
Europrogramma del Movimento 5 Stelle: più lavoro e meno vincoli di bilancio, cambiamo il mandato della BCE
8 aprile 2019 alle ore 10:08•di MoVimento 5 Stelle Europa
https://www.youtube.com/watch?v=LVB-H7oPVAk&feature=youtu.be
L'austerity ci ha reso tutti più poveri. Per l’Istat negli ultimi dieci anni - quelli che coincidono con l’imposizione dei vincoli di bilancio - il potere di acquisto delle famiglie italiane si è ridotto dell’8%. Oggi un lavoratore su dieci è sotto la soglia di povertà: in Europa siamo al quinto posto per numero di "working poors" dopo Romania, Grecia, Spagna e Lussemburgo, con una percentuale di lavoratori-poveri dell'11,7%. Tra il 2010 e il 2017 in Italia la retribuzione media oraria è cresciuta di appena 1 euro, solo in Spagna e Portogallo ci sono stati progressi minori dei nostri e solo in Grecia c'è stato un calo.
L'Europa non cresce in modo stabile, né riesce a contrastare la disoccupazione, la povertà e le diseguaglianze economiche e sociali. Gli squilibri dell’eurozona creano diffidenze e tensioni reciproche fra gli Stati membri. È arrivato il momento di intervenire.
RIDURRE GLI SQUILIBRI DELL’EUROZONA
Tramite il coordinamento delle politiche all'interno del semestre europeo, Bruxelles chiede sforzi di aggiustamento ai Paesi con disavanzi e debiti pubblici elevati, ma non richiede alcuno sforzo concreto ai Paesi con surplus eccessivi. Germania e Olanda vengono periodicamente graziati dalla Commissione europea che non applica per loro le regole previste dai Trattati e cioè un attivo delle partite correnti non superiore alla soglia del 6% del PIL. In questi Paesi gli investimenti e i consumi si bloccano e il saldo commerciale in avanzo non viene immesso nell’economia reale creando così squilibri che si riverberano principalmente in Italia, Spagna, Grecia e Portogallo. I surplus eccessivi condizionano pesantemente le esportazioni dei Paesi del Sud Europa.
Questo è un chiaro esempio di un'Europa che usa due pesi e due misure. Per ridurre i profondi squilibri tra Paesi all’interno dell’Eurozona servono meccanismi di aggiustamento che prevedano trasferimenti fiscali dai Paesi in surplus verso le economie più vulnerabili. Correggere i surplus rende l’Europa più stabile.
CAMBIAMO IL MANDATO DELLA BCE
Il mandato della Banca centrale europea è quello di assicurare che il tasso di inflazione di medio periodo all’interno dell’Unione europea sia inferiore e prossimo al 2%. L’ossessione per l’evoluzione dei prezzi come obiettivo principale non ha apportato alcun contributo alla crescita. La nostra proposta prevede che la crescita economica e la piena occupazione vengano inseriti tra gli obiettivi della BCE.
La Federal Reserve, per esempio, ha un doppio mandato. L'articolo 2 dello Statuto della BCE recita: "fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell'articolo 2 del trattato". La BCE, al contrario, dovrebbe avere come primo obiettivo la crescita economica e solo dopo quello della stabilità dei prezzi.
Inoltre, la BCE deve poter agire come prestatore di ultima istanza (lender of last resort) agendo nel mercato primario dei titoli di Stato per fornire liquidità agli Stati Membri. Al contrario, adesso, la BCE può agire solo nel mercato secondario e questo comporta un supporto solo al settore finanziario. La BCE deve diventare una banca per i cittadini e non più per le banche.
NO AL FONDO MONETARIO EUROPEO
La Commissione europea ha proposto di trasformare il Fondo Salva Stati (MES) in un "Fondo Monetario Europeo" (FME). Il compito di questo fondo sarà quello di salvaguardare la stabilità finanziaria nell'Eurozona, attivando linee di credito per salvare gli Stati a rischio in cambio di (contro)riforme decise a tavolino. Così come concepito il FME può diventare uno strumento di punizione per gli Stati in difficoltà. Il trattamento riservato alla Grecia ne è la dimostrazione. Servono invece misure e strumenti che affrontino le cause profonde che sono all'origine dei crescenti squilibri macroeconomici. Per questo vogliamo intervenire ex-ante su queste asimmetrie all'interno di questa Unione monetaria che è incompleta.
Durante la prossima legislatura verranno modificati il Six Pack e il Two Pack, i principali regolamenti e direttive che hanno imposto l’austerity. Noi chiederemo che vengano varati meccanismi di condivisione del rischio senza imporre condizionalità e misure per implementare politiche fiscali pro-crescita. I falchi dell’austerity sono avvertiti.
Commenti (28)
Il Barone Zazà
8 aprile 2019 alle ore 10:49PERFETTO!
Naturalmente questo provocherà l'uscita FULMINEA dei Tedeschi dall'Euro......
Meglio così!
D'altronde con Six pack e Two pack, quest'Europa ci ha già rifilato il Big pack into the packs.......
.....che ancor ci duol!
.....mucho dolor, mucho dolor.......
......el fuego, mucho fuego in the packs!
Giorgio Besana
8 aprile 2019 alle ore 11:21"L’austerity ci ha reso tutti più poveri."
Non diciamo stupidaggini, c'è chi ha guadagnato in questi anni.. L'unica soluzione è la doppia moneta, l'euro per la Germania e i paesi del nord, un euro due (valore della metà circa) per i paesi del sud, così da rimanere in Europa e godere dei tassi di interesse bassi ma poter esportare di più.. anche perchè prevedo un dollaro che si deprezzerà nel breve e quindi maggiori difficoltà ad esportare con un euro ancora più forte.
Ne parlavamo 5 anni fa, ora niente???
federica volpicelli
8 aprile 2019 alle ore 11:49qui l'unica disgrazia è stato entrare nell'euro. pagavo 850 mila lire di affitto. con l'euro 1000 euro e così per tutto il resto. ma le entrate sono le stesse di prima. è chiaro che prima o poi (più prima che poi) finiremo a terra tutti quanti....
pietro nerboni
8 aprile 2019 alle ore 12:44la mancanza del lavoro e' molto dovuto all'appiattimento della produzione: tutti i prodotti sono cloni e quindi invasione di prodotti dello stesso tipo quanto possibili poveri in tutti i sensi addirittura sui cibi poveri di tutto e pieni di conservanti; questo ha fatto si che tutti i piccoli produttori di normali - naturali particolarita' hanno perso il loro ruolo ed il mercato si e' globalizzato e quindi non e' piu' un mercato ma un distributore di prodotti con accordi di prezzo tra le mega societa' prezzi sempre in costante aumento con un banchiere che si esprime dicendo "l'inflazione e' ancora troppo bassa" e quindi con le riserve individuali dei risparmi che si sono quasi azzerate; il'70% dei cittadini italiani vive di prodotti dalla grande distribuzione e la sicurezza di vita della maggioranza delle famiglie dipende da cosa succede all' estero il che non va bene!l'Autarchia della Nazione interconnessa internazionalmente ai fini culturali in una rete telematica libera e' la soluzione : l'Europa deve essere l' opposto di ora e tutti gli stati del nostro pianeta devono in armonia rientrare nelle Nazioni di origine permettendo il riemergere delle razze e culture locali meno affollate desistendo dal fagocitare gli stati minori per risucchiarne le risorse naturali e farli diventare proprio mercato di prodotti annichilendo le abitudini locali.La Banca Europea potrebbe benissimo non esserci: servirebbe un modello informatico di incrocio dei valori tra prodotti di uno stato e valutazioni dei consumatori in un altro stato a supporto dei flussi logistici non di imposizione ma di apprezzamento'.
Giulio Bornacin
8 aprile 2019 alle ore 12:49Le semplificazioni alle volte hanno valore didattico ma in genere forniscono una lettura della realtà errata. La questione politiche espansive contro politiche restrittive è fuorviante. Politiche espansive sono utili se si dispone di un sistema produttivo e di servizi che permettano un aggancio dell'economia reale all'espansione, avviando cicli virtuosi. Se non si dispone di un sistema paese adeguato, la politica espansiva si traduce in un trasferimento di ricchezze dall'Italia ad altri paesi esportatori più competitivi aumentando il debito e spingendo il paese verso derive sud-americane. Discorso analogo vale per una diversa moneta e per l'uscita dall'euro. Non ci sono scorciatoie o scatole magiche. La crisi dell'Italia deriva in minima parte da fattori europei e quasi completamente da fattori interni. 1° L'economia criminale. Il governo sta facendo bene, ma la lotta alle mafie deve diventare priorità. Intere regioni del sud ed ormai anche del nord sono contaminate dalla criminalità. In queste realtà non ci sarà mai sviluppo. 2° L'evasione fiscale. L'evasione fiscale permette la sopravivenza di un economia "morta" a scapito dell'intero paese. Ci vuole una lotta più dura all'evasione. 3° Diseguaglianze sociali. Nel nostro paese abbiamo diseguaglianze inacettabili che non derivano, tra l'altro, da merito ma semplicemente da nepotismo, cooptazioni, lobbies ecc. La lotta alle diseguaglianze va posta sia con tetti alle retribuzioni, partendo subito dalla pubblica amministrazione, sia ripristinando la meritocrazia come base di accesso e mobilità nei posti di lavoro.
4° Un economia del futuro. Qui ci vuole una strategia che esca dalla diffidenza nei confronti della grande industria e punti sui settori innovativi, sono i soliti : Intelligenza artificiale e robotioca, medicina e farmacologia, chimica dei nuovi materiali, mobilità ecc.
Ecco, la nostra politica europea deve puntare su ciò che favorisce quanto indicato.
pietro casula
8 aprile 2019 alle ore 13:05la BCE deve operare come la F.R. negli USA, basterebbe questo per arrivare agli Stati Uniti d'Europa.
Luca
8 aprile 2019 alle ore 16:09ottimo, bisogna divulgare il piu' possibile quella la farsa di questa unione europea che lo e' solo da un punto di vista monetario ! favorendo quindi solo i paesi a basso debito, una vera unione deve esserlo pure politicamente ed economicamente come lo sono gli usa con una banca centrale che protegge i titoli di debito federale dalle speculazioni dei mercati, in tal modo non avremo piu il ricatto dello spread , i tassi di interessi scenderebbero e con essi il debito pubblico.
gabriellafidone
8 aprile 2019 alle ore 16:13CONCORDO SULL?INTERO PUNTO DEL PROGRAMMA: GRAZIE M5S <3
Claudio Dainese
8 aprile 2019 alle ore 19:50NON PERDIAMO DI VISTA QUAL E' L'OBIETTIVO PRINCIPALE: CAMBIARE QUESTA EUROPA DELLA FINANZA !!!
Ricordando la frase di George Orwell in 1984: "“Tenerli sotto controllo non era difficile. Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento non aveva sbocchi perché privi com'erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi” , chiedo:
1) perché non unire le forze del M5S e delle altre forze politiche che hanno aderito al progetto: i polacchi di Kukiz’15, guidati da Pawel Kukiz, i croati di Zivi Zid, guidati da Ivan Sinčić, e il partito greco Akkel di Evangelos Tsiobanidis. con il movimento “Verso l’Europa del Buonsenso!”, a cui partecipano Alternative für Deutschland, The Finns Party – e Dansk Folkeparti ?
2) pochi punti del programma, condivisi, ma rilevanti e significativi per il cambiamento?
Massimiliano
8 aprile 2019 alle ore 20:07Simpatico, ma il punto è che i trattati si cambiano all'unanimità, ora qualcuno può pensare che Germania e Olanda possano accettare cambiamenti che li penalizzano pesantemente?
Qui si tratta di stabilire un timing preciso, se entro 18 mesi non si cambiano i trattati si devono introdurre i dazi ai paesi che sforano il 6% e il blocco del movimento dei capitali, e si deve ritirare la BdI dal sistema di governo del sistema monetario europeo.
Basta farsi prendere in giro.
Fabio
9 aprile 2019 alle ore 08:28Basta sono dimostrare di volere uscire dall'Europa e vedremmo come le cose cambiano, volenti o dolenti. Io proporrei il famoso referendum
Massimiliano
9 aprile 2019 alle ore 09:05Manca un punto fondamentale, nel prossimo budget della UE l'Italia deve diventare un ricevitore netto, basta trasferimenti ad altri paesi.
Rosa23 *****
9 aprile 2019 alle ore 09:45https://www.youtube.com/watch?v=7_iEG-FSQm0
Questo è un video che parla dei risparmi degli italiani. Sono balle quelle che ci vengono propinate tutte le sere.
L'Italia è la nazione più ricca del mondo per liquidità di risparmi privati.
Rosa23 *****
9 aprile 2019 alle ore 09:47Dovete lavorare per far rientrare la finanza pubblica italiana alla funzione sociale, come prevede la nostra costituzione.
GIORGINO
9 aprile 2019 alle ore 10:41M5S Vi ho sempre votato fin dalla vostra nascita però per il bene del paese e per finirla con la finta Unione europea alle Europee il mio voto andrà ai sovranisti più puri per una eventuale uscita. Non mi spaventa l'uscita perché siamo un paese forte e facciamo paura a tutti, non per niente siamo incatenati, senza sovranità monetaria e senza libertà di esprimerci al meglio.
Viva l'ITALIA
NB: non preoccupatevi a qualsiasi elezione nazionale/comunale/regionale il mio voto sarà per il movimento 5 stelle.
Alessandro Albanese
9 aprile 2019 alle ore 10:47Io sono invece molto preoccupato, perchè il mio mutuo continuerò a pagarlo in euro anche se dovessimo tornare alla lira e il mio stipendio mi venisse corrisposto in lire.
Naturalmente se la lira dovesse rivelarsi una moneta fortissima andrei meglio, ma ho grossi dubbi.
Alessandro Albanese
9 aprile 2019 alle ore 10:55Aggiungo che i 'sovranisti' propongono una cosa irrealizzabile (se non ci riescono gli inglesi figuriamoci noi), per questo non si devono nemmeno smazzare a scrivere un programma.
Se ci pensi è una trovata geniale.
micbas59
9 aprile 2019 alle ore 11:11I "sovranisti più puri" ci metteranno nei guai, non solo sulla gestione del debito e della moneta, ma anche sulla gestione dei migranti, sullo sviluppo in senso più ecologico, sulla etichettatura e certificazione delle filiere.
Informati su cosa hanno fatto di buono i sovranisti finora in parlamento e giudicali dai loro atti, non dalle loro chiacchiere.
Capirai subito che è il caso di lasciar perdere le sirene dei sovranisti.
Fabio
9 aprile 2019 alle ore 11:24Dobbiamo per il momento far capire che non comandano i burocrati e tanto meno il popoli, ma la giustizia sociale. Io non vado a votare per le europee, mi invoco a questo buon senso, se ci accomodiamo, hanno vinto loro e è finita. Facciamoli capire il nostro peso che è rilevante, o saranno guai per il mondo intero.
Il movimento è troppo marginale, Salvini troppo presuntuoso, solo uniti si vince e con il coraggio di cambiare si osa fare. Invito a leggere istruzioni per il volo per aquile e polli di De Mello
Michelangelo0001
9 aprile 2019 alle ore 12:47Quali sarebbero queste forze sovraniste che vogliono uscire dall'euro? Non ne conosco nessuna.
GIORGINO
9 aprile 2019 alle ore 20:48Il sondaggio di SWG che da il PD al 22% mi ha fatto così tanto arrabbiare che per ripicca alle Europee sposto il mio voto dai sovranisti ai 5stelle.
Giro tutta l'ITALIA per lavoro e posso confermare che parlando con la gente da Nord a Sud tutti parlano bene dei 5 stelle di Salvini è della grandissima MELONI, il resto sembra non esistere più.
texano
10 aprile 2019 alle ore 12:17Concordo sulla critica per la catena di questo squilibrato euro, ma uscire adesso sarebbe suicidio puro.
Non vedi quanti problemi sta avendo la GB, che pure dispone ancora pienamente della sua moneta?
Se facessimo questo passo adesso noi ci troveremmo contro sia la UE che tutta la speculazione internazionale, dollaro in testa. Anche se non coalizzati.
Ci metterebbero in ginocchio in pochi mesi (bastano sei mesi di attacco frontale al nostro debito sovrano). Guardate solo quello che sta accadendo al Venezuela, che pure e' un paese ricco di petrolio e di risorse naturali e forse vi risultera' piu' chiaro cosa puo' succedere.
E' vero che nel 2011 il pericolo e' stato gonfiato a scopo di "terrorismo mediatico" (il cui fine e' noto) ma il pericolo e' comunque reale, non inventato, e sarebbe davvero tragico sottovalutarlo.
micbas59
9 aprile 2019 alle ore 11:06Va ristabilito subito un equilibrio che è stato spostato a favore dei paesi del nord per molti anni.
Il metodo è semplice
1) si calcola quanti sono gli extra interessi pagati in 20 anni dall'Italia a causa dello spread sui bond, e si annulla una equivalente quantità di debito pubblico in mano alla BCE (che tanto ha stampato carta per comperarlo)
2) d'ora in poi il debito pubblico viene finanziato a tasso zero dalla BCE
3) le multe a Germania e Olanda vanno applicate
Solo in questo modo la crescita del debito pubblico italiano, che è dovuta agli interessi sul debito esistente-l'Italia da molti anni ha il bilancio in utile primario- potrà essere fermato e gradualmente ridotto.
aniello de padova
28 aprile 2019 alle ore 16:59Vedo con piacere che, a differenza di quanto scritto nel titolo, nel testo non si parla di PIENA OCCUPAZIONE (cioè far lavorare tutti a tempo pieno) ma di LOTTA ALLA DISOCCUPAZIONE (che spero voglia dire suddividerci le poche ore di lavoro retribuito necessarie per produrre tutte e sole le merci che sono necessarie al nostro benessere).
Vedo inoltre con sommo dispiacere che si continua a parlare di CRESCITA e non di BENESSERE, quando è oramai ampiamente dimostrato che il CONSUMISMO (che è l'unico modo per tenere in piedi una economia della crescita in un mondo ipersviluppato come il nostro) non porta che alla insoddisfazione continua.
Giacinto Palmarini
29 aprile 2019 alle ore 02:07Giusto. D'accordo..
Giacinto Palmarini
29 aprile 2019 alle ore 02:05Credo sia importante cominciare un lavoro per individuare e cancellare i debiti ingiusti tra i debiti pubblici degli Stati. L'Europa lavori per una cancellazione parziale dei debiti della guerra finanziari così come accaduto alla Germania del dopoguerra.
Claudio
29 aprile 2019 alle ore 15:30Completamente d’accordo!
La BCE deve essere il prestatore di ultima istanza.
E la sua priorità deve essere la piena occupazione.
giovanni ficociello
27 maggio 2019 alle ore 11:48a proposito del reddito di cittadinanza,mio figlio laureato in scienze infermieristiche non può averlo perchè a carico del nucleo famigliare ,il padre pensionato fs.Per questo motivo molti giovani che vorrebbero entrare nel mondo del lavoro,avere delle opportunità si sentono esclusi e da questa grande opportunita