
Stop contraffazione per tutelare le imprese italiane e la salute dei cittadini #MadeInItaly
4 aprile 2019 alle ore 10:57•di MoVimento 5 Stelle
Il mercato della contraffazione dei prodotti italiani non conosce crisi: il giro d’affari generato nel mondo vale 32 miliardi di euro. Una cifra enorme che pesa come un macigno sulle aziende italiane e sull’intera economia del Paese. Il totale dei mancati introiti per le nostre aziende manifatturiere italiane sfiora i 24 miliardi. Pensiamo a settori, come la moda o l’agroalimentare, nei quali abbiamo eccellenze riconosciute nel mondo e dove il Made in Italy è penalizzato dal dilagare di questo fenomeno criminale. Solo nell’agroalimentare, più di 2 prodotti italiani su 3 sono falsi.
Ecco perché non potevamo aspettare oltre: appena arrivati al governo abbiamo presentato una proposta di legge che porta la firma della nostra deputata Maria Laura Paxia, con la quale vogliamo contrastare pesantemente contraffazione e contrabbando sul territorio nazionale e tutelare le imprese e i cittadini. La norma si trova attualmente in commissione Giustizia alla Camera dove a breve partirà la discussione sul testo che al più presto vogliamo portare in Aula per il voto finale.
I pilastri della proposta di legge sono almeno 7:
- aumentiamo le multe e le pene per i delitti di contraffazione e frode, fino a 6 anni di reclusione. Inoltre, introduciamo speciali aggravanti per i reati commessi attraverso internet, modalità che sta conoscendo una crescita esponenziale negli ultimi anni;
- inaspriamo le pene anche per la falsificazione di marchi o segni distintivi dei prodotti industriali, delle denominazioni tipiche dei prodotti agroalimentari e dei brevetti;
- per disincentivare la vendita, prevediamo uguali sanzioni per chi introduce in Italia prodotti industriali contraffatti e per chi li commercializza. Nessuno dovrà più ingannare i consumatori con dati falsi su origine, provenienza, qualità dell'opera o del prodotto;
- le informazioni e le diciture sull’origine dei prodotti dovranno essere obbligatoriamente inserite nelle etichette, anche con l’aiuto della tecnologia. Grazie alla tracciabilità poi, tutti potranno sapere l’intero percorso dei prodotti, per garantire massimi livelli di sicurezza e una scelta consapevole ai cittadini;
- Inoltre, la “denominazione di origine” e “le indicazioni di origine” dei prodotti alimentari verranno tutelate con delle norme apposite, che prevedono condanne severe, come per la contraffazione dei marchi. Questo ci consentirà di difendere con ancor maggiore efficacia le nostre eccellenze;
- altro aspetto importante riguarda la tutela del marchio: la proposta di legge prevede l’adozione di un testo unico delle leggi in materia di tutela dei prodotti nazionali e l’istituzione del marchio “100% Made in Italy”, che assicurerà che le materie prime siano totalmente italiane e che la produzione e la lavorazione del prodotto avvengano sul territorio nazionale. Previsto anche il lancio di una campagna informativa per sensibilizzare i cittadini sul tema.
- infine, attacchiamo frontalmente il contrabbando delle sigarette, fenomeno che genera un buco nelle casse dello Stato di oltre 800 milioni di euro l’anno e rappresenta una potenziale fonte di finanziamento della criminalità organizzata e del terrorismo;
Insomma, c’è una sola certezza: la contraffazione, il contrabbando e la scarsa protezione del “Made in Italy” danneggiano tutti! Ne risentono i cittadini e gli imprenditori onesti. Ne risente il mondo del lavoro, con circa 100mila posti di lavoro persi ogni anno e l’economia, che perde 1,7 miliardi l’anno. Vendere e acquistare prodotti contraffatti poi, è pericoloso per la salute, per l’ambiente, soffoca l’innovazione, alimenta lo sfruttamento del lavoro nero e minorile e favorisce la criminalità organizzata.
Ci sarà molto da lavorare e quando la proposta di legge arriverà in Aula ci saranno degli aspetti che potranno anche essere migliorati, ma siamo sicuri di poter ottenere un ottimo risultato per tutelare i nostri prodotti, le aziende italiane e la salute dei cittadini.
Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi!
Commenti (16)
Paolo Brescancin
4 aprile 2019 alle ore 11:36Bene, benissimo tutelare il Made in Italy, senza dare per scontato, però, che il prodotto italiano sia sano a prescindere. Perciò controlli, controlli e ancora controlli.
Saluti
giovanni zucchetti
4 aprile 2019 alle ore 11:38ma per quanto sono a favore del made in italy credo che inasprire le leggi non serva assolutamente a niente qui bisognerebbe fare un opera di moral suasion gli italiani non sono cosi rispettosi delle leggi da aver paura di un inasprimento e d'altra parte non è che si puo frustare uno per aver comprato un prodotto di provenienza dubbia se volete il favore del popolo italiano dovete convincerlo non minacciarlo è inutile procedere in quel senso meglio fare in modo che chi compra sappia che paga di più per aiutare il proprio paese
Andrea Xxl
4 aprile 2019 alle ore 11:47La prima cosa da fare è, bloccare tutti gli estracomunitari dediti alla vendita con il seguestro del prodotto contraffatto, revoca del permesso di soggiorno e rimpatrio immediato nel suo paese d'origine, sanzioni pesantissime x gli italiani che favoriscono il contrabbando ,
Multe e sanzioni equivalenti alla ricettazione x gli acquirenti,
E soprattutto la certezza della pena,
Nel giro di 6 mesi non avremmo piu in ogni mercato venditori abusivi con merci contraffatte.
Alessandro Albanese
4 aprile 2019 alle ore 11:51Serve un marchio riconoscibile che tuteli la filiera dall'inizio alla fine, evitando la bandierina italiana che è applicabile da chiunque.
Ho verificato di persona che esistono prodotti IGP che sul retro delle confezioni riportano in piccolissimo l'origine UE/extra UE della materia prima.
Occorre rivedere anche tutto quel comparto e semplificare la comprensione delle etichette.
Due soli livelli:
1. prodotto regionale 100%
2. prodotto nazionale 100%
Mi dispiace per le altre produzioni, si istituiscano altri marchi di qualità o si adoperino le aziende per differenziare le linee di prodotto, ma allo stato attuale la dichiarazione di provenienza è un imbroglio.
Alessandro Albanese
4 aprile 2019 alle ore 11:57Il punto è SEMPLIFICARE, non aggiungere.
Chi compra agroalimentare tutti i giorni non deve essere laureato in lettere per interpretare le etichette.
Andrea Xxl
4 aprile 2019 alle ore 13:00Dovrebbe essere cosi,
Soprattutto x olio e formaggi,
Inutile dire che le mozzarelle sono made in italy quando il latte proviene dalla germania stessa cosa x gli altri formaggi,
Come x gli insaccati ed i prosciutti, 99% provenienti da paesi esteri e spacciati x italiani,
Il problema xro è a monte, abbiamo permesso alla ue di distruggere tutto il nostro settore agricolo, difficile fare un san daniele senza il maiale.
Gianlu
4 aprile 2019 alle ore 15:10Questo è proprio il cuore della mia proposta di integrazione al decreto legge :-)
Simonetta Viel
4 aprile 2019 alle ore 13:09Se, chi di dovere ,entrasse in ogni negozio cinese ,acquisterebbe credibilita' ma ad oggi, tutti hanno girato la testa dall' altra parte...
Questi sono i fatti che vi farebbero ottenere voti.....
Romano
4 aprile 2019 alle ore 14:43In Italia controlli e certezza delle pene e all'estero al livello internazionale cosa si fa ? mozzarella salumi prosciutti altri formaggi .....canada, usa, russia, argentina, brasile ... pensiamo agli accordi tra UE Canada, Usa,... io mi chiedo cosa hanno fatto i nostri rappresentanti al Parlamento Europeo? e cosa saranno capace di fare i nuovi eletti con le loro conoscenze e le esperienze ??
Claudio Indelicato
4 aprile 2019 alle ore 14:59Solo prodotti Italiani e anch'essi controllati per essere certi al 100% di mangiare sicuro, e vestire senza coloranti cancerogeni , in primo piano mettiamo sempre il madre in Italy , tutto l'agroalimentare deve essere Italiano e prodotto in Italia con cose Italiane. No contraffazione .
Gianlu
4 aprile 2019 alle ore 15:09Ce n'è assolutamente il bisogno di una potente riforma per difendere il Made in Italy.
Nel mio piccolo ho presentato su Rousseau una piccola integrazione a questa proposte di legge del Made In Italy.
giovanni papa
4 aprile 2019 alle ore 22:03tutto bene ...ma abbiamo dimenticato un aspetto del problema molto importante che è quello, finora mai attuato dai passati governi : pretendere rispetto da parte degli altri paesi a cominciare da quelli europei,che finora hanno sistematicamente ignorato le regole nazionali ed internazionali, cercando in ogni modo di aggirare le norme. Chiaramente il riconoscimento degli altri paesi, sarà proporzionale alla capacità del nostro governo di conquistare la loro fiducia sulla base di un reciproco rispetto.
Paola F
4 aprile 2019 alle ore 22:55Venite a Prato a vedere il made in italy dei cinesi .. siamo la piazza europea più importante nel settore abbiglamento. I furgoni da ogni luogo fanno la fila nelle confezioni di Tavola il sobborgo di Prato detto macrolotto 1. il successo è facile da capire, non si pagano le tasse, per non essere perseguite le aziende chiudono ciclicamente; i lavoratori sono a nero e lavorano tutto il giorno a turno dormendo in fabbrica. l'imprenditore si muove con auto di grossa cilindrata e iscrive i figli al Cicognini, prestigiosa scuola privata paritaria dove intere sezioni sono formate da studenti cinesi. Da Prato alla Cina partono giornalmente centinaia di migliaia di euro tremite i money transfer. L'integrazione della seconda generazione non riesce a realizzarsi e i cinesi vivono tutti nel quartiere detto chinatown di via pistoiese dove i negozi alquanto sudici e disadorni sono aperti sette giorni su sette grazie adesso ai regolamenti nazionali. Giustamente i ragazzi ed i cittadini cinesi in Italia godono della scuola e servizio sanitario gratuito. C'è poca chiarezza sugli spostamenti dei bambini da Cina in Italia e sulle condizioni di vita dei minori cinesi quando i genitori sono al lavoro e se anch'essi sono tenuti a lavorare. sulle norme di igiene e lavoro eco-sostenibile sembra che siamo ancora molto indietro mentre Prato langue sommersa di scarti tessili lasciati abusivamentie in ogno angolo . Ci sarebbe tanto da aggiungere e mi chiedo chi scrive questi post dove viva
Giuseppe Caricato
5 aprile 2019 alle ore 21:25Buonasera io ho un'azienda che produce uo a e non abbiamo mai acquistato dall'estero però arrivano uova dall'estero senza codice sul guscio e arrivano come uova destinate per l'industria ma invece vanno nei centri d'imballaggio e viene messo il codice italiano e messe sul mercato a basso prezzo
Giuseppe Caricato
5 aprile 2019 alle ore 21:28Scusate azienda di galline ovaiole e produce uova
maurizio
8 aprile 2019 alle ore 04:17il contrabbando delle sigarette non esiste più dal 1990 e non esiste nessuna perdita
