
Ecco il “nuovo” Pd di Zingaretti: no al salario minimo per i lavoratori, sì al salario massimo per i parlamentari
27 marzo 2019 alle ore 10:06•di MoVimento 5 Stelle
Mentre il MoVimento 5 Stelle approva il Reddito di Cittadinanza, riduce la pressione fiscale sulle imprese e porta avanti il salario minimo orario per i lavoratori, il “nuovo” Partito Democratico di Zingaretti ha altre priorità: ripristinare il finanziamento pubblico ai partiti e aumentare ancora gli stipendi dei parlamentari.
Non è uno scherzo, abbiamo le prove: il nuovo tesoriere del Pd di Zingaretti, Luigi Zanda, ha presentato di recente due proposte di legge, una l’11 luglio 2018 e l’altra il 27 febbraio 2019.
Con la prima si vorrebbe reintrodurre quel finanziamento pubblico ai partiti che i cittadini italiani hanno gia' bocciato con un referendum e che dopo tanta fatica è stato abolito definitivamente nel 2017. In particolare il Pd propone di istituire un fondo da 90 milioni di euro presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per coprire le spese dei partiti, comprese quelle per pagare gli affitti degli immobili che lo stesso Partito Democratico possiede in tantissime città italiane. Come noto, il MoVimento non ha sedi ufficiali e non ha affitti da pagare, ma anche se li avesse non si sognerebbe mai di chiedere i soldi ai contribuenti. Nella legislatura 2013-2018 abbiamo rinunciato a 47 milioni di euro di finanziamento pubblico a cui avevamo diritto se solo ci fossimo dotati di uno Statuto. La nostra storia dimostra che una politica senza soldi è possibile, e chi diceva il contrario ha dovuto chiudere la bocca di fronte alla nostra coerenza. E ora il Pd che fa? Rivuole il malloppo con gli interessi, e propone di sottrarre tempo ed energie ad un Ministero decisivo come quello dell’Economia per gestire un fondo che gli italiani non vogliono. I soldi per i partiti il Pd vorrebbe trovarli tagliando ancora sanità, scuola e servizi pubblici fondamentali. Dopo il massacro sociale dei governi Letta, Renzi e Gentiloni, questa proposta sembra quasi una presa in giro.
Basterebbe questo per capire che il nuovo Pd di Zingaretti è tutto fumo e niente arrosto, ma Zanda è andato oltre, proponendo di riempire ancora un po’ le tasche dei parlamentari. Non bastano i ricchi stipendi di cui già ora godono senatori e deputati, il Pd vorrebbe “adeguarli” agli stipendi dei parlamentari europei, ancora più alti. La proposta prevede di aggiungere alle quote mensili già previste, comprensive del rimborso spese per segreteria e rappresentanza, altre componenti: un'indennità transitoria a carattere temporaneo, il cui diritto matura allo scadere del mandato parlamentare, in sostituzione dell'attuale assegno di fine mandato; un trattamento differito di natura assicurativa, il cui diritto matura a condizione che sia scaduto il mandato parlamentare e che il beneficiario abbia compiuto il sessantatreesimo anno di età, in sostituzione del vitalizio; e infine, in caso di invalidità insorta nel corso del mandato, una pensione di invalidità, il cui diritto matura al momento della cessazione delle funzioni.
Insomma, si chiamano con altro nome il Tfr e i vitalizi e si aggiunge anche una pensione di invalidità, per non farsi mancare nulla.
E in tutto questo Zingaretti che fa? Silenzio/assenso.
A poche settimane dalla sua vittoria nelle primarie meno partecipate della storia del partito, ha già preso posizione a favore della Tav, rigettato un confronto con Di Maio sul salario minimo orario e criticato il Reddito di Cittadinanza. Ci mancava solo quest'ultimo affronto nei confronti di chi non ce la fa più. Un ritorno al passato sul finanziamento pubblico ai partiti e sugli stipendi dei parlamentari per completare il quadro…
Commenti (6)
Alessandro
29 marzo 2019 alle ore 10:34Ma sbaglio, o dietro questi continui attacchi verso un partito che si ritiene "morto", "inoffensivo", "indegno" di rappresentare gli italiani, si cela un certo timore che possa superare il movimento 5 stelle? Perché continuare a delegittimare un altro partito, quando si dovrebbe pensare di più al bene del proprio, e soprattutto alla propria linea politica di governo? Il m5s è al governo, o ricordo male? O a furia di chinarsi di fronte alle esigenze delle Lega Nord lo ha dimenticato? La Lega Nord, ragazzi. E qui non ci sono "e allora il PD?" che tengano, dal momento che si è sempre detto che il movimento è "cosa diversa" dal PD. Dov'è finito il movimento? Cosa ne pensa Beppe Grillo dei brandelli che sono rimasti? Ma siamo proprio sicuri che questa il movimento si sia corrotto, e che non sia sempre stato così, ambiguo e per questo pericoloso? Morderatori, confido nel vostro amore per la libertà d'espressione! Grazie.
Paolo Negrini
29 marzo 2019 alle ore 18:35OK, che l'india ci abbia passato, non è sicuramente una notizia da festeggiare.
Siamo comunque l'ottava potenza industriale, per quel che vale, tra i primi nel risparmio privato (che è anche parte della causa dell'altissimo debito pubblico, detto davvero terra a terra, supersemplificando, se i soldi che sono stati stampati finiscono in risparmio e non in investimenti o spese, meno introiti per lo stato e bisogno di stamparne altri).
Paolo Negrini
29 marzo 2019 alle ore 22:18Considerando anche le "sacche" particolari (forestali al sud, dipendenti regionali in qualche regione, sotto una certa soglia non si può andare, le regioni meno popolate hanno una percentuale relativa maggiore), la percentuale dei dipendenti pubblici italiani è inferiore alla media europea pur non discostandosi di moto (5,8% degli abitanti, se si considera la media sui lavoratori, 16% media europea, in Italia 14%).
Come sempre, in Italia esiste un'anomalia tutta nostra.
Sono distribuiti "alla cazzo" e il turnover è indirizzato esclusivamente al rimpiazzo di quel compito, in quel posto, in quell'ufficio, da quì il blocco delle assunzioni che, se da un lato tende ad ottimizzare le aree di surplus, dall'altro peggiora quelle di carenza (non è possibile un blocco selettivo per ogni settore e, dentro il settore, per ogni ufficio).
La Bongiorno sta cercando di porre rimedio focalizzando l'avvicendamento dove serve, e, almeno a parole, incrementando il numero assoluto di statali (ne mancano almenno 700.000), visto che se si parlasse di ridistribuzione delle risorse, avremmo la solita rivoluzione (anche questa tutta italiana, i benefici sono dovuti, tutti solidali alla negazione di sforzi e sacrifici dovuti allo spostamento).
Il post di Viviana (sempre a mio parere, in questo caso, non ho trovato fonti credibili contro, sempre disposto alla valutazione di quelle suggerite) centra in pieno l'anomalia Italiana. Troppa burocrazia, formare testi unici su cosa non si può fare e una legge che dica: tutto quello che non è espressamente vietato, si può fare.
Basterebbe quindi portare una dichiarazione di inizio lavori e ritirare la normative in quel settore, una di fine lavori seguita da una ispezione di controllo.
Se non hai seguito le normative... tot tempo per sistemare le cose, se alla seconda ispezione sei fuori norma, chiamo Salvini con la ruspa, così lo faccio anche contento
luchetta antonio
31 marzo 2019 alle ore 15:53cosa ne pensa Grillo? dei brandelli rimasti del pd e fi?
sorride-:)
per una sx che ha venduto la sua anima ideologica del proletariato, a fini propri
per una dx berlusconina che si ricandida dopo venticinque anni di mal gestione dello stato,
in matematica, i risultati non sono discutibili allo stato attuale in cui ci troviamo dopo che un cdx con una sx che in venti e passa anni erano rivolte ad una politica personale e non per interesse dei propri elettori .
Pensa un pò tutti i partiti tradizionali vorrebbero cambiare l Europa, ora nel mantenere un sempre ruolo personale, non atto ad interesse di chi rappresentano, mi viene spontaneo, pensare che in venticinque anni sia la dx che sx non si siano accorto delle politiche europee atte alla repressione degli stati membri ed ancora si parla di politica? ma di quale politica? venticinque anni di vuoto a discapito di tutti i cittadini italiani
Coccè Maria Carla
5 aprile 2019 alle ore 19:00Voto PD da anni , ma ora vedo solo grande confusione.
Non sento nulla in merito alle politiche del governo, mi sembra un PD sospeso dalla realtà che lo circonda.
Ora anche accordi con MDP.
L'alibi Renzi è servito a molti per salvarsi unicamente le proprie coscienze.
Non sento nessuno riconoscere quanto anche se poco di buono con il Governo Renzi/Gentiloni è stato fatto
E' solo da questo che si può partire per ragionare su un nuovo modo di far politica.
Zingaretti non rappresenta per niente il nuovo . Tant'è vero che non l'ho votato alle primarie.
Non sento nemmeno parlare di Europa, una nuova Europa .
Sono letteralmente schifata
Tommaso Giachetti
4 maggio 2019 alle ore 14:31Trovo folle, che il PD continui nell'atteggiamento di reprimere la propria natura. Come fa? Come fa un partito di sinistra ad essere contrario all'unica misura concreta di contrasto alla povertà ed alla disoccupazione, la migliore degli ultimi vent'anni, cioè il RDC? E come, sempre il PD, può andare contro così accanitamente al M5S da obbligarlo ad allearsi con Salvini le cui politiche sull'immigrazione sono tali da essere preoccupanti. Nonostante, va detto, qualcosa andasse fatto! Forse, ha troppo pensato il PD. Ha pensato troppo a prendere quel centro politico che voleva senza accorgersi che quello stesso centro ed anche per loro negligenza, pian piano, s'è ritrovato anch'esso nel marasma della necessità, ed impoverito. Hanno scimmiottato la destra credendosi sociali solo per via del fatto che le bandiere sono ancora rosse? Mah? Forse! Fatto sta, che io sapevo esserci una massima:"il nemico del mio nemico, è mio amico!" Si vede che è desueta! Ma criticare RDC e magari anche il salario minimo, non penso sia la strada giusta per un partito che si definisce di sinistra! Tanto meno rifiutare categoricamente un'alleanza col movimento, e dare in mano ad una destra come quella leghista amica di Casa Pound ed estremista nel contrasto all'immigrazione le redini del paese, lo trovo sinergico con gli ideali di sinistra. No, sinceramente non li capisco!
