
Un Nuovo Patto tra Impresa e Lavoro per una crescita sostenibile #AssolombardaMilano
5 aprile 2019 alle ore 17:04•di Luigi Di Maio
Ormai lo riconosce anche il commentatore più in malafede: il rallentamento economico italiano di fine 2018 non è un caso isolato. La Germania ha visto le sue prospettive di crescita per il 2019 dimezzarsi, l'Europa arranca e il nostro Paese, come molti altri, soffre il calo della domanda estera.
Eppure i motivi di ottimismo non devono mancare, per una ragione molto semplice: questo è il primo governo dopo lungo tempo che sta gettando le basi di una crescita equilibrata, e quindi nel medio periodo anche più alta.
Negli ultimi 10 anni le politiche di austerità sono servite a fare pagare la crisi alle fasce sociali più deboli e a favorire poche grandi imprese esportatrici che vendevano più facilmente all'estero i loro prodotti pagando meno i lavoratori italiani. L'attacco alla domanda interna del governo Monti e dei successivi governi Pd rispondeva a questo disegno, mentre la pressione fiscale crescente sulle PMI provocava decine di migliaia di fallimenti e faceva crescere il bubbone dei crediti deteriorati nei bilanci bancari.
Un disegno miope, che ci ha piazzati stabilmente in fondo alla classifica europea per crescita, perché il nostro tessuto vitale di PMI ha bisogno della domanda interna come dell'ossigeno, e la stessa domanda estera deve essere patrimonio di tutte le imprese, non solo delle grandi.
Ecco la principale novità della nostra azione di governo: stiamo costruendo un nuovo Patto sociale tra Impresa e Lavoro, stimolando la domanda interna anche attraverso la messa in sicurezza dei più deboli, e costruendo un ambiente favorevole alle piccole e medie imprese, sia sul fronte interno che delle esportazioni.
Ci vuole tempo, certo, anche perché non siamo aiutati dalla congiuntura economica negativa, ma raccoglieremo i frutti già a partire dal secondo trimestre di quest'anno.
Dopo il Reddito di Cittadinanza e Quota 100, che già contenevano incentivi per le imprese, e dopo il decreto dignità, che aiuterà i consumi grazie alla stabilizzazione del lavoro, è arrivato il decreto Crescita, preceduto di pochi giorni dalla riduzione media del 32% dei premi Inail.
Nel decreto Crescita abbiamo proseguito il percorso a favore delle nostre PMI, già iniziato nella Legge di Bilancio con il rilancio degli investimenti e altre agevolazioni fiscali, fra le quali anche la cedolare secca al 21% per gli esercizi commerciali sotto i 600 metri quadri.
Nel Consiglio dei Ministri di ieri abbiamo reintrodotto il superammortamento, alzato ancora la deducibilità dell'Imu dal reddito di impresa (in pochi mesi salita dal 20 al 50%), confermato la riduzione di un punto all'anno dell'Ires per le imprese che reinvestono gli utili al loro interno, rafforzato gli incentivi fiscali per il rientro delle eccellenze italiane emigrate all’estero e introdotto il cosiddetto ‘marchio storico’ per la salvaguardia dei brand italiani dall’assalto delle aziende straniere.
Valorizzare il Made in Italy nel mondo è uno dei pilastri della crescita sostenibile di cui abbiamo bisogno. La tanto chiaccherata Via della Seta serve anche a questo, e siamo orgogliosi di aver aperto nuove opportunità commerciali per le imprese italiane.
Il nostro modello di sviluppo è all'insegna del dialogo tra le parti sociali. Non ci può essere crescita stabile senza lavoro stabile e maggiori consumi interni, così come è impossibile chiedere alle nostre imprese innovazione senza aprirle ai mercati esteri più promettenti. Lavoro e Impresa torneranno presto a fare sistema, recuperando quell'intesa che ci ha fatto grandi nel mondo.
Sempre più lavoratori ed imprese cominciano ad accorgersi che qualcosa sta cambiando. E a quelle associazioni di imprese che ancora ci guardano con diffidenza contiamo di far cambiare idea presto, a partire dal decreto Crescita.
Commenti (16)
Giorgio murru
5 aprile 2019 alle ore 19:08Continuate ad andare avanti senza guardare in faccia a nessun Tria. Il secondo trimestre è appena iniziato: il già definito reddito di cittadinanza e quota cento ora daranno il loro risultato. Tenere duro. Alle europee vedremo.
Roberto Caforio
5 aprile 2019 alle ore 19:10Ottimo lavoro, caro ministro Di Maio: attendiamo tutte le altre novità positive in disegni di legge o leggi da attuare nei prossimi mesi: finalmente si apre un nuovo percorso dopo i governi catastrofici degli ultimi anni e decenni...
Maria D
5 aprile 2019 alle ore 20:06Luigi,
Tria passa per essere un martire tuo e di Salvini; oggi il Fatto quotidiano, editoriale del responsabile, ci informa che il nostro ministro dell'Economia, professore a Tor Vergata, è stato coautore dei libri di Brunetta, è membro della Fondazione Craxi ed è una firma del Foglio. Più tutto il resto che non sto a trascrivere.
Come mai ve lo ritrovate tra le palle?
Claudio Indelicato
5 aprile 2019 alle ore 21:30Dillo alla lega che ce l'hà messo come foa alla Rai tutta gente di forza Italia sempre perché salvini é preso per le p......da berlusca , purtroppo non abbiamo preso il 51% che dovevamo prendere per cambiare l'Italia ,ma é difficile cambiare l'italiano e abbiamo dovuto fare un contratto di governo , grazie all'italiano lamentoso e senza p......!!.
Andrea Xxl
5 aprile 2019 alle ore 21:31Perche lui è il cavallo di tria, regalatoci dal disinteressato mottarella.
Giuliano Gori
5 aprile 2019 alle ore 21:12Le piccole imprese (microscopiche a dirla tutta), sono l'ossatura portante del nostro paese, eppure data la loro dimensione non hanno modo di farsi notare.
Inventatevi come farle collaborare in maniera unitaria nella realizzazione e nella proposta dei loro prodotti nell'assoluto rispetto delle loro individualità ma incoraggiandole a fare rete.
Pensate ad un ufficio di collocamento per aziende anziché per lavoratori, dove chi ha un progetto da proporre lo spiega a un incaricato ("navigator"?) nell'ufficio comunale a lui più vicino dove assieme valutano le competenze sul territorio capaci di aiutarle ad attuarlo. Ci si sforza di creare una catena minima sperimentale, dalla produzione semiartigianale fino alla messa in vendita per testarne pregi, difetti e interesse del pubblico, cercando di limitare i danni al minimo nel caso il risultato finale sia sconfortante ma preparando il terreno per un'espansione adeguata nel caso che la risposta sia ottima, prevedendo anche investimanti in pubblicità, marchi e patrocini di enti pubblici e privati.
Indelicato claudio
5 aprile 2019 alle ore 21:32Grazie per tutto quello che fai per noi ministro Di Maio.
Il Barone Zazà
5 aprile 2019 alle ore 23:17FINALMENTE!
finalmente un post chiaro, semplice da capire anche per le ''cape toste'', che ancora si chiedono dove abbiano sbagliato i cosiddetti ''esperti'' della politica. La risposta è semplice: non hanno sbagliato affatto, hanno portato avanti il programma di distruzione del tessuto socio-economico dell'Europa, programmato e voluto dai poteri forti della finanziocrazia globalista.
NON SI PUÒ VIVERE DI SOLA ESPORTAZIONE. La Germania infatti sta messa peggio di noi proprio perché ha goduto di un surplus di esportazioni che, peraltro, stando alle regole europee non avrebbe neanche dovuto avere. Adesso che gli Europei non comprano più, i Tedeschi cercano nuovi acquirenti in Cina. Quando non gli serviremo più ci lascerà al nostro destino e faremmo meglio a farci trovare pronti il giorno che dovesse accadere.
Saluti
Zazà
Michele Arcangelo Taddei
6 aprile 2019 alle ore 12:50Lo stimolo della domanda?
Questa è la domanda che sia domanda interna o esterna.
Cosa è accaduto nel 2011:
Si sono fatti provvedimenti legislativi controproducenti, quali? La tassa sugli immobili è stata rivista nel modo più controproducente possibile che ha scoraggiato la domanda interna in tale direzione, ricavare 20miliardi di IMU è valso a perdere 60miliardi di investimenti sugli immobili con una perdita di imprese di almeno altri 60miliardi imprese che lavoravano e che hanno chiuso battenti.
Bisogna ripartire da dove ci siamo persi;
Dagli immobili come investimento conveniente più conveniente per gli Italiani.
Rivedere le regole sugli immobili con le idee chiare; abitabilità e agibilità per classi e livelli di appartenenza, racchiuso in due parole in "IL LIBRETTO DELL"IMMOBILE"
Stefano
6 aprile 2019 alle ore 16:47Credo sempre nella vostra sincera buona volontà
PATRIZIA V
6 aprile 2019 alle ore 17:43Grazie di cuore Luigi per tutto quello che stai facendo, avanti tutta e salutoni da Cagliari.
Pier Luigi Lamponi
6 aprile 2019 alle ore 21:41Va bene il discorso sui massimi sistemi e sulla propaganda. Però l'attenzione va posta sul piccolo imprenditore esattamente come la si pone per chi deve pagare il mutuo. Vale a dire focus sui problemi della vita quotidiana della gente comune. Io che ho un'azienda piccola e lavoro nel turismo, sto aspettando da Gennaio il Decreto Flussi, ma tutto il Governo se ne frega , probabilmente perchè sottovaluta l'impatto delle problematiche legate a questo decreto. Personalmente ho provato, inutilmente, a spiegarne il valore ad un senatore del Movimento, ma è stato del tutto inutile . Questo, peraltro, deve far capire che la politica sul territorio si fa rispondendo alle domande della gente, non ficcando la testa sotto la sabbia. Ora, decreto flussi 2019, che significa ? Significa per la nostra azienda che mancano almeno dieci persone provenienti da Paesi con cui esistono rapporti diplomatici anche per il rimpatrio ( essenzialmente Ucraina ) sono state formate a fare determinati lavori soprattutto di pulizia ( che nessun italiano fa ) . Mancando queste persone ho dovuto rinviare l'apertura stagionale ( prevista per Pasqua ) . Ora, mi pare che non solo lo Stato non incassa IVA perchè non possiamo lavorare, ma il nostro piccolo apporto di PIL non c'è e anche gli altri dipendenti italiani, che insieme ai colleghi ucraini avrebbero potuto lavorare , non potranno essere assunti finchè la squadra non è al completo. Se si mettono insieme centinaia, migliaia di casi come questo ( e nel turismo, soprattutto all'aria aperta ce ne sono tantissimi ) si comprende come l'ignoranza del fenomeno vada colmata SUBITO. Non servono dichiarazioni qui, basta solo emanare un decreto ( basato sulla Bossi-Fini ) come tutti gli altri anni. Bastano cinque minuti. E oggi è già tardi. Figuriamoci domani. S V E G L I A A A !
coriandolo
7 aprile 2019 alle ore 03:18Il decreto flussi è stato firmato è alla Corte dei Conti
gianni810
7 aprile 2019 alle ore 16:46Piena fiducia in Luigi Di Maio e in tutta la squadra M5S. Grazie per l'immenso impegno che state svolgendo.
Un suggerimento: quando andate in TV, pretendete un unico interlocutore e di non essere continuamente interrotti con domande che si sovrappongono ad arte. Imponetevi con fermezza, senza rinunciare alla chiarezza e all'educazione che vi contraddistingue
maurabo
7 aprile 2019 alle ore 19:25Tutta l'economia è in rallentamento, e lo è per l'intero sistema globale. La Germania sta subendo un rallentamento che riguarda in particolare il settore dell'auto per i motivi che tutti conosciamo. In Germania però non c'è stata una contrazione dell'occupazione. I salari in crescita sostengono la domanda interna, sostenendo così l'economia. Comunque anche la Germania nel settore dell'auto, mi risulta, non ha innovato. TESLA ha costruito delle auto elettriche con un'autonomia di 400 Km. Per vincere la sfida che la globalizzazione ci impone bisogna innovare, fare ricerca, inventare nuovi prodotti, essere un passo avanti. Noi purtroppo siamo un'economia debole, si è sempre puntato a diminuire il costo del lavoro. In Italia si sono arrichite le multinazionali e i fondi di investmento. In Italia una laurea non vale più niente.
Shryke
8 aprile 2019 alle ore 09:47Io vivo in Cina da 11 anni e adesso, per pagare, uso solo il cellulare, wechat pay o alypay.
Perche' in Italia non esiste ancora qualcosa del genere? e se esiste non e' usato?
E, se lo stato, al posto di prendere soldi in prestito dalla BCE, facesse un software di pagamento tipo quelli menzionati, nel quale mettere la moneta virtuale emessa per pagare i dipendenti pubblici?
Tale moneta verrebbe fatta girare da loro, e tutti potrebbero beneficiarne scaricando la stessa APP.
Cosi', senza andare ad indebitarsi per procurarsi nuova moneta, un mese di salario di TUTTI i dipendenti pubblici, o meta' salario per due mesi, che non e' poco, verrebbe messo in circolo virtualmente.
Ci sarebbe un gran lavoro dietro, sicurezza del software e altro ma....i benefici:
1. tutti i soldi sarebbero rintracciabili a piacere, tenendo presente la privacy
2. Non ci sarebbe un debito aggiuntivo per "comprare" nuovi soldi
Bisogna capire che il futuro sara' dei soldi virtuali, scompariranno soldi in carta, carte di credito, carte di debito e tutto il resto, rendendo il denaro piu' trasparente e rintracciabile a piacere.
Penso che se si volesse, una soluzione del genere si potrebbe gia' mettere in pratica nell'arco di 3 anni, ma:
La gente non si fida e gli anziani non sono in grado (se la gente non si dovesse fidare, dare il buon esempio, facendo partire il tutto dai parlamentari e gli istituti pubblici, gli anziano anche con l'euro hanno subito tante truffe e avuto tanti problemi, ma l'hanno fatto comunque)
