
L'Italia rientra nella top ten mondiale dei Paesi migliori per girare con un'auto elettrica
3 maggio 2019 alle ore 10:06•di Michele Dell'Orco
Sogniamo e lavoriamo per un’Italia sempre più green e, come Governo, spingiamo per una riconversione dei mezzi in circolazione con auto, moto, motorini, autobus elettrici, che permettano di spostarsi comodamente ma senza inquinare. In questi primi undici mesi di MoVimento 5 stelle al Governo si sono già fatti grandi passi in avanti in tal senso e tanti se ne faranno ancora. Non ci fermeranno le critiche di chi punta a conservare lo status quo, anche perché sappiamo di marciare verso un obiettivo giusto e sacrosanto e i cambiamenti climatici ci obbligano a fare qualcosa, subito.
Un’ottima notizia ci arriva dal Sole24Ore, che parla dell’Italia, finalmente, come di un Paese all’avanguardia: sesta tra i primi dieci Paesi del mondo per diffusione di colonnine elettriche, in base alla graduatoria di Comparethemarket.com. Significa che il Paese è pronto, un futuro di mobilità a basso impatto è possibile e l’Italia non parte svantaggiata. Ora è il momento di spingere sull’acceleratore, ed è esattamente quello che il Governo sta facendo.
In legge di Bilancio abbiamo intanto previsto incentivi fino a 6mila euro per l’acquisto di auto elettriche o ibride e fino a 3mila euro per l’acquisto di moto elettriche. Inoltre abbiamo approvato un piano della mobilità sostenibile da 3,7 miliardi di euro per rinnovare il parco autobus delle città con mezzi meno vecchi e meno inquinanti. Si tratta in tutti i casi di concreti aiuti economici ai cittadini e alle amministrazioni locali per fare quel passo fondamentale che serve per convertirsi a forme di mobilità più sostenibili.
Ma perché questi incentivi siano veramente utili, perché questa rivoluzione possa pienamente compiersi, serve che la rete infrastrutturale di ricarica sia capillare e in grado di sostenere una crescita esponenziale della diffusione di veicoli elettrici. I dati riportati dal Sole24Ore sono incoraggianti ma ovviamente noi puntiamo a fare sempre meglio. Ecco perché stiamo agendo in tal senso su più fronti. Intanto in legge di Bilancio abbiamo previsto una detrazione fiscale del 50% per l’acquisto e la posa in opera da parte dei cittadini di colonnine di ricarica elettrica a uso privato, come ad esempio quelle nei condomini.
È poi in fase di attuazione il Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati ad energia Elettrica (PNIRE), che ha come obiettivo al 2020 la realizzazione fino a 13.000 punti di ricarica lenta/accelerata e 6.000 punti di ricarica veloce. Proprio a tal fine è stato sottoscritto l’Accordo di programma con le Regioni e gli Enti locali per concentrare gli interventi per la realizzazione del Piano in funzione delle effettive esigenze territoriali, promuovendo e valorizzando la partecipazione di soggetti pubblici e privati. Enel X, da parte sua, prevede una copertura capillare di tutte le Regioni italiane con l’obiettivo di installare entro il 2020 14mila punti di ricarica ed arrivare ai 28mila punti entro il 2022. Il tutto grazie a un investimento di 300 milioni di euro per dotare aree urbane ed extraurbane delle colonnine necessarie a una piena diffusione di mezzi elettrici.
Per quanto riguarda le autostrade, Anas ha avviato un piano per installare colonnine elettriche – da 4 a 8 in base all’area – in tutte le 40 aree di servizio affidate in concessione sulla sua rete. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a fine 2018 ha poi chiesto e ottenuto dai concessionari privati della restante rete autostradale i propri piani di installazione delle colonnine anche sulle loro tratte. Si punta alla realizzazione di 373 impianti di ricarica elettrica da qui al 2025 sulla rete autostradale in concessione.
La riconversione della mobilità del nostro Paese con forme sostenibili e a basso impatto è una rivoluzione non facile ma necessaria. Siamo certi che i cittadini siano pronti, che il momento non sia più rinviabile e che i nostri territori e il clima mondiale non abbiamo alternative. Non dobbiamo rinunciare a muoverci nel comfort ma è necessario iniziare a farlo senza inquinare. Il Governo e il MoVimento 5 stelle stanno mettendo in campo tutti gli strumenti utili per realizzare questo improcrastinabile obiettivo. Siamo convinti che ce la faremo.
Commenti (11)
Mizio
3 maggio 2019 alle ore 10:51Fondate una nuova IRI per effettuare massicci investimenti pubblici in settori high-tech e green economy. È ora di far risorgere questo paese.
Davide
3 maggio 2019 alle ore 11:22Il prossimo scooter che comprerò sarà elettrico.
Andrea Gualtierotti
3 maggio 2019 alle ore 12:18Io personalmente la comprerei un'auto elettrica, ma per il momento costano troppo e non me la posso permettere nemmeno con gli incentivi ma soprattutto le colonnine di ricarica sono nelle grandi città mentre io che sto fuori sarei costretto ad andare in città easpettare un paio d'ore per ricaricarla . Quando le colonnine saranno diffuse come i benzinai allora ci penserò
Antonio Corbo
3 maggio 2019 alle ore 15:42Giusto Mizio, necessita in questa fase l'intervento diretto dello Stato nel percorso della crescita del settore delle rinnovabili. Che lo Stato faccia solo da stimolo, non basta assolutamente: i privati si muovono solo se hanno profitto; dell'ambiente a loro interessa ben poco. È sotto gli occhi di tutti l'enorme profitto a cui tendono nel settore dell'auto elettrica. Necessita che lo Stato intervenga direttamente nella produzione delle auto elettriche e delle batterie. I costi richiesti dai privati sono all'incirca tre volte superiori a quelli veramente necessari per una motorizzazione di massa elettrica. Basta vedere il costo delle celle al litio: il prezzo per kwh oggi può benissimo attestarsi su 100€, quando invece ne vengono richiesti anche 500. Per quanto riguarda le colonnine di ricarica, se non interviene lo Stato con un programma ben definito, lasciare all'ignavia degli amministratori locali o agli interessi dei privati, abbiamo voglia ad aspettare. Come pure sulla produzione delle rinnovabili, lasciare solo ai privati, piccoli o grandi che siano, il compito della riconversione, il tempo necessario si profila molto lungo: lo Stato deve intervenire per avere una vera democratizzazione della produzione dell'energia, se veramente si crede nel km zero.
Giò
3 maggio 2019 alle ore 16:02Per ora però non se ne fa niente e a parte gli incentivi di colonnine non ce ne sono vedremo prossimamente.
Claudio
3 maggio 2019 alle ore 16:26Prezzo per l'allestimento di un'area per la ricarica di macchine elettriche e eventuali contributi pubblici.
Antonio.PG
3 maggio 2019 alle ore 18:34Sono 5 stelle dal primo giorno, sono fiero degli sforzi che i nostri rappresentanti stanno facendo per cancellare decenni di immobilismo e ruberie, ma sinceramente pur sforzandomi non riesco a condividere questi proclami nei quali l'Italia è fuori dalla crisi, poverta sconfitta, ed ora anche quasi paradiso delle auto elettriche, quando pochi giorni fa Toninelli in un intervista in Tv diceva che si era appena rifatto un auto usata diesel perche l'elettrico è ancora un sogno. L'Italia non è Milano, le colonnine elettriche sono purtroppo ancora un miraggio, ed il lavoro inesistente, vabene seminare ottimismo, ma facciamo in modo che anche la gente normale possa notare qualcosa nella propria vita, prima del 2025. io non parlo per me, ma intorno a me in Umbria il mondo è fermo, il lavoro quello vero zero, e in qualche altra regione è anche peggio, l'elettrico è lontano anni luce purtroppo, e con queste strade ci vogliono mezzi militari a cingoli per girare altro che elettrico.
pensiero libero
4 maggio 2019 alle ore 22:57Condivido.
La strada è lunga....
enzo bargellini
5 maggio 2019 alle ore 08:19In attesa dell’ineluttabile mobilità elettrica generale del futuro proporrei da subito un piano di riconversione a metano del parco diesel esistente e in produzione e,contemporaneamente,favorirei l’ibridazione elettrica del parco benzina/metano circolante potenziando il blocco alternatore batterie particolarmente per i veicoli più diffusi.
Quanto alle colonnine di ricarica veloce di cvi all'articolo al momento mi sembra prematuro investimento di spazio e risorse tenuto anche conto delle possibilità di ricarica domestica soprattutto per i prevalenti (e pochi) mezzi ibridi attuali.
Saluti e cordialità dalla Romagna.
Marco
16 maggio 2019 alle ore 00:45Grazie al movimento 5 stelle ci si sta muovendo nella direzione giusta verso un futuro più sostenibile e meno inquinato.
stasil
2 giugno 2019 alle ore 10:41Non vedo l'ora di vedere in circolazione solo auto, bus, moto elettriche.
Questo potrà realizzarsi anche prima del previsto se solo i prezzi fossero a misura popolare .
Ho letto che qualcuno sta sperimentando il sistema di ricarica installato sotto il manto stradale che permette al mezzo di ricaricarsi in modo continuo , mentre viaggia, ed è bellissimo non doversi fermare per mezz'ora o 40 minuti per ogni ricarica.
