La stabilità del Paese è più importante della poltrona di Siri

Inizia una nuova settimana e sarà ricca di impegni. Ci siamo posti tanti obiettivi e stiamo lavorando per raggiungerli: il salario minimo per i lavoratori, la legge per tagliare gli stipendi a tutti i parlamentari. Poi c’è l’acqua pubblica, il conflitto d’interessi e la legge che toglie la politica dalla sanità. Tutto questo significa continuare a cambiare davvero le cose.

Noi siamo nati per questo e gli italiani ci hanno votato per questo: cambiare le cose in Italia, per nessun altro motivo. E infatti vogliamo governare per i prossimi 4 anni che restano. Serve tempo per fare tutte le cose che servono all’Italia.

Anche Salvini dice che vuole continuare a governare. Ma poi ogni mattina sui giornali leggiamo cose diverse, affermazioni di esponenti di spicco della Lega che smentiscono lo stesso Salvini e vanno verso una strada diversa: minacciano di far cadere il governo.

Proprio oggi, ad esempio:
RIXI: “Senza l’autonomia il governo non va più avanti”.
GIORGETTI: “Al prossimo giro Salvini rompe davvero su un terreno che gli conviene”.

Veramente la Lega sta minacciando il governo per l’autonomia? Sarebbe assurdo! Abbiamo anche detto chiaramente che l’autonomia, essendo nel contratto di governo, si farà: noi rispettiamo gli impegni presi. Minare in questo modo la stabilità del Paese è irresponsabile, soprattutto se lo si fa per quello che è il vero motivo, ossia la poltrona del sottosegretario Siri, attualmente indagato per corruzione. Il MoVimento 5 Stelle e il presidente Conte sono stati molto chiari su questo punto. Siri deve dimettersi e chiarire tutti gli aspetti della faccenda in cui è coinvolto. Lo chiediamo noi, ma soprattutto lo chiede la stragrande maggioranza degli italiani che vuole una squadra di governo senza ombre e di cui potersi fidare. Gli italiani, gli investitori, le imprese, i lavoratori vogliono anche un governo stabile con una prospettiva, non dove si cerca un pretesto per rompere “su un terreno che gli conviene”.

Basta polemiche, via il sottosegretario indagato per corruzione e avanti con quello che serve davvero all’Italia. Continuare per cambiare!

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