Europrogramma del Movimento 5 Stelle: tutela del Made in Italy, lotta alla contraffazione e alle delocalizzazioni

 

L’Europa rinasce se inizia a prendersi cura delle proprie imprese, delle eccellenze che produce e dei progetti dei suoi cittadini. Purtroppo invece ogni giorno imprese, lavoro e creatività vengono minacciati da falsi, contraffazioni e delocalizzazioni. Per il Movimento 5 Stelle l’Europa deve ritornare a essere la terra delle opportunità e  dei talenti. Servono regole nuove e chiare nel mercato interno a protezione del tessuto produttivo italiano ed europeo.

Il numero di prodotti illegali o non conformi presenti sul mercato europeo cresce di anno in anno. Le merci contraffatte o difettose rappresentano un pericolo per la salute dei consumatori più vulnerabili, i bambini. Inoltre, creano enormi distorsioni alla concorrenza. I meccanismi di controllo sono spesso sottofinanziati e le autorità non cooperano tra loro. Le dogane colabrodo sparse in Europa sono la spina nel fianco del Made in Italy.

 

IL MADE IN TUTELA IMPRESE, LAVORO E CONSUMATORI

Da anni in Europa si parla di introdurre l’obbligo di riportare in etichetta l’origine dei prodotti non agricoli, il cosiddetto Made In, ma purtroppo nessun provvedimento concreto è stato finora adottato. Siamo stanchi delle continue promesse da marinai della vecchia politica. È arrivato il momento di fare sul serio e ottenere dall’Unione europea le protezioni reali per i nostri prodotti.

La questione Made In giace in Consiglio dal 2013. Da una parte ci sono gli Stati del sud Europa che vorrebbero introdurlo, dall’altra quelli del nord, in particolare Germania, Gran Bretagna, Svezia e Danimarca, che fanno opposizione dura. Per superare lo stallo, nel 2018 la Commissione europea ha proposto un nuovo pacchetto di misure, chiamato “Pacchetto Beni”, che in parte ricalca il testo arenato in Consiglio dal 2013 ma senza l’articolo che riguarda la tutela del Made In. La Commissione europea ha di fatto calato le braghe ai soliti “padroni” dell’Europa.

Durante la discussione al Parlamento europeo il Movimento 5 Stelle ha presentato emendamenti per introdurre l’obbligo di riportare in etichetta l’origine dei prodotti non agricoli. Questo obbligo favorisce la protezione della salute, della sicurezza e dei marchi registrati, soprattutto quelli storici, e contribuisce a scoraggiare alcune pratiche di dumping. Per noi l’etichetta deve essere totalmente gratuita, in modo che i costi non gravino sulle Pmi, già martoriate da tasse e oneri.

IL MADE IN TUTELA LE IMPRESE: un’etichetta che certifica il luogo di origine aumenta il grado di trasparenza del mercato, riduce frodi e altre pratiche sleali che danneggiano soprattutto le Pmi. Tutelare le nostre eccellenze significa inoltre tutelare i distretti industriali italiani, il loro legame intrinseco con il territorio. Vuol dire assicurare alle nostre eccellenze un futuro in Italia.

IL MADE IN TUTELA I LAVORATORI: l’occupazione di un territorio è spesso connessa alle produzioni tipiche, come quelle Igp. Un’etichetta per i prodotti manifatturieri nazionali porterebbe a preservare l’occupazione locale. Un’occupazione di qualità, perché strettamente legata allo sviluppo di professionalità e mestieri spesso unici e non sostituibili.

IL MADE IN TUTELA I CONSUMATORI: certificare l’origine di una lavorazione significa dare ai cittadini un’informazione corretta sulla quale poter basare delle scelte di acquisto consapevoli.

 

IL BUCO NERO DELLE DOGANE EUROPEE

Molti porti europei applicano controlli estremamente blandi sulle merci in ingresso nel mercato unico. Questi controlli sommari fanno gola agli importatori (che così possono far passare di tutto) ma rappresentano una forma di competizione sleale per i porti più rigorosi, come quelli italiani. L’Unione europea è solo sulla carta una unione doganale, ma nella realtà le procedure e i controlli sono molto diversi da Paese a Paese. Il problema è europeo e richiede una soluzione europea.

Gli esperti del settore chiamano questo fenomeno “forum shopping” (scelta opportunistica del porto): ha un impatto sugli scambi commerciali, il gettito fiscale e persino sul clima. Nel 2017 il Movimento 5 Stelle ha scritto la strategia commerciale europea: abbiamo chiesto controlli più efficaci alle dogane, con particolare attenzione alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, alla lotta contro il commercio illecito, il terrorismo, il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale, il traffico di stupefacenti e tabacco e medicinali falsificati. La Commissione europea ha risposto presentando nuovi strumenti legislativi in linea con le raccomandazioni del Parlamento, tuttavia poco è cambiato finora.

Durante la prossima legislatura il Movimento 5 Stelle lotterà per far sì che ci siano maggiori semplificazioni doganali e meno oneri amministrativi per gli operatori che agiscono legalmente. Vogliamo un commercio più semplice e più sicuro e, al contempo, garantire controlli adeguati, efficaci e armonizzati alle frontiere dell’Ue.

Salvaguardando i porti, salviamo la nostra economia, produciamo lavoro e tuteliamo i nostri consumatori da merce contraffatta e dannosa per la salute umana. Con il Movimento 5 Stelle l’Europa cambia.

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