
Un protocollo per l'aria pulita
31 maggio 2019 alle ore 10:13•di Sergio Costa
L’inquinamento atmosferico provocato dai trasporti, dall’agricoltura, dal riscaldamento domestico, è tra i fattori maggiormente responsabili del progressivo peggioramento della qualità della vita nelle nostre città. Dobbiamo tener presente che non si tratta di un tema astratto, e che l’aria che respiriamo, in particolare nei grandi centri urbani, è tra le maggiori cause di malattie ai polmoni e al cuore e ha quindi anche un costo sanitario che nella sola Unione europea si aggira attorno ai 70 miliardi di euro ogni anno, una cifra incredibile.
Purtroppo le pur utili misure finora intraprese per il miglioramento della qualità dell’aria, dalle domeniche ecologiche ai monitoraggi continui, dagli incentivi alla mobilità sostenibile ai protocolli d’intesa con le regioni maggiormente colpite dal fenomeno, si sono finora rivelate non sufficientemente efficaci.
Dobbiamo fare di più. Dobbiamo farlo insieme, e l’Italia intende ritagliarsi in questo processo un ruolo decisivo, uscendo dalle procedure di infrazione comunitarie relative al superamento dei livelli di biossido di azoto (NO2) e particolato (PM10) in alcune Regioni italiane, e adottando misure nazionali definite e radicali per la lotta all’inquinamento dell’aria.
Per questo il 4 giugno prossimo a Torino, in occasione della cerimonia di apertura del Clean Air Dialogue, firmeremo il protocollo #AriaPulita con impegni precisi per ridurre l’inquinamento dell’aria.
Si tratta di un lavoro che ha visto uniti in una comunione d’intenti la presidenza del Consiglio e i ministeri dell’Ambiente, dell’Economia, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei trasporti, delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo, della Salute, nonché le Regioni e Province autonome.
Le misure riguarderanno i tre settori maggiormente responsabili dell’inquinamento: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa, sui quali ogni ministero assume impegni concreti. Un appuntamento internazionale cruciale che il 4 e 5 giugno, vedrà gli stati membri dell’Unione Europea e i portatori d’interesse nei vari settori riuniti in un confronto serrato, con l’obiettivo di condividere e promuovere le misure più efficaci e le migliori pratiche, presentare i progressi raggiunti, promuovere le sinergie tra le politiche sulla qualità dell’aria, sul clima, sull’energia, sui trasporti, sull’agricoltura e sulla sanità pubblica.
Al Clean Air Dialogue l’Italia arriva preparata, con precise azioni di contrasto dell’inquinamento atmosferico da condividere con l’Europa, per delineare la direzione futura della politica dell’Unione sull’aria pulita.
Commenti (25)
Alessandro Albanese
31 maggio 2019 alle ore 11:10Buongiorno Ministro,
una politica per i cittadini deve dare SEMPRE il buon esempio, quindi auspico che non siano prese in considerazione misure a carico dei privati senza prima che sia il pubblico a dotarsi delle tecnologie necessarie per contribuire agli obiettivi del protocollo.
Sto parlando ad esempio degli edifici pubblici, che sono energivori in orario d'ufficio e potrebbero essere tranquillamente dotati di pannelli fotovoltaici per l'aria condizionata d'estate e di sistemi a solare termico o migliorie nella coibentazione per migliorare l'efficienza del riscaldamento d'inverno.
I mezzi di trasporto a disposizione dovrebbero essere elettrici, dato che di notte c'è tutto il tempo necessario alla ricarica.
Questi sarebbero tra le altre cose investimenti pubblici, che sono un moltiplicatore del pil e costituirebbero una pubblicità gratuita e capillare diffusa sul tutto il territorio nazionale.
Vogliamo poi finalmente istituire un vero incentivo al trasporto su ferro invece che su gomma?
Mettiamo una tassa antinquinamento ai TIR che attraversano la Pianura Padana, da Est ad Ovest, (come fa l'Austria o la Svizzera) e in sinergia con il Ministero delle Infrastrutture forniamo un'alternativa. Alla peggio il balzello andrà alla voce 'entrate'.
m.c.
31 maggio 2019 alle ore 13:22Ottima riflessione alessandro
Marina Capri
31 maggio 2019 alle ore 14:26Il settore zootecnico, quello degli allevamenti, inquina più dell'intero settore dei trasporti (treni, auto, aerei, navi tutti messi insieme) e anche in Italia, soprattutto nella zona della pianura Padana, l'inquinamento ha come fonte primaria questo settore. I 5 stelle lo sanno bene dato che nella passata legislatura, quando erano all'opposizione ed erano più coraggiosi, proiettavano in Parlamento il doc/film Cowspiracy che dimostra con dati scientifici l'alto potere inquinante dell'industria della carne. Ma la lobby della carne è troppo potente, ci vuole coraggio per combatterla, quello che ora manca al M5S che sembra voler restare nel governo Salvini a tutti i costi.
Alessandro Albanese
31 maggio 2019 alle ore 14:44L'industria della carne è uno dei settori con il più grosso consumo d'acqua per unità di prodotto.
Le dirò Marina che non ho visto Cowspiracy, ma lo metto sulla lista delle cose da fare.
Anche il settore petrolifero è un gruppo di interessi potente. In Italia importiamo oltre l'80% dell'energia primaria che consumiamo e la fattura energetica nel 2018 è stata di 40 miliardi di euro (toccando un picco di 64 nel 2012).
Mentre penso che il primo sia un problema di educazione (si impari a consumare meno carne, che fa anche male alla salute), il secondo è parte delle spese che ogni anno la nostra economia deve sostenere, e sottrae risorse a tutti gli altri settori.
Intervenire sull'efficienza energetica libera quindi investimenti per il futuro e contrasta contemporaneamente l'inquinamento dell'aria.
Andrea Xxl
31 maggio 2019 alle ore 11:57Una soluzione sarebbe sopprimere tutti gli abitanti di citta e grossi agglomerati urbani, ecco quella sarebbe veramente una cosa che ridurrebbe l'iquinamento, tutto il resto sono e resteranno chiacchiere.
christiansimone villa
31 maggio 2019 alle ore 12:05L'Iva a Taranto puo' continuare a emettere diossina? coprire i parchi minerari è una buona cosa ma non risolverà gran che, usare il metano del tap, che tanto andava fatto, poteva fare la differenza, ma solo Emiliano ed io non contiamo molto, aspettiamo un decreto legge sulla terra dei fuochi che non sembra arrivare, sembra arrivare soltanto la voce grossa di Salvini sul suo ministero.
Gisella
31 maggio 2019 alle ore 12:14Continuiamo a parlare di aria fritta ops.. pulita. Lo ripeterò fino alla noia prima il lavoro poi tutto il resto, ma poi! Non vorrei che in nome di aria pulita in questo momento mettessero altre leggi e leggine che ribloccano ancor di più il già bloccato. Poi, come giustamente fatto notare, prima dia il buon esempio lo stato, poi ,ma molto poi si aiuteranno i cittadini a inquinare di meno. Grazie
domefreethinking
31 maggio 2019 alle ore 12:24Allora, cominciamo la riorganizzazione prontamente annunciata anche volendo da questo, non usate il blog per la propaganda pura e semplice.
Dove sono i dettagli di questa cosa? Lo volete mettere un link almeno ad un approfondimento?
Dite che l’Italia arriva preparata, con precise azioni di contrasto dell’inquinamento atmosferico da condividere con l’Europa, e DOVE STANNO queste precise azioni?
La comunicazione con la base va fatta sui contenuti, non proponendo i soliti trafiletti propagandistici.
Non lo volete fare su questo blog aperto a tutti? Ok, ma almeno fatelo su Rousseau per gli iscritti che sono interessati ai contenuti.
Però fatelo.
Tommaso Giannitrapani
31 maggio 2019 alle ore 13:49allevamenti intensivi degli.animali..guardatevi Cowspiracy e le trasmissioni di report.sugli allevamenti di suini del prosciutto di parma...
Marina Capri
31 maggio 2019 alle ore 14:01Ma dove sono le proposte concrete? Questa è solo propaganda!!! In agricoltura il settore più inquinante è quello zootecnico, più dell'intero settore dei trasporti; non mi sembra che abbiate mai parlato di incentivare gli allevatori di bestiame a riconvertire la loro attività in un'agricoltura sostenibile, ma anzi continuate a promettere loro soldi pubblici di sostegno al reddito perché possano continuare in questa anacronistica attività altamente inquinante e per nulla etica - si regge sulla sofferenza e morte degli animali - , che senza i soldi delle nostre tasse collasserebbe. Avete messo alla Presidenza della Commissione Agricoltura della Camera l'on. Filippo Gallinella, non proprio un ambientalista, che è a favore degli allevamenti intensivi e della caccia aperta tutto l'anno, con la solita scusa del contenimento della fauna selvatica. Questo è quanto, smettetela con questa ridicola propaganda!!!
Jessica Rombolà
31 maggio 2019 alle ore 15:36Siccome non si possono costringere le persone a non mangiare carne quanta se ne dovrebbe mangiare a settimana per non aumentare la domanda?
Andrea Xxl
31 maggio 2019 alle ore 17:34Gli allevamenti di bovini in italia sono in numero sempre calante
E il numero di bovini e suini allevati in italia è in costante calo,
Direi che il 70% della carne che viene mangiata in italia sia di provenienza estera, sia che essa arrivi gia lavorata sia che essa arrivi viva e dopo una breve sosta viene poi inviata ai macelli,
Dagli allevamenti e dai siti di stoccaggio degli animali vivi con il letame da essi prodotto si ricava bio gas x azionare turbine elettriche e con i residui x produrre concimi organici,
Per cui attenti a non cadere vittime della solita disinformazione.
Alessandro
31 maggio 2019 alle ore 14:03pensare di pulire l'aria "italiana è gia una quasi utopia...
pulire il resto del mondo è peggio....
ma noi saremo di esempio per il mondo!
perchè non ci arrenderemo mai!
forza Ragazzi!!!!
Jessica Rombolà
31 maggio 2019 alle ore 15:35Non fate tutto di fretta e male per far vedere che state facendo (cosa di concreto?) Per il privato non deve diventare un macigno essere ecologista di punto in bianco, costa e si rivolgerà sempre dove paga meno (fate qualcosa per obbligare le aziende ad usare vetro o se necessaria plastica riciclabile) riguardo ai motori va sistemata la lunga ricarica
pietro nerboni
31 maggio 2019 alle ore 15:48caro Sergio Costa, se lei diffonde un ipotesi deve anche leggere i commenti altrimenti non serve diffondere e non serve il Blog inquanto per i battibecchi ci sono i social networks!
M5S per logica defini' che Comumi - Regioni e Nazione devono essere autosufficienti in particolare nei generi alimentari pertanto deve essere fatto un modello "Geo Operativo- Politico" del territorio dove emergano persone aziende e territorio con le esigenze alimentari e le altre esigenze che l' intorno per esempio alle grandi citta' deve riuscire a coprire senza la necessita' di grossisti: agli italiani quindi arriva il prodotto locale (i magazzini sono i campi e la sera si portano ai negozi la necessita' per il giorno dopo e si prendono gli scarti da immettere nelle concimaie; agli animali in particolare si da la possibilita' del ciclo di vita e poi si macellano: non si devono ingrassare con ormoni vitellini per ammazzarli ad un anno di vita e non si fanno nascere in italia per mandarli piccoli all' estero a riempirsi di ormoni ed antibiotici e poi farli rientrare a macellare per dire che e' carne italiana; queste truffe devono comportare la reclusione senza indugi e cosi' via per tutto con logica; si disse che non ha senso mandare il nostro latte in Francia e noi prendere il latte in polvere all'estero: noi dobbiamo mangiare il nostro prodotto e l'eventuale esuberanza la mandiamo all' estero con gli eventuali additivi per sostenere il viaggio e ricordiamoci che di italici siamo solo 40 milioni circa e gli altri in italia sono stranieri che prima o poi se ne ritorneranno ai loro paesi di origine quando si renderanno conto che nei loro paesi si sta meglio che nel nostro e pertanto non serve tanta produzione per vivere noi sul nostro territorio perche' 50 anni fa avevamo tutto locale ed aravamo 50 milioni.
pietro nerboni
31 maggio 2019 alle ore 16:59un'altra cosa sig Costa, Lei e'un fortunato poiche' pilota un ministero a fianco a quello della Sanita' particolarmente importanti per la giustificazione della missione Comunita' inquanto puo' recuperare il regresso nella vita avvenuto nei trascorsi 30 anni sotto la pressione di chi ha voluto fare un sacco di denaro a scapito della salute: gli studi e le scelte pubbliche non possono avvenire a fronte di necessita' private ai fini di facilitare profitti ma solo ai fini di favorire il progresso della vita senza causare regressi diretti - indiretti in alcuna dimensione della stessa, e' pure fortunato per il fatto che il presidente della Camera e' del M5S e pertanto si puo' fare funzionare la cooperazione Governo-Parlamento e commissioni di studio; il Ministro rileva la necessita' di sistemare il bacino di produzione generi alimentari ai fini di conformita' con il modo naturale atteso da ogni essere vivente sul territorio: evidenzia l'esigenza di definizione e soluzione al Parlamento il quale attiva una commissione di studio ai fini oggettivi e non soggettivi di classi in Parlamento; la commissione di studio e' fatta da gestori di progetto e sotto progetti che portano alle scuole pubbliche come esercizio scolastico l'esigenza di identificare ed oggettivizzare in questo caso il processo di reintegro produttivo alimentare senza causare regressi in altre direzioni e operante come per natura nel modo atteso dai soggetti viventi sul territorio; gli studi di identificazione e quindi di soluzione e piano di spesa vengono fatti dagli istituti scolastici pubblici che garantiscono oggettivita'e logica e ne derivano senza dubbio proposte di processi e di infrastrutture e modi ottimali se si usa come paradigma "raggiungere un progresso per la vita senza arrecare regressi alla stessa in qualsiasi dimensione":il Ministro mette in opera e primo effetto: addio alla globalizzazione.
Marina Capri
31 maggio 2019 alle ore 18:43Andrea Xxl, vada a dirlo agli abitanti della pianura padana che gli allevamenti non inquinano o dove abito io qui nella zona del Trasimeno, i terreni sono tutti inquinati dai nitrati provenienti dai reflui zootecnici degli allevamenti dei suini. È stata dichiarata dalla Regione "zona vulnerabile ai nitrati di origine agricola" e perimetrata secondo le disposizioni UE. Gli allevamenti poi, tutti, vanno avanti solo con aiuti pubblici, i soldi delle nostre tasse, sotto forma di "sostegno al reddito". Un governo lungimirante darebbe aiuti pubblici per riconvertire questi settori in agricoltura sostenibile ed anche etica, aspetto da non trascurare perché l'attività allevatoriale si basa sulla sofferenza e la morte di animali, creature viventi e senzienti e una società moderna e civile non dovrebbe permetterlo.
Andrea Xxl
31 maggio 2019 alle ore 21:30I liquami degli allevamenti una volta venivano utilizzati x concimare i terreni agricoli x la produzione di foraggere mais e granaglie varie, adesso che i nasini delicati non sopportano l'odore di liguame gli allevatori sono obbligati a smaltirli diversamente creando quello che hanno creato, e senza gli aiuti pubblici, visto la concorrenza che subiscono da altri paesi dovrebbero fare domanda del rdc,
Pertanto dobbiamo decidere se ritornare ad essere autosufficenti oppure essere dipendenti di forniture estere,
Cosi che oltre al manifatturiero che non esiste piu oltre che all'agricoltura che non esiste guasi piu, elimineremo anche la zootecnia, poi andremo tutti con il piattino in mano a chiedere l'elemosina ai semafori.
Marco
31 maggio 2019 alle ore 19:03L’inquinamento atmosferico è importantissimo, ma non dobbiamo dimenticare anche l’inquinamento acustico. Quante persone soffrono nei centri urbani il continuo rumore il quale, è dimostrato, è anche causa di malattie gravi. Occupiamoci quindi anche di questo tipo di inquinamento.
http://ec.europa.eu/environment/basics/health-wellbeing/noise/index_it.htm
Marina Capri
31 maggio 2019 alle ore 21:30Perché l'Italia, come rivela il quotidiano Indipendent, insieme a Germania e Polonia ha snobbato il documento che impegna i Paesi Europei a nette emissioni zero entro il 2050?
https://www.independent.co.uk/environment/climate-change-environment-eu-brexit-germany-italy-poland-net-zero-emissions-leak-a8904541.html
Alessandro Albanese
1 giugno 2019 alle ore 08:40A spanne perchè è impossibile, mancano 30 anni.
La Germania prevede comunque di arrivare entro il 2050 al 100% di produzione elettrica da rinnovabili, nucleare escluso. Secondo i programmi governativi raggiungeranno il 65% entro il 2035.
Intanto in Italia si muove qualcosa, con le nostre solite lungaggini, ma finalmente si installa il primo parco eolico in mare anche da noi:
https://www.qualenergia.it/articoli/eolico-offshore-parte-dopo-10-anni-il-progetto-di-taranto-sara-il-primo-parco-in-mare-del-mediterraneo/
Alessio
31 maggio 2019 alle ore 23:14"agricoltura"?
Se uno intende (ma non si dovrebbe mai farlo, non entrandoci nulla le due cose) compreso gli allevamenti e tutto quello che c'è intorno come energia e inquinamento prodotto per mantenere quell'industria, soprattutto quelli intensivi, allora ovvio.
Sennò è una cavolata totale pensare che inquini e faccia più danni l'agricoltura dell'allevamento, o addirittura magari pensare lo faccia esclusivamente la prima e zero il secondo.
BG
1 giugno 2019 alle ore 12:29Dico il mio parere come risolvere : E chiaro a tutti che i grandi centri storici (Napoli,Roma,Firenze,Palermo,Milano,Torino)andrebbero chiusi al traffico privato a meno delle auto o bus dei servizi che dovrebbero essere elettriche,certo il commercio potrà essere escluso ma solo di notte per un
traffico a orario per carico/scarico(le ditte trasporto si devono adeguare forzatamente).
Ma questo passo un poco forte andrebbe almeno preparato con molti bus elettrici e con più linee metrò da costruire appunto a coprire i centri storici.
Faccio l'esempio di Napoli,basta linee metro dalla stazione centrale,ma ci vuole un linea metrò che funga da circonvallazione solo per Napoli + linee metro mare > periferie su parcheggi ferro-gomma da costruire.
Queste ultime se s'incrociano con le attuali e terminando sulla circonvallazione citata,si avrà un discreta compensazione al traffico privato attuale.
Ma occorre anche una nuova linea ferrovia da costruire(carichi pesanti + treni urbani passeggeri)a due linee sotterranee portocampi flegrei (attuale stazione anche come di incrocio e scambio linea)pianura (circonvallazione citata) o S.C. (linea esistente).
E altrettanto chiaro che per ogni città citata,va creato un sistema simile a come ho scritto per Napoli.
Questa è una proposta si verde ma anche economica e meglio equilibrata,opposta ai NO insensati de vedi del m5s.
Chiaro come si investe e si crea per un vero miglioramento multiplo(disinquinamento radicale con un aria quasi pulita,c.s. pedonalizzati e ciclabili liberi,traffico bus veloce ad alta capienza di passeggeri,molti più bus turistici e urbani, tutti i taxi saranno elettrici e con poco traffico e infine i risparmi sanitari e meno morti(specie per i bambini).
Questa soluzione come noterete e molto vantaggiosa,non so se ci vorranno 3-5 o 10 anni,ma va fatto.
Lorella Coppa
2 giugno 2019 alle ore 11:31Come mai ci siamo dimenticati delle emissioni dell' ILVA di Taranto?
Non solo a me sarà capitato di vedere su YouTube un video ( o parte di esso) che riprende la riunione del Tavolo permanente del Contratto Istituzionale di Sviluppo in cui, tra i rappresentanti delle associazioni per il rilancio di Taranto, Alessandro Marescotti contesta al Ministro Di Maio di aver annunciato dei dati non verificati: 20% di emissioni in meno perché sarebbero state "installate tecnologie che non sono mai state installate" (cito Marescotti).
Non solo. Aggiunge Marescotti: "in cokeria abbiamo avuto un aumento del 23% delle polveri sottili ... un aumento del 32% delle polveri molto sottili... un aumento del 92% degli idrocarburi policiclici Ma che ma che va perché perché perché ILVA e gli idrocarburi policiclici aromatici sono cancerogeni"
E, spero, non ci dimenticheremo della questione TAV, quando verrà il momento.
Quanti si ammaleranno di mesotelioma pleurico negli anni a venire dopo lo scavo di un tunnel in una roccia amiantifera (compresi gli operai che lavoreranno allo scavo)?
Questa domanda dovrebbe essere girata al ministro Salvini se parlerà di sviluppo economico, di opportunità di crescita, di penali da pagare etc. e bisognerebbe anche chiedergli di girare la domanda, per completezza di informazioni, agli elettori leghisti. È questo lo sviluppo che vogliamo? Perché di sostenibile, sia in un caso (ILVA) che nell'altro (TAV) non ha assolutamente nulla.
Lorella Coppa
2 giugno 2019 alle ore 12:45Considerato che il refuso del mio primo commento può aver reso poco comprensibili i dati riferiti da Alessandro Marescotti sulle emissioni dell' ILVA di Taranto, li ripeto qui anche perché non ho specificato che i dati rilevati sono successivi, evidentemente, all'accordo tra Governo, Sindacati e Arcelor Mittal:
"in cokeria abbiamo avuto un aumento del 23% delle polveri sottili ... un aumento del 32% delle polveri molto sottili... un aumento del 92% degli idrocarburi policiclici aromatici e gli idrocarburi policiclici aromatici sono cancerogeni".
Aggiungo che è mia opinione che quell'accordo, in continuità con le originarie posizioni politiche del Movimento Cinque Stelle, non dovesse essere concluso e che la produzione dell' ILVA dovesse riprendere a riqualificazione dell'impianto conclusa.
Il minimo che ci si possa aspettare ora dal governo è una strettissima sorveglianza, in tempi altrettanto stretti, sull'impatto di quello stabilimento sulla salute dei cittadini e del territorio di Taranto