
Europrogramma del Movimento 5 Stelle: direttiva antimafia sul modello italiano
26 aprile 2019 alle ore 09:51•di MoVimento 5 Stelle Europa
La mafia non è più un fenomeno locale che riguarda solo l'Italia, ma è un problema che travalica i confini nazionali per investire tutti gli Stati membri dell'Unione, nessuno escluso. La mafia va contrastata a livello europeo.
Molte inchieste giudiziarie hanno mostrato l'internazionalizzazione delle organizzazioni criminali italiane: la 'ndrangheta nel mercato dei fiori di Amsterdam e la mafia che fa ricettazione con il cioccolato svizzero sono esempi di questa nuova pelle della criminalità organizzata. La mafia 2.0 dialoga su whatsapp e usa i money transfer per riciclare il proprio denaro sporco. Gli investigatori non hanno gli strumenti legislativi necessari per contrastare questa mutazione genetica. Il sonno della politica è il primo alleato del malaffare.
Chiediamo di introdurre nel diritto europeo il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, sulla falsariga dell’articolo 416bis del Codice Penale italiano. Serve una direttiva antimafia che migliori la definizione comune di reato di associazione, aggiungendo l’effetto intimidatorio che è l’elemento aggiuntivo dell’articolo 416 bis. L’associazione di stampo mafioso deve essere considerata una fattispecie autonoma per cui scatta un regime specifico, separato e più severo di quello previsto per la semplice associazione a delinquere.
Ecco le altre proposte del Movimento 5 Stelle per combattere efficacemente la criminalità organizzata in tutta Europa:
- introdurre degli strumenti di monitoraggio a livello europeo degli appalti pubblici, per evitare che chi ha commesso reati in uno Stato possa partecipare a gare d'appalto in un altro Stato.
- riconoscere le prove raccolte nei procedimenti penali nei diversi Paesi membri e utilizzare un sistema unico per la trasmissione delle informazioni necessarie ad effettuare le indagini di polizia.
- rivedere il regime europeo sulla confisca per permettere di confiscare i proventi delle attività criminali anche in assenza di condanna definitiva in caso di morte del reo e di prescrizione del reato.
- rinforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia a livello europeo.
- colpire i proventi di reato con il reimpiego sociale dei beni confiscati.
- combattere i paradisi fiscali che sono un luogo di raccolta e riciclaggio dei proventi delle attività
- chiedere a tutti i soggetti che vogliono ottenere fondi europei una certificazione antimafia e impedire così le infiltrazioni.
Commenti (4)
Pietro
28 aprile 2019 alle ore 12:32Autorizzare l'uso delle registrazioni di telecamere private che monitorano anche le aree pubbliche, come mezzo preventivo alla lotta contro lo spaccio di sostanze illecite.
Marcello Trevisani
28 aprile 2019 alle ore 14:17D'accordo su tutti i punti, alcuni più convincenti di altri. Non è chiaro però come possono essere realizzati quelli più importanti, che prevederebbero una modifica dei trattati dell'Unione. Senza la volontà di tutti gli Stati resta un progetto politico cui convintamente dare voce.
Piergiorgio Gazich
29 aprile 2019 alle ore 10:34Come intuì Falcone, quando nel lontano 1991 pretese e mise a punto l'adozione in Italia di una normativa antiriciclaggio, la mafia e la ciminalità orgamizzata vanno colpite nei meccanismi economici e finanziari che ne alimentano e consentono la sopravvivenza. Bene quindi il monitoraggio nell'ambito degli appalti pubblici e le attività di confisca dei beni, ma la vera battaglia andrebbe combattuta unifromando a livello UE, in ambito antiriciclaggio, la cosiddetta "segnalazione di operazioni sospette" obbligando cioè tutti gli internmediari finanziari europei a costituire un'unico Archivio Informatico delle migliaia di transazioni anomale che sfuggono ai controlli di legalità e sono cardini di indagine nonchè probatori in ambito penale.
Santo Mazzotti
2 maggio 2019 alle ore 13:18La trasparenza, che ora, grazie a Internet, può essere realizzata praticamente a costo zero, è l’argine fondamentale contro l’attività criminale a carattere mafioso. Questo fenomeno è attualmente così esteso e diffuso, che, anche quando saranno varate le migliori norme di contrasto, la struttura pubblica (le forze di polizia e giudiziarie) non avrà comunque la possibilità “fisica” di intervenire in maniera diffusa, senza il contributo dei cittadini.
Per questo è necessario istituire al più presto l’obbligo della messa on line, con facile e veloce consultazione per tutti, dell’intera documentazione riguardante le attività economico-finanziarie di interesse collettivo, affinché i cittadini Italiani ed Europei possano esercitare un effettivo controllo diffuso, con l’andare a “spulciare” tutta la documentazione pubblicata.
Infine è necessario rettificare le norme legislative di quei paesi (v. l’Italia), dove l’istituto della prescrizione è stato tanto degenerato da diventare praticamente ormai solo uno strumento di garanzia di impunità per i criminali.
