
Micromobilità elettrica: ora passiamo ai fatti
9 aprile 2019 alle ore 10:37•di Michele Dell'Orco
A partire da quest’estate potrà prendere il via la sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica. Ovvero potremo muoverci sulle strade delle nostre città con innovativi monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard.
Nella prima fase, quella appunto della sperimentazione, ci si potrà spostare con questi mezzi totalmente green solo in determinate aree, stabilite dai sindaci. Quando poi si passerà, in futuro, alla omologazione, la micromobilità elettrica sarà finalmente una realtà e potremo spostarci liberamente con un monopattino, piuttosto che con un hoverboard o un segway, per fare, ad esempio, il tragitto da casa a lavoro. Cosa che, attualmente, non è permessa, non essendo questi mezzi di trasporto previsti dal nostro Codice della Strada.
La rivoluzione che avevamo promesso sta prendendo forma. Dopo gli incentivi per acquistare auto e moto elettriche e ibride, avviamo la sperimentazione di quei mezzi totalmente ecosostenibili che possono rappresentare una valida alternativa alle auto per i piccoli e medi spostamenti cittadini.
La sperimentazione della micromobilitá elettrica è stata prevista nella legge di Bilancio con una misura per cui ci siamo battuti. Ora al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbiamo predisposto il decreto attuativo che, dopo le dovute condivisioni con le altre istituzioni coinvolte e con gli enti locali, potrà finalmente vedere la luce, in tempo per l’estate.
Grazie a queste sperimentazioni potremo presto usufruire nelle nostre città di trasporti a zero emissioni che possono rappresentare una validissima alternativa nell’ottica di una maggiore intermodalità negli spostamenti.
Ma non ci siamo fermati qui. Lo stesso spirito infatti ci ha spinto a promuovere la Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile e il Trasporto pubblico locale, ovvero un percorso partecipato che, insieme agli operatori del settore, ci porterà a scrivere la strategia nazionale su temi come la smart mobility, la sicurezza stradale, il trasporto pubblico elettrico. Chiunque può partecipare, e anzi vi invito a farlo, con contributi e consigli utilizzando lo strumento della consultazione pubblica, attiva sul sito del Mit fino al 3 maggio a questo link.
Commenti (33)
Andrea Xxl
9 aprile 2019 alle ore 10:54Non è che produrre elettricita sia proprio proprio ecologico,
Ps fare a meno di anglicismi no è?
Una bella sanzione e fuori dalle istituzioni Soprattutto quando chi ne fa uso è un rappresentante dello stato italiano sarebbe cosa buona e giusta.
franco bertocci
9 aprile 2019 alle ore 11:19ottima iniziativa. e per quelli che blaterano sul fatto che l'energia va comunque prodotta,dico che il mio monopattino lo ricarico con un normalissimo pannello solare da 100watt direttamente sul balcone e cosi potebbero fare praticamente tutti. dove sta il problema ecologico ? sarebbe una gradita rivoluzione della mobilita urbana,magari non gradita dai petrolieri
Davide
9 aprile 2019 alle ore 11:37@ franco bertocci:
sei un esempio da seguire. Bravo!
Che il petrolio e i suoi derivati se li "bevano" come digestivi gli imprenditori, gli amministratori delegati e i dirigenti di quelle società che lo vendono e che ci credono.
Magari nelle loro ville, possono farsi una bella cantina con botti di benzine, gasoli, oli combustibili. Con tanto di ricircolo al gas naturale!
Carlo leo
9 aprile 2019 alle ore 11:25Bene per la micro mobilità, anzi proseguire velocemente.
Invece per me dare incentivi per auto ibride sono soldi buttati: qualcuno mi deve ancora convincere che aggiungere 3-400 kg (minimo) su un veicolo a combustione (benzina, gas o altro carburante) possa portare a qualche beneficio dsull'inquinamento. Si tratta pur quasi sempre di batterie ricaricate fa un motore a combustione, quanto di meno efficiente conosciamo.
micbas59
11 aprile 2019 alle ore 10:09Ti sbagli. Anche se l'energia elettrica è generata con una centrale a turvbogas, l'efficienza di conversione in energia è almeno doppia di quella di un motore a pistoni.
Alessandro Albanese
11 aprile 2019 alle ore 10:14E poi non si tratta assolutamente di aggiungere 400kg, ma meno di 100kg, e considerato che si risparmia anche sul peso del combustibile a volte si va quasi a pari.
Il problema è che non sapete come produciamo l'energia elettrica, oltre al fatto che in Italia manca totalmente la cultura scientifica.
Francesco Cristian
9 aprile 2019 alle ore 11:37Si va bene ma quand'è che vi decidete ad affrontare il problema più URGENTE del momento, ossia I PREZZI TROPPO ALTI?
amdeo sorrentino
9 aprile 2019 alle ore 11:46Finalmente!
se poi si riuscisse ad integrare il progetto, con una visione piu a lungo termine, con incentivi alla produzione di veicoli elettrici, lo sviluppo di una viabilita’ e logistiche adeguate (parcheggi e ricariche) , formule finanziarie che agevolino acquisto, noleggio e uso e poi smaltimento e riciclo di veicoli e batterie….magari si riuscirebbe a ricominciare a credere nel futuro e nelle nostre capacita di sviluppo. Buon lavoro
Duilio
10 aprile 2019 alle ore 06:55Concordo, ottima iniziativa
Raffaele
9 aprile 2019 alle ore 12:29Tutto molto bello, però gli spazi già esistenti come zone pedonali o piste ciclabili spesso sono invase abusivamente dalle auto. In Italia nessuno fa rispetare il codice della strada, la polizia municipale è praticamente assente.
Bisogna far uscire gli agenti dagli uffici delle caserme e mandarli in mezzo alla gente a far rispettare l'ordine.
Pierpolio Matteo
9 aprile 2019 alle ore 12:39MA NO! Non avrai visto bene tu, il cartello del divieto è messo prima, anzi no, dopo, ma non c'è nessun passo carrabile, ma di che ti lamenti mica sono questi i problemi dell'Italia... o forse le macchine che vedi sono di quelli "tutelati", una volta si chiamavano privilegi della casta, adesso si chiamano tutele dei portavoce. Eh, come cambia il vento...
Gianlu
9 aprile 2019 alle ore 12:39Forse saremo più veloci della Germania, la locomotiva d'europa che spesso non è seconda a nessuno in termini di riforme tech socio demografiche ed evolutive.
Loro ne discuteranno il 17 Maggio.
Ottima iniziativa.
Poi vedremo come ciclisti automobilisti e pedoni la prenderanno, ma del resto, anche quando venne introdotta l'auto, quelli con carrozze e calesse non la presero bene.
Ripeto, per me è un'ottima inizitiava.
Vincenzo Natale
9 aprile 2019 alle ore 13:24Ritengo Importantissimo lo sviluppo della mobilità elettrica, ma per quanto concerne la mobilità individuale in un paese soleggiato e meraviglioso come il nostro avrei incentivato molto di più l'utilizzo della bicicletta. Per esempio questo è avvenuto in Danimarca, dove il sole non splende come in Italia, ma dove hanno compreso che attraverso l'utilizzo di una tecnologia semplicissima ed economicissima, della quale noi siamo leader indiscussi, si ottengono risultati incredibili per il paese:
1. migliora la salute pubblica, (risparmio del sistema sanitario a due cifre percentuali);
2.si risolve il problema del traffico urbano e della qualità dell’aria.
Le soluzioni sono semplici, spesso non cìè bisogno di inventare niente.
Giorgio Marini
9 aprile 2019 alle ore 14:04Dopo aver letto i vari commenti di suggerimenti non posso che notare il solito problema
Questa non è la priorità.
Sarebbe meglio incentivare la bici
Produrre elettricità non è ecologico,ecc.
Allora, ho 64 anni e sono andato a scuola, lavoro e per divertimento in bici fino al militare.
Non c'è stato da parte dei governi precedenti un disincentivo all'utilizzo di tale mezzo, ma una volontà dei cittadini alla comodità del mezzo privato, auto, Moto e motorini.
Quindi tutt'oggi non mi risultano divieti o disincentivo a usare bici tradizionali o elettriche, mentre questo provvedimento si prefigge di rendere legali mezzi di trasporto che oggi sono utilizzabili legalmente solo in aree chiuse.
Ritengo più pertinente chiedersi come si pensa di prevenire i contenziosi in caso di incidente con tali mezzi.
Prevedere una assicurazione come con i motorini o lasciali liberi come le biciclette?
Buon lavoro
Sergio Mazzesi
9 aprile 2019 alle ore 14:15Sono un disabile che con la carrozzina elettrica potrebbe spostarsi per la città in modo più agevole e sicuro, purtroppo norme del cds antiquate, scivoli sui marciapiedi mancanti e spesso ostruiti da automobilisti indisciplinati, poche piste ciclabili, rendono la circolazione molto difficoltosa. Bisogna comunque cambiare cultura; nel nord europa ho visto gente recarsi al lavoro in bici nonostante condizioni climatiche di freddo e pioggia, dubito che in Italia si faccia lo stesso. Da noi i genitori porterebbero i figli a scuola in auto fin dentro le aule e gli impiegati non potrebbero recarsi al lavoro in ghingheri con capelli o trucco a posto. Il primo step per il cambiamento deve venire da noi.
Paolo Brescancin
10 aprile 2019 alle ore 10:57Sono d'accordo con lei.
Aggiungo, avendo letto commenti che parlano di rivoluzione, che, a mio parere, la vera rivoluzione a cui si dovrebbe ambire è quella di arrivare ad avere una popolazione beneducata.
Saluti
Grande paraculo
9 aprile 2019 alle ore 18:35Stupenda la Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile e il Trasporto pubblico locale, ovvero un percorso partecipato che, insieme agli operatori del settore e ai cittadini sarà una rivoluzione !!Grandi avanti così
giuseppe abruzzese
9 aprile 2019 alle ore 19:26E' un'ottima cosa, ma la micromobilità elettrica non è solo quella di aziende che investono e si aspettano un guadagno. Anche io come utente voglio una macchina elettrica, ma non voglio comprarla ai prezzi da pazzi che ci sono in giro. C'è una legge che mi permette di realizzarmi la mia auto elettrica riutilizzando l'auto che non va, eliminando il problema della rottamazione, con un vantaggio per l'ambiente e per la mia economia? Io so che c'è, tempo fa, un anno o due, c'era un articolo su "Energeticaambiente". Qualcuno si potrebbe informare?
Antonio Corbo
9 aprile 2019 alle ore 19:58Mah, rivoluzione! Buttata la così mi sembra più una boutade. Ma la rivoluzione in senso ecologico sostenibile dovrebbe avere ben determinati connotati. Qualcuno potrebbe spiegare il progetto, se esiste, di sviluppo sostenibile a cui tendiamo? Che, dovrebbe forse vedere anche la nostra economia protagonista ? L'incentivo alle macchine elettriche non mi sembra che spinga verso questi obiettivi. Tanto vero che si danno tenendo conto delle emissioni, lasciando libertà di consumi, potenza, grandezza, lusso smodato che fa a cazzotti col sostenibile. Sarebbe opportuno che si renda pubblico il progetto, partendo dalle motivazioni di partenza, per passare alle tappe che ci porrebbero portare agli obiettivi prefissati.
fbartolom
10 aprile 2019 alle ore 16:16Servirebbe naturalmente lo sviluppo delle ferrovie, se Di Maio non fosse rimasto traumatizzato dalla Circumvesuviana da bambino!
Paola F
9 aprile 2019 alle ore 20:02con le strade che abbiamo prevedo caos ai pronto soccorso.. non esistono piste ciclabili sicure e i ciclisti devono dividere con i pedoni questi percorsi ad ostacoli.. Spero che venga riformata anche la circolazione nelle strade includendo la misura minima di corsia e dove a fianco della corsia per auto e moto, ci sia quella per le viciclette e veicoli elettrici
Pensiero ☆☆☆☆☆
9 aprile 2019 alle ore 21:40Personalmente spero siano previste sanzioni e controlli sui che percorrono piste ciclabili invece del marciapiede accanto, mi capita fin troppo spesso di avere a che fare con pedoni indisciplinati come se non bastassero le ciclabili che, per come sono ridotte dalle mie parti, percorrerle è diventato uno sport estremo.
micbas59
11 aprile 2019 alle ore 10:08A Parigi i monopattini elettrici viaggiano tranquillamente nel resto del traffico e non ho visto stragi per la strada.
Michele
9 aprile 2019 alle ore 21:42Monopattini, segway,monowheel, hoverboard: bene, apprezzabile ma cosa sono? Tutti invece sanno cos'è una bicicletta e le E-bike(biciclette con batteria per una pedalata assistita) sono per me l'alternativa. Purtroppo hanno ancora un prezzo che non è alla portata di tutti.
Non è la prima volta che leggo post dove non viene nemmeno menzionata.
Non si potrebbe incentivarne l'acquisto con qualche aiuto fiscale da parte dello stato?
zato nero
10 aprile 2019 alle ore 08:27mio fratello va a lavorare tutti i giorni con una bici con pedalata assistita
pagata meno di 600 euro
se consideri che un motorino costa cinque volte tanto
Antonio Ottomaniello
10 aprile 2019 alle ore 07:12Ritengo necessario che gli incentivi si estendessero anche alle biciclette elettriche.
zato nero
10 aprile 2019 alle ore 08:24non mettete targhe ,assicurazioni obbligatorie ,su questi veicoli fino a 35km/h
come hanno proposto Fratelli allocchi d'Italia ..
sarebbe la fine del sogno
Chiara Petti
10 aprile 2019 alle ore 10:35In campagna da anni uso macchinari a batteria e non a motore a scoppio. Penso dovrei poter detrarre dal 730 il loro acquisto visto che non inquinano. In città mi sposto in bicicletta, sono orgogliosa di Virginia Raggi che sta facendo costruire le piste ciclabili.
Leonardo
10 aprile 2019 alle ore 13:47Condivido in pieno, nessuna associazione, se no se ne impedisce la divulgazione e sarebbe un male per le città ?
fbartolom
10 aprile 2019 alle ore 16:11Infrastrutture pubbliche potenti e pervasive su ferro sono la forza trainante non solo per sviluppare le economie dei paesi, ma anche per sradicare le mafie, entità che traggono grande beneficio dall'isolamento. Molto probabilmente non è una causalità che i territori come il sud d'Italia, dove le infrastrutture pubbliche sono a mala pena presenti, siano anche i luoghi in cui si fondano alcune delle più potenti mafie del mondo. Può inoltre svilupparsi un circolo vizioso, in cui le mafie possono infiltrarsi nella politica e costringerla a stare a bada, o minacciare di infiltrarsi proprio nelle infrastrutture sviluppate mettendole a rischio, rendendo così anche difficile lo scambio delle merci e l’arrivo dei turisti.
La situazione è particolarmente grave nella provincia Vibonese dove transitano entrambi le attuali ferrovie elettriche Calabresi senza dare alcun servizio. Per sopperire a tale situazione ho sviluppato un progetto è un gruppo Facebook a http://www.facebook.com/groups/PizzoMarinellaFS per identificare alcuni interventi che potrebbero radicalmente modificare la situazione mediante nuove stazioni, spostamento di stazioni, funivie, funicolari, rotatorie stradali e molto altro in un’ottica che si presta eccellentemente a un processo incrementale.
micbas59
11 aprile 2019 alle ore 10:06Ma perché comincare da una fantomativa "sperimentazione" e non introdurre direttamente e definitivamente questa novità. A Parigi chunque può andare in giro con il monopattino elettrico e non c'è nessun problema. Mi pare un buon test utilizzabile come conferma che il sistema funziona e non perdere altro tempo.
Alessandro Albanese
11 aprile 2019 alle ore 10:10Eh piano...bisogna introdurre gradualmente le novità, altrimenti si rischia che il popolo italiano si ribelli di fronte all'avanzata di queste diavolerie moderne.
MAx
11 aprile 2019 alle ore 20:19Se le stelle vuole un prodotto tutto italiano da testare provi a contattare nveadventure.
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L'ultimo uscito e' il monopattino elettrico ammortizzato.
