
La “Repubblica” delle fake news. Balle contro il Governo anche sul calo della bolletta elettrica
27 marzo 2019 alle ore 17:58•di MoVimento 5 Stelle
Dal 1° aprile di quest’anno il costo della bolletta elettrica diminuirà notevolmente, di circa 168 euro annui per una famiglia italiana tipo (-8,5% per la luce, pari a 50 euro di risparmio, e -9,9% per il gas, pari a 118 euro di risparmio).
Una notizia positiva che dovrebbe essere accolta con gioia da tutti, anche da chi non appoggia questo Governo. Eppure ci sono giornali che preferiscono polemizzare anche su questa vera e propria boccata d’ossigeno per milioni di italiani. Repubblica titola in prima pagina “Bolletta elettorale”, come se il governo avesse costretto Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ad abbassare le tariffe prima delle elezioni europee.
Naturalmente è un falso clamoroso, perché Arera è una autorità indipendente nominata dal Parlamento, non dal Governo, che decide di alzare o abbassare le tariffe di luce e gas secondo parametri tecnici, a partire dal prezzo all’ingrosso dell’energia.
Ma a Repubblica non interessa la verità. La sua unica ragione di esistenza, ormai, è gettare fango su un Governo che ha rialzato la testa in Italia e in Europa e sta provando a riparare i disastri del partito che Repubblica appoggiava con entusiasmo. Mentre il Pd propone di reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti e di alzare lo stipendio dei parlamentari, Repubblica diffonde menzogne per distrarre i cittadini.
Naturalmente per questi giornali di sistema quando le bollette aumentano è colpa nostra, mentre quando calano è una marchetta elettorale per vincere le europee.
La fake news di Repubblica è così gigantesca da aver provocato l’indignazione anche di esponenti dell’opposizione. Carlo Stagnaro, a capo della segreteria tecnica dell’ex Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi durante il governo Renzi, ha smascherato su twitter la propaganda del quotidiano di De Benedetti, ricordando la semplice verità: Arera «non ha agito per compiacere» il Governo, ma «ha solo svolto correttamente il suo lavoro (nel rispetto di quanto previsto dalle leggi e dalla disciplina di settore)». Repubblica «tratta Arera come se fosse il braccio operativo del Ministero dello Sviluppo economico. Ma l’Autorità è un organismo indipendente, la cui autonomia deriva dalle direttive europee e che deve al Parlamento, non al Governo, la sua legittimazione». Insomma, persino un tecnico del governo Renzi si vede costretto a scrivere pubblicamente sui social che <<il titolo di @repubblica è fuorviante, non ha alcuna base fattuale e contribuisce alla delegittimazione delle competenze e delle istituzioni da tempo in atto. Va bene la polemica politica, ma fermatevi prima che sia troppo tardi – se non lo è già>>.
Repubblica, ritenta, sarai più fortunata.
Commenti (4)
sebastiano privitera
29 marzo 2019 alle ore 11:05Non hai notato che queste scottanti inchieste sono fatto solo se hanno più do 40 anni ? le inchieste recenti o non si fanno o si fanno a ore notturne o si raccontano un sacco di cose dove le persone non capiscono nulla.
In sostanza solo le cose passate non più operanti si fanno vedere, forse tra 40 anni vedremo le inchieste sui imbrogli che ci sono oggi.
v
29 marzo 2019 alle ore 12:23La Repubblica, la Stampa, Il Secolo XIX, 13 testate locali, il settimanale l'Espresso ed altri periodici sono editi da Gedi Gruppo Editoriale Spa, cui fanno parte anche 3 emittenti radiofoniche nazionali (Radio Deejay, Radio Capital, m2o). Il presidente è Marco De Benedetti, figlio di Carlo De Benedetti, parlamentare PD.
Non c''è da stupirsi che tutti i media del gruppo raccontino balle per strategia politica contro il governo attuale. Stupirebbe il contrario. Apprendere notizie fasulle da questi media significa cadere, volutamente, nella trappola. Se poi la si vuole anche pagare.....
Documentarsi, oggi, è ancora facile. Ovviamente in internet, visto che i "poteri forti" hanno, da tempo, deciso di imbavagliarlo in ogni modo e anche di riempirlo con altre balle per continuare ad influenzare l'opinione pubblica contro il M5S, e tornare a agevolmente mettere le mani sull'enorme massa di denaro che gli italiani pagano in tasse. Tasse sempre maggiori per servizi sempre minori; tasse per pagare prevalentemente interessi sul debito pubblico formato ormai più di interessi che di capitale; interessi schizzati alle stelle da quando è stato cambiato il modo di finanziare il debito, grazie a nuovi accordi suicida siglati più di trent'anni fa. Sono soldi nostri, che paghiamo tutti i giorni e che invece di finanziare infrastrutture per la crescita economica, ricostruzioni delle zone terremotate, per le pensioni, per lo stato sociale, vanno ad ingrassare le banche, ormai prevalentemente estere. E' tutta una catena, che si mantiene con il consenso elettorale, drogato con la disinformazione. Rende più che vincere una guerra tradizionale, e la pagano gli stessi cittadini vessati, così anche inconsapevoli collaborazionisti alla loro stessa depredazione economica.
giovanni carlo porotto
29 marzo 2019 alle ore 20:20Gli strilloni del bar sport continuano le loro scalmanate non credute più da nessuno. Stamane in edicola ho visto una montagna di carta straccia purtroppo, per ora, pagata da noi. Speriamo di farli zittire con i fatti, anche se le provano tutte ma proprio tutte per non farci riuscire nell'intento. Comunque vada noi ci saremo sempre!
giovanni carlo porotto
29 marzo 2019 alle ore 20:23P.S. non devo ricordarvi che per avere notizie vere dovete andare sul fatto quotidiano: buona lettura.
