
La regolamentazione dell'informazione digitale
10 aprile 2019 alle ore 14:48•di Daniele Manca
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Le democrazie erano 35 sul finire del secolo scorso adesso sono circa 110 nei primi 10 anni del millennio. Di che cosa hanno bisogno le democrazie per funzionare? Hanno bisogno un dibattito pubblico informato, definito così da Habermas, che serve a formare l'opinione pubblica.
Ma che cos'è l'opinione pubblica? L’opinione pubblica è quella cosa che lega il popolo al leader. Senza un'opinione pubblica informata attraverso il dibattito pubblico non c'è questo legame tra leader e popolo. Abbiamo bisogno quindi di informazione, informazione di qualità, ma non è così facile. Tutte le costituzioni, tutte le democrazie dicono che è un diritto, ma la sua applicazione è molto difficile. Perché è molto difficile? Perché come le scienze comportamentali ci hanno mostrato noi quando dobbiamo formarci un giudizio siamo portati a seguire delle scorciatoie mentali, le famose euristiche che creano dei pregiudizi (bias) e quindi i nostri giudizi non sono quasi mai basati sulle informazioni di qualità, ma su queste scorciatoie mentali basate su illusioni cognitive. Per capire immediatamente che cos'è un’illusione cognitiva pensate a una persona con il braccio amputato, quella persona pensa ancora di avere il braccio e bene, quella, è la classica illusione cognitiva. Questo processo può avvenire su vari temi come a esempio i su vaccini, la finanziaria, insomma quello che volete voi. Noi siamo portati a prendere scorciatoie mentali che ci fanno formare dei giudizi approssimativi, appunto dei bias.
Per evitare questo abbiamo bisogno di un'informazione di qualità. Per farci un'informazione di qualità, però, dobbiamo avere una spinta interiore e molto spesso è difficile. Qual è la soluzione? Comprare un quotidiano. Perché? Perché se si compra un quotidiano, oppure andando su un sito di un quotidiano, qualsiasi quotidiano, di qualsiasi natura, di qualsiasi orientamento, leggendolo anche con spirito critico ci creiamo la nostra informazione, ci facciamo domande. Quindi, non prendiamo delle scorciatoie, le famose scorciatoie mentali che vi dicevo all'inizio.
Abbiamo bisogno di organizzazioni e di persone che lavorano l'informazione e della nostra abilità di porci le domande giuste. Porsi le domande giuste, sviluppare uno spirito critico crea la nostra informazione, crea la nostra identità. Creare la nostra identità ci permette di stare all'interno della comunità e di godere appieno di un diritto come l’informazione di qualità e quindi influire come parte del popolo sui leader e su quello che faranno.
Commenti (8)
Giovanna
10 aprile 2019 alle ore 15:57Appunto! diritto all' informazione di qualità, è ciò che si chiede ripetutamente e da tempo su questo blog. Informazione di qualità a partire dalle reti nazionali. Chiediamo notizie basate sui fatti... le opinioni e gli opinionisti lasciano il tempo che trovano! Sia concesso a tutti di elaborare una propria opinione in base alla conoscenza dei fatti!!!! Il più presto possibile, perché non se ne può più di cialtroni e cantastorie e delle loro cialtronerie.
Franca
10 aprile 2019 alle ore 16:07Giustissimo, la democrazia ha bisogno dell'educazione dei cittadini, non di propaganda però, non per niente Rousseau scrisse il Contratto sociale affiancato dall'Émile o "dell'educazione" e questo perché la democrazia possa crescere dal basso e non essere calata dall'alto.
Rina Brundu
10 aprile 2019 alle ore 20:40Non mi ritrovo con quanto scritto in questo articolo. Intanto, è opinabile che nel mondo esistano 110 democrazie. Lo saranno pro-forma ma il processo che porta verso una matura democrazia è molto complesso, senza dimenticare i fattori che contribuiscono a renderla tale. L’Italia che ha avuto una storia passabilmente “democratica” negli ultimi 70 anni è ben lontana dall’essere parte delle democrazie del “primo mondo” e la prima palla al piede è proprio costituita dal suo status (stra-meritatissimo in base ad alcuni studi che ho portato avanti), di nazione “partly free” per quanto riguarda la Libertà di Stampa.
Anche tutto il discorso su cosa sia l’opinione pubblica in regime di democrazia liquida è discutibilissimo alle fondamenta, ma sarebbe troppo lungo da affrontare. Basti dire però che se fosse vero quanto scrive il signor Manca sul legame tra opinione pubblica e leadership, grandi democrazie come quella americana non si sarebbero mai formate, neppure in passato (chiedere a Lincoln per capire di cosa sto parlando). Spero poi che questo inciso “Qual è la soluzione? Comprare un quotidiano” sia una sorta di boutade ironica perché non so dove viva il signor Manca ma da noi nessuno si informa più sui quotidiani. Se debbo saperne di più sulla fotografia di un black hole, preferisco andare a leggere il paper di chi ha seguito il progetto non certo la trasposizione minimal che ne fa un co.co.co redazionale. Sempre a proposito del discorso “qualità”, dico… Però confesso che io sono prevenuta… di fatto se l’autore di questo post è lo stesso Daniele Manca, notista del Corriere che nel dicembre del 2018, nei giorni caldi in cui il governo italiano si confrontava con l’Europa per l’approvazione della Legge di Bilancio, scrisse un pezzo titolato: “Perché l’Ue non ci ha bocciato (almeno per ora)”… io dubito molto che le sue “battaglie” per la libertà e la qualità informazionale in Rete possano interessarmi.
michele
10 aprile 2019 alle ore 20:47Continuate con Salvini e Verdini.
Siamo finiti nelle mani dei fascisti.
Grazie.
Franco
12 aprile 2019 alle ore 07:34Questo blog già in fatto di democrazia pecca un tantinello!
"sbianchettare" ...i post che non piacciono non è democrazia!
non trattare problemi attuali non è democrazia!
"indottrinare" i propri iscritti non è democrazia!
.....il movimento 5 Stelle è sicuramente MEGLIO degli altri partiti,
ma anche quì la democrazia latita!
Alessandro Albanese
12 aprile 2019 alle ore 08:44Mi era sfuggito questo post, che trovo al contrario di Rina condivisibile, anzi addirittura audace per il tipo di pubblico.
Scartati Repubblica e Il Giornale tutti gli altri quotidiani sono a mio parere acquistabili (e anche i primi due se si hanno vetri da pulire per impegnare la sezione di politica).
Diciamo che anche se 'di parte' un quotidiano contribuisce alla formazione di un'opinione, da confrontare con altro.
La ricerca dell'informazione 'gradita' non è altro che analfabetismo funzionale latente.
Ovviamente l'indottrinamento che proviene da ambienti tipo blog di partito fa la sua parte, sapendo di avere a che fare con persone disinformate.
Cambiando atteggiamento si avvicinano molte più persone, o almeno quelle con opinioni qualificate.
Alessio
8 maggio 2019 alle ore 20:41Sui vaccini molti sono informati, altro che pregiudizi e "bias"...ci sono studi che hanno dimostrato che sono pieni di troiai, di roba che non sarebbe permessa nemmeno nei cibi e invece è in roba che ti dovresti iniettare per poi non prendere certe malattie... ecco come stanno le cose, punto.
E quindi ci sono le persone libere, gli scienziati liberi, e poi ci sono quelli che hanno interessi a fare invece come sempre certe cose, che sono guarda caso sempre a pagamento, strano vero?
Come mai quasi nulla di "obbligatorio" al mondo è gratis?
Strano, vero?
Lei come lo spiega, Mr. "bias" e blablabla.
Le scorciatoie le prendono sempre i suddetti, il potere o parte di esso, schiavo di Big Pharma e non solo, infatti non sanno replicare nulla ai contrari che portano quegli studi, dicono solo "bisogna vaccinarsi, perché lo diciamo noi! (e ci guadagnamo, appunto, in parte noi come Stato e in parte Big Pharma). E anche perché sono segnali e modi per poter continuare a dimostare che lo Stato può comandare ai cittadini di fare di tutto per legge e loro devono ubbidire, quindi per ricordargli sempre che dovrebbero essere e rimanere schiavi, senza alcun potere, neanche sulla loro salute e scelte personali in quel campo".
Alessio
8 maggio 2019 alle ore 20:47"[...] Qual è la soluzione? Comprare un quotidiano. Perché? Perché se si compra un quotidiano, oppure andando su un sito di un quotidiano, qualsiasi quotidiano, di qualsiasi natura, di qualsiasi orientamento, leggendolo anche con spirito critico ci creiamo la nostra informazione, ci facciamo domande. Quindi, non prendiamo delle scorciatoie, le famose scorciatoie mentali che vi dicevo all’inizio. [...]"
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH... di male in peggio, ora ho capito tutto... ma che è, del Pd per caso? O della casta in generale? O proprio di uno di quei giornali di merda (il 99,9% direi) italiani in particolare, creatori seriali di fake news, attacchi, offese, diffamazioni, distorsioni della realtà ecc. e sempre contro il M5S ovviamente, unico "pericolo" vero in circolazione per certa gente?
E la soluzione sarebbe dargli dei soldi a quei cialtroni, per poi farsi le proprie opinioni (e come? Se uno non si informa da altre parti migliori non può sapere magari che tutto quanto scrivono quelli o quasi è menzogna o comunque mezze verità nel migliore dei casi ecc. E allora tantovale informarsi direttamente da fonti migliori, di solito tutte sul web ormai, tanto quando hai ormai capito il livello di quei giornali, e anche di quasi tutti i programmi tv, i tg ecc., è inutile o dannoso continuare a nutrirli)?
Ma veramente, è serio o cosa?
