
Europrogramma del MoVimento 5 Stelle: un fisco equo dicendo stop ai paradisi fiscali
22 aprile 2019 alle ore 11:23•di MoVimento 5 Stelle Europa
https://www.youtube.com/watch?v=4nY78SnnOJ8&feature=youtu.be
Gli scandali LuxLeaks, Panama e Paradise Papers hanno svelato qual è la vera emergenza europea: i paradisi fiscali, interni ed esterni all’Unione, consentono a multinazionali e super-ricchi di eludere tasse per centinaia di miliardi di euro ogni anno con la complicità di molti governi. Il mancato gettito di queste tasse crea per molti Stati membri squilibri finanziari e non consente di impegnare risorse idonee per aiutare chi vive in condizione di povertà e di deprivazione materiale.
I PARADISI FISCALI DENTRO L’UE
Per la Commissione europea sono sette i Paesi europei che adottano politiche fiscali aggressive e che sfruttano a loro vantaggio sistemi fiscali più favorevoli: Belgio, Cipro, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Olanda. Questi sette paesi permettono l'attuazione di pratiche fiscali che minano l'equità del nostro mercato interno. Ci sono società o multinazionali che in questi sette Paesi non pagano le tasse su dividendi, interessi e canoni. Così facendo si evadono, di fatto, le tasse in modo lecito e si danneggiano tutti gli altri Paesi membri perché stiamo parlando di una vera e propria concorrenza sleale.
I PARADISI FISCALI FUORI DALL’UE
LA Commissione europea ha, inoltre, aggiornato la blacklist dei paradisi fiscali a livello globale, cioè la lista di quegli Stati “non cooperativi” che consentono a privati e società di nascondere redditi e rendite al fisco europeo. Ad oggi ci sono 15 Paesi nella blacklist mentre altri 47 sono sotto osservazione. Soltanto un’azione coordinata di tutti i governi a livello mondiale può porre fine a queste pratiche elusive che danneggiano i cittadini. Tuttavia, già a livello UE si può fare molto.
LE NOSTRE PROPOSTE PER UN FISCO EQUO
Bisogna mettere fine all’era dei paradisi fiscali con queste proposte:
1) abbandonare su scala nazionale incentivi e pratiche fiscali dannose ponendo fine all’agguerrita concorrenza fiscale fra Paesi.
2) le multinazionali che lavorano in Italia devono pagare le tasse in Italia. Bisogna quindi introdurre un obbligo di rendicontazione pubblica Paese per Paese per tutte le multinazionali, così da conoscere quanto versano in imposte nei diversi Paesi in cui operano. La soglia, approvata dal Parlamento europeo, di 750 milioni di euro di fatturato per le imprese che devono rendicontare va abbassata.
3) applicare la 5 direttiva antiriciclaggio per creare registri pubblici dei proprietari effettivi delle aziende e impedire i trasferimenti in forma anonima dei proventi dell’evasione ed elusione fiscale.
4) introdurre a livello europeo un modello vincolante di tassazione unitaria delle multinazionali per far pagare le tasse alle multinazionali laddove conducono realmente la loro attività economica.
5) introdurre una webtax per equiparare le imprese digitali alle imprese tradizionali sul fronte della tassazione. Il Parlamento europeo ha approvato un pacchetto ambizioso ma il provvedimento è attualmente bloccato in Consiglio.
6) varare a livello europeo una tassa sulle transazioni finanziarie.
Se oggi il fisco è nemico di milioni di cittadini è anche perché è amico di pochissimi privilegiati. Tutto questo deve finire, ecco perché è importante approvare subito le nostre proposte contro la grande elusione. Bisogna quanto prima porre fine ai paradisi fiscali per ridurre le troppe disuguaglianze di questa Europa.
Commenti (40)
Pantomima Rossa
28 aprile 2019 alle ore 08:46Chi delinque ha schiere di professionisti che lo aiutano a farlo, che fanno solo quello e vivono solo di quello. Ad es. PWH nei tax rulings in Lussemburgo forniva (e forse fornisce ancora) un tax rulings chiavi in mano che il funzionario statale restituiva firmato in giornata, alla media di un tax rulings ogni tre minuti, sollevando l'ufficio anche degli obblighi burocratici visto che alla fine riceveva dalla stessa PWH una chiavetta USB pronta solo per l'archiviazione.
Al contrario lo Stato è solo. Dipendenti presi dalle mille incombenze burocratiche, ai quali è vietata qualsiasi iniziativa personale.
I consulenti che forniscono informazioni qualificate allo Stato devono diventare quindi i whistleblower. Le informazioni fornite da questi ultimi sono preziose per lo Stato, non meno dell'attività dei consulenti che aiutano il contribuente a frodare lo Stato.
La lotta è comunque impari e lo Stato né sta uscendo perdente.
È da oltre il 2009 che sul blog di Grillo vengono proposti post su questo tema, e ormai sembra di scoprire l'acqua calda, a parlarne.
La vera svolta è questa. L'istituzionalizzazione di questa figura e un quadro normativo che la tuteli pienamente oltre alla ricompensa per le informazioni fornite. L'esperienza insegna che questa rimane la vera e l'unica possibilità per fare un passo avanti verso una maggiore giustizia fiscale.
Ragazzi questo è quello che ci auspichiamo avvenga presto con la presenza rafforzata dei 5S in Europa. Auguri.
Pantomima Rossa
28 aprile 2019 alle ore 21:40Il contribuente infedele fino ad oggi è stato premiato da questo sistema fiscale ingiusto, che controlla e si accanisce contro chi fa il proprio dovere e denuncia, lasciando praticamente libero chi è abituato a fare il furbo ed utilizzare metodi più o meno leciti per ridurre la base imponibile. Sono sicuro che negli oltre mille suicidi dovuti alla crisi non ci sono state persone che avevano portato o portano i soldi all'estero.
La giustizia fiscale così come la lotta alla corruzione è uno dei banchi di prova del Governo del cambiamento.
Smettere di premiare il contribuente infedele, mentre si comincia a premiare chi lo denuncia è la vera rivoluzione di cui l'Italia ha bisogno per ristabilire un po' di giustizia sociale.
Pantomima Rossa
29 aprile 2019 alle ore 15:38Queste sono le motivazioni con le quali l'IRS (Agenzia delle Entrate USA) ha giustificato la maxi ricompensa al whistleblower Bradley Birkenfeld:
"Birkenfeld provided information on taxpayer behavior that the IRS had been unable to detect, provided exceptional cooperation, identified connections between parties to transactions (and the methods used by UBS AG), and the information led to substantial changes in UBS AG business practices and commitment to future compliance. The actions against UBS AG and the attendant publicity also contributed to other compliance programs. Each of these factors could support an increase in the award percentage above the statutory minimum. The comprehensive information provided by the whistleblower was exceptional in both its breadth and depth. While the IRS was aware of tax compliance issues related to secret bank accounts in Switzerland and elsewhere, the information provided by the whistleblower formed the basis for unprecedented actions against UBS AG, with collateral impact on other enforcement activities and a continuing impact on future compliance by UBS"
E queste sono le conclusioni:
"There are simply no reason why other European countries (and the EU collectively) cannot follow these precedents"
Pantomima Rossa
29 aprile 2019 alle ore 15:40Semplicemente non ci sono ragioni per cui in Europa non si debba seguire questa strada.
Mi chiedo solo, cosa stiamo aspettando?
Pantomima Rossa
5 maggio 2019 alle ore 13:18La lotta alla grande evasione non si fa con gli slogan. Gli avversari sono molto competenti e determinati, oltre ad avere il vantaggio di trovarsi dalla parte giusta, quella dei soldi.
“Spero che i politici si rendano conto che dobbiamo cambiare le leggi per aiutare i contribuenti ad avere un sistema giusto”, eliminando l’evasione fiscale, e per questo “sarei felice di parlare ai politici e ai parlamentari italiani per apportare i giusti cambiamenti, affinché si possano liberare di questi affari illegali che durano da troppo tempo”.
Bradley Birkenfeld.
E in Italia gli affari illegali durano da tempi immemorabili in direzioni plurime.
Pantomima Rossa
5 maggio 2019 alle ore 13:50Lo scorso 16 aprile il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva che regola il whistleblowing. Poi passa ai ministri e gli stati europei hanno due anni per recepirla nei propri ordinamenti.
Mi auguro che quando toccherà all'Italia, cioè presto, la legge italiana sarà modellata su" the U.S. Internal Revenue Code (for tax cases), the False Claims Act ( for government procurement cases), the Dodd-Frank Act (for securities fraud and Foreign Corrupt Practises Act cases), the Act to Prevent Pollution from Ships (for ocean Pollution cases) and various wildlife trafficking laws (to stop the current extinction crisis). Without effective reward laws, the vast majority of corrupt activities will remain undetected, and corruption, securities fraud, fraud in government contracting, tax evasion, ocean pollution, wildlife trafficking and foreign bribery will remain highly profitable".
Cioè la direttiva europea va bene ma va integrata con le disposizioni ormai collaudate contenute nelle leggi USA sopra citate che hanno prodotto è continuano a produrre grandissimi risultati in tutte le attività illecite ad alta profittabilità condotte in USA e anche all'estero.
Quindi il punto numero uno è istituire una ricompensa per il lanciatore d'allarme che alza la testa e grida per denunciare un illecito "the EU needs to add a provision promoting the establishment of whistleblower reward".
In questo il M5S deve tenere duro è rimarcare il punto di fronte all'opinione pubblica e agli altri alleati di governo.
Pantomima Rossa
9 maggio 2019 alle ore 22:12(ANSA) - MILANO, 9 MAG - Il gruppo Kering, titolare tra gli altri del marchio Gucci, ha definito oggi il suo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate in Italia. "La definizione comporterà il pagamento di una maggiore imposta pari a 897 milioni di euro - spiega la società - oltre a sanzioni e interessi per un totale pari a 1,25 miliardi di euro".
Se si comincia a fare così si fa presto a risanare il debito pubblico!
Pantomima Rossa
12 maggio 2019 alle ore 13:57Si può dire tutto e il contrario di tutto ma i valori di una società in un dato momento storico sono soprattutto frutto dell'atteggiamento di chi detiene il potere in quel particolare momento storico.
"May you come to the attention of those in authorities". Va benissimo abbassare le tasse soprattutto alle piccole medie imprese. È giusto anche se si mette in relazione con ciò che avviene nelle multinazionali, libere di stabilire sedi e strategie esclusive per quanto desiderano. Anche peggio è non usare anche il bastone e lasciare che i fenomeni rimangano in un'unica direzione.
In questo caso urge una legge compiuta sul whistleblowing, che insieme alla riduzione delle tasse e agli incentivi alle aziende, faccia venire in superficie comportamenti elusivi che pur esistono anche nelle piccole imprese, come correttivo di legalità a situazioni che comunque sappiamo tutti esistono.
L'invito a chi detu
Pantomima Rossa
12 maggio 2019 alle ore 14:08L'invito a chi detiene il potere oggi è che le politiche non devono essere a direzione unica ma, tenendo sempre presente il lato meno nobile della natura umana, la verità delle cose si ottiene sempre e soltanto usando le due leve del bastone e della carota, ovvero degli interessi contrapposti, dando la giusta prospettiva ad entrambe le istanze.
Solo così si riuscirà ad ottenere una vera giustizia sociale in cui ognuno di noi sarà chiamato a rispondere alle nostre rispettive responsabilità sociali.
Per camb.
Pantomima Rossa
12 maggio 2019 alle ore 14:14Per cambiare veramente le cose ci vuole una terapia d'urto che tenga nella giusta considerazione i rapporti di forza esistenti nella società.
A suo tempo lo Statuto dei lavoratori servì a tenerli in considerazione, ora è il trattamento al quale è sottoposto il whistleblower che potrà fare la differenza.
Pantomima Rossa
16 maggio 2019 alle ore 12:41I vari presidenti delle associazioni di categoria, questa mattina Sangallo Confcommercio, che invocano lotta elusione ed evasione fiscale ricordano Juncker quando al Parlamento Europeo faceva proclami e nel contempo ostacolava il lavoro delle commissioni TAXE1 e TAXE2 , rendendo difficile l'accesso agli atti e perseguitando quelli che avevano denunciato i tax rulings del Lussemburgo.
Le nostre associazioni di categoria ci devono dire se sono disponibili a collaborare con il fisco a stanare chi tra i loro clienti pone in essere condotte elusive. In genere sono i clienti migliori, quelli che non discutono neppure il costo dei loro servizi, oppure i politici ai quali fanno riferimento.
Non pensate che sia arrivato il momento è che se si vuole una riduzione vera delle tasse anche le associazioni di categoria devono fare la loro parte?
Pantomima Rossa
25 maggio 2019 alle ore 23:19La storia dell'evasione/elusione fiscale in Europa ormai è diventata una favola, un segreto di Pulcinella che tutti conoscono ma nessuno si è fatto veramente carico di denunciare ponendovi rimedio.
Nel 2004 Juncker al suo insediamento alla presidenza della Commissione Europea si impegnava solennemente contro le pratiche di erosione di base imponibile fiscale. Salvo poi mettere seriamente in difficoltà l'operato delle commissioni d'inchiesta TAXE1 eTAXE2. Questo non si ripeterà se dalle elezioni di domani uscirà una maggioranza con forte peso del M5S. Me lo auguro tantissimo. Come mi auguro che in Italia si metta mano alla legge targata PD sul whistleblowing, se possibile migliorandola anche se confrontata alla direttiva europea in corso di approvazione.
Né abbiamo molto bisogno, soprattutto in Italia dove per decenni tutto è stato permesso senza che le forze dell'ordine avessero il ben che minimo strumento per contrastare l'operato di mafie e furbetti.
So che il M5S è favorevole a questo cambiamento, a cominciare dalla prima firmataria Businarolo, che fra l'altro promise che cambiare la legge a sua prima firma approvata dal PD sarebbe stata una priorità appena il M5S sarebbe arrivato al governo.
Un buon risultato domani e si deve partire subito in questa direzione.
Se non ora quando?
Pantomima Rossa
25 maggio 2019 alle ore 23:262004=2014...........
Pantomima Rossa
27 maggio 2019 alle ore 13:13Il giorno dopo sono bravi tutti ma ad un argomento come la tassazione in competizione con i grandi paesi da parte di piccoli stati come il Lussemburgo o L'Olanda andava approfondito meglio in campagna elettorale europea.
Invece un post in un giorno di festa e finita lì.
Questo argomento implica altri punti che devono essere affrontati da questo governo e cioè il risanamento finanze pubbliche anche attraverso il recupero di base imponibile contrastando la tassazione di favore all'interno e all'esterno dell'Europa, come riuscirci visto che tutti lo dicono da tempo immemorabile e nessuno ci riesce. Anche evidenziare il ruolo di coloro che hanno contribuito a fare venire fuori il problema, gente come Deltour o Halet, sarebbe stato utile in campagna elettorale visto che in Italia tutto questo scandalo europeo è passato in secondo piano.
Questa battaglia mi sembra particolarmente identitaria per il M5S che gli altri partiti non avevano nessun interesse ad affrontare.
E poi la legge sul whistleblowing a prima firma Businarolo del M5S, quando ci si metterà mano per farla diventare una vera rivoluzione nello statico panorama legislativo italiano.
francesco fazio
29 maggio 2019 alle ore 14:50Perché non si comincia a fare una seria lotta alla evasione in Italia? Già che siamo al governo di questo paese.
Pantomima Rossa
31 maggio 2019 alle ore 23:17Bradley Birkenfeld si è reso disponibile. Basterebbe chiedere il suo aiuto insieme a quello degli avvocati del national whistleblowing center di Washington cofirmatari di una proposta di direttiva indirizzata a Juncker e Tajani, e recepire velocemente la direttiva europea dello scorso aprile e molto si potrebbe fare anche subito.
Nel suo libro Lucifer's Banker proprio all'inizio, racconta di un paio di preti italiani che vanno a prelevare una bella somma di denaro in contanti nella banca Svizzera in cui lavorava.
Con una legislazione appropriata quante informazioni potrebbero essere utilmente impiegate dall'esperienza di Mr. Birkenfeld.
Uso appositamente la parola legislazione appropriata perché in Italia molti processi di questo tipo finiscono in vacca a causa della prescrizione. Poi ci sono i tempi della giustizia. Di fronte a fatti gravi, oggettivi e concordanti i tempi dovrebbero essere molto rapidi. E non parlo di mandare in galera la gente, che secondo me, per reati di questo tipo non ha senso, ma recuperare base imponibile insieme ad interessi e sanzioni. Altro che sconti per voluntary disclosure. Chi evade/elude paga fior di quattrini a chi gli permette di godere di aliquote fiscali sotto l'1%. Perché non si dovrebbe pagare per avere informazioni utili da parte di persone in possesso di informazioni riservate?
I politici non vogliono questo perché sanno che per loro sarebbe la fine, e tanti se non tutti farebbero la fine di Formigoni. Per mani pulite finirono in galera veramente un paio di persone, e le leggi di oggi non sono poi così diverse da allora.
Le leggi vanno cambiate perché allo stato attuale probabilmente non si realizzerebbe qualcosa di molto diverso.
Il debito pubblico ci sovrasta. Recuperare qualche miliardo di base imponibile non sarebbe altro che utile per il nostro paese.
Dal potere legislativo ci aspettiamo che sia allestito uno schema legislativo con giusti contrappesi. Poi è ai cittadini che va lasciata l'iniziativa.
Pantomima Rossa
16 giugno 2019 alle ore 22:31I centri finanziari offshore dove sono finiti i depositi esteri tra il 2008 e il 2015 sono: le isole Cayman con 683 miliardi di dollari, il Lussemburgo, di Juncker con 360, Svizzera 137, Hong Kong 125, Singapore 95, Bermuda 77, Panama 67, Jersey 58, e Bahamas 55.
Questo come da risoluzione parlamento europeo del 6 luglio 2016. Questa risoluzione cita anche paradisi fiscali con cui sono stati raggiunti accordi come Andorra, Gibilterra, Lichtenstein e Svizzera.
Poi ci sono gli altri paradisi come Malta, San Marino, Irlanda, Olanda, Vaticano tutti ufficialmente usciti dalla black list ma sui quali ci sono numerosi punti grigi che andrebbero approfonditi.
Insomma il nocciolo è questo ed è anche uno dei banchi di prova più qualificanti di questo governo. O si recupera base impo
Pantomima Rossa
16 giugno 2019 alle ore 22:36impo=imponibile cominciando ad occuparsi di tutto questo oppure difficilmente si riuscirà a mantenere una politica di redistribuzione come a fatica si cerca di fare oggi con RDC salario minimo aiuti alle famiglie ecc..
Ad oltre un anno dall'insediamento di questo governo mi sembra strano che nulla si sua ancora tentato in questa direzione.
Pantomima Rossa
25 giugno 2019 alle ore 22:39Manette agli evasori. Il M5S sta preparando una legge in questo senso. È un bel po' che si sente delle manette agli evasori, ma poi in carcere non c'è mai andato nessuno. Per me sarebbe meglio recupero base imponibile dagli evasori con sanzioni ed interessi. Altro che voluntary disclosure con sconti improponibili di piddina memoria.
Per me una strategia migliore è quella già utilizzata a suo tempo per sconfiggere il terrorismo. E cioè il pentitismo, che in questo caso può prendere le sembianze del whistleblower. La legge a prima firma Businarolo del 2017 fu fortemente ridimensionata nella sua portata dall'intervento in extremis del PD. Bisogna rimetterci le mani e renderla più compiuta in conformità con le leggi più all'avanguardia in questo settore, che hanno prodotto risultati grandiosi oltre oceano e non solo.
Che dire. Migliorarla per il pubblico allargando le fattispecie, così come nel privato migliorando le garanzie per chi denuncia e il gioco è fatto.
A mali estremi estremi rimedi. Se si vuole stanare il malaffare i rimedi devono essere fuori dalle tradizioni italiane. Insomma cose mai viste in Italia. Come il recupero di base imponibile dai paradisi fiscali che ci circondano da tutte le parti.
Pantomima Rossa
29 luglio 2019 alle ore 22:02From 2008 to 2010, Antoine Deltour was an employee at PricewaterhouseCoopers (PwC), based out of the professional services firm’s Luxembourg offices. During his time there, Deltour discovered PwC was helping large corporations sidestep large tax sums by granting deals that allowed them to pay less than 1% in taxes. Deltour, who found—and saved—a trove of documents detailing those tax agreements, was taken to court for leaking the documents to the press.
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Last year, after years of appeals, a conviction against Deltour was overturned, and he was finally recognized as a whistleblower. We spoke with Deltour about his experience, why public support was crucial to his acquittal, and how his life has changed after the experience.
“I had already tried to bring attention to these tax matters”
I was working for PwC as an accounting auditor, which means I was checking the accounts of clients. I found out that most of the clients I was working for had no real economic activity in Luxembourg but had an artificial presence just to avoid taxes. Luxembourg is very well known for its very attractive tax environment, but what I found out was that the effective tax rates were really below what I could imagine—often very close to 0%, thanks to tax deals that were negotiated between the tax administration authorities of Luxembourg and some international companies, with PwC acting as tax advisor.
I resigned for many reasons, including that I disagreed with these tax practices. But on the day before my last day, I found thousands of pages of these tax agreements on the company network, which were very sensitive and, normally, had very restricted access. I was very surprised to have free access to these documents. It was absolutely not normal and was actually a mistake. I decided to copy the documents but at that moment, I didn’t know what exactly I would do with them.
Pantomima Rossa
29 luglio 2019 alle ore 22:242.
I had already tried to bring attention to these tax matters by speaking about it anonymously on French national radio, and I thought maybe the documents could be used to go further. But when I resigned, it was very difficult to validate my interpretation because I’m not a tax specialist or advisor. I tried to get some further analysis from specialists, but it wasn’t easy to find because I was nobody, and I couldn’t say publicly, ‘Hey, I’d like your advice on these very confidential documents I’m not supposed to have.’ A month later, a journalist contacted me because he was investigating tax avoidance; I gave him all of the tax agreements I had, and he made a TV program in 2012. Someone then shared the documents with the International Consortium of Investigative Journalists, so many journalists investigated the documents, and they released their investigation in November 2014.
“The plan was not to become a public whistleblower”
After the first TV program, PwC discovered that the leak came from their side, so they led an internal investigation to find the source. I’m not a hacker, so I didn’t take special precautions to hide myself. They tracked my copy paste of the documents. In 2014, I was charged with five criminal charges: theft, violation of trade secrets, violation of professional secrecy, unauthorized access to the network, and laundering.
There was a trial in 2016, and I risked up to 10 years in jail and a fine of more than 1 million Euros. The first sentence was a 12 month suspended sentence and a fine of 1500 Euros. I appealed, and the sentence was reduced to six months. I appealed again and finally, I was recognized as a true whistleblower, and was acquitted on all charges following the definition of the European Court of Human Rights.
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Pantomima Rossa
29 luglio 2019 alle ore 22:283.
I couldn’t have imagined what would happen. I knew I was taking risks because what I was doing was not allowed, theoretically, but I thought I would remain an anonymous news source. I was just giving some documents to a journalist. The plan was not to become a public whistleblower.
“The story ended well because I had a lot of support”
I wouldn’t say I have regrets, and I think it was–and is still–a positive experience because I meet lots of people that I wouldn’t have met otherwise. But at the moment when I went public, it was difficult because some people in Luxembourg and elsewhere said I was just a thief and deserved to go to jail. The story ended well because I had a lot of support from NGOs and dozens of people, including my family; some of those people were saying that I am a hero.
When you’re in the middle of this, it changes the image you have of yourself. From one day to another, you become a thief or a hero, and it doesn’t fit with your own identity. So it takes some weeks and months to adapt to this new identity. I didn’t change, but the way people see me changed. So it’s not easy, but what I experienced is much less difficult than the situation of many other whistleblowers [who] are today in jail or have had to move to a different country.
Pantomima Rossa
29 luglio 2019 alle ore 22:304.
“I really thought I could go to jail”
I really thought I could go to jail. The first time I met a lawyer, it was just to ask him not to go to jail; it was really my first request to a lawyer. At that moment, I believed that what I did was good, but I was absolutely not confident I would be dismissed in the end. So I really thought I could go to jail, but I was also thinking that it was maybe the price to pay for the ideals I served. Like many whistleblowers, I acted first because I have some convictions. That’s why I don’t know whistleblowers who have any regrets, even when they pay a very high price.
“My legal defense was only possible because of donations from the public”
I got a lot of support and money from the public, so I didn’t have to pay even one Euro to my lawyers. The defense cost a total of more than 80,000 Euros. It would have been impossible for me to pay this amount. My legal defense was only possible because of donations from the public—which was due to the publicity and media coverage from the ICIJ. Lots of whistleblowers don’t have such attention. I know whistleblowers who are 50-years-old who went back to their parents’ house because they had to sell their homes just to pay for lawyers.
I do my best to help future whistleblowers avoid having to rely on luck. When I can, I advocate for them through organizations that bring support to whistleblowers.
“It’s important not to live in the same environment”
I do think whistleblowing is much more difficult if you have a family or children or material obligations like paying for a house. At the moment I blew the whistle, I was very young and had no children. I was really free.
I never felt any physical threats. But I think for a whistleblower, it’s important not to live in the same environment. If you’re still living in the same region or country, and you blew the whistle, of course society will see you as a threat–a black sheep.
Pantomima Rossa
29 luglio 2019 alle ore 22:325.
A lot of people close to Luxembourg depend on the wealth of the finance industry, and they don’t see me as someone who did the right thing. But I moved and now I’m living 200 kilometers from Luxembourg. I think those 200 kilometers are very protective because my day-to-day environment is not linked to Luxembourg.
“I don’t have a lot of responsibilities or ambitions”
I now have a job that has nothing to do with accounting auditing, finance, or Luxembourg. But in my case it was a choice; I resigned early and wanted a change of professional environment. I think that for many whistleblowers, it’s not always a choice: Even if you don’t plan a change of job when you blow the whistle, usually you have to. It’s a personal consequence for most whistleblowers.
It’s working for me because I don’t have a lot of responsibilities or ambitions. But if I wanted to become the boss of my organization, maybe it would be more difficult because I would represent the organization outside, and people would know what I did. I now have a page on Wikipedia and it will never disappear. People who Google my name will always know what I did in Luxembourg in 2010.
Pantomima Rossa
29 luglio 2019 alle ore 22:57Un fisco equo che dice no ai paradisi fiscali non si raggiunge con la coercizione. Le tasse come quella sulle transazioni non raggiunge altro scopo che emarginare il mercato finanziario italiano rispetto agli altri mercati italiani. Al contrario il legislatore deve fissare le regole che devono essere allineate a quelle degli altri paesi evoluti. Però queste regole devono essere rispettate al 100%. E qui che l'aiuto dei whistleblowers è prezioso. Quello che ho riportato in lingua inglese è la testimonianza di Alain Deltour.
L'originale lo trovate qui:
https://www.fastcompany.com/90356969/i-could-afford-to-be-a-whistleblower-but-not-everyone-can
Chi è a conoscenza di notizie riservate non ha nessun interesse a diffonderle, se non lo si aiuta incentivandolo e garantendone l'anonimato. Del resto lo Stato ha tutto il tempo e le risorse per far luce su situazioni anomale. E lo può fare senza neppure mettere di mezzo il whistleblower.
Mi chiedo perché non lo fa. Perché non usa, adattandolo, lo stesso strumento che gli permise di relegare il fenomeno del terrorismo alla storia. Che lo ha aiutato tanto nella lotta alla mafia. Era una delle prime leggi che mi aspettavo sarebbe stata aggiornata, quella sul whistleblowing, dal governo giallo verde. Invece da oltre un anno non se ne parla neppure.
Questo si che è cambiamento. Ascoltare la testimonianza di uno come Deltour, magari chiamandolo in audizione in Parlamento, questo si che è un atto rivoluzionario.
Un'opinione pubblica sotto effetto ipnotico dei media così come li conosciamo che ignora completamente vicende di questo tipo. L'eco che hanno avuto in Europa. Sottaciute dai giornaloni italiani. Se il M5S non dà visibilità a gente come Deltour. Chi altri lo può fare in Italia?
Oppure anche noi lo consideriamo una spia? La base di tutto è l'informazione. Fra gli italiani tanti hanno da guadagnare da questo stato di cose. Tanti ma non tutti.
PERCIÒ FORZA. FACCIAMO VERA INFORMAZIONE.
Pantomima Rossa
9 agosto 2019 alle ore 05:19I 190 miliardi di tasse evase di cui parla pochi giorni fa il blog di Beppe, citando uno studio di Tax Research LPP, hanno una loro ragione d'essere ben precisa. Anche se molto si potrebbe fare per contrastare questo fenomeno questo è il vero collante che tiene uniti poteri forti, vecchia classe politica e classe imprenditoriale.
La trasparenza rischia di sciogliere questo collante. Così azioni che per il normale cittadino sarebbero prioritarie non vengono neppure prese in considerazione da chi ci governa. Al cittadino rimane solo la sconsolante delusione di vedere che quello che a lui sembra ovvio non esiste neppure per chi ha il potere. Pensare "ma se ci arrivo io perché loro non ci pensano. Se ha funzionato nel tal paese perché non viene fatto anche qui".
Promettere una riduzione del cuneo fiscale senza neppure uno straccio di progetto su una lotta alla grande elusione in chiave redistributiva, è una battaglia persa in partenza che come unico risultato avrà di provocare il deragliamento dei conti pubblici, quindi non sostenibile.
Francesco
19 agosto 2019 alle ore 21:25https://www.scaricaretuttotutti.it
Questo può essere una soluzione contro l'evasione.
Pippo
28 agosto 2019 alle ore 17:36Rendendo illegale il denaro contante e gli assegni e obbligare i cittadini al pagamento con strumenti tracciabili si risolverebbero quasi tutti i problemi del nostro paese.
Pantomima Rossa
21 settembre 2019 alle ore 16:08Il denaro contante sono due soldi spiccioli. L'idraulico che non fa la ricevuta, fra l'atto, era il toccasana che aveva anche il merito di lasciare alla comunità locale, magari ristoratore o barista, quel qualche soldo in più che arricchisce tutti a livello locale.
La vera evasione è quella degli schemi di società fiduciarie, accordi fiscali (tax rulings) che permettono a chi li mette in opera e ne usufruisce, di distrarre ingenti capitali sottraendoli definitivamente alla comunità locale ed essendo responsabile delle enormi distorsioni che il capitalismo senza regole ha sempre prodotto in tutto il mondo.
Questa è la realtà delle cose su cui spero questo governo si impegni ad incidere. Il resto è tutta sovrastruttura. E la chiamata in causa di Marx a questo punto non è per niente casuale.
Fabrizio Casapietra
1 ottobre 2019 alle ore 11:16E' il patteggiamento, credo, una delle più gravi cause dell'evasione, ed elusione fiscale. Il cinismo, che fa perdere fini all'esistenza, li fa perdere anche all'onestà verso i diritti dei cittadini, e diventa disonestà. Ma un'opinione pubblica più sensibile, è premessa, per ispettori più sensibili, che rendano anche diritti economici per la vita, le parole
Pantomima Rossa
20 maggio 2020 alle ore 08:59http://fullmeasure.news/news/one-on-one-interviews/unfinished-business-the-whistleblower
La ricompensa a chi dà informazioni è l'unica strada che può dare risultati come dimostrato anche in questo articolo.
Questo tipo di contrasto all'evasione fiscale era nel programma del M5S nelle elezioni italiane, poi lo è stato anche in quelle europee, vedi post sopra. Sono sicuro che le resistenze sono forti sulla strada del cambiamento. Ma dovrete pur informare l'opinione pubblica sulla strategia che state mettendo in atto per combattere questo tipo di comportamenti prima o poi.
Non si potrà continuare a dare soldi alle aziende che poi portano i profitti all'estero indisturbate. Questo è un mal costume molto radicato che potrà essere eradicato solo con misure drastiche come questa.
Pantomima Rossa
20 maggio 2020 alle ore 09:07https://www.americanexpatfinance.com/news/item/429-focus-on-whistleblowers-in-washington
Che senso ha avere leggi se non riesci a farle rispettare, soprattutto in materia fiscale?
Allora abbiamo una società senza leggi, in cui ognuno rispetta le proprie leggi che soddisfano solo e soltanto la propria morale.
Pantomima Rossa
22 maggio 2020 alle ore 20:49https://it.sputniknews.com/opinioni/202005229116962-la-crescita-degli-investimenti-fantasma-e-dei-paradisi-fiscali/
Ormai la storia dei paradisi fiscali e dei loro meccanismi di funzionamento è descritta anche nel Corriere dei Piccoli.
È singolare che gli Stati si dimostrino impotenti di fronte a questi fenomeni, e sprovvisti di qualsiasi elementare mezzo di contrasto.
È probabile sia difficile, ma almeno provarci a fare qualcosa.
Pantomima Rossa
15 agosto 2020 alle ore 14:23Comunque più che elargire bonus di 600 Euro a notai, avvocati, registi, attori ecc... a prescindere dal reddito preoccuparsi di fare qualcosa verso una maggior equità fiscale, come anche messo nero su bianco su tutti i programmi elettorali, è chiedere troppo? Essere troppo bravi a pagare può poi non essere questo grande pregio quando arriva il momento di tirare le somme.
A quando si mette mano alla legge sul whistleblowing? La stessa prima firmataria, portavoce Businarolo, lo promise dopo che la legge licenziata a novembre 2017 venne stravolta dall'intervento in extremis del PD.
Pantomima Rossa
30 settembre 2020 alle ore 21:51Pensare sarebbe così semplice. Basterebbe copiare da chi ci è già arrivato:
In December of 2006, the United States Congress signed a new bill (Tax Relief and Health Care Act of 2006) into law which gave whistleblowers monetary awards for information regarding tax fraud:
(b) Awards to Whistleblowers-
(1) IN GENERAL- If the Secretary proceeds with any administrative or judicial action described in subsection (a) based on information brought to the Secretary’s attention by an individual, such individual shall, subject to paragraph (2), receive as an award at least 15 percent but not more than 30 percent of the collected proceeds (including penalties, interest, additions to tax, and additional amounts) resulting from the action (including any related actions) or any settlement in response to such action. The determination of the amount of such award by the Whistleblower Office shall depend upon the extent to which the individual substantially contributed to such action.
Pantomima Rossa
30 settembre 2020 alle ore 22:06Veramente non si capisce perché non farlo anche da noi. Il governo è quello giusto, almeno per proporlo. Poi il PD. potrebbe anche non accettarlo però dovrebbe uscire allo scoperto.
Basta un piccola variante alla legge sul whistleblowing, in modo da restituire l'efficacia che si era auspicato avesse in prima stesura. Questa non è delazione. Non è la vicenda raccontata nel film La vita degli altri. È la possibilità di ristabilire rapporti di forza diversi, a tutto vantaggio della democrazia.
Altro che abolizione del contante. Quelli che usano certi metodi sono quelli che il contante non lo usano più da un pezzo anzi sono i primi che fanno ricorso alle criptovalute.
E allora cosa aspettate? Forza dal lato delle entrate c'è molto da fare, non si può pensare solo alla spesa o ai debiti, tipo MES.
Pantomima Rossa
18 dicembre 2020 alle ore 22:39https://it.sputniknews.com/economia/202012189916763-avvio-piano-cashback-bce-misura-sproporzionata/
Così date l'impressione di non azzeccarne una.
Una lotta all'evasione seria per mezzo di un potenziamento della legge sul whistleblowing prevedendo anche una ricompensa a chi fornisce informazioni utili sarebbe molto più efficace nell'intento di ristabilire giustizia fiscale.
Pantomima Rossa
25 dicembre 2020 alle ore 22:29Dovrebbe essere anche il nostro obbiettivo:
https://www.whistleblower-rights.org/rewards
Pantomima Rossa
26 aprile 2021 alle ore 22:39Abbiamo bisogno come il pane del ricevimento della direttiva europea.
Basta seguire l'esempio della Romania.
https://business-review.eu/business-review-events/tax-law-lobby-whistleblower-focus/achieving-full-cycle-anonymity-for-whistleblowers-by-paying-the-reward-in-crypto-219403
Pantomima Rossa
26 aprile 2021 alle ore 22:40Ricevimento=recepimento
