L’economia riparte con la Manovra. Segno + per occupazione stabile e crescita #ContinuareXCambiare

Ogni mese che passa arrivano nuove conferme sulla ripresa dell’economia italiana. Dopo la recessione tecnica di fine 2018, dovuta al grave rallentamento globale, nel 2019 è entrata in vigore la nostra prima Manovra e gli effetti non hanno tardato a manifestarsi. Già nei mesi scorsi siamo risultati tra i Paesi più in salute d’Europa grazie alla forte ripresa della produzione industriale e degli investimenti pubblici. Oggi sono usciti i dati Istat, che ci portano ottime notizie sia sul mondo del lavoro che sulla crescita.

LAVORO

Oltre al positivo calo del tasso di disoccupazione, a marzo aumentano gli occupati di 60 mila unità rispetto a febbraio, raggiungendo il livello massimo da aprile 2008 (58,9% della popolazione. Sale in particolare l’occupazione stabile (+46 mila), quella giovanile dai 15 ai 34 anni (+69 mila) e quella delle donne (+29 mila). Tre ottime notizie che derivano direttamente dalle nostre misure: decreto Dignità e Quota 100. Nei prossimi mesi raccoglieremo soddisfazioni ancora maggiori, quando inizieranno a vedersi gli effetti del Reddito di Cittadinanza. Le domande valide infatti sono già 750.000, per un totale di 2,7 milioni di persone raggiunte e un importo medio del beneficio pari a 520 euro mensili.

CRESCITA

C’è chi si aspettava ancora recessione e chi un prudente +0,1%, e invece nel primo trimestre dell’anno il Pil mostra segnali molto promettenti centrando un +0,2% che lascia ben sperare anche per i secondi tre mesi dell’anno.

Il tempo è galantuomo: diciamo da mesi che la recessione tecnica di fine 2018 non ci riguardava, perché la nostra Manovra doveva ancora entrate in vigore. E in effetti anche sul Pil il cambio di ritmo si avverte proprio da gennaio 2019, grazie alle numerose misure per la crescita che siamo riusciti ad approvare trattando sul deficit con la Commissione Europea.

In particolare lo sblocco degli avanzi di amministrazione e il piano da 400 milioni di euro per gli investimenti nei Comuni hanno dato ossigeno immediato a imprese e fornitori. La ripresa dei consumi e della domanda interna è la più bella notizia di questo inizio d’anno, perché dimostra che si può crescere anche quando le esportazioni soffrono a causa di un rallentamento esterno.

L’Italia sta riconquistando un’autonomia economica che le mancava da troppo tempo. La prima Manovra è stata espansiva e la seconda dovrà esserlo se possibile ancora di più. Non aumenterà l’Iva, che sarebbe una mazzata tremenda per consumatori e PMI, e daremo ancora più sostegno alle famiglie investendo nel welfare e nei servizi pubblici fondamentali. D’altro lato continueremo a ridurre la pressione fiscale su chi produce e a semplificare la giungla tributaria, nell’ottica di un’imposizione fiscale più leggera ma naturalmente progressiva.

Andiamo avanti con fiducia, convinti che i risultati concreti che stiamo ottenendo faranno giustizia di tutte le menzogne diffuse ad arte da media e stampa mainstream.

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