
L'amministrazione delle città intelligenti
15 maggio 2019 alle ore 16:03•di Marco Piazza
Nell'era digitale, con una vera e propria cittadinanza digitale, la partecipazione dei cittadini all'attività dei poteri pubblici aumenterà notevolmente. Questo già lo si vede con Rousseau: pensate alla partecipazione al processo legislativo. I cittadini possono proporre leggi e migliorarle con le proprie competenze. Cosa succederà nel caso dell'amministrazione della città?
Anche qui ci saranno grandissimi cambiamenti. Pensate al modello di oggi, un modello che ormai va avanti da tantissimo tempo: c'è il cittadino che delega un piccolo gruppo di persone (consiglieri comunali, sindaco, assessori e tecnici) a gestire la città. Ma in futuro? In futuro il cittadino sarà sempre più connesso e avrà sempre più accesso alla conoscenza, sempre più consapevolezza e di conseguenza sempre più partecipazione alla gestione della propria città.
Pensate alla creazione del bilancio. Con l'accesso alla rete, la partecipazione alla stesura del bilancio cittadino può essere molto più fluida per i cittadini, che avranno accesso alle informazioni, all’allocazione di denaro ma anche al procedimento urbanistico. Il cittadino potrà dire la sua in maniera competente partecipando a forum online e dare quelli che oggi sono dei pareri consultivi in maniera molto più ampia e competente. Magari anche con modifiche legislative vincolanti.
Facciamo un passo ancora avanti grazie alla sensoristica nelle Smart Cities, le città intelligenti, connesse e piene di sensori. In questa realtà, ogni cittadino potrà partecipare al processo di gestione della città e potrà dire la sua. Per esempio in caso di intervento urbanistico, potrà dire: "Attenzione, se farete quel processo urbanistico l'aria peggiorerà, la qualità delle piante peggiorerà perché sposterete il traffico in un polo che oggi invece è privo di capacità attrattiva". Quindi non soltanto i cittadini potranno dire la loro, ma anche tutti gli elementi che insieme ai cittadini vivono la città nell'interesse dell'ambiente potranno esprimere la loro volontà. Questa sarà probabilmente una delle applicazioni della cittadinanza digitale che permetterà alle persone di partecipare sempre più attivamente al processo politico di gestione degli spazi della propria città, dei bilanci, dell’urbanistica e anche alla realizzazione dei servizi. Tutto questo grazie all’accesso alla conoscenza e una cittadinanza digitale sempre più interconnessa.
Commenti (8)
Papadia Alessandro
15 maggio 2019 alle ore 17:00Io porto il rigo. La mi scusi il territorio Italia necessita di sistemi di depurazione su tutte le coste. Avverra un principio di sostenibilita insieme ad un dichiarativo non tassabile.
Carolina Scigliano
15 maggio 2019 alle ore 17:07I poveri intanto crescono e aspettano
Roberto Caforio
15 maggio 2019 alle ore 19:39Anche i fessi crescono e rompono...
Papadia Alessandro
15 maggio 2019 alle ore 17:17Senta io non vorrei contraddire un'evolozione cosi altamente sognata. Ma qui abbiamo gia un'Italia invasa da follie gestionali per poter aprire concetti di isole dei sogni.
pietro casula
15 maggio 2019 alle ore 17:55tutto suggestivo e speriamo che vada tutto bene, ma colgo l'occasione per chiedere una informazione.
OK ho sempre votato e non ho mai avuto dubbi che sia stato tutto regolare e non manipolato, ma mi chiedo se il M5S dovesse veramente crescere come auspichiamo, se per esempio 500000 elettori di fede diversa volessero LORO manipolare i nostri voti iscrivendosi e logicamente partecipando alle nostre votazioni, come potremmo loro impedire di far pendere le decisioni a loro vantaggio, falsificando la genuinità finora ottenuta?
Sergio
16 maggio 2019 alle ore 00:24Giusto averci pensato: sono d'accordo con Pietro che sia una falla del sistema.
Secondo me, motivare prima e mettere d'accordo poi migliaia di persone significa pagarle per creare un vincolo di appartenenza molto molto forte e a lungo andare espone a forti rischi di essere ricattati. Come possono essere evitati questi due inconvenienti? Ce ne sono altri?
Sergio
16 maggio 2019 alle ore 00:02Mi piacerebbe sapere se è stata prevista una piattaforma www 'template' da poter utilizzare nel caso in cui un candidato del M5S venga eletto sindaco.
Ciro
16 maggio 2019 alle ore 06:11Mah...... non credo siano queste le soluzioni.... ovvero credo che I mali cronici delle città italiane sia il degrado, l'inciviltà diffusa, il vandalismo.
Incuria delle aree pubbliche, sopratutto delle aree verdi.
E questo non perché (o non solo) I fondi disponibili sono limitati ma sopratutto perché chi è pagato per lavorare non lavora.
Dove abito io in Germania, tutti fanno il loro dovere nel mantenere lo spazio pubblico.
Da noi si deve riconquistare questo livello di civiltà.
