
Dalla parte degli ultimi: con il Reddito di Cittadinanza nessuno resterà più indietro
13 maggio 2019 alle ore 16:29•di Nunzia Catalfo
La prima cosa a cui ho pensato quel mercoledì pomeriggio, una volta terminata la votazione e annunciato l’esito, sono state le parole che Gianroberto Casaleggio pronunciò quattro anni fa in un’intervista: “Credo che togliere dalla disperazione e dalla povertà milioni di poveri sia un obbligo morale”. Questo per me è stato, è e sarà sempre il Reddito di Cittadinanza: un obbligo morale, una battaglia di civiltà che abbiamo combattuto vincendola. E quando, per l’appunto, lo scorso 27 marzo l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il decreto che lo conteneva al suo interno mi sono venuti in mente tutti quei momenti, belli e difficili, di rabbia e di orgoglio, vissuti nei sei lunghi anni che hanno separato il deposito del primo disegno di legge per l’istituzione del Reddito di Cittadinanza (29 ottobre 2013) dalla sua trasformazione in realtà.
Chi mi è stato vicino in tutto questo tempo – dalla mia famiglia ai colleghi, dagli attivisti ai tanti cittadini in difficoltà che con i loro messaggi, i loro abbracci e le lacrime ci hanno incoraggiato ad andare avanti – sa cosa voglia dire tutto questo non tanto per me, ma per la storia e il futuro di questo Paese. Abbiamo fatto qualcosa di grande, di grandissimo. Di straordinario. Lo abbiamo fatto grazie al coraggio e alla lucida follia di un uomo, Beppe Grillo, senza cui tutto questo non si sarebbe mai avverato. Per la prima volta in Italia c’è stato un Governo, il Governo di cui il MoVimento 5 Stelle è forza trainante, che ha messo in campo una politica rivolta a 5 milioni di cittadini a cui i vecchi governi hanno tolto pezzo dopo pezzo la cosa più importante: la dignità.
Andiamone fieri, rivendichiamo con orgoglio questa misura. Sempre e dovunque.
In questi giorni, per la verità su pochi giornali e tivù che per la maggior parte hanno prediletto (come spesso capita quando si parla del MoVimento 5 Stelle…) una narrazione negativa allo scopo di gettare ombre sul Reddito di Cittadinanza, ho letto e sentito le storie di chi grazie ai primi soldi caricati sulla propria card è potuto tornare a fare gesti semplici ma per troppo tempo impossibili.
Lilly da Civitavecchia (Roma), per esempio, è riuscita nuovamente a portare suo figlio dal dentista e incrementare l’acquisto di carne rossa e pesce, due alimenti che purtroppo – come rilevato da un recente sondaggio di Altroconsumo – il 32% degli italiani ha difficoltà a comprare. Mario, che vive alla periferia della Capitale, con i primi soldi del Reddito di Cittadinanza ha prenotato, per la prima volta in nove anni, una festa di compleanno per una delle sue due bambine. E ancora Luciano, che ha “finalmente pagato serenamente le bollette. Non sono più solo e abbandonato dallo Stato”. Proprio così ha detto. Senza dimenticare Chiara, disoccupata, che vive a bordo di un camper da otto anni ed è affetta da sclerosi multipla. La prima cosa che ha acquistato con la card è stata una vaschetta di lasagne: “Quel sapore mi ha fatto risentire di nuovo una persona normale (…) Ho ritrovato la speranza”.
Non faccio mistero di aver pianto di commozione e felicità davanti a queste (e altre) storie, aggravatesi proprio negli anni in cui, mentre noi gridavamo dentro e fuori dalle Aule parlamentari l’urgenza del Reddito di Cittadinanza, i vecchi governi pensavano solo a lobby e banchieri. Non lo dico io ma i numeri: nel 2011 in Italia le persone in povertà assoluta erano 2,6 milioni, quelle che noi abbiamo ereditato lo scorso anno 5. In più, come rilevato nei giorni scorsi dal Sole 24Ore, dal 2008 la classe media italiana ha perso il 10% del reddito. Che cosa vuol dire questo? Che chi c’era prima, da Berlusconi a Monti, da Renzi a Gentiloni non solo non ha messo in campo politiche – sociali e non – per raddrizzare la nave Italia, ma, sottostando passivamente all’euroburocrazia, ha contribuito a portarla sempre più a fondo.
Il Reddito di Cittadinanza, che affonda le proprie radici nel “pilastro europeo dei diritti sociali”, è lo strumento che mancava per rimettere in moto l’economia e il lavoro. Infatti al sostegno al reddito si unisce un ambizioso ed epocale progetto di riforma dei Centri per l’impiego, che, attraverso l’assunzione di personale qualificato (i cosiddetti navigator ma non solo) e l’interoperabilità delle banche dati, darà la possibilità al disoccupato di potersi reinserire nel mercato del lavoro dopo un percorso di formazione e riqualificazione. Anche su questo non sono mancate le critiche, ma agli esperti in polemiche ricordo che negli anni in cui Germania e Francia spendevano – rispettivamente – lo 0,36% e lo 0,25% del Pil in servizi per il lavoro, l’Italia governata dai “competenti” investiva lo 0,05%. Senza dimenticare, ovviamente, il fatto che nei Centri per l’Impiego tedeschi e francesi lavorano 100mila addetti (i primi) e 54mila (i secondi) contro gli 8mila del nostro Paese. Con noi al Governo, fra nuove assunzioni e stabilizzazioni diventeranno 19.600 nel prossimo triennio.
Non si ferma il vento con le mani, diceva Seneca. Quella del Reddito di Cittadinanza è una macchina che viaggia spedita verso la strada di cambiamento che questo Governo ha imboccato. Perché nessuno deve rimanere indietro.
Commenti (14)
Sandro Amodeo
13 maggio 2019 alle ore 18:13Io aspetto da quasi 2 mesi di ricevere l'sms o la mail sull'esito della domanda.
Nessuna spiegazione dal caf e dall'inps, mentre il portale .gov del reddito di cittadinanza non risponde alla mia richiesta di informazioni che ho inviato da più di una settimana.
Bobo
13 maggio 2019 alle ore 19:41le chiacchiere non fanno i fatti
https://www.fiopsd.org/reddito-di-cittadinanza/
Pensiero ☆☆☆☆☆
13 maggio 2019 alle ore 22:16Mi sembra ovvio che l'interessato debba essere residente e reperibile altrimenti per il Centro per l'impiego che dovrà trovargli lavoro e per il comune presso il quale potrebbe prestare servizio gratuito sarebbe problematico averci a che fare. Alcuni comuni permettono la registrazione di una residenza fittizia e sarebbe considerata valida per l'ottenimento ed il mantenimento del RdC. Purtroppo il RdC è un grosso impegno per le finanze pubbliche e allargare troppo le maglie soprattutto in questo periodo avrebbe portato al mantenimento principalmente degli immigrati (comunque solo quelli regolari) portando ad un esborso maggiore per questi che sono cresciuti moltissimo di numero negli ultimi anni e soprattutto avrebbe peggiorato la già abbastanza esasperata tensione sociale in certe zone d'Italia.
Claudia Felix
13 maggio 2019 alle ore 20:06Beppe Grillo è un grande Uomo con la U maiuscola.
Quello a cui ha rinunciato nella vita per mantenere i propri principi lo sa solo lui e noi una vaga idea.
Quello che ha fatto per noi è sotto gli occhi di tutte le persone oneste, le altre non contano, devono solo rosicare e soffrire di quell'invidia che non ti fa respirare!
Maria D
14 maggio 2019 alle ore 07:28Beppe ha una sensibilità fuori dal comune, unita ad una estesa intelligenza. Per arrivare a capire quello che ha fatto e perché lo ha fatto, bisogna affrontare "la grande tribolazione" che è una prova a cui vengono sottoposti i grandi della storia, che pochi sanno sostenere, restando in vita. Solo a chi è dato percepire il dramma dell'esistenza umana, senza rimanerne schiacciato, può uscire qualcosa di buono per il mondo.
antonio carbone
14 maggio 2019 alle ore 09:38Nunzia! D'accordissimo con te! Ma ti chiedo perché non intervenite duramente contro questi tg della rai e trasmissioni informative che raccontano solo di chi ha preso pochi soldi e non dicono nulla delle tante persone aiutate? Non è ora di tirare fuori gli attributi e farsi rispettare, chiedendo un'informazione onesta e corretta? Fate creare una finestra informativa rai ,su tutte le iniziative del m5s e del governo e il loro andamento. Sveglia!!!!
W il m5s.
Paolo Clemenza
14 maggio 2019 alle ore 11:23Ho preso il minimo RDC (85.75 €) PERCHÉ IL MIO CAF HA DICHIARATO IL NOSTRO ISEE /2017 /CON REDDITO DI FINE 'IMMOBILITA' DI MIA MOGLIE! QUINDI ;DOVETE FARE UN VARIAZIONE PERCHÉ L'INPS SBLOCCHI LA PRESENTAZIONE DELL'ISEE CORRENTE.... ALTRIMENTI DOBBIAMO ASPETTARE IL MESE DI SETTEMBRE /A. C. /È ASSURDA QUESTA SITUAZIONE!
Stefano Tresca
14 maggio 2019 alle ore 14:45Qualcuno sa dirmi come posso fare per rinunciare al reddito di cittadinanza?
Alessandro Albanese
14 maggio 2019 alle ore 14:48È allo studio una procedura di rinuncia, che arriverà a breve.
Non utilizzi il saldo della card o probabilmente dovrà restituire la differenza.
Roberto Balzi
14 maggio 2019 alle ore 20:10A me il reddito nn lo hanno accettato e sono disoccupato da un anno.
Ho percepito la naspi fino a dicembre..
Sono un grande sostenitore del m5s e
continuerò a farlo.
Giosentieri
15 maggio 2019 alle ore 09:11Finalmente si vedono le persone veramente povere potersi permettere anche le spese necessarie, però che i controlli siano stringenti per evitare che il reddito di Cittadinanza vada a chi non deve andare (tipo chi lavora in nero).
roberto52
19 maggio 2019 alle ore 09:46All'inizio, quando leggevo o sentivo di importi molto bassi di RdC, anche inferiori al REI, ero perplesso e pensavo a isolati casi eccezionali di errore o di disinformazione montata ad arte. Poi invece è capitato anche a mio cognato. Approfondendo i calcoli dell'INPS ho capito che c'è un problema proprio da parte dell'INPS: la sua Circolare n.43/19 induce un'interpretazione errata dello spirito del Decreto e della Legge sul RdC per quanto riguarda il computo del "reddito familiare" e quindi il computo dell'importo del RdC!
Premesso che la Legge sul RdC ha l'ISEE come primo riferimento per i requisiti, infatti pone come primo requisito un valore dell'ISEE "DI CUI AL DPCM 159/2013" inferiore a 9.360 euro, quel DPCM che ha istituito lo strumento dell'ISEE deriva il valore dell'ISEE dall'ISR, l'Indicatore della Situazione Reddituale cioè il reddito familiare, che il DPCM all'art.4 definisce (comma 2) come somma delle "entrate" a cui sottrarre (comma 3) spese, detrazioni e franchigie.
La Circolare n. 43 invece, al Capitolo 3, lettera B (requisiti reddituali e patrimoniali), con l'intento di spiegare i requisiti per il RdC riguardo al "reddito familiare", fa impropriamente riferimento solo al comma 2 dell'art. 4 del DPCM 159/2013, cioè le entrate, come se per una famiglia in stato di indigenza la spesa per l'affitto e altre spese non abbattessero il reddito familiare!! Per recuperare l'approssimazione del Decreto del RdC sarebbe stato sufficiente nella Circolare INPS n.43 usare correttamente il richiamo all'Indicatore della Situazione Reddituale (ISR), visto che lo strumento principe è l'ISEE.
Tutte queste imprecisioni e approssimazioni riguardo al "reddito familiare" stanno comportando rigetti di domande di RdC o riconoscimenti di importi di RdC inferiori anche a quelli del REI, per la stessa famiglia. E se l'INPS non correggerà con una qualche precisazione facendo riferimento all'ISR, la situazione per molti rimarrà grave.
Pirrone Francesco
21 febbraio 2020 alle ore 15:33Ciao a tutti
Vorrei sapere come mai mettono in evidenzai furbi del reddito di cittadinanza
E non intervistano chi Grazie al reddito può dare da mangiare ai propri figli
Grazie
Pirrone Francesco
21 febbraio 2020 alle ore 15:39Ciao
Una cortesia mi sapete dire perché Vittorio Sgarbi Nel sottopancia durante le trammissioni TV e etichettato critico d'arte e non politico di berlusconI
Perché bonafede non viene etichettato avvocato?
Così le critiche avrebbero il loro senso
Grazie
