
Il futuro del riconoscimento facciale tra identità personale e sicurezza
23 maggio 2019 alle ore 10:05•di MoVimento 5 Stelle
La settimana scorsa San Francisco è diventata la prima città degli Stati Uniti a vietare l’utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale da parte delle forze dell’ordine.
Alla base della decisione la convinzione che, allo stato, la tecnologia non è sufficientemente matura per garantirne un uso compatibile con le regole democratiche.
Nei prossimi giorni, ad analoghe conclusioni, potrebbe arrivarsi in Gran Bretagna dove un cittadino, supportato da Liberty, un’associazione per la difesa dei diritti civili, scopertosi “fotografato” due volte dalla polizia in contesti assolutamente pacifici, ha chiesto a un giudice di accertare che il ricorso, da parte della polizia - in maniera indiscriminata e, allo stato, non sufficientemente regolamentato - ai sistemi di riconoscimento facciale viola il proprio diritto alla privacy ed è, pertanto, contrario ai diritti dell’uomo.
Se il giudice accogliesse la sua domanda potrebbe essere il primo stop, anche in Europa, al ricorso ai sistemi di riconoscimento facciale.
Al di là dei due episodi – pure sintomatici di una crescente attenzione da parte di politica locale e opinione pubblica al tema – è fuor di dubbio che la questione merita di essere affrontata e governata in maniera consapevole, ponderata e tempestiva, scongiurando il rischio che, in occasione di una qualche drammatica emergenza nazionale o internazionale, si dia luce verde al suo utilizzo facendo passare il principio secondo il quale tutto ciò che è tecnologicamente possibile, specie quando si tratta di combattere il crimine o, magari il terrorismo, possa, per ciò solo, considerarsi anche giuridicamente lecito e democraticamente sostenibile.
Sarebbe un drammatico errore di prospettiva, un ritorno al principio macchiavellico – evidentemente incompatibile con le democrazie moderne – secondo il quale il fine giustifica i mezzi.
I dati biometrici facciali acquisiti attraverso i sistemi di riconoscimento attualmente sotto accusa in Gran Bretagna, rappresentano, infatti, una delle tessere più preziose del mosaico dell’identità personale e, in assenza, di adeguate garanzie relative alla effettiva necessità di tale trattamento e all’affidabilità delle soluzioni attualmente in via di sperimentazione, neppure le forze dell’ordine, per i più nobili degli scopi, dovrebbero poterli far propri.
Le deroghe al principio generale secondo il quale nessuno – Stato incluso – dovrebbe poter disporre, specie nella dimensione digitale, di frammenti dell’identità personale di ciascuno di noi, in una società democratica – o, almeno, con ambizioni democratiche – dovrebbero essere poche, tassative, indispensabili a garantire ai più diritti e libertà maggiori rispetto a quelli dei quali li privano.
Non c’è e non ci sarà mai cittadinanza digitale vera, piena e effettiva, in una società come la nostra se ci lasceremo sedurre dall’ambizione secondo la quale il diritto del singolo a controllare ogni frammento della propria identità personale può lasciare il passo alla ricerca di maggiore sicurezza.
La privacy, nella sua dimensione di diritto all’identità personale, è prerequisito di cittadinanza digitale e una società forse – perché ad oggi non vi è alcuna prova scientifica a supporto di tale conclusione e, anzi, l’estrema fallibilità delle soluzioni di riconoscimento facciale in uso - più sicura non è detto che sia anche una società migliore.
Commenti (16)
paolo spallino
23 maggio 2019 alle ore 11:57La luce quella vera cosi' simile e che nessuno conosce e' situata al centro della fronte, e' una persona.
Il Barone Zazà
23 maggio 2019 alle ore 12:07MALEDETTA fretta!
- ''machiavellico'' si scrive con una sola ''C'';
- ''il fine giustifica i mezzi'' non è un "principio machiavellico" come avete scritto. Questa espressione venne usatta dai suoi denigratori e attribuitagli per tacciare la sua opera di immoralità. In realtà, Machiavelli non l'ha mai scritto e nemmeno pensato;
- per cortesia, prima di postare qualcosa di scritto, rileggetela più volte, perché questo post è scorretto oltre che sul piano contenutistico, anche su quello grammaticale e sintattico.
Grazie
Zazà
so' fatto così..
24 maggio 2019 alle ore 06:43fosse solo questo il problema...............................
Carlo leo
23 maggio 2019 alle ore 13:01Già. Invece da noi si impostano pene a chi manifesta pacificamente e gli si mette paura minacciando anche solo mediante richiesta forzata dei documenti
claudio ranucci
23 maggio 2019 alle ore 14:10Deve essere scontato che l'utilizzo di tali tecnologie può intervenire solo in caso di motivi di sicurezza,quindi utilizzabili solo dalle forze dell'ordine,........... dove sta il problema??? Se non hai niente da nascondere non hai nulla da temere.......o no???!!!
Alfonso Mantero
23 maggio 2019 alle ore 15:15Parlando di riconoscimento facciale, significa la capacità di una macchina di riconoscere un volto.
In se questa capacità non ha nulla di "nuovo" , visto che lo sa fare qualsiasi individuo.
Il fatto che le forze dell'ordine possano "riconoscermi", considerato che possono chiedermi i documenti (che esistono proprio per quello!), non mi crea problemi.
Come sempre, il problema nasce dall'utilizzo che si fa delle informazioni. Una telecamera su una pattuglia che riconosce, oltre le targhe, anche i volti, crea un enorme database di persone in luoghi. Ottimo per verificare se un presunto rapinatore era sul luogo del delitto o invece certificare che era altrove, quindi sia come garanzia per l'innocente che come metodo di indagine per il colpevole. Ma il 90% dei dati non verrà mai usato per indagini, mentre costruirebbe una mappa dettagliata di abitudini, vizi, cose belle e cose brutte che farebbero gola a molti, moltissimi, soprattutto se oltre al riconoscimento dell'individuo ci fosse anche il riconoscimento dello stato d'animo. Si possono pensare disastri come hacker che rubano dati per rivenderli, piccolezze come il poliziotto geloso che controlla se la moglie era proprio dove ha detto, oppure zone grigie, come richieste di accesso ai dati in casi di divorzio per dimostrare tradimenti o presunte mancanze nella cura dei figli.... Consentire l'accesso o no? Se restiamo nell'ambito giustizia/forze dell'ordine, si può pensare ad una sorta di dossieraggio di massa. Giusto? Sbagliato? E se sbagliato, allora impedire tutto e togliere gli utilizzi evidentemente buoni?Se vogliamo trattare la materia, questi sono gli argomenti di cui discutere.
Silvia72
23 maggio 2019 alle ore 17:07Riconoscimento facciale...... Potrebbe essere una SOLUZIONE, per non far entrare nella politica i CORROTTI!!
⭐⭐⭐⭐⭐
Giuseppe C. Budetta
23 maggio 2019 alle ore 17:45NOTA SCIENTIFICA FUORI TEMA. COMPUTAZIONI INCONSCE
Nel cervello umano come in quello di scimpanzé, il riconoscimento delle immagini tridimensionali avviene in particolare a livello di alcuni nuclei nella corteccia infero-temporale. Esso è una forma di comparazione tra alcune facce da noi memorizzate con quella da riconoscere. Nel cervello, avvengono migliaia di computazioni inconsce che stabiliscono all’istante le comparazioni da cui emerge il riconoscimento facciale. Inoltre, Lin, Z. (2008) e Lin Z. ed He S., (2009) affermano che la consapevole quotidiana rappresentazione del mondo circostante è indiretta ed è possibile solo dopo una grande quantità di computazioni inconsce. Quando il cervello non funziona bene (schizofrenia…) alcune di queste comparazioni sono errate ed erriamo nel corretto riconoscimento delle facce, oltre che del mondo circostante.
UR
23 maggio 2019 alle ore 19:57Buonasera,
Ennesima tecnologia usata per il monitoraggio/controllo delle persone ..... come non ci fossero già troppe tecnologie per monitorare/controllare le persone in tutto quello che fanno!
Il Sistema non vuole persone ma cose/merci da utilizzare, consumare e buttare (la merce siamo noi persone per chi non l'avesse ancora capito), siamo diventati fonte immensa di informazioni (grazie ai device tecnologici e non solo quelli), informazinoni che rappresentano il vero core business per i Sistema Globale
E grazie a queste informazioni indirizzano la Ns. vita nella dilrezione utile alla sopravvivenza de Sistema
Se le informazioni raccolte indicano che un individuo non è allineato alle volontà e Sistema allora si interviene contro l'individuo!
Alla faccia del Grande Fratello di Orwell neanche lui aveva immaginato tanto.
E figuriamoci cosa succederà quando il 5G sarà in piena attività con il famoso internet of things ..... sapranno tutto quello che succederà in casa di ognuno di noi!
Possibile che non si possano emanare delle leggi che possono permettere alle persone di decidere se avere un device/elettrodomestico sempre connesso ad internet o no? Possibile che non si possa fare una LEGGE VERA SULLA PRIVACY? Possibile che non ci sia per le persone la scelta di una vita meno Smart e magari più analogica?
Non sono contrario alla tecnologia anzi ne vorrei come si vede nei film di fantascienza ma .... vorrei una tecnologia usata con il fine di dare benessere alla persona e non una tecnologia usata contro la persona e solo per fare più business in un Sistema selvaggio di mercato come quello attuale.
Buona serata
Roberto
Il Barone Zazà
24 maggio 2019 alle ore 06:15Mi perdoni ma credo che la sua preoccupazione venga ormai con venti anni di ritardo. I buoi sono ormai già scappati. Tutto questo sistema di controllo si è già affermato con i cellulari e con i pc. Comunque esistono sistemi per avere una privacy:
- una stanza senza apparecchi elettronici;
- una casa (o stanza) completamente racchiusa all'interno di una grande scatola di piombo;
Non so se ci sono altri sistemi, suppongo di sì, ma tocca a lei cercarseli....
......mi faccia sapere.
Saluti
Zazà
Ciro
24 maggio 2019 alle ore 13:24Carissimo Roberto, sento tante persone preoccupate per la loro privacy..... le stesse persone che mettono poi su facebook le foro dei loro bimbi del cane, che puntualmente informano tutti che adesso vanno a fare una bella doccia.....
Non so se ci siano problemi di privacy a controllare chi va in giro per le nostre citta', in metro, sul bus.
Io rinuncio alla mia privacy se questo mi puo' garantire un minimo in piu' di sicurezza e protezione.
so' fatto così..
24 maggio 2019 alle ore 06:48Te pensa !! C'è chi si lamenta del controllo facciale, delle telecamere ecc.. io vorrei anche il prelievo del DNA ,alla nascita, per farne una banca mondiale ...........chi si comporta ONESTAMENTE non deve temere nulla.
Giuseppe
26 maggio 2019 alle ore 10:15Non DOVREBBE temere nulla. In una società che sia basata su correttezza e onestà, soprattutto da parte delle forze dell'ordine. Ne siamo sicuri? Depistaggi, connivenza con la mafia, servizi segreti deviati, dicono il contrario. Il caso Cucchi insegna
Gisella
27 maggio 2019 alle ore 00:33Mi pare evidente che ci voglia uno stop. Mi fa inorridire il solo pensiero che ci possa essere anche il controllo facciale. Io come ho già detto per la prima volta da quando il movimento è nato non vi ho votato alle europee per una serie di ragioni che ho spiegato in altri post di questo sito. Sono molto contenta di averlo perché anziché fare le cose che veramente servono alle persone tirate fuori una stronzata al giorno. Ma quale sicurezza! Credete che siamo scemi! In nome di quale sicurezza credete di convincerci . Ma fatevi voi il controllo facciale e già che ci siete fatevi controllare anche il cervello.
Gisella
27 maggio 2019 alle ore 07:42Mi pare inoltre evidente che anziché rompere con il riconoscimento facciale la sicurezza i cittadini la vogliano NON facendo restrizioni della propria identità personale,ma non facendo entrare i clandestini , mandando via i rom , pene sicure ecc...Purtroppo vi siete scollati dalla realtà e vi siete appiattiti modello Bergoglio /Mattarella che tanta fortuna ha portato al pd . Se non cambiate radicalmente posizione con europa migranti ecc arriverete al 5%. Tutto il mondo ribolle verso sovranismi e confini chiusi, voi che fate? Una bella virata a sinistra chiarendo una volta per tutte, dopo un anno di ambiguità da che parte veramente state.
Concetta Prestipino
17 agosto 2019 alle ore 12:19Esiste il bene, ed esiste il Male. Prendiamo l'energia elettrica, il fuoco, il ferro... insomma, tutti gli elementi della Terra, in mano all'Uomo possono migliorare le condizioni di vita oppure distruggere! Chi fa la differenza è L'Uomo, e la sua capacità di avere un "buon controllo " sui vari aspetti della vita. La competenza e la responsabilità fanno molto, ma ciò che decisivo è il senso Etico, inteso come capacità di valutare ciò che favorisce la sopravvivenza, a lungo termine, del maggior numero di persone e di sfere di esistenza ( individuo, famiglia, lavoro, umanità, energia, ambiente, etc.).
Poichè non esiste la perfezione, le cose vanno valutate in base ad un criterio: Quali sono i pro e i contro? favorisce la sopravvivenza di qualcuno o di molti? migliora la vita di qualcuno o di molti? Porta creazione o distruzione?
