
La Commissione Europea ora deve risarcire i risparmiatori italiani
20 marzo 2019 alle ore 17:18•di Stefano Buffagni
La Commissione Europea con una decisione folle impedì interventi che avrebbero evitato di azzerare i risparmi di migliaia di italiani. Lo dice finalmente una sentenza della Corte di Giustizia europea.
L'intervento del Fondo Interbancario a favore della Popolare di Bari nel 2014, per il salvataggio di Banca Tercas, era un'azione autonoma, che poteva essere replicata anche nelle crisi bancarie successive. Dalla Commissione Europea, però, arrivò il solito “stop” a gamba tesa nei confronti dell'Italia. Con una decisione insensata e illegittima l'Europa dei "tecnici illuminati", quelli "bravi e responsabili", rovinò la vita a migliaia di risparmiatori italiani innocenti, con le tragiche conseguenze che conosciamo.
Non ci fu aiuto di Stato e «la Commissione non disponeva d'indizi sufficienti per una siffatta affermazione». Così la sentenza del Tribunale UE che ha annullato la decisione di Bruxelles, dimostrando una volta per tutte che avevamo ragione noi del M5S.
All’epoca fummo i soli a denunciarlo, nel silenzio dei media e dei partiti.
Ora che la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata, a pagare i danni fatti ai risparmiatori ed al sistema bancario italiano deve essere la Commissione Europea stessa.
La Commissaria Margrethe Vestager e il suo sodale Koopman, che con il solito arrogante “no” verso l’Italia hanno rovinato la vita di tanti risparmiatori innocenti, ci auguriamo abbiano il coraggio di dimettersi immediatamente.
Ora li dobbiamo portare noi in tribunale per risarcire i danni milionari che hanno fatto al nostro sistema bancario ed ai risparmiatori italiani!
Commenti (30)
Luciano C.
20 marzo 2019 alle ore 17:47Di gente questa politica europea ne ha rovinata e ne continua a rovinare. Nel nome dell'idolo-austerity hanno portato alla fame il popolo Greco, imposto all'Italia una riforma sulle pensioni che ha creato migliaia di esodati e ancoa tocca sentire i rimbrotti di Dombrovsky all'Italia. Commissari che perdipiu' rendono stipendi d'oro.
vincenzo a. vr.
20 marzo 2019 alle ore 18:15Il Parlamento Europeo e tutti i connessi e annessi , sono la vergogna degli stati Europei.
Apriremo anche il parlamento Europeo come una scatoletta.
E' inutile che rimuginiate , non avete scampo, sarete cacciati tutti.
W M 5 * * * * *
saguaro
20 marzo 2019 alle ore 18:21Alla luce di tutte queste nefandezze mirate a minare la nostra economia ancora pensate di cambiare l'UE dall'interno?
Siete stati eletti per la promessa di uscire da questo letamaio e pensate di cambiarlo?
Ci sono motivi validi per restare? quali?
pierluigi piccoli
20 marzo 2019 alle ore 18:28Non è utile per nessuno uscire dall'EU prima delle elezioni. Se l'Europa, dopo, sarà ancora dominata dalla coppia FR-DE allora bisognerà pensare seriamente ad abbandonare l'Euro prima e l'Europa poi.
pierluigi piccoli
20 marzo 2019 alle ore 18:23Quelli esperti e con esperienza sono, tra i ladri, quelli che riescono a rubare di più. Hanno imparato, con il tempo, ed hanno conosciuto il mondo della corruzione e ne sono stati contagiati. W il M5S !!!
Emilia Vettore
20 marzo 2019 alle ore 18:29È necessità restare in Europa, cambiamola! Se sapremo limitare l'atavica ingordigia dei paesi del nord, possiamo farcela.
antonio carbone
20 marzo 2019 alle ore 18:58Bene! Visto che ci sono sempre addosso con le loro regole di bilancio, ora stiamogli addosso noi con la richiesta dei danni. W il m5s.
linkbato
20 marzo 2019 alle ore 19:37La Commissione Europea ora deve risarcire i risparmiatori italiani.
CON INTERSSI €€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€
giovanni zucchetti
20 marzo 2019 alle ore 19:47Grande vittoria i nodi stanno tutti giungendo al pettine, purtroppo ci manca la cassa mediatica del mainstream e questo ci sta rallentando ma la verità e il popolo alla fine risorgeranno
Antonio CUNO
20 marzo 2019 alle ore 20:09Andate fino in fondo con tutto il sistema finanziario e adottate le misure di Fabio Conditi https://www.youtube.com/watch?v=GUFKM9SBO-U
Pantomima Rossa
20 marzo 2019 alle ore 20:16Solo un paese folle come l'Italia si può essere impegnato a convertire un debito così ingente da una moneta debole come la Lira a una forte come l'Euro.
Comunque la si guardi è stata un'impresa folle portata avanti da statisti ugualmente folli, che poi si sono messi d'impegno per aumentare ulteriormente il debito pubblico.
A meno che i patti con l'Europa fossero diversi e fosse stata fissata una serie di passi per arrivare agli Eurobond. Insomma qualche cosa di grosso sfugge al popolo, che è ora chiamato in causa solo per sentirsi addossare la responsabilità di questo debito.
Se non si affronta, cercando di districarlo, il nodo debito pubblico, questo finirà per essere un'enorme zavorra nel percorso di cambiamento intrapreso dal Governo giallo verde.
Insomma i conti vanno fatti anche e molto con l'Europa tornando sugli accordi a suo tempo intercorsi.
Graziella Martinelli
21 marzo 2019 alle ore 01:00non riesco a leggere perché sovrascritti all'articolo ci sono i commenti...come devo fare per poterlo leggere, mi interessa molto...
maria s., ancona
21 marzo 2019 alle ore 03:00@Graziella.
Intendeva il post centrale? Se lo legge, mandi un segno.
"Di Stefano Buffagni.
La Commissione Europea con una decisione folle impedì interventi che avrebbero evitato di azzerare i risparmi di migliaia di italiani. Lo dice finalmente una sentenza della Corte di Giustizia europea.
L’intervento del Fondo Interbancario a favore della Popolare di Bari nel 2014, per il salvataggio di Banca Tercas, era un’azione autonoma, che poteva essere replicata anche nelle crisi bancarie successive. Dalla Commissione Europea, però, arrivò il solito “stop” a gamba tesa nei confronti dell’Italia. Con una decisione insensata e illegittima l’Europa dei “tecnici illuminati”, quelli “bravi e responsabili”, rovinò la vita a migliaia di risparmiatori italiani innocenti, con le tragiche conseguenze che conosciamo.
Non ci fu aiuto di Stato e «la Commissione non disponeva d’indizi sufficienti per una siffatta affermazione». Così la sentenza del Tribunale UE che ha annullato la decisione di Bruxelles, dimostrando una volta per tutte che avevamo ragione noi del M5S.
All’epoca fummo i soli a denunciarlo, nel silenzio dei media e dei partiti.
Ora che la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata, a pagare i danni fatti ai risparmiatori ed al sistema bancario italiano deve essere la Commissione Europea stessa.
La Commissaria Margrethe Vestager e il suo sodale Koopman, che con il solito arrogante “no” verso l’Italia hanno rovinato la vita di tanti risparmiatori innocenti, ci auguriamo abbiano il coraggio di dimettersi immediatamente.
Ora li dobbiamo portare noi in tribunale per risarcire i danni milionari che hanno fatto al nostro sistema bancario ed ai risparmiatori italiani!"
Roberto
20 marzo 2019 alle ore 20:39Questo lo dovete gridare ai politologi nazionali, dovete sbattere in faccia a tutti quei politici e giornalisti che hanno per anni piegato la schiena nei confronti delle commissioni europee, dando addosso alle povere famiglie italiane rovinate da un 'Europa che ha sempre discriminato la Grecia (ormai ridotta alla fama nel totale silenzio della stampa internazionale, perché i grandi giornaloni nazionali non commentano che ieri la Germania della Merkel ha permesso una fusione tra una banca di stato (Commerzal bank) e deutsche bank ormai al tracollo per miliardi di titoli tossici mai impugnati dal rigore europeo alla faccia del ball in, nel silenzio tombale di un paese ormai in balia dei poteri forti.
giuseppe belotti
20 marzo 2019 alle ore 20:39Bene, passate ai fatti.
Portate in tribunale i "competenti delinquenti" e fate pagare loro il conto come tocca a tutti i cittadini che sbagliano.
Fateci sapere la prossima mossa.
paola martinelli
20 marzo 2019 alle ore 20:49Esatto, iniziarono dal Portogallo con l'austerity ed hanno proseguito ad applicarla con un cinismo finanziario da regime. Tuttavia, francia e germania hanno approfittato ed imposto i loro interessi nazionali a scapito dell'inclusione europea (questo era il punto cardine che avrebbe dovuto motivare e fondare in modo operativo eu). credo che i poteri speculativi non molleranno e continueranno a pretendere sempre di più.
Ermes Dall'Olio
20 marzo 2019 alle ore 22:26Si sentono troppi commenti riguardo i "Politologi". Piantiamo subito un picchetto e non torniamo più sull'argomento!!!! Dal primo momento che anni fa i due partiti più grandi (PD e F.Italia) si erano "inciuciati" e messi d'accordo per truffare gli Italiani, senza che nessun Politologo avesse lanciato l'allarme, si DIFFIDA chiunque a farsi chiamare POLITOLOGO ... in caso contrario arriveranno querele a non finire!!!
Gianni S.
21 marzo 2019 alle ore 07:52PER DARE DI NUOVO UNA SPERANZA E FIDUCIA NEL FUTURO A TUTTI GLI ITALIANI AVEVATE PROMESSO DI FONDARE UNA BANCA PUBBLICA OVE I RISPARMI DEGLI ITALIANI SAREBBERO PROTETTI AL 100%. COSA ASPETTATE ?......NON AVERE FIDUCIA NELLE PERSONE È GRAVE NON AVERLA PIÙ NELLE BANCHE È ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE !!!!
E IL " BAIL IN " ? I PASSATI GOVERNI HANNO DATO ALLE BANCHE QUESTO STRUMENTO PER POTERCI DERUBARE !!!! ECCO PERCHÉ SI FERMA TUTTA L'ECONOMIA....NON C'È PIÙ FIDUCIA!!!!
GRAZIE.
Ciro
21 marzo 2019 alle ore 15:57Quando si insiederà la nuova Commissione ed avremo spero la maggioranza nel Parlamento europeo (tutti I populisti uniti) si deve pretendere che tutti quelli che lavorano nella Direzione Generale ECFIN devono essere rimossi.
Tutti. Anche le segretarie. E si crea la,direzione generalw ex novo con persone qualificate scelte possibilmente con concorsi trasparenti.
ornella ferrari
21 marzo 2019 alle ore 15:59Ma quando mai questi pagheranno!!!!!
Paolo Grassi
21 marzo 2019 alle ore 16:55E' estremamente difficile riuscire ad ottenere un risarcimento del danno da parte della Commissione europea perché la disciplina che regola la responsabilità extracontrattuale dell'Unione ex art. 340, II comma del Trattato sul funzionamento dell'Unione (TFUE)è molto restrittiva e presupporrebbe una colpa grave della Commissione nell'applicazione di una norma di diritto europeo che la Commissione, pur errando, si è limitata a interpretare e ad applicare erroneamente.
Viceversa, mi sembra sussistente una colpa grave della Banca d'Italia e per essa tramite il Cicr, del Governo italiano, che avrebbe potuto e dovuto impugnare, avendone l'interesse a tutela dei risparmiatori italiani ai sensi dell'art. 47 della Costituzione, il primo provvedimento della Commissione, con cui veniva vietato il ricorso al fondo di tutela dei depositi, ai sensi delle disposizioni dell'art. 263, I e II comma, pervenendo anni prima al risultato di una declaratoria di illegittimità del divieto, a cui si è giunti solo adesso. Tale azione, che potrebbe essere svolta da tutti i risparmiatori danneggiati, dovrebbe essere supportata energicamente da posizioni di accertamento delle responsabilità dei passati deleteri Governi da parte dei nostri portavoce in Parlamento. Paolo Grassi , avvocato e già titolare di Cattedre Jean Monnet di diritto europeo presso l'Università di Teramo.
Paolo Grassi
22 marzo 2019 alle ore 10:25Mi correggo. Ho potuto leggere il testo integrale della sentenza del Tribunale europeo ed ho constatato che è stato il Governo italiano ad introdurre il ricorso., con successivi interventi di Banca d'Italia e del Fondo di garanzia dei Depositi Quindi nessuna responsabilità giuridica diretta anche per lo Stato italiano nei confronti dei risparmiatori.Tuttavia, se il Governo italiano era così sicuro delle proprie ragioni,tanto da impugnare la decisione della Commissione, conoscendo i tempi di decisione del Tribunale ancorché il ricorso non comportasse la sospensiva della Decisione della Commissione, peraltro non richiesta perché non ha proceduto lo stesso alle misure di salvataggio in forza dell'art. 47 Cost.? Avrebbe rischiato una procedura di infrazione che avrebbe pur sempre poi condotto ad un giudizio parallelo, ma in cui avrebbe potuto far valere gli stessi argomenti del ricorso davanti al Tribunale che hanno condotto poi alla sentenza favorevole. Resta comunque una chiara responsabilità politica del governo italiano che può servire a giustificare pienamente tutti gli interventi riparatori del Governo attuale a favore della integrale riparazione dei danni subiti nella liquidazione di tutte le banche in crisi
gaetano
21 marzo 2019 alle ore 17:15io non capisco come tutto il mondo e avverso nei nostri confronti
siamo il male ,forse tutti siamo mafiosi senza saperlo,
tutto questo e un vero mistero.
Se uno di voi la capito
mi spieghi i motivi. saluti gaetano
,
22 marzo 2019 alle ore 10:03Se puoi, se hai qualche amico greco,chiediglielo come gli è andata e capirai.
Paolo Grassi
21 marzo 2019 alle ore 19:48Mi correggo il ricorso al Tribunale Europeo è stato presentato il 4 marzo 2016, proprio dalla Repubblica Italiana contro la decisione della Commissione che considerava aiuto di stato l'intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi il contributo a favore della Tercas. Tuttavia, ritengo che se il Governo italiano riteneva di aver ragione sul punto tanto da impugnare la Decisione della Commissione, doveva avere il coraggio di insistere sulla propria posizione anche a costo di subire una procedura di infrazione che sarebbe stata vanificata a livello giurisdizionale per le stesse ragioni per cui è stata annullata la decisione della Commissione. Se il nostro Governo dell'epoca avesse seguito tale strada più coraggiosa avremmo evitato tutti gli altri guai che si sono avuti e avremmo avuto oggi giustizia sia nei confronti della decisione della Commissione errata che di una procedura di infrazione infondata, avendo evitato che i nostri risparmiatori subissero i danni che gli inevitabili tempi della giustizia europea hanno determinato prima che venisse accertato il torto della Commissione.
Dubito però che questa mancanza di coraggio del Governo italiano possa aprire la strada ad azioni di responsabilità contro Banca d'Italia e Governo perché se mai è stato un errore, o meglio, una colpa è stato di natura politica e non giuridica. Tuttavia, tale colpa politica del Governo può giustificare oggi, politicamente tutte le azioni di riparazione nei confronti dei risparmiatori per i danni subiti dai recenti dissesti bancari
Paolo Grassi
Andrea Xxl
22 marzo 2019 alle ore 08:12Se non si esce da questa europa formata da banchieri ubriaconi strozini e il peggio del gebere umano
L'italia verra affondata come una bagnarola qualsiasi.
,
22 marzo 2019 alle ore 09:45Anche se la Signora Verstager si dimettesse, mille altri pari o peggio di lei, sono pronti a continuare il suo incarico (ne abbiamo già esperienza con i vari scienziati, Monti, Prodi, Napolitano, eccetera). La strategia è, purtroppo, quella di distruggere il sistema Italia e noi italiani. Strategia complessa e molto raffinata già in stato avanzato d'esecuzione, con l'aiuto determinante di buona parte delle classi politica e civile, Ha portato impoverimento, insicurezza, fuga dei nostri giovani all'estero, l'invasione pilotata di altre popolazioni, distruzione progressiva della nostra economia, riduzione dell'orgoglio e identità nazionale, tradizioni, ideali, e molto altro. Questa è la nuova guerra, condotta con altri mezzi. Giornali, radio e tv sono usati come strumenti di disinformazione di massa. Dissimulano la realtà, disorientano, indirizzano, convincono del contrario, per continuare il progetto in atto. Guardate gli effetti di questa guerra. Come quelle del passato è distruttiva per i perdenti, ma è più economica per i vincitori.
Valerio Poti
23 marzo 2019 alle ore 08:59Ora che si è dimostrato che la Commissione Europea ha sbagliato, debordando dale sue prerogative istituzionali, bisognerebbe andare alla carica e usare questo fatto per negoziare politiche più favorevoli. In Irlanda facemmo proprio così dopo aver dimostrato che l’allora governatore della BCE Trichet aveva illegalmente fatto pressione sul ministro delle finanze irlandese, costringendolo a ‘salvare’ le banche irlandesi con I soldi dei contribuenti. Questo ‘salvataggio’ era solo nell'interesse di banche francesi e tedesche che erano esposte per 50 miliardi, che così ebbero il tempo di farseli rimborsare, lasciando il contribuente irlandese col cerino in mano. Sono uno dei 10 economisti che pubblicamente denunciò questo fatto con una lettera aperta al maggiore quotidiano irlandese, che si mostrò più aperto dei ‘giornaloni’ nostrani. Ne seguì un dibattito pubblico che, avendo appurato la scorrettezza dell’operato delle istituzioni Europee, pose il governo irlandese in una posizione di forza nel negoziare condizioni molto migliori in seguito. Se l’Irlanda dal 2012 cresce a ritmi cinesi invece di essere sprofondata come la Grecia si deve anche a questo. Quello che fu fatto alla Grecia è secondo solo a quello che fu fatto all’Italia in quegli anni, costretta tra l’altro ad aggiungere circa 30 miliardi al proprio debito pubblico per contribuire a rimborsare quello greco, sempre nell'interesse delle banche tedesche e francesi cui doveva essere dato il tempo di rientrare dalle loro esposizioni. Per capirci, non ho nulla contro la Germania e Francia, i cui cittadini considero connazionali perché mi considero Europeo tanto quanto Italiano. Quello su cui ho da ridire è il fatto che si siano usati illegalmente soldi del contribuente, oltretutto senza la trasparenza necessaria a svolgere un dibattito pubblico preventivo.
Bruno fiumicelli
4 aprile 2019 alle ore 08:50Risarcire tutti una vera porcata... In mezzo ci sono tantissimi speculatori...
antonio raniero
19 giugno 2022 alle ore 22:32Offerta di prestito tra privati
Salve signora e signore
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