
Reskilling in pratica. Quando la riqualificazione professionale è alla portata di tutti (e gratis)
18 marzo 2019 alle ore 10:48•di MoVimento 5 Stelle
Nel nostro approfondimento sul futuro del lavoro - qui trovate le puntate precedenti se ve le siete perse - abbiamo già avuto modo di parlare del tema della formazione, come uno dei pilastri fondamentali che il nostro Paese - e in generale tutti i paesi avanzati - deve considerare per affrontare con successo il cambiamento che la quarta rivoluzione industriale sta producendo a livello economico e sociale.
Un tema che sta a cuore a tutti, dalle imprese, alle istituzioni e che dovrebbe interessare soprattutto i lavoratori. Nell’ultimo report The future of job, il World Economic Forum ha messo bene a fuoco quali sono le criticità che dobbiamo prepararci ad affrontare e qual è la sfida che dobbiamo vincere: fare in modo che tutti, dai giovani alle istituzioni, dalle società alle imprese abbiano la possibilità di partecipare all’economia digitale.
Perché questo possa realizzarsi, è necessario creare un nuovo ecosistema nel quale istituzioni educative, datori di lavoro e individui lavorino insieme in un modo completamente nuovo, collaborando pienamente per mettere le basi per l'apprendimento continuo.
Questo cambiamento, infatti, comporterà una transizione difficile per milioni di lavoratori e la necessità di investimenti proattivi nello sviluppo di una nuova generazione di studenti con competenze trasversali e flessibili e di lavoratori capaci di interagire con le nuove tecnologie.
Secondo il rapporto, entro il 2022 il 54% della forza lavoro avrà necessità di una significativa riqualificazione professionale. Di questi, circa il 35% richiederà una formazione aggiuntiva fino a 6 mesi, il 9% una riqualificazione che durerà dai 6 ai 12 mesi, mentre il 10% richiederà una formazione professionale aggiuntiva di più di un anno.
In generale, entro il 2022 ciascuno di noi avrà bisogno in media di 101 giorni di formazione aggiuntiva.
Le aziende quindi, che fino a poco tempo fa pianificavano percorsi di formazione aggiuntiva solo per dipendenti già altamente qualificati, devono adesso cominciare a immaginare soluzioni per la riqualificazione di massa per un gran numero di dipendenti, soprattutto tra quelli più esposti alle conseguenze dell’introduzione delle innovazioni tecnologiche. Ma, rileva il rapporto, attualmente, solo circa il 30% di questi dipendenti ha ricevuto un qualche tipo di formazione professionale nei 12 mesi precedenti al sondaggio. Una percentuale che rispecchia perfettamente la situazione italiana, almeno secondo quanto rilevato da EY.
Come questa nuova formazione debba essere erogata e da chi è tema di dibattito a tutti i livelli. Sempre il WEF rileva come siano sempre di più le aziende che stanno implementando strumenti di formazione per i propri dipendenti (qui ne abbiamo citata qualcuna), in collaborazione con le istituzioni come le università ma anche attraverso l’uso di corsi online. Nel periodo 2018-2022, secondo le aziende intervistate, in media circa la metà di tutti i corsi di riqualificazione verrà erogata attraverso i dipartimenti interni, circa un quarto attraverso gli istituti di formazione privati e circa un quinto attraverso gli istituti di istruzione pubblica.
L’altro tema di dibattito è il riconoscimento di questa formazione aggiuntiva, che, anche se offerta direttamente dal datore di lavoro, dovrebbe consentire comunque un accreditamento riconosciuto al di fuori dell’azienda. Questo argomento in particolare è stato anche al centro del recente Forum on the Future of Learning promosso dalla Commissione Europea. L'espansione di tali sistemi per il riconoscimento delle abilità certificabili, è emerso durante i lavori, potrebbe promuovere in modo significativo il mercato per la riqualificazione aziendale.
In questo scenario, la creazione di nuove metodologie di insegnamento, che prescindano dall’aula fisica e dalla lezione frontale, rappresenta quindi la vera sfida per aziende e istituzioni nel prossimi anni. Le tecnologie digitali stanno rendendo l'apprendimento sempre più accessibile, flessibile ed economico e il settore dell’Edtech (Education Technology) è in grandissima espansione. Si prevede che il mercato globale di EdTech e di e-learning crescerà al 5,08% entro il 2022, facendo sì che il valore totale arrivi a 243 miliardi di dollari.
Quasi tutte le piattaforme di Edtech, inclusi i tre big mondiali del settore Udacity, Coursera e edX, seguono il modello MOOC (Massive Online Open Courses) che prevede la fruizione gratuita di corsi a distanza realizzati dalle più importanti università (per esempio Stanford, MIT e Harvard) oppure aziende (come Google, Facebook e altre) del mondo e certificazioni a pagamento. I corsi hanno lo scopo di fornire quelle competenze di base e avanzate necessarie ad affrontare la trasformazione del lavoro in atto.
Dall’ultimo LinkedIn Workplace Learning Report 2019 emerge come il mondo dell’apprendimento e della formazione veda da una parte un incremento costante degli investimenti aziendali e dall’altro la crescita dell’investimento proprio nel settore edtech che può rappresentare la soluzione per il reskilling di massa. Grazie all’introduzione della tecnologia, infatti, i percorsi di formazione possono coinvolgere migliaia di lavoratori contemporaneamente con costi inferiori al passato e grazie all’uso dell’AI questi stessi percorsi possono essere altamente personalizzati sul singolo dipendente.
In Italia questa strada è stata intrapresa da alcune grandi aziende, come le Ferrovie dello Stato che hanno reso disponibile già da un anno a tutti i propri dipendenti la piattaforma MOOC dell’Università Federico II di Napoli.
Questi strumenti sono liberamente accessibili online e a disposizione di tutti. Ecco una lista delle principali proposte a livello globale, gratuite e di altissima qualità, in lingua italiana e in lingua inglese. Non resta che scegliere.
Commenti (14)
SONIA SIMONE
18 marzo 2019 alle ore 11:07Salve, scusate (non c'entra nulla con l'argomento) oggi si apre la settimana che precede il voto in Basilicata il 24 marzo, sarà dura per Antonio Mattia e tutti gli iscritti lucani.
In Basilicata come in Campania (la mia terra) la regione è stata colpita da numerosi scandali...ma purtroppo le persone hanno la memoria labile!
Purtroppo la popolazione viene abusata dal centrosinistra: i diritti vengono trasformati in favori e messa nelle condizioni di dover bussare alla porta del politico per avere 'favori'.
Nelle nostre regioni il centrodestra sta dialogando e raggiungendo accordi che renderanno inutile le votazioni.
Bisogna spezzare questo meccanismo clientelare!
Se avete parenti, amici, compagni di studio fuori sede, compagni di lavoro lucani invitateli a tornare per votare!
Aiutiamo Antonio Mattia e gli amici lucani!
Gaetano Tarquini
18 marzo 2019 alle ore 11:58Le persone perbene, quando stanno fuori dalla politica , rimangono PERBENE, !!!! ma quando entrano nel giro della politica, diventano come gli altri e anche peggio !!!!! il M5S, quando stava fuori, VAFFA a quello, VAFFA a quell'altro, noi qui, noi la !!!!!!! Quando sono entrati dentro alle stanze del potere !!!!! ecco che sono diventati peggio degli altri!!!!!! Di Maio che ha tanti incarichi, e tutti pagati !!!! Di Battista che con i soldi nostri se ne va in giro per il mondo , !!!!! e da li strilla contro l'Italia !!!!! la Sarti che non si sa cosa fa con i soldi nostri !!!! Certo che i parlamentari, con tutti quei soldi che arraffano, in qualche modo li devono spendere !!!!!! Mi ricordo il governatore del Lazio, che andava a fro ci, e che pagava fior di soldi per farsi inc...re. Pensate voi, che razza di politici che abbiamo !!!!!!! E questo Di Maio che fa accordi con la Cina !!!! che ne sappiamo noi cosa ci sta sotto ????? Quali interessi ci sono ???? Ahhhhhhhh sono interesse per gli Italiani ???????????? Ma come !!!!!! l'economia dell'Italia sta in ginocchio per colpa dei cinesi e della Cina, dei suoi prodotti a basso prezzo e bassissima qualità !!!!! hanno invaso l'Italia !!!! e adesso ci facciamo pure la strada della seta, cosi ne verranno ancora di più qui in Italia !!!!! e la disoccupazione italiana, aumenta !!!!! AHHHHH già dimenticavo , ma tanto ci sta il reddito di cittadinanza !!!!! L'accidente che gli spacca a Di Maio !!!!!! ci vuole di far tornare il lavoro in Italia !!! e il lavoro ritorna solamente se rmandiamo a casa tutti i cinesi e i loro prodotti di MER...DA !!!!!!
Tarquini Gaetano
uesti)
18 marzo 2019 alle ore 12:28quando entrammo nell'euro e si aprirono i mercati, prodi disse che l'italia (lo stato e gli italiani) aveva una possibilita' storica di arricchirsi perche' le si aprivano davanti mercati enormi, ad esempio appunto la cina. ottimo e condivisibile. poi e' successo il contrario. cioe', invece di esportare, abbiamo importato non solo le loro merci ma anche le loro politiche del lavoro.
perche' un'idea puo' anche essere ottima (provaci a pensare, chi piu' dell'italia dove il suo made in italy e' apprezzato e ricercato in tutto il mondo, puo' trarre beneficio da un mercato mondiale aperto) ma se poi la sua attuazione cade nelle mani di gentaglia che per me, ribadisco, sono dei satanisti di merda, rischiera' di trasformarsi, come e' successo, in deleteria e fonte di sciagure sociali e economiche.
veramente, un'ottima idea i passati governanti si sono dovuti impegnare molto per renderla cosi' malsana. invece che esportare prodotti "made in iltaly", "fatti in italia", hanno importato robazza di terza categoria, gara al ribasso dei diritti e salari dei lavoratori, esportando solo il lavoro e la ricchezza (le aziende che vanno all'estero). sinceramente, mai sarei potuto arrivare a immaginare che avrebbero potuto creare un tale merdaio. si sono veramente impegnati tanto, sono stati veramente "creativi", hanno dato il massimo della loro negativita'.
vediamo ora cosa succede. io personalmente spero che non ci sia il nuovo innamoramento balordo del m5s. siamo passati da farage, trump, putin, ora non innamoriamoci dei cinesi.credo che questo sia il monito che arriva dalla ue, attenzione a non barattare diritti sociali e sovranita' (scatenando un nuovo trend per abbassare ulteriormente lo standard europeo di questi) in cambio di affarismi vari. un film gia' visto purtroppo con i passati governanti.
ma ho fiducia nei 5stelle e in di maio e l'idea di base e' giusta. un ritorno al libero mercato come doveva essere gia' all'inizio.
carlo1
18 marzo 2019 alle ore 12:32uesti) e', sono carlo1.
cittadino qualunque
18 marzo 2019 alle ore 14:43GAETANO TARQUINI , posso dirti due cose , primo sei un commentatore a cui non si danno due lire di fiducia, secondo , se non sei d'accordo con la nostra linea di governo e non hai fiducia nel movimento 5***** perchè non te lo vai a prendere in culo da un'altra parte ?
linkbato
18 marzo 2019 alle ore 21:00Gaetano Tarquini, le tue sono farneticazioni di uno che a gozzovigliato ubriacandosi alla festa dell'unità
Chiacchere da bar... doppio concentrato di luoghi comuni e succo di TV/giornali spazzatura.
Certamente hai dei seri problemi!!!!! tu saresti dunque il"perbene"
Personalmente non ti farei gestire neanche la cuccia del mio cane.
Alberto Ragazzi
18 marzo 2019 alle ore 13:57sii ? ma non per i geni e per quelli normali, saluti
nicola costa
18 marzo 2019 alle ore 16:16............ A REDAGLIE!!!!!. Di nuovo con questo Reskilling: aggiornamento professionale di soggetti over cinquanta o sessanta che hanno ahimè: perso il lavoro e vogliono rimettersi in carreggiata attraverso l'elettronica? Ma come gli insegni il pc a queste persone?????? Come gli dici di redarre una riunione, fare un analisi economica dell'azienda? Come gli spieghi cos'è Word, o Power Point, o insegnare loro di mandare e-mail o riceverle? Ma diciamo vero??????. Si dice: "che gli esami non finiscono mai!" E' vero! ma è altrettanto vero che l'età avanza e come avanza fisicamente avanza anche internamente, e per i soggetti che già soffrono di carenza di memoria, è assai difficile riuscire ad insegnare persino come si utilizza il telecomando!. Capito?.............. ma in che mondo vivete????? Avete perso la bussola???????????. Il problema non è aggiornare le persone all'evoluzione dei tempi, ma salvaguardare ciò che di: "vecchio e di sano" è rimasto nel mondo del lavoro: il capitale umano, le professionalità, i diritti!. Fermo restando che il mondo cambia, e cambia anche il mercato del lavoro, ma cambia per una sola direzione, per una sola generazione: i giovani, gli under e gli over 40, dai cinquanta in poi è completamente complicato invitarli all'aggiornamento, insegnare loro l'evoluzione dei tempi. Non facciamo il passo più lungo della gamba!!!!: la parola d'ordine oggi è: salvare il capitale umano ad ogni costo ed ad ogni mezzo!!!. Ancora i tempi non sono maturi per il salto nel buio!
linkbato
18 marzo 2019 alle ore 20:48nicola costa, invece di sputare sentenze..... L'elettronica? ma dove lo hai letto?
......"Ma come gli insegni il pc a queste persone??????" ma mi facci il piacere...non dire fesserie...
Vero che non tutti sono uguali, ma gli ambiti di innovazione sono i più svariati,non solo l'elettronica.
Dipende dalle motivazioni...se l'aternativa è rimanere senza lavoro ecco che hai la motivazione!!!!!
i 50enni e + può essere valido per una minoranza nel privato o molti
nel pubblico entrambi magari lavorano da 30 o + anni fanno sempre le stesse cose o col pc giocano al solitario, costroro probabilmente avranno difficoltà , gli altri NO.
Chiaramente servono insegnanti bravi
maria s., ancona
18 marzo 2019 alle ore 16:43IUSC, VSS EUC PUSS PCP!
Traduzione:
IUSC (impressionata uso sigle contrazioni)
VSS(vorrei sapere se)
EUC(esiste un corso)
PUSS(per usare stesso sistema )
PCP (per commentare e parlare)
P.S.(post scriptum)
SC (senza considerare)
UI (uso inglese)
SOIL(sparso ovunque in libertà)
Marco Carestia
18 marzo 2019 alle ore 22:07La digitalizzazione è un processo necessario dell'evoluzione di questo millennio, e naturalmente siamo tutti coivolti nell'aggiornamento.Tuttavia vorrei che non fossero persi di vista i mestieri tradizionali e le risorse più vitali del paese, turismo e cultura.
Ettore
18 marzo 2019 alle ore 23:58A dir poco fantastico
Pancrazio Di Bennardo
21 marzo 2019 alle ore 13:32E per quanto riguarda la "formazione professionale" per i giovani che non riescono a frequentare gli studi, per vari motivi ??? ... Il problema è altrettanto serio e le Regioni, specialmente quelle del Sud, non riescono a garantire, questo importante servizio o lo fanno male ... !!!
Lorenzina
8 maggio 2019 alle ore 11:51Noto che in questa sezione nessuno scrive da tempo. Magari nessuno crede più che ci sia un futuro nel lavoro, nessuno crede più che competenze e formazione siano basilari per il futuro dei nostri ragazzi , dei giovani e dei meno giovani. Ci si piange addosso, si accusa, si litiga ma non si vedono atteggiamenti positivi e costruttivi, nè proposte concrete,. Le competenze sembrano diventate non necessarie perchè la maggior parte pensa che se non hai un "santo protettore", se non hai "relazioni" con i "pezzi grossi", non vai da nessuna parte. Questa purtroppo è la mentalità predominante. La corsa a trovare la raccomandazione per il concorso pubblico e a cercare chi possa "aiutarti" lascia fuori dal mondo del lavoro le persone realmente capaci e preparate che vogliono restare nella legalità. Drammaticamente anche l'ascensore sociale si arresta.
Quanto alla formazione necessaria, non solo nel mondo tecnologico ma anche in quello umano e sociale,
diventa imprescindibile che sia di qualità e non fatta giusto per tenere in vita l'asfittica formazione professionale gestita male dalle solite agenzie educative legate a potentati, sindacati , partiti, etc...
Vanno bene anche i MOOC (esiste anche una piattaforma MOOC gestita dall'Università di Urbino utilizzata dalla scrivente per un corso sulle nuove tecnologie),l 'importante è che la formazione e il reskilling non vengano affidati ai soliti mestieranti ma a formatori motivati e preparati che guardino concretamente al futuro, nominati per le loro competenze e non perchè appartenenti a questo o a quell'ente di comodo.
Avanti con il reskilling! Ma lo si faccia bene se non si vogliono buttare ancora i soldi dei contribuenti.
