- passare dalle 14 alle 20 settimane di congedo di maternità.
- retribuzione al 100% dell'ultima retribuzione mensile o della retribuzione mensile media.
- ulteriori tutele contro il licenziamento dall'inizio della gravidanza fino a almeno il sesto mese dopo la fine del congedo di maternità.
- ritorno ad impiego precedente o a un posto equivalente, con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità di prima del congedo.

Europrogramma del MoVimento 5 Stelle: salario minimo europeo, parità retributiva e sostegno alle famiglie
12 aprile 2019 alle ore 10:03•di MoVimento 5 Stelle Europa
https://www.youtube.com/watch?v=78TxbGJVbA0&feature=youtu.be
Il salario minimo esiste in 22 Stati Membri dell’Unione europea. Questi sono secondo Eurofound, l’agenzia europea per il miglioramento delle politiche sociali e occupazionali, i dati delle remunerazioni mensili fissate dal salario minimo nei Paesi europei: in testa c’è il Lussemburgo con 1.998,59 euro al mese, seguito da Irlanda (1.614 euro), Olanda (1.578 euro), Belgio (1.562,6 euro) e Francia(1.498,5 euro). In fondo alla classifica troviamo Romania (407,3 euro), Lituania (400 euro) e Bulgaria (260,8 euro). In Italia, Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia non esiste uno stipendio minimo stabilito per legge perché i salari vengono stabiliti dai contratti collettivi.
Il 9,6% dei lavoratori europei ha un salario inferiore ai minimi contrattuali, in Italia questa percentuale sale al 12%. Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea non conferisce all’Unione europea competenze in materia di salari e retribuzioni. Tuttavia, i principi del pilastro europeo dei diritti sociali riconoscono ai lavoratori il diritto a una retribuzione equa che offra un tenore di vita dignitoso. Bisogna intervenire soprattutto per difendere i giovani che sono i più penalizzati.
UNA DIRETTIVA PER IL SALARIO MINIMO EUROPEO
Se vogliamo trasformare l'Europa nel Continente dei diritti e delle opportunità per tutti i lavoratori bisogna intervenire subito. La nostra proposta è semplice ma efficace: serve una direttiva quadro dell'UE per i salari dignitosi che fissi minimi salariali a livello nazionale, nel dovuto rispetto delle prassi di ciascuno Stato membro. Occorre un programma europeo per il calcolo di salari dignitosi allo scopo di definire salari dignitosi ufficiali a livello di Unione su base regionale in ogni Stato membro, mediante un metodo standardizzato - messo appunto dalla Commissione Europea - e utilizzato congiuntamente ai cosiddetti bilanci di riferimento.
BASTA DELOCALIZZAZIONI, AIUTIAMO LE IMPRESE ITALIANE
Il salario minimo europeo non serve solo per contrastare la povertà ma anche per combattere il fenomeno del dumping sociale. Eurostat afferma che c’è "una variazione significativa della proporzione di lavoratori a bassa retribuzione negli Stati membri dell'UE: le percentuali più elevate si registravano in Lettonia (25,5 %), Romania (24,4 %), Lituania (24,0 %) e Polonia (23,6 %), seguite da Estonia (22,8 %), Germania (22,5 %)". Salari più bassi in questi Paesi possono creare la tentazione per alcune imprese (soprattutto multinazionali) di delocalizzare la propria attività trasferendola dove il lavoro costa meno. Un salario minimo europeo, rispettoso delle differenze nazionali, aiuterebbe anche le nostre imprese a competere in maniera equa nel mercato europeo.
PARITÀ RETRIBUTIVA TRA UOMO E DONNA
Nel 2015 il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di intervenire sulla parità retributiva fra uomo e donna perché la Direttiva esistente non ha dato i frutti sperati. La Commissione ha quindi avviato una consultazione pubblica per raccogliere informazioni sull’impatto delle norme dell’UE sulla parità di retribuzione. Noi chiediamo che i dati di questa consultazione vengano al più presto pubblicati per elaborare una proposta legislativa efficace nella difesa dei diritti di tutti. Vogliamo colmare il divario retributivo di genere e combattere la povertà che sempre più spesso affligge le donne.
SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE
Il basso tasso di natalità in Europa è un fenomeno da combattere garantendo ai lavoratori e ai nostri giovani adeguate tutele. Rimuovere tutti gli ostacoli materiali e immateriali nel percorso di vita che porta a formarsi una famiglia è il primo passo per sostenere davvero i cittadini. L’Unione europea deve favorire una riforma strutturale del welfare familiare, mettere in campo programmi e investimenti per incentivare la natalità e aumentare i servizi per l’infanzia spesso carenti.
In questa legislatura abbiamo raggiunto un importante risultato: l’approvazione della Direttiva per un migliore bilanciamento fra la vita familiare e quella professionale. Questo provvedimento definisce ed introduce il congedo di paternità (10 giorni di lavoro retribuiti), il congedo parentale (di cui 2 mesi non trasferibili e retribuiti) ed il congedo per prestatori di assistenza (5 giorni). Inoltre si incentivano modalità di lavoro flessibili - come il telelavoro - prevedendo al contempo le tutele necessarie per evitarne ogni forma di abuso. Tuttavia bisogna andare oltre tutelando maggiormente i lavoratori autonomi e gli imprenditori, e prevedere strutture e servizi adeguati per l'infanzia di qualità, accessibili a tutte le fasce di reddito. Inoltre, tutte le norme sul welfare familiare vanno applicate anche nei casi di adozione internazionale.
Altro passo necessario in avanti è quello che porta a riformare la Direttiva sul congedo di maternità (quella in vigore è del 1992). Dopo una lunga discussione durata ben sette anni la Commissione europea ha deciso, nel 2015, di ritirare la sua proposta. Auspichiamo dunque una revisione della direttiva vigente nella prossima legislatura e per il congedo di maternità queste sono le nostre proposte:
Commenti (30)
Silvia72
12 aprile 2019 alle ore 11:00Mai più a questa Europa per dire no anche alle grandi lobby che danneggiano il mondo!!
W5 ⭐⭐⭐⭐⭐
Giorgio Masari
12 aprile 2019 alle ore 11:35Ma stamattina non c'è nessuno?
arch. Shir akbari
12 aprile 2019 alle ore 11:36IV PROPOSTA PER UN EUROPA DIVERSA;
RIDURRE L'INFLUENZA DEI MERCATI FINANZIARI E PRENDERE PROVVEDIMENTI A FAVORE DELL'ECONOMIA PRODUTTIVA E REALE
La stabilità finanziaria in Europa, ha comportato la cessione graduale di governance in favore di organismi sovranazionali come ad esempio per il Financial Stability Board and International Monetary Fund
- FMI, Banca Mondiale e World Trade Organization - WTO
I mutui Subprime: non era un collasso finanziario per mancanza o ritardo nei pagamenti, ma sopratutto il blocco di erogazione dei finanziamenti al settore trainante a livello mondiale delle costruzioni, e creare la crisi indotta e permanente e soprattutto controllabile.
Occorre dare più spazio all'economia reale e alle imprese non solo alle multinazionali ma sopratutto alle piccole e medie che hanno pagato pesantemente gli effetti della globalizzazione e la crisi indotta insieme alle classe lavoratrici ed al ceto medio: sono loro i protagonisti e i consumatori e anche vittime nella economia reale.
Nella globalizzazione finanziaria i protagonisti sono identificati nelle banche, nei fondi di investimenti e nei promotori finanziari e nelle istituzioni finanziarie internazionali. Il mercato premia i paesi virtuosi e boccia gli altri; quelli con sistemi economici e istituzionali non perfettamente operanti vengono pesantemente penalizzati, la crisi finanziaria in Greca è un triste esempio.
La globalizzazione di merci e manodopera a basso costo e i mercati finanziario sono l'ultimo stadio del capitalismo. Lo spostamento della produzione dai paesi più industrializzati a quelli in via di sviluppo, permettendo zone franche in cui i diritti umani non sono garantiti e dove i salari sono più bassi sono una vera propria nuova forma di schiavitù. La delocalizzazione crea disoccupazione e salari bassi e la povertà diffusa: è la "terzomondializzazione" in Europa
Ciro
12 aprile 2019 alle ore 11:37Buongiorno a tutti.
Quello che serve in realta' e' un divieto di "concorrenza fiscale" fra i Paesi che fanno parte dell'Unione ed in particolare per i Paesi che fanno parte dell'Euro.
Le aliquote IVA dovrebbero essere identiche, cosi le deducibilita'. Dovrebbero essere identici gli sgravi fiscali ammessi e le aree di esenzione fiscale. Perche' su questo si basa poi la differenza dei salari incluso il salario minimo.
Oggi ci sono dei "paradisi fiscali" piu' o meno evidenti come il Lussemburgo, l'Irlanda e Cipro e "paradisi fiscali" meno evidenti come l'Olanda, la Slovenia e la Slovacchia...
Se ci facciamo concorrenza interna allora liberiamo anche noi ad esempio il SUD e facciamo dela Scilia e Calabria una zona franco doganale...
Andrea Xxl
12 aprile 2019 alle ore 12:29Non sono loro che hanno la tassazione bassa, simo noi che l'abbiamo troppo alta,
Unita al costo della vita, imppssibile gareggiare con romania ed altri.
Una pmi con 20 dipendenti in romania la forza lavoro costa meno di 15 000 € mensili
In italia stessa forza lavoro costa
74 000 € mensili,
Come pui credere che un imprenditore non delocalizzi.
giuseppe belotti
12 aprile 2019 alle ore 16:12Caro Ciro,
tra i paradisi fiscali hai dimenticato l'Italia, qui solo i fessi pagano le tasse.
I nostri governi, oltre ad avere legalizzato il falso in bilancio, non si preoccupano di combattere gli evasori, compreso il nostro: quello del cambiamento.
Ma cosa vogliamo andare ad insegnare all'Europa? Non siamo credibili, ridicoli si.
Ciro
12 aprile 2019 alle ore 19:17Andrea caro, il costo del lavoro è uno dei fattori produttivi.
E la Romania non è nell'Euro
Il costo della vita in Romania è più o meno parametrato ai salari.....
Il confronto va fatto con economie simili, quindi Olanda Lussemburgo....
arch. Shir akbari
12 aprile 2019 alle ore 11:39V PROPOSTA PER UN EUROPA DIVERSA;
COMBATTERE CON LOBBISMO IN EUROPA LA TRASPARENZA NON DEVE ESSERE UNA ILLUSIONE
"Le lobby sono dei centri di potere che tentano di influenzare, in maniera lecita e a volte illecita, le decisioni della politica". Accessi privilegiati e opachi ai decisori pubblici dove in presenza dei lobby la trasparenza è solo una pia illusione.
L'ultimo rapporto di Transparency International, mostra che in Europa solo sette paesi possiedono forme di regolamentazione dei fenomeni lobbistici.
Le lobby svolgono la loro funzione di influenza presso la Commissione Europea che ha sede a Bruxelles, e in misura minore presso il Parlamento, che ha sede a Strasburgo. Ci sono appositi registri in cui le lobby vengono registrate. ironia della sorte i registri si chiamano ‘libro della trasparenza’.
Ma come giustificare questa commistione tra interesse pubblico e privato? Risulta la partecipazione democratica della parte attiva e produttiva della società al potere decisionale. Secondo la UE l’apertura alle lobby significa l’apertura della politica alla governance della base, come un mezzo concorrente a quello politico nella rappresentanza della società civile. Il problema attuale è pero che c’è una fusione completa tra quelli che dovrebbero essere i rappresentanti politici e i rappresentanti del potere bancario-industriale e i vari gruppi di pressione.
Un registro pubblico e obbligatorio dei lobbisti, chiarezza negli incontri tra i lobbisti e i membri del Parlamento o i pubblici ufficiali, e la "regolamentazione del fenomeno delle porte girevoli". Norme necessarie anche per combattere la corruzione. la "tracciabilità e la pubblicizzazione di tutti gli interessi che hanno influenzato una legge", dallo stabilire "periodi di attesa minimi durante i quali non sia consentito ai pubblici ufficiali e agli ufficiali eletti esercitare attività di lobbying" e dalla pubblicazione dei loro "legami politici".
Federico Virello
6 maggio 2019 alle ore 13:30Sono molto d'accordo con tutte le sue proposte. In particolare vorrei commentare questa sul lobbismo occulto. Da molti anni sono convinto che non esista vera democrazia se questa non esiste anche a livello economico e il modo migliore, secondo me, per garantire pari rappresentativita' ai vari soggetti economici sarebbe quello di riformare il bicameralismo sostituendo il Senato con una camera dei lavoratori eletta in modo proporzionale a suffragio universale tra candidati proposti dai vari sindacati di categoria (per i lavoratori dipendenti) e associazioni di categoria (per commercianti, industriali e liberi professionisti). Tale camera dovrebbe occuparsi esclusivamente di questioni economiche (bilancio, tasse, eccetera) mentre la Camera dei deputati si occuperebbe di tutto il resto e soltanto quello (diritto civile, penale, del lavoro, politica estera, istruzione, ambiente, eccetera) arrivando finalmente ad una separazione dei poteri politico ed economico in piena trasparenza e in analogia alla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario su cui si basa il concetto stesso di democrazia cosi' com'e' stato inteso dalla nostra Costituzione italiana.
oreste⭐⭐⭐⭐⭐sp
12 aprile 2019 alle ore 11:41Lo vogliamo dire nelle piazze?
Grazie ...avanti tutta!
arch. Shir akbari
12 aprile 2019 alle ore 11:41TERZA PROPOSTA PER UN'EUROPA DIVERSA;
LOTTA ALLA CORRUZIONE E AL CRIMINE ORGANIZZATO ED UNA NUOVA LEGGE ANTIMAFIA E ANTICORRUZIONE PER TUTTA EUROPA
Nei 28 Paesi membri dell'Unione europea operano circa 5 mila organizzazioni criminali, un esercito che vanta 180 diverse nazionalità, con il 60% europeo, calcola Europol nel rapporto 2017. Certo, poche fra queste hanno lo spessore delle mafie italiane e russe. 145 indagini a livello comunitario coordinate da Eurojust dal 2012 al 2016, un mercato illecito, stimato da Transcrime in quasi 110 miliardi di euro, pari a circa l'1% del pil dell'Unione.
Le mafie russofone e turca, l'ascesa dei clan albanesi padroni del traffico di marijuana e non solo, i clan vietnamiti attivi soprattutto all'Est, i cinesi e i pericolosi e spietati membri della nigeriana diffusa soprattutto in Italia, la mafia siriana in Svezia e in Germania, yakuza giapponese, criminalità kosovara, le gang della Romania specializzate nelle rapine.
La droga resta il maggiore mercato illecito dell'Unione,per un valore al dettaglio stimato in 24 miliardi di euro l'anno, la prostituzione, l'accattonaggio,il caporalato, l'estorsione, l'usura, il business del traffico di migranti e alla tratta di esseri umani destinati allo sfruttamento sul lavoro nero, la contraffazione di tutto ciò che valore, appalti, rifiuti, la collusione tra la politica e l'imprenditoria corrotta.
Settore commerciale, alberghiero e turismo nelle città d'arte e luoghi di villeggiatura, investimenti finanziarie e bancarie,il gioco d'azzardo online e scommesse, società sportive, l'acquisto delle aziende in difficoltà economiche con la crisi infinita di questi ultimi anni: no, non gli sfugge niente. Una holding criminale, una multinazionale del crimine con fiume di denaro in contanti che inquina l'economia e mina la sicurezza dei paesi Europei.
OCCORRE UNA STRATEGIA COMUNE E UNA NUOVA LEGGE ANTIMAFIA E ANTICORRUZIONE PER TUTTA EUROPA
arch. Shir akbari
12 aprile 2019 alle ore 11:42SECONDA PROPOSTA PER UN EUROPA DIVERSA;
IL FUTURO DELL'UNIONE EUROPEA STA NELLA CRESCITA ECONOMICA E NELLA FIDUCIA DEI CITTADINI NON ALL'INCONTRARIO
Il grande sogno di una Europa unita e l’idea di avere un continente in cui finalmente potesse perdurare la pace e dove persone e mezzi potessero circolare senza più confini ha rappresentato per i giovani un ideale, un futuro a cui tendere. Ma il progetto si sta infrangendo: la crisi economica ha accentuato le contraddizioni dell'idea originale, e sono state anche le istituzioni europee a trasformare gli slogan “uniti e uguali” in "disuniti e disuguali", proponendo soluzioni senza tenere conto della natura di eterogeneità e difformità tra le varie economie e identità nazionali.
Le politiche di austerità fiscale adottate in Europa per contrastare la crescita del debito pubblico, incluse le cosiddette “riforme strutturali” – ultime delle quali il Jobs Act di Matteo Renzi, la Loi Travail francese e la strenua ricerca della flessibilità sono infatti stati inutili e dannose, specie nel contesto di rapida deindustrializzazione di molti paesi europei.
Colpire la struttura industriale, artigianale e commerciale ha reso vulnerabile sopratutto l'economia Europea, indifesa all'assalto della globalizzazione di merci e uomini a basso costo e all'interno della Comunità, così come il "dumping industriale" dei paesi del est, concorrenza sì ma no sleale. La crisi permanente e "la paura" lo spread, recessione, come metodo per governare ha prodotto la disoccupazione, il precariato e la deindustrializzazione. L'Europa dei ricchi oggi è l'Europa di chi "tira a campare".
La rivoluzione europea deve avere come obiettivo migliorare le condizioni delle classi lavoratrici e del ceto medio. Occorre riformare l'Europa per creare per tutti condizioni di vita più umane. Riformare la governance economica.
ROADMAP TO IMPROVE THE LIVES OF EUROPEAN PEOPLES
arch. Shir akbari
12 aprile 2019 alle ore 11:43PRIMA PROPOSTA PER UN EUROPA DIVERSA;
LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA IN EUROPA OGNI DECISIONE ASPETTA AL POPOLO EUROPEO NON AI BRUCARTI
Articolo 11, paragrafo 4, del Trattato sull'Unione europea (TUE).E art 71 bis.
Cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione,possono prendere l’iniziativa d’invitare alla Commissione europea, ai fini dell’attuazione dei trattati.
Un milione di firme dei cittadini europei, può essere raccolto nel metodo tradizionale cartaceo, ma anche tramite internet.
Il regolamento ICE prevede,"art 71 bis" per la raccolta delle dichiarazioni di sostegno, ma avranno in dotazione un software per raccogliere le “firme” online?
Occorre introdurre questa procedura elettronica nella iniziativa di legge popolare in Europa per migliorare gli strumenti di democrazia diretta.
LA DEMOCRAZIA DIRETTA IN EUROPA CON GLI STRUMENTI PER LE INIZIATIVE POPOLARE
carlo1
12 aprile 2019 alle ore 12:53"Non sono loro che hanno la tassazione bassa, simo noi che l’abbiamo troppo alta"
----------------------------------------------------------------------------------------------
si parlava di tasse e in un commento piu' sotto c'era questa frase. sono perfettamente d'accordo.
non credo neanche che il problema per un 'azienda sia il salario alto rispetto a certi paesi tipo romania, ma le tasse che creano il costo del lavoro nel totale. il totale e' alto, sproporzionato, non il salario netto.
c'e' un salario netto a meta' strada tra i paesi del terzo mondo e quelli civili, e una tassazione abnorme. troppo squilibrio per poter stare in piedi il sistema.
penso che tante aziende aziende che delocalizzano sarebbero felici di poter continuare a lavorare in italia pagando salari "italiani" ma con costo del lavoro generale piu' basso. anche perche' lavorare all'estero comunque, per una medio-piccola azienda, prevede costi e rischi che in italia non ci sarebbero.
naturalmente togliere gli aiuti di stato (economici e logistici) a chi delocalizza. in italia siamo arrivati anche a questo, nei bei tempi berluscoidi.
e i beni prodotti all'estero non devono essere piu' considerati made in italy.
Andrea Xxl
12 aprile 2019 alle ore 13:13È l'europa, e vogliamo ancora rimanere in questa prigione?
Carlo Marchiori
12 aprile 2019 alle ore 13:01Come osservatore/simpatizzante, non mi è chiaro come questo programma sia stato formulato. A naso mi sembra che la volontà di far emergere le tematiche, o per lo meno di farle validare, dalla base, sia venuta meno.
carlo1
12 aprile 2019 alle ore 13:04azz....hai ragione...che stronzi....(sono ironico)
Marina Capri
12 aprile 2019 alle ore 13:45E degli animali non si parla? Vi sta bene cosi questa società che si regge sulla sofferenza e la morte di 170 miliardi di animali all'anno solo a scopo alimentare? Come vola basso questo M5S!!!
SonoCavoli
12 aprile 2019 alle ore 14:47Salveremo capri e cavoli
Felice Cagnoni
12 aprile 2019 alle ore 13:48Oltre questo perché non date speranza ai poveri lavoratori che vengono licenziati senza reintegro con due spiccioli???
Questione di dignità del lavoratore, sopratutto x quelli over che non hanno più speranza di essere ricollocati.
Volevate abolire il Jobs Act ed io vi ho votato per questo ma avete concesso al lavoratore 3 spiccioli anziché 2.
k7
12 aprile 2019 alle ore 14:45I giovani di oggi sono degli assassini, bisognerebbe dargli il carcere. Ora vado di la a vedere se bisogna chiamare i carabinieri.
k7
12 aprile 2019 alle ore 15:37Cioe, qui ci sono coppie che hanno il diritto di avere dei figli ad una età elevata, cosa facciamo gli togliamo questo diritto? Buttiamo giù dal balcone i figli, quanti ne buttiamo?
k7
12 aprile 2019 alle ore 17:14Stavo pensando una efficienza elettrica delle celle peltier del 2% andrebbe benissimo.
Patrizia Piva
12 aprile 2019 alle ore 15:16Vi sosterrò, forse, quando aumenterete le pensioni di invalidità.
Cosa faccio con 282 euro ? 80% di invalidità non la auguro a nessuno con quattro patologie croniche.
mario
12 aprile 2019 alle ore 15:31Ti sostengo anche io con 285 euro di disabilita' al 100% con legge 104 e senza accompagnamento con tutti i paletti non posso neanche richiedere la pensione di cittadinanza una vergogna .
Beppe A.
12 aprile 2019 alle ore 15:30Intanto..
@GeopoliticalCen
Mercedes apre una fabbrica in Russia. Con la benedizione di Berlino ed il Placet dell’alleato europeo che fa il bello è il cattivo tempo in nord-Africa. Noi intanto non vendiamo neanche una albicocca a Mosca
03:42 - 12 apr 2019
Anonimo
13 aprile 2019 alle ore 08:56E continuiamo a credere in questa merda di istituzione inutile, grande prigione mediatica, altri ciarlatani, truccati a festa e finti burocrati. Forse veri faccendieri delle loro finanze, con le lire stavamo male, con l'euro siamo nelle sabbie mobili. Con 100000 mila lire facevi la spesa per 2 settimane, con 50 euro forse per 3 giorni.
Uno mi ha scritto che male ritieni che sia l'europa, per me è meno di nulla, io non credo in questa farsa e quindi penso sia scontato che non la sostengo e non vado a votare, non sono un troll e assenteista, ma non vado mai in controsenso con i miei ideali
Massimiliano
13 aprile 2019 alle ore 14:15Questi sono tutti palliativi, chi ha avanzi commerciali deve espandere le spesa per una somma pari all'avanzo commerciale. Si devono abolire i paletti attuali (3% di rapporto deficit/PIL e 60% di rapporto debito/PIL) e la BCE deve diventare prestatrice di ultima istanza per il debito !!
Renato
28 aprile 2019 alle ore 14:07Ti faccio notare che da Wikipedia risulta che nel 2016 il salario minimo inLituania era di 350 euro. Vedi la tabella con i Paesi
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Salario_minimo
Mario Piazza
29 aprile 2019 alle ore 19:01Cari fratelli a 5 stelle, sarebbe piacevole pensare di introdurre il salario minimo garantito sul modello svizzero dove ogni lavoro ha una retribuzione minima certificata dal cantone di appartennza, con un minimo ed un massimo che varia in % minima, ma è anche certificazione di esperienza , infatti per svolgere qualsiasi lavoro devi ottenere una patente o licenza certificata dal cantone di appartenenza.
in questo modo tutti possono fare preventivi tutti sono pagati per l'effettivo lavoro svolto e tutti contribuiranno a pagare le tasse e tutti avranno un salario certo,grazie per la vostra preziosa attenzione