
Auto a guida autonoma: il primo ok a una sperimentazione in Italia
10 maggio 2019 alle ore 09:41•di MoVimento 5 Stelle
Da domani, chi guida su alcuni tratti di strada a Parma o Torino potrebbe ritrovarsi a superare o, magari, a essere sorpassato da un’automobile guidata da un robot.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha, infatti, rilasciato, nei giorni scorsi, la prima autorizzazione alla sperimentazione su strade pubbliche – limitatamente a alcuni tratti stradali di Parma e Torino - di un’auto a guida autonoma.
A chiedere e ottenere l’autorizzazione la VisLab, uno spin-off dell’Università di Parma, con alle spalle quasi dieci anni di sperimentazioni nel settore della guida semi-autonoma e autonoma.
L’autorizzazione subordina il via libera alla sperimentazione alla circostanza che a bordo dell’autovettura vi sia un pilota in condizioni di intervenire per correggere ogni eventuale errore del robot e scongiurare ogni rischio di incidente.
È, naturalmente, solo il giorno zero di un percorso lungo e pieno di ostacoli ben diversi da quelli che l’auto della VisLab potrà incontrare – e dovrà superare – sull’asfalto.
Negli anni a venire, infatti, si tratterà di definire le regole che consentiranno di passare da questo genere di sperimentazioni a un contesto nel quale le auto a guida autonoma verranno prodotte e commercializzate dappertutto e circoleranno nelle nostre città proprio come oggi accade con le vetture che conosciamo.
Anche se a leggere le dichiarazioni del mese scorso del CEO di Ford, quel giorno, probabilmente, sarà meno vicino di quanto non si sia pensato sin qui perché mettere un robot alla guida di una macchina sulle nostre strade e non su percorsi pieni zeppi di sensori e progettati per essere attraversati da macchine senza umani alla guida sembra un’impresa straordinariamente complicata.
Ma che sia domani o dopodomani, le sfide che attendono chi è chiamato a governare questa trasformazione epocale della nostra società sono certamente più ambiziose di quelle che attendono i robot piloti e i loro progettisti.
Chi sarà responsabile degli incidenti tra auto guidate dai robot? Fino a che punto gli acquirenti di un’automobile a guida autonoma dovranno essere informati sulla logica che guida i robot alla guida delle loro auto e, magari, sapere se quei robot sono programmati per scegliere di salvare la vita di un pedone a costo di sacrificare quella del passeggero o viceversa? A chi toccherà pagare la contravvenzione per eccesso di velocità posto che se quella macchina è stata immessa in commercio con un algoritmo programmato per superare il limite di velocità dopo essere stata omologata, forse la colpa è un po’ anche di chi ne ha autorizzato la commercializzazione senza pretendere che l’algoritmo facesse sue, by default, tutte le regole del codice della strada.
È una strada tutta da scoprire quella che, dopo l’autorizzazione del Ministero dei trasporti, anche in Italia, le prime macchine a guida autonoma stanno per percorrere.
Ma l’importante è iniziare a percorrerla, non sottrarsi alle sfide del futuro, cercare, nel modo migliore possibile e, soprattutto, più consapevole e ponderato possibile, di governare questa ennesima sfida che la tecnologia pone al regolatore.
Commenti (16)
Claudia Felix
10 maggio 2019 alle ore 10:16Con le auto a guida autonoma scompariranno o si ridimensioneranno un sacco di lavori. Non solo autisti.
Posto che non l'algoritmo non potrà violare il codice della strada, avranno molto meno lavoro i vigili, i parcheggi potranno essere accentrati, e la vendita di macchine ridotta perché non servirà una macchina a testa.
Le assicurazioni non avranno senso, si assicurerà il produttore.
Il CEO di Ford secondo me si augura che la macchina autonoma sia lontana!
Il Barone Zazà
10 maggio 2019 alle ore 10:40Ciao Claudia, mi ha tolto le parole di bocca.....
ci sono un sacco di interessi contrari all'efficientamento di queste tecnologie, che in realtà non credo siano così lontane dall'essere pronte......
Io comunque non vedo l'ora!
Un abbraccio
Zazà
Claudia Felix
10 maggio 2019 alle ore 12:55Ehila Barone Zaza', mi fa piacere tu condivida. Anche io non vedo l'ora!
In alto i cuori!
Andrea Antonacci
11 maggio 2019 alle ore 16:27Il costo delle assicurazioni crollerà, il numero di incidenti sarà pari a zero, si inquinerà molto meno, non ci sarà il problema del traffico, dei trasporti sulle lunghe distanze, i diversamente abili potranno muoversi agevolmente, gli anziani, le intere famiglie saranno al sicuro durante gli spostamenti. Questi sono alcuni dei vantaggi immediati che mi vengono in mente.
Assurdo sentire parlare di autisti o tassisti che perdono il lavoro, a questo punto potrebbero proporre di chiudere internet perchè ha tolto lavoro a bibliotecari e postini.
m.c.
11 maggio 2019 alle ore 20:34Io non vedo l'ora di vedere l'ingorgo generato da 1000 auto autonome che vanno in borgo medioevale delle marche... prevedo 1000000 di persone incazzate perchè l'auto si riufiuta di affrontare il vicolo presente sulle mappe. La verità è che l'intelligenza artificiale piace a chi non ne ha una propria...
Giuseppe Pasquali
10 maggio 2019 alle ore 12:19...il troppo avanti coi tempi... a volte è una cazzata....
Enrichetto Allerino
10 maggio 2019 alle ore 16:39.... bello, e senza contà che mì moje, finarmente, potrà anna' pe' strada senza causa' incidenti.......
pietro nerboni
11 maggio 2019 alle ore 09:11tutte le singolarita' che emergono vanno prese in considerazione ma si devono perseguire solo se non comportano regresso a qualsiasi aspetto diretto ed indiretto della vitta ovvero non devono lenire alcuna singolarita' precedentemente emersa o non devono sminuire l'emergere di alcuna nuova singolarita' in qualche settore ovvero lo spazio deve essere sempre mantenuto non polarizzato; esempio se si passera' a macchine solo robotizzate si polarizzera' il sistema di comunicazione e: iniziative libere autonome, la pratica soggettiva nell' azione nel contesto fisico e la stimolazione dal contesto su un umano sminuerebbero e quindi si comporterebbe una limitazioni alle capacita' di un soggetto vivente di poter agire in modo libero autonomo nel suo contesto e non va bene; esempio pratico gli AGV (veicoli guidati automaticamente) negli ospedali se ne fece un gran rumore 20 - 30 anni fa e quanti oggi sono gli ospedali con la logistica interna robotizzata: pochissimi o meglio quasi nessuno: esistono si fabbriche robotizzate ma anche in esse dopo 30 anni ci sono ancora carrelli che girano guidati da umani. E' mio suggerimento non di seguire in modo pubblico i soggetti giuridici che giustamente nella propria privata spinta a fare i quattrini cercano innovazioni senza pensare ai lati negativi sulla vita come per esempio spingere sul motore a combustione quando di gia' 70 anni fa si trovo' il motore ad acqua, ma di recepire l' innovazione, fare in questo caso una modellazione della logistica su un territorio e poi definire i flussi che possono essere robotizzati se appunto giustificati ovvero non creare nuovi flussi come lo e' stato per le autostrade quando si sarebbero potute usare ferrovie efficienti eventualmente robotizzate. Robotizzare una automobile non ha senso alla vita ma solo agli imprenditori di auto che altrimenti non sanno come mantenere il proprio ingresso annuo di denaro.
Leonardo Calconi
11 maggio 2019 alle ore 10:19Ma si !
Facciamo a meno dei tassisti e dei conduttori di autobus, che vuoi che siano qualche decina o centinania di milioni di disoccupati in più in un mondo che per il 2050 avrà raddoppiato il numero degli abitanti.
È giusto che una umanità così stupida sia destinata all'estinzione.
Il Barone Zazà
11 maggio 2019 alle ore 18:42È stupida l'idea di fermare lo sviluppo tecnologico, la storia lo dimostra.
È stupido pensare anche che senza lavoro non si può vivere. Dobbiamo invece creare una società che viva senza lavorare, perché in futuro il lavoro non ci sarà più, che ci piaccia o no.
m.c.
13 maggio 2019 alle ore 07:59Vivere senza lavorare? Ma voi siete davvero fuori come un balcone!
zato nero
13 maggio 2019 alle ore 10:26già , la selezione naturale oggi ..
la facciamo con tremila morti ogni anno sulle strade italiane
e non si sa quente migliaia di feriti da corare , di cui molti invalidi permanenti da assistere fino a fine vita ...
e il PIL si impenna ..
Pravettoni docet
P.S.
la soluzione al tuo quesito , è :
riduzione dell'orario di lavoro ,
reddito universale ,
colonizzazione del sistema solare
Sandro S.
11 maggio 2019 alle ore 14:20Sì, concordo con Leonardo Calconi, se questo è il futuro ci estingueremo senza dubbi, e anche presto. Ho notato che anche il blog di Beppe è improntato a "viva il futuro" qualunque esso sia. Come sono lontani i tempi in cui Beppe prendeva in giro nei suoi spettacoli "La Scienza" e "La Tecnologia" incapaci di autocritica.
Il futuro dobbiamo invece deciderlo noi. Non è facile, specialmente con questo sistema economico di cui non abbiamo il controllo, e sul quale mettere le mani equivale forse a provocare conflitti.
Mi sembra, però, che su una cosa eravamo d'accordo qui sul blog, e persino con la Lega, cioè di aiutare maggiormante le piccole imprese e non le grandi corporation. Tutto finito? Noi 5stelle ci accontentiamo di prendercela coi singoli con la questione morale, e la Lega addirittura diventata paladina delle grandi opere?
Su questo, secondo me, dovremmo criticare i nostri alleati, sul non aver voluto procedere con la dismissione della TAV, prevista dal contratto dopo valutazione costi-benefici, sul voler puntare sul massimo sviluppo economico a prescindere da vincoli ambientali e disgregazione sociale.
Attenzione che se diventiamo un PD fatto da dilettanti, gli elettori potrebbero preferire quello fatto dai professionisti..
Giulio Bornacin
11 maggio 2019 alle ore 17:57La scienza e la tecnologia hanno fino ad oggi migliorato le condizioni di vita di moltissime persone. L'aspettativa di vita, in poco più di un secolo è quasi raddoppiata. Molti lavori pesanti e nocivi vengono fatti da robot. La ricchezza globale è cresciuta esponenzialmente. Sarà così anche in futuro? Impossibile rispondere però sicuramente lo sviluppo scientifico e tecnologico non si fermeranno. Il modo migliore per conviverci è una democrazia molto forte che sappia redistribuire le risorse e uno sforzo enorme di crescita culturale, in particolare della cultura scientifica. Non si potrà vivere "liberi" in un mondo tecnologico se siamo completamente avulsi dalle conoscenze su cui poggia. Anche le altre questioni critiche del futuro; cambiamento climatico, risorse alimentari, energia, richiedono persone più colte e competenti. Oltre ad un miglioramento della scuola (a mio parere le lauree triennali andrebbero abolite quantomeno per facoltà come chimica, ingegneria ecc.) bisogna cominciare a pensare ad una formazione permanente di tutti i cittadini partendo appunto dalla scuola ma proseguendo durante il periodo del lavoro e continuando durante la terza età. Pensiamo agli anziani di oggi. Se non hanno figli o nipoti sono tagliati fuori dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione, dal commercio digitale, dalla digitalizzazione della sanità ecc. ecc. Le nuove tecnologie, in particolare l'intelligenza artificiale e la medicina offriranno, se sapremo gestirle, opportunità inimmaginabili che cambieranno già la nostra vita ma che presenteranno un mondo completamente diverso dall'attuale alle nuove generazioni.
P.Ruggiero
11 maggio 2019 alle ore 19:07Incidenti zero, vigili non metteranno più multe , ma che stiamo dicendo? Con le strade disastrate, segnaletica inesistente e irregolare , mi dite quale riferimento avrà il robot/auto per poter circolare in sicurezza? Sappiate che le case automobilistiche adatteranno il robot/auto di una stessa marca al comportamento di guida che ha quel paese . Ciò significa che l'algoritmo della stessa auto venduta in paesi diversi, non è lo stesso.
umberto de martinis
14 dicembre 2019 alle ore 20:23Il maggiore settore per la guida autonoma è quello dell'automotive. Sono fondamentali gli incentivi alla ricerca applicata, l'optoelettronica e la microelettronica. Non bisogna confondere l'ingegneria informatica con l'ingegneria industriale. L'informatica è necessaria ma non produce innovazione industriale.
