
Il lavoro che cambia. A colloquio con il robot
8 aprile 2019 alle ore 16:18•di MoVimento 5 Stelle
C’è una funzione aziendale che è strettamente connessa al tema del futuro del lavoro, che stiamo approfondendo ormai da alcune settimane in questa rubrica del lunedì. Si tratta delle funzione Risorse Umane. Quanti di noi hanno avuto a che fare con i colleghi dell’HR? A cominciare dal primo colloquio per un nuovo lavoro, per finire che tutti quei delicati passaggi che hanno segnato il nostro avanzamento di carriera, oppure una ricollocazione o riqualificazione. Un team dalle funzioni complesse che vorremmo avere nostro alleato nella vita aziendale, ma che non sempre riesce a esaudire i nostri desideri. O almeno così è stato fino a ora. Perché adesso, anche l’ambito della gestione del personale sta cambiando grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale. Sono sempre di più, infatti, le aziende che stanno sperimentando soluzioni in grado di automatizzare alcune attività e suggerire posti di lavoro ai potenziali candidati. IBM, per esempio, impiega 350mila dipendenti in tutto il mondo e riceve in media 8000 cv al giorno. Grazie all’uso dell’AI Watson, riesce a prevedere quali dipendenti stanno pensando di cambiare lavoro con una precisione del 95%. In questo modo IBM può intervenire preventivamente con azioni mirate che hanno l’obiettivo di far cambiare idea la dipendente prima che annunci la sua intenzione di lasciare l’azienda. L’amministratore delegato di IBM Ginni Rometty ha dichiarato che con l’implementazione di questa tecnologia, IBM ha ridotto del 30% il reparto HR a livello globale, nel contempo le posizioni sopravvissute alla “dieta” hanno retribuzioni e mansioni più elevate. L’AI supporta l’ufficio risorse umane proprio nel compito più difficile: capire quali abilità ha il lavoratore e come e dove può essere utile all’azienda, concentrandosi sui suoi punti di forza. Non solo: attraverso l’assistente virtuale MyCA (My Career Advisor) aiuta i dipendenti a identificare i punti deboli sui quali devono aumentare le loro competenze.
Nel 2017 Ernst & Young ha lanciato il chatbot con intelligenza artificiale "Goldie" che da allora ha risposto a oltre 2,2 milioni di domande da parte dei dipendenti in 138 paesi: dalla previdenza, alle agevolazioni familiari, dalla maternità ai corsi di formazione. L'azienda, che assume circa 65.000 persone all'anno, sta ora valutando i modi per utilizzare l'intelligenza artificiale per aiutare lo staff delle risorse umane a selezionare candidati qualificati, ma anche per offrire raccomandazioni personalizzate per programmi di formazione che potrebbero essere utili per lo sviluppo della carriera. La selezione e lo sviluppo dei talenti, d’altra parte, è un tema cruciale per le aziende. Secondo il report 2018 della società di selezione del personale Korn Ferry, entro il 2030 ci sarà una carenza di talento globale stimata di oltre 85,2 milioni di persone, il che potrebbe tradursi in 8,45 miliardi di dollari di mancate entrate per le aziende.
Nonostante queste esperienze positive, secondo un recente report prodotto da Oracle, solo il 6% dei team HR sta implementando attivamente soluzioni automatiche e in media, le aziende perdono il 17% dei nuovi assunti entro i primi tre mesi e molti di questi dichiarano che un processo di ingresso nella nuova realtà aziendale più strutturato avrebbe fatto la differenza. Anche in questo caso, l’introduzione dell’intelligenza artificiale può migliorare l’incontro tra lavoratore e mansioni che meglio rispondono ai suoi interessi e ai suoi punti di forza. Automatizzando inoltre i primi processi, come per esempio quello del primo colloquio, l’AI può liberare risorse per lo sviluppo di progetti e percorsi che incentivino il talento e lo attraggano. Nell'economia del talento, d’altra parte, il futuro delle aziende dipenderà anche dalla loro capacità di attrarre e di trattenere dipendenti eccezionali.
Commenti (5)
Antonio Minniti
8 aprile 2019 alle ore 17:34Fra poco i robot, oltre che scegliere ci sostituiranno, il grande dilemma sarà:
CHE NE FACCIAMO DEGLI ESSERI UMANI??
Sarebbe il caso di iniziare a sviluppare una società dove si potesse vivere come ne:
"La città del sole" ,famoso libro di Tommaso Campanella.
EliteDanza Franco
8 aprile 2019 alle ore 21:08È la macchina che deve lavorare al posto dell'uomo, portate a casa lo stipendio mentre noi potremmo dedicarci ad effetti, scienza, arte
Fabio
8 aprile 2019 alle ore 21:29L'operaio o l'addetto al piccone e al badile temeva lo scavatore, l'uomo ha paura dei robot, c'erto si sostituiranno all'uomo, in un mondo di vecchi e senza bambini. Quello che l'Italia è oggi.
Propongo una soluzione, dite di dimezzarvi dli stipendi, perchè non usiamo questi fondi in innovazione e formazione professionale a favore degli esclusi dal reddito di cittadinanza. Potete ancora vincere la partita, Salvini sostiene che quella del rdc è stata una grande scommessa del movimento, capisce che sicuramente è una politica fallimentare, io continuo a proporre soluzioni, voi siete pagati per fare questo e dovreste ascoltarmi. Grazie
fabio s.-roma
9 aprile 2019 alle ore 20:06non sono convinto che il "dipendente eccezionale", possa essere trattenuto in qualche modo......
penso che il dipendente eccezionale, una volta che ne è consapevole, si crea un'azienda propria, e termina di far guadagnare qualcun'altro, , per ottimizzare i suoi guadagni......è normale......
sul tema dei robot , crearne di continuo nuove versioni, che continuano a sostituire l'uomo, inquinando del resto anche il pianeta, è come certificare che in futuro, sul nostro Pianeta, ci vivranno solo loro........
l'essere umano sarà solo un "brutto" ricordo.....ma per fortuna io tutto questo non lo vedrò........
l'uomo è destinato ad estinguersi.....perche' è troppo stupido per capire dove si trova, e come può fare per farci rimanere le future generazioni che crea.......
donata saggiorato
10 aprile 2019 alle ore 09:29Addirittura riescono a prevedere chi degli operai decidono di lasciare il lavoro, e questo aspetto sarebbe emancipativo? Semmai è la prova che viviamo in una società del controllo totale che manco Hittler era riuscito nell'intento. Telcamere dappertutto, me le immagino se venissero introdotte a scuola, il povero insegnate non sarebbe più libero di insegnare qualcosa che non è previsto dai libri ufficiali..diranno per prevenire gli abusi, ma l'intento sarà quello di controllare l'insegnante. Tessere elettroniche che tracciano tutte le nostre spese, la digitalizzazione in ogni ambito. Io sono nata negli anni settanta, e li rimpiango molto, era una società più povera ma più felice perchè non c'era tutta questa frenesia, era una società più a misura d'uomo, ed a una società a misura d'uomo dovremmo ritornare, non a misura di robot.
