
Riformare i tempi della giustizia, ora!
27 aprile 2019 alle ore 09:37•di Alfonso Bonafede
La riforma della giustizia non è più rimandabile. I risultati dello “scoreboard” della commissione europea sulla situazione della Giustizia nei Paesi membri , anche se riferito a dati del 2017, non ci coglie di sorpresa: ci mostra quelli che sono i mali endemici della nostra Giustizia, per troppo tempo rimasta impantanata nella polemica politica.
Noi, quei problemi, li stiamo risolvendo e e ora dobbiamo procedere con la riforma riforma del processo.
Abbiamo fatto investimenti senza precedenti nel personale, nell’edilizia e nella digitalizzazione. Avremo finalmente un processo moderno ed efficiente in tempi brevi.
Siamo intervenuti con la legge Spazzacorrotti e altre leggi per ristabilire il principio della certezza della pena: oggi, chi sbaglia paga! E stiamo anche investendo sui percorsi rieducativi dei detenuti fondati sul lavoro. Adesso manca solo la riforma del processo.
I testi sono pronti da tempo e sono il risultato dei tavoli tecnici tenuti al ministero con gli addetti ai lavori. Una riforma che, nel settore civile, proprio quello preso in considerazione dal rapporto della Commissione europea, punta a dimezzare i tempi dei processi introducendo importanti novità nello snellimento delle procedure.
Sono sempre stato a favore del confronto politico, anche franco e schietto: come ho già detto, anche in assenza di ulteriori incontri, al prossimo CDM utile, potremo approvare la riforma per dimezzare i tempi del processo.
I cittadini e le imprese non possono più attendere. Non c’è più tempo da perdere.
Commenti (5)
Luciano C.
28 aprile 2019 alle ore 07:33OMICIDIO VOLONTARIO uguale ERGASTOLO. Se a un assassino si danno pene variabili da pochi.anni all'ergastolo e' come dire: " puoi uccidere in cambio di tot anni di galera".' Alla vittima e' stata tolta la VITA PER SEMPRE. E' mai possibile che a questa GIUSTIZIA (??) ITALIANA non entri nella testa? E' vergognoso tutto cio'.
Francesco Marchese
28 aprile 2019 alle ore 17:19Sono 2 cose diverse:
- la diversità di giudizio per uno stesso reato
- il supporto alla famiglia
Per la prima cosa, ci vorrebbe il consiglio di una persona molto qualificata,
e credo che il ministro Bonafede dovrebbe essere la persona più adatta ad affrontare il problema.
Si potrebbe magari scrivere al Presidente Mattarella, che è a capo della Magistratura.
Santo Mazzotti
29 aprile 2019 alle ore 11:53Giustissimo! Tutte le leggi anticorruzione avranno sempre scarso effetto, se non si elimina prima la “prescrizione all’italiana”; la quale va quindi eliminata immediatamente, qualsiasi pretesto contrario venga accampato dai suoi fautori.
La prescrizione deve interrompersi con l’inizio dell’azione giudiziaria e comunque non dev’esserci per i reati penali.
Bisogna rispettare le vittime della delinquenza; invece con la dichiarazione di intervenuta prescrizione, la speranza di ottenere giustizia viene eliminata per sempre.
Santo Mazzotti
29 aprile 2019 alle ore 11:59Tutte le leggi anticorruzione avranno sempre scarso effetto, se non si elimina prima la “prescrizione all’italiana”; la quale va quindi eliminata immediatamente, qualsiasi pretesto contrario venga accampato dai suoi fautori.
La prescrizione deve interrompersi con l’inizio dell’azione giudiziaria e comunque non dev’esserci per i reati penali.
Bisogna rispettare le vittime della delinquenza; invece con la dichiarazione di intervenuta prescrizione, la speranza di ottenere giustizia viene eliminata per sempre.
claudio buzzoni
1 agosto 2019 alle ore 08:22Cari dirigenti del Movimento,
se perdete anche questa occasione per riacquistare un poco di fiducia del vostro elettorato, o ci fate, o ci siete.
Dovete battere forte su concetti molto semplici :
- vogliamo una riforma a favore dei cittadini onesti e non dei ladri e delinquenti, gli unici a gioire per una limitazione delle intercettazioni e una riduzione dei tempi di prescrizione.
- Ridurre i tempi dei processi deve essere comunque un obbiettivo primario, ma non è certo la riduzione dei tempi di prescrizione il modo di realizzarlo; si deve fare con la corretta gestione delle figure interessate con i normali criteri di buon management: gestione, controllo, valutazione, premio ai buoni e a casa i fannulloni
