in modo che venisse licenziata nella ditta artigiana dove lavorava da lustri, e ha cominciato la sua esperienza nel lavoro nero; panetterie, lavaggi auto ecc, anzi, lavora più ore di prima!
Essendo in affitto, e con 2 figli, gli regalano €1.300 al mese; + di quel che percepiva prima!
Aveva paura che il comune la facesse lavorare 1 volta alla settimana,ma nisba...
Aveva paura che i navighetor gli trovassero il lavoro, ma niente navighetor...
Aveva paura che gli insegnassero un nuovo mestiere ( andrebbe bene, ma ha tanto da lavorare a nero... ), ma nisba.
Pertanto la signora moglie di Paolo, ringrazia con affetto e simpatia il Movimento!!!
Jessica Rombolà
13 giugno 2019 alle ore 15:21Si mancano i controlli e comunque è strutturato male, io ho 26 anni, vivo con mia mamma (anche se metteranno l'isee corrente difficilmente ne avrò diritto visto che mia mamma lavora tutto l'anno)
pietro casula
13 giugno 2019 alle ore 17:00sono ormai polemiche sterili, perfino inutile parlarne. Ormai è il si salvi chi può.
Prima di farci sbranare forse sarebbe il caso di rilanciare.
SALVINI PREMIER, che sia lui a trattare con l'Europa; è scorretto bruciare Conte dandogli carta bianca ben sapendo che Salvini questa volta lo sconfesserà.
carlo1
13 giugno 2019 alle ore 19:38e' il solito discorso. quando devono dare i soldi, pagare, un euro diventa 2000 lire. quindi, 800 euro al mese vuol dire 1milione e 600 mila lire, che sarebbe anche un salario corretto.
quando invece i soldi li devono incassare, l'euro vale 1000 lire. e cosi' fanno sempre i prezzi al doppio del loro reale valore, considerando il costo della vita e i salari. e ai loro lavoratori propongono salari dimezzati (rispetto al costo della vita).
ora, non sara' stato quel barista a raddoppiare i prezzi del caffe' (e di tutto il resto), senz'altro avra' preso il bar che lo scompenso era gia' stato fatto e radicato, pero' bisogna dare un fermo a questa stortura, autentica mostruosita', ingiustizia, del mercato. e il salario minimo puo' essere di aiuto a questo.
ci vuole pero' una presa d'atto delle proprie responsabilita' di tutti, con un riconoscimento di colpa da parte degli imprenditori, dal piu' grande al piu' piccolo, e un ritorno alla ragione. convincendosi che siamo tutti sulla stessa barca, e il benessere deve essere comune, ognuno col suo ruolo. in una societa' il pollo da spennare non deve esistere, ma neanche presa in considerazione la possibilita'.
salvadeo73
13 giugno 2019 alle ore 21:01Tanto di cappello alla legge sul salario minimo, ma dovreste capire anche come abbassare le tasse sul costo del lavoro, non dimentichiamoci che imprenditore e lavoratore sono quelli che pagano più tasse sulle buste paga in tutta Europa.Quindi, se da un lato costringete chi offre lavoro a pagare un lavoratore come si deve, dall'altra dovreste incentivare l'imprenditore con sconti e agevolazioni fiscali; La flat tax non ci fa un baffo.
Alessia donna papera
13 giugno 2019 alle ore 22:03Governo giallo verde volete rimanere in Europa giusto?
Allora STIPENDI EUROPEI punto.
piero
14 giugno 2019 alle ore 10:43Non commento quello che ha detto quel barista perchè non condivido che sia il reddito di cittandinanza che provoca il suo problema. Il problema nello specifico è che le tasse sul lavoro sono troppo alte e questo fa in modo che le piccole aziende non si possano permettere di assumere. Vi faccio un altro piccolo esempio, mia figlia laureta quest'anno ha provato ad aprire un piccola start up..è all'inizio ha fatturato 10000 euro vero nel regimo dei minimi paga per 5 anni il 5%, ma paga il 25,72% di inps (e non scarica niente) quindi fatti due conti
come primo anno ha guadagnato netto € 6928,00 netto..praticamente poco più di 500 euro senza avere tutele..ferie..tfr..le conveniva chiedere il reddito di cittadinanza...Credo che l'unica cosa che possa far partire il lavoro è abbattere il costo del lavoro..e poi combattere l'evasione di quelli che non dichiarano niente..e che procurano danni a chi come noi lavora onestamente.
Andrea
14 giugno 2019 alle ore 17:55Hai ragione Piero, anche io mi sono trovato in passato in una situazione simile, purtroppo il sistema INPS è completamente inadeguato, dai costi molto alti per le partite iva e dal ritorno futuro incerto. Oltre al 25,72% c'è anche una spesa fissa di quasi 4'000€ all'anno (in rate da circa 900€) e gli acconti irpef per cui paghi nell'anno corrente ciò che dovresti pagare al fisco l'anno successivo. Tutto ciò nel concreto quasi azzera il reddito di un piccolo imprenditore.
Purtroppo è tutto il sistema che è andato a male ed andrebbe completamente rivisto.
gruz fruz
14 giugno 2019 alle ore 17:57tutto vero : le prime priorità avrebbero dovuto essere: riduzione del cuneo fiscale e lotta all' evasione
piero
14 giugno 2019 alle ore 10:58Volevo anche aggiungere che purtroppo in Italia, al di là dei partiti, siamo noi italiani a rappresentare il vero problema. Non abbiamo il senso della solidarietà sociale, vogliamo tutti i diritti del mondo ma non siamo
disposti a partecipare. Quindi si cerca il lavoro in nero, ma poi lo stato deve pensare alle mie cure.., alla mia pensione, si cerca lavoro per conoscenze..raccomandazioni...purtroppo tutti noi siamo mafiosi nel dna. Non abbiamo la visione del futuro..pensiamo sempre e solo al nostro orticello a quello che conviene al singolo.
L'evasione non è solo quella delle grandi imprese, ma anche del piccolo che vive di assistenza sociale..ma hanno redditti in nero..e ve ne sono tantissimi anche al nord..altro che solo al sud. E questo fa si che ci vengano rubati i diritti.. la scuola..la sanità..la nostra vecchiaia...tutto..
Scusatemi..oggi ho preso il blog come sfogo personale...Questo solo per dire..che si potrà essere un governo giallo verde..rosso arancione..blu marrone...ma non si cambia mentalità..andremo sempre peggio...
Andrea
14 giugno 2019 alle ore 18:44Per chi non fosse a conoscenza delle spese che una piccola attività imprenditoriale deve sostenere in un anno fiscale voglio fare un semplice esempio, per capire la gravità della situazione in cui versa il sistema Italia.
Supponiamo di avere una partita IVA legata ad una piccola realtà commerciale come un negozio, che non aderisce al regime forfettario del 15% (il quale è significativo solo per partite IVA che non sostengono spese durante l'anno).
Supponiamo che il reddito raggiunto al netto delle spese sostenute sia di 14'999€, che equivale a circa 1'250€ al mese (uno stipendio nella norma, niente di speciale, ma dignitoso e necessario per vivere).
Si potrebbe star sereni con uno stipendio cosi.. e invece no, il perchè è presto detto.
A questi 14'999€ adesso dobbiamo toglierci un 23% di Irpef, ossia 3'450€.
Inoltre, dobbiamo toglierci 200€ di imposta INAIL ed altri 3'600€ di contributi INPS obbligatori.
Quanto rimane?
Ve lo dico subito: 7'750€
Quanto fanno al mese, dunque?
Ecco: 645€ ossia ben al di sotto del reddito minimo, per cui si è considerati poveri.
Conviene restare a casa e non fare nulla, puntando al reddito di cittadinanza? Forse si, a questo punto.
Questo è solo un esempio, ma molto indicativo.
Ma dove vogliamo andare come paese? Che futuro abbiamo??
Andrea
14 giugno 2019 alle ore 18:56Mi dite come fa il povero barista (titolare del bar) a dare uno stipendio più alto ai suoi dipendenti se lo salassate di tasse lasciandolo con un pugno di mosche in mano in fondo al mese? Mah.
Serafina Pace
15 giugno 2019 alle ore 00:48NON DIMENTICARE CHE STANNO LAVORANDO OPER SCENDERE LE TASSE
Serafina Pace
15 giugno 2019 alle ore 00:47FATE PRESTO QUESTA LEGGE. LUIGI RICORDATI DELLE TASSE. I POVERI NON NE DEVONO PAGARE E I MEDI META' DEI RICCHI. LA LEGGE ELETTORALE NUOVA FATELA PURE NON DIMENTICARLO.
antonio lampis
16 giugno 2019 alle ore 11:47Il messaggio dai commenti e chiaro e limpido. Le 5 stelle hanno perso sei milioni di voti perché si insiste nel eliminare il precariato senza diminuire le tasse del lavoro. Chi e’ che paga lo stipendio? Il datore di lavoro. Chi paga le tasse? il datore di lavoro. Il dipendente fa il lavoro verissimo, ma il totale delle spese stipendio e tasse le paga il datore di lavoro. Morale se il datore di lavoro ha più spese che entrate chiude. Se chiude nessuno lavora neppure quello a tempo determinato. Quindi la priorità e’ di
1. Fare in modo che il datore di lavoro può permettersi di assumere e il precariato sparisce.
2. Se il datore di lavoro può permettersi di assumere il reddito di cittadinanza si da solo ai pensionati ed invalidi. Gli altri lavorano perché i datori di lavoro assumono e pagano meglio del reddito di cittadinanza.
3. Ci sono e ci saranno sempre quelli che ne approfittano e trovano la crepa nel sistema ma non si può penalizzare milioni solo perché qualche migliaio fa il furbo. Quelli che trovano la crepa nel sistema la trovano anche quando si penalizzano quei milioni. Quindi penalizzare il datore di lavoro non porta nessun guadagno alle persone oneste che assumono e pagano le tasse anzi assumono di meno.
4. Dai un pesce a qualcuno e mangia per un giorno insegnagli a pescare e mangia per tutta la vita. Tradotto: Dai il reddito di cittadinanza e mangia per un mese dagli un lavoro e mangia a vita.
5. Ma abbiamo promesso di … Quelli vi hanno abbandonato in massa. Dagli il lavoro e la dignità che il lavoro da a noi umani e non vi abbandonano. Dagli la carità e spera per il meglio nelle prossime elezioni.
Old
16 giugno 2019 alle ore 14:34Quanto detto sotto da Andrea, Piero, Zato è purtroppo non contestabile. Il mondo statale e quello privato sono due mondi completamente diversi. Chi aiuta a fare il calcolo di quanto deve guadagnare una partita IVA, che non sia un dipendente mascherato, per potersi mantenere dignitosamente? Solo approfondendo veramente argomenti come questo, si potrà arrivare a capire le due facce della medaglia - lavoro autonomo e loro dipendenti. Diamo per scontato che chi lavora a tempo pieno deve vivere e non sopravvivere che sia un dipendente o una piccola partita IVA (entrambi mantengono quasi tutti gli altri).
Old
16 giugno 2019 alle ore 17:12Quando si parla di paga oraria minima è un argomento sacrosanto , ma molto complesso. Noi abbiamo tredicesima, TFR, sanità pubblica elevata ecc. Un salario minimo di 9€ complica il discorso essendo LORDO. Credo convenga (tolti i soldi di interessi del nostro debito pubblico) seguire il modello di sviluppo spagnolo dove c'è crescita e paghe più alte senza perdere il nostro welfare.
