
Equità fiscale e salario minimo: così cambieremo l'Europa
8 maggio 2019 alle ore 10:21•di Alessandra Todde
Di seguito l'intervista che ho rilasciato alla Nuova Sardegna
1. Come nasce la candidatura alle Europee con il MoVimento 5 Stelle?
Quando Luigi Di Maio ha 'chiamato all' azione' le eccellenze femminili italiane, io sono stata segnalata dal territorio e ho effettivamente incontrato Luigi per parlare dei progetti concreti che il MoVimento ha per l’Europa. Idee che mi hanno subito convinto a sposare la causa e alle quali ho aggiunto la mia prospettiva.
2. Perché un sardo dovrebbe votare MoVimento 5 Stelle?
In tutti questi anni, la Sardegna è stata calpestata e ignorata dalla politica tradizionale. I fondi europei, se ben impiegati, avrebbero potuto portare sviluppo, invece sono stati gestiti male o addirittura rimandati indietro per incapacità di utilizzo. Un aiuto a metà, insomma. Nel frattempo però i sardi hanno pagato il conto all’Europa, subendo regole e diktat che hanno penalizzato lo sviluppo dell’economia locale.
3. Quali saranno le sue prime azioni da eurodeputata?
Mi vorrei concentrare su temi come l’equità fiscale per le aziende in Europa. Le nostre imprese non potranno avere la possibilità di competere sullo stesso piano di quelle estere fino a quando esisteranno paradisi fiscali come Olanda, Malta, Lussemburgo e Irlanda, per citarne solo alcuni. Altro punto fondamentale è introdurre, come finalmente stiamo facendo anche in Italia grazie al MoVimento, un salario minimo europeo per tutti i lavoratori.
4. Quali sono le priorità per la Sardegna?
Il mio programma per la Sardegna si articola in tre punti. Il primo è lo sviluppo dell’economia digitale partendo dalle infrastrutture tecnologiche, per costruire autostrade virtuali con cui superare l’insularità e trasformare la Sardegna in una California europea. Poi ci sono il sostegno alle produzioni locali e la diffusione di un turismo esperienziale che unisca enogastronomia, cultura, archeologia e natura. Dobbiamo combattere lo spopolamento, specialmente quello dei paesini dell’interno: i nostri giovani devono partire per scelta e mai per necessità.
5. Tra europeisti e sovranisti con chi sta?
Quella tra europeisti e sovranisti mi inizia a sembrare un po’ come l’ormai superata distinzione tra destra e sinistra. In Europa servono forze politiche come il MoVimento, che mettano al centro i valori fondanti e le grandi opportunità che l’Unione ci offre, ma che rivendichino con forza i diritti dei singoli Stati membri.
6. Perché l’Europa viene percepita come un corpo estraneo?
Perché è diventata un Europa per pochi e non un Europa di tutti. I cittadini la subiscono e non la percepiscono come Istituzione vicina alle loro esigenze. È subentrata la rassegnazione, ma noi siamo fiduciosi: riusciremo a cambiarne le regole dall’interno.
7. Crede che durerà il governo Conte?
Assolutamente sì. L’esperienza di questo Governo dimostra che il ‘cambiamento’ è possibile: Spazzacorrotti, decreto Dignità, Reddito di Cittadinanza, Quota 100 sono soltanto alcuni esempi. Penso che subordinare l’azione di governo all’interesse primario dei cittadini, e farlo attraverso un contratto di governo che risponde ai reali bisogni del Paese, sia stata la svolta.
8. Si sente più di destra o sinistra?
Sono una persona liberale, senza pregiudizi, che ha a cuore l’equità sociale e odia le ingiustizie. Ho girato il mondo, ma sono convinta che la mia terra abbia tutti gli ingredienti per potersi riscattare. Non vedo l’ora di mettere la mia esperienza al suo servizio.
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Commenti (19)
Andrea Xxl
8 maggio 2019 alle ore 11:02Pie illusioni,
La ue è una trappola congegnata x acchiappare popoli e spogliarli di ogni loro avere, vedi grecia, e pure l'italia, il mv nn puo neppure contare sui suoi allati di governo, figuriamoci se puo contare su appartenenti ad altre realta nazionali ed economiche,
Il mv deve riappropriarsi dei valori fondanti e che dicono europa vaff.....o,
Piu sovranita, meno europa meno euro,
Alessandro Albanese
8 maggio 2019 alle ore 11:22E intanto la Gran Bretagna, che in teoria dovrebbe uscire dall'UE parteciperà alle elezioni europee...
Andrea Xxl
8 maggio 2019 alle ore 13:23Vero, ma non x rimanerci, anzi, x uscirne piu velocemente, solo i neocon vogliono che essa rimanga e i milioni di immigrati che hanno paura di essere rimpatriati,
Alessandro Albanese
8 maggio 2019 alle ore 14:51Nessuno ha il coraggio di dire che al momento non c'è classe politica in grado di traghettare alcun Paese fuori dall'UE, perché l'integrazione è così avanzata che su qualsiasi tema ci sono pro e contro.
Per esempio è impensabile per la Gran Bretagna non importare prodotti agricoli dall'UE, come per noi l'energia (sia petrolio e gas che corrente elettrica).
Allo stesso modo le quote di produzione che sono state assegnate all'Italia andrebbero a farsi benedire e redistribuite fra i rimanenti nell'Unione, ai quali saremmo liberissimi di fare concorrenza.
Andrea Xxl
8 maggio 2019 alle ore 15:28L'inghilterra è un importatore netto, il problema sara tutto europeo non inglese, le derrate alimentari potra importarle da dove vuole, essendo membro del commonwealth, che raggruppa 53 paesi, e chiaro che dover ripristinare dogane e quant'altro crea dei problemi che non si risolvono in 3 giorni, cio non toglie che x l'inghilterra uscire dall'ue è un vantaggio enorme sul profilo.politico economico,
Io il problema lo vedo x la germania e la francia, perderanno uno dei clienti piu remunerativi.
Alessandro Albanese
8 maggio 2019 alle ore 16:02Dipende di che parli...per alcuni settori la tecnologia tedesca è l'unica disponibile con certi standard di qualità, ma è solo un esempio, perché l'agroalimentare francese è molto meglio organizzato del nostro e la loro grande distribuzione fa da vettore dell'export.
Tanto per farne un altro la Gran Bretagna è di gran lunga il primo mercato del prosecco Italiano, con una quota che sfiora il 30% delle esportazioni: quello non è un bene di prima necessità ed è facile che sarà l'Italia a dover concedere condizioni vantaggiose per tenersi il cliente, non viceversa.
In pratica sto dicendo che i Paesi strutturalmente più 'deboli' hanno di solito il danno maggiore.
Staremo poi a vedere se sarà più semplice per gli inglesi rifornirsi regolarmente dal Canada oppure da oltre Manica, oppure se i professionisti europei che lì vanno a formarsi e a lavorare troveranno ancora vantaggioso farlo in assenza dei programmi di scambio UE.
Per ora le istituzioni che avevano sede in GB sono migrate Francia, Germania e Benelux, come le sedi di alcune grosse società commerciali e finanziarie che vogliono coprirsi dal rischio hard Brexit, noi abbiamo raccolto qualche briciola.
Andrea Xxl
8 maggio 2019 alle ore 16:12Alessandro
È esatto cio che scrivi, il problema sara piu x noi, x l'italia, x l'europa, molto meno x l'inghilterra cche potra scegliere da chi farsi rifornire, le grosse societa che sono rientrate in europa, rientrano nella normalita dlle cose non x quello arrecano un danno all'economia inglese,
Il clo della sterlina sfavorisce solo l'import ma il turismo e l'export sono favoriti cosi come l'agricoltura, l'allevamento e l'edilizia,
Le parole della regina hanno di fatto sancito una verita sacrosanta: perche restare in quest'europa? E a che pro restarci? Meglio uscirne.
Andrea Xxl
8 maggio 2019 alle ore 16:13La svalutazione della sterlina
Giuseppe Bruna
8 maggio 2019 alle ore 11:14In Italia il vero problema nel modo del lavoro sono le coop sociali che sfruttano senza ritegno attuando contratti assurdi pagando una misera...
Anto
8 maggio 2019 alle ore 12:03assolutamente vero Ma non è solo le Coop che fanno questo io sono assunto da una azienda società per azioni faccio 200 ore al mese a €4 l'ora e faccio un lavoro di assoluta responsabilità attiviamo le ambulanze gestiamo il parco macchine attiviamo irreperibili eccetera eccetera faccio un lavoro notturno per 10 giorni al mese non ci viene riconosciuto nessuno straordinario nessun orario festivo notturno e non è tutto ma anche centralino e servizio informazioni Ma i sindacati Dove sono
Marian Constantin
8 maggio 2019 alle ore 11:28Giusto. I soldi comunque si devono guadagniare per la copacitta di quascuno.
Beppe
8 maggio 2019 alle ore 12:25Grazie Alessandra del tuo impegno e della chiarezza di intenti che condivido al 100%.
Buon lavoro.
Aldo
8 maggio 2019 alle ore 12:30Forza 5stelle mi raccomando il salario minimo che sia una priorità. La lealta ' vince sempre.
Fid
Forza perché c'è la faremo
antonio carbone
8 maggio 2019 alle ore 15:42Dal mio modesto punto di vista, occorre anche stabilire con i partner Europei, il modus operandi per uscire dall'euro e dall'Eurozona. Non è pensabile che sia previsto l'adesione, e non la recessione dai contratti europei. Vedi il caos dell'Inghilterra !!! Probabilmente quando hanno messo giù gli accordi, erano tutti ubriachi, compreso i nostri rappresentanti politici. W il m5s.
Dante
8 maggio 2019 alle ore 15:42ciao, le bollette della luce e il gas sono sempre più difficile da pagare, sono tante cose iva del iva del iva. no se capisce, podette cortesemente dare una occhiata a questi costi. mi sembra assurdo che devo più servizi che consumo reale, anzi si Viglio far controllare il buon funzionamento del contatore luce , devo pagare io questo servizio, per che il nuovo contatore enel mi a fatto arrivare una bolletta molto salata, Como faccio a pagare?
Grazie
Beppe A.
8 maggio 2019 alle ore 18:391. Attraverso la conclusione di accordi economici a lungo termine con i paesi europei, sarà possibile assegnare un posto per il mercato tedesco nella pianificazione della produzione di lungo periodo di questi paesi, che saranno considerati alla stregua di uno sbocco commerciale a salvaguardia delle esportazioni, per le merci tedesche sui mercati europei.
2. Attraverso la creazione di uno stabile sistema di cambio, dovrà essere garantito un sistema uniforme dei pagamenti per il proseguimento degli scambi commerciali tra i singoli paesi. Così facendo, ci collegheremo agli accordi di pagamento esistenti che saranno ampliati per includere un maggiore volume commerciale sulla base di tassi di cambio fissi.
3. Tra le nazioni europee deve essere stimolato un forte senso di comunità economica, attraverso la collaborazione in tutte le sfere economiche e politiche (moneta, credito, produzione, commercio, etc.). Il consolidamento economico dei paesi europei dovrebbe migliorare la loro posizione negoziale nelle relazioni con gli altri soggetti economici in una economia globale.
[…] Alla Grande Germania deve essere assicurato il massimo della sicurezza economica e per il popolo tedesco il massimo consumo di beni per incrementare il livello di benessere della nazione. L’economia europea deve essere adattata per rispondere a questo obiettivo. Lo sviluppo procederà a tappe differenti per i diversi paesi.»
Walther Funk Ministro per gli affari economici della Germania nazista dal 1937 al 1945.
“La riorganizzazione economica dell’Europa”
(25 Luglio 1940)
https://liberthalia.wordpress.com/2014/10/15/il-piano-funk/
PATRIZIA V
8 maggio 2019 alle ore 21:26Condivido questa intervista avanti tutta Alessandra Todde.
pino
9 maggio 2019 alle ore 09:41Che manifestino visivamente e verbalmente con scioltezza e proprieta' di linguaggio, loquacita', conoscenza e cultura politica generale almeno degli ultimi cinque, dieci anni di attivita' politica europea dei concorrenti parametrati ai dettagli per attivare i programmi futuri nel Parlamento Europeo del M5S, quale movimento di associazionismo politico di cittadini Apartitici per i cittadini italiani tutti, come candidati concittadini che politicamente si dichiarano Apartitici sia di destra che di sinistra, di centrodestra che di centrosinistra di falsi moderati laici e religiosi !
In Europa per rendere l'EuroGoverno adulto, maturo dei cittadini e non di altri come partiti, societa' finanziarie, banche, media, trade, lobby, offshore ed europarlamentari per carriera !
Il tutto con marcata ed evidente "Onesta' Intellettuale " !
pino
9 maggio 2019 alle ore 09:57Anche di proselitismo ad invitare tutti i cittadini all'attivismo culturale della sana politica che nulla ha a che vedere con i partiti, leghe, case di o delle, forze, alleanze, fratelli, sorelle, cugini, fondazioni, coalizioni, consorzi, confederazioni ecc che come statuti ideologici o no dichiarano tutti gli intenti e poi........Ci hanno addebitato fino al 2018 una cifretta di 2.350 miliardi di debito e 1 miliardo e mezzo di interessi passivi al giorno, al giorno tutti in euro !
