
La norma sui rider è pronta
28 aprile 2019 alle ore 13:12•di Luigi Di Maio
La norma sui rider è pronta. Sarà inserita nella legge sul salario minimo che è in discussione in questi giorni al Senato. Se potremo, proveremo a farla diventare legge anche prima, inserendola nella fase di conversione del “decreto crescita”, ma su questo ci sarà bisogno dell’autorizzazione dei presidenti delle Camere.
Ci avevamo già provato nel decreto reddito di cittadinanza, ma la norma era stata esclusa per estraneità di materia. Inoltre un disegno di legge ad hoc richiederebbe troppo tempo.
Purtroppo la “norma riders” non è stata varata subito, perché prima di approvarla abbiamo voluto provare in tutti i modi la strada della concertazione: siamo riusciti a far sedere attorno ad un tavolo le aziende di food delivery, le associazioni dei rider e le parti sociali, ma alcune divergenze incolmabili non ci hanno permesso di approdare alla sottoscrizione di un accordo.
La norma che stiamo per approvare ha l'obiettivo di tutelare lavoratori il cui stipendio dipende da un algoritmo e che non hanno tutele minime.
La strada che rivoluziona il mondo della gig economy è ormai tracciata. I lavoratori del terzo millenio avranno finalmente più diritti e tutele tra cui:
• Copertura Inail per gli infortuni
• Migliore contribuzione Inps che supera la gestione separata
• divieto di retribuzione a cottimo.
Potevamo fare prima forse, era anche il nostro obiettivo, ma una norma molto specifica e innovativa va approntata con attenzione. Quindi sebbene non andato a buon fine, il tavolo di concertazione era doveroso per provare a mediare tra le parti in campo.
Prima delle leggi, un Ministro deve sempre provare a far dialogare gli attori in campo.
Presto quei ragazzi potranno finalmente essere definiti lavoratori e non sfruttati.
Commenti (15)
Giorgio Masari
28 aprile 2019 alle ore 13:22Leggendo le prime righe si capisce che non se ne farà niente.
Pino Palumbo
28 aprile 2019 alle ore 15:34...allora leggi anche quelle successive...
Kyotokyo
28 aprile 2019 alle ore 13:31Bhe! Correte per questa approvazione, si tratta in maggioranza di giovani!!!!
Il Barone Zazà
28 aprile 2019 alle ore 14:23Questo è il Di Maio che mi piace: chiaro, sintetico e risolutivo.
Grazie
Zazà
Pino Palumbo
28 aprile 2019 alle ore 15:32Giusto! Una norma così specifica, va discussa e ponderata molto attentamente. Altrimenti sai come ci salterebbero immediatamente addosso al minimo errore? Ma gli italiani capiranno mai tutte le cose che si stanno facendo a favore dei cittadini? ...lo spero...
Beppe
28 aprile 2019 alle ore 16:21Grazie Di Maio,
se vuoi essere più chiaro e capito da nord a sud, almeno per le norme di legge, usa termini italiani: può andare fattorini?
Ti assicuro che è più importante catturare l'attenzione dei cittadini che quella delle aziende di "food delivery".
Buon lavoro.
Vittorio ELLI
28 aprile 2019 alle ore 17:57Possiamo cominciare a usare solo parole italiane per le leggi italiane?
Grazie
Vittorio ELLI
maurabo
28 aprile 2019 alle ore 20:26Devono capire che il lavoro va retribuito. In Italia, siamo passati dal lavoro quasi fin troppo tutelato al lavoro schiavizzato. È bene mettere dei paletti con regole e norme da rispettare, affinchè si sappia che non puoi approfittare di chi ha bisogno di lavorare, lucrando sulla pelle dei lavoratori. I Paesi dove il lavoro non è tutelato sono arretrati. Le diseguaglianze sociali, molto evidenti. Tutto questo non giova a nessuno. Spero che l'appiattimento dei salari verso il basso abbia toccato il fondo, che da qui in poi si possa solo risalire. Abbiamo constatato che puntare per la crescita del Paese abbassando il costo del lavoro, non abbia fatto altro che impoverire le nuove generazioni. Auspico che miglioramenti si possano ottenere anche in altri settori. Inoltre, chi viene ad investire in Italia deve avere ben chiaro, che non può solo esportare capitali puntando sul lavoro a basso costo, ma deve puntare anche sulla qualità e sulla competenza e deve assicurare le dovute garanzie ai lavoratori
Gaston
28 aprile 2019 alle ore 22:58Nn avete capito che fino a quando nn ci saranno veri controlli x chi lavora in nero con sanzioni esemplari in questo paese nn cambia una cippa x nn dire altro... Speravo in un cambiamento invece niente valanghe di persone che lavorano ancora a nero ma di cosa stiamo parlando...
carlo1
28 aprile 2019 alle ore 23:47siccome il mio pensiero e' positivo riguardo la situazione sociale, quindi anche per le norme del lavoro, dei paesi del nord europa, andrei a vedere come e' regolamentato questo tipo di lavoro in quelle nazoni.
in situazioni come questa copiare e' cosa buona e giusta.
carlo1
28 aprile 2019 alle ore 23:53anche perche' in certi paesi molti problemi in cui solo ora l'italia si sta imbattendo, sono stati affrontati e superati gia' da tempo, per la loro stessa natura meno burocratica e piu' emancipata e cosmopolita.
Luca Albanese
29 aprile 2019 alle ore 01:17Io non mi sento affatto sfruttato lavoro con Deliveroo con la Partitaiva e sono pagato a consegna e devo dire che lo preferisco perché mi da la possibilità di avere un buon guadagno con un orario flessibile esempio in 3 ore posso guadagnare 40 euro
Quindi Deliveroo è molto seria
Luca Albanese
Fabio Preganziol
29 aprile 2019 alle ore 09:12Sicuramente sig ministro potevate fare prima, visto che un anno è passato a curarsi di elargizioni elettorali, di occupazioni di poltrone e di guai giudiziari dei ministri, e nulla è stato fatto per la famosa dignità dei lavoratori.
Dignità sig ministro che on passa per un salario minimo, ma semmai per un contratto nazionale, avere un salario minimo a condizioni disumane è equivalente a legalizzare la schiavitù.
Se poi non siete ancora troppo occupati sull'ennesimo salvataggio di alitalia, magari si potrebbe anche occupare della sicurezza sul lavoro, tema sul quale nulla è presente nè nel programma M5S nè nel contratto di governo.
Nel frattempo le morti sul lavoro continuano, nell'indifferenza totale di tutti.
pietro casula
29 aprile 2019 alle ore 10:57non ho capito il commento su rai1 da parte di un rappresentante di questi sfruttati, ma mi fido di Di Maio e ricordo a chi commenta in negativo che Di Maio non è un politico di professione, ma uno di noi prestato alla politica. Pertanto domandati solo se uno di noi avrebbe potuto far meglio. Forse si, forse no, ma accontentiamoci è il minimo che dobbiamo a chi ora ci rappresenta e sta facendo del suo meglio.
Pertanto grazie Di Maio, ottimo lavoro.
giovanni zucchetti
29 aprile 2019 alle ore 11:55io avrei insistito ancora con il confronto fra le parti , a provare ad inserire leggi dall'alto in settori specifici cosi nuovi si rischia solo di far danni bisognava dare modo alle associazioni di categoria di lavorare piu che legiferare sui riders bisognava legiferare sui sindacati oggi inutili, tutto fanno meno il loro mestiere anche se ovviamente cosa molto più difficile
