
Crescita e lavoro: ecco le nostre priorità per riformare l'Unione europea
14 marzo 2019 alle ore 10:17•di Fabio Massimo Castaldo
Intervista a Fabio Massimo Castaldo, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Il Sole 24 Ore
Domani il Parlamento europeo voterà sulla riforma del Fondo salva-Stati (Mes) per potenziarlo essendo uno degli strumenti anti-crisi europei di punta. Qual è la vostra posizione a riguardo?
Siamo contrari alla trasformazione del Mes in Fondo monetario europeo perché c'è il rischio che diventi uno strumento di punizione per gli Stati in difficoltà. Il trattamento riservato alla Grecia ne è la dimostrazione. Servono invece misure e strumenti che affrontino le cause profonde che sono all'origine dei crescenti squilibri macroeconomici. Per questo vogliamo intervenire ex-ante su queste asimmetrie all'interno di questa Unione monetaria che è incompleta.
L'Irlanda tuttavia è un Paese aiutato dal Mes che ha ritrovato la via della crescita. E' portato come esempio, come modello di successo della politica del fondo salta-Stati. (ndr ha tagliato il deficit-Pil allo zero virgola)
Non è un esempio calzante perché l'Irlanda ha adottato politiche fiscali molto aggressive e poco solidali nei confronti degli altri Paesi membri. Invece di concentrarci sul Fondo salva-Stati, che è impone politiche di austerità, sarebbe più opportuno modificare il Six Pack e il Two Pack per implementare politiche fiscali pro-crescita. Serve una governance economica diversa che, per esempio, limiti i surplus eccessivi come quello della Germania. Gli strumenti sanzionatori previsti non vengono utilizzati. Questo è un chiaro esempio di un'Europa che usa due pesi e due misure. Correggiamo i surplus eccessivi, invece di punire sempre chi è in disavanzo: anche questo è un modo per rendere l'Europa più stabile.
Cosa proponete in concreto?
Proponiamo trasferimenti fiscali dai Paesi con surplus in eccesso ai Paesi in difficoltà.
Direttamente da Stato a Stato oppure attraverso uno strumento intermedio, come potrebbe essere per esempio l'eurobudget?
Gli strumenti intermedi possono essere messi a servizio di chi vuole imporre l'austerity in cambio di sostegni per forzare politiche restrittive su Paesi già in crisi. E' l'uso che si fa degli aiuti o dei trasferimenti, il punto cruciale. Preferiamo un trasferimento che avvenga attraverso le attuali Istituzioni europee, come per esempio la Commissione.
Nel momento in cui una crisi scoppia, bisogna pur avere uno strumento europeo che possa intervenire rapidamente per domare la crisi. La Bce lo ha fatto, con una vasta gamma di strumenti.
Riconosciamo il lavoro fatto dal Bce, tuttavia il suo Statuto andrebbe modificato per permetterle di agire anche su un target diverso, come l'occupazione, e solo dopo sulla stabilità dei prezzi che è un'ossessione tedesca. La Federal Reserve, per esempio, ha un doppio mandato. Anche il primo mandato della Bce dovrebbe focalizzarsi sull'occupazione nell'eurozona. Abbiamo sempre chiesto che la Bce diventi prestatore di ultima istanza o, alternativamente, si vari l'introduzione di meccanismi di condivisione del rischio come gli eurobond senza imporre condizionalità.
Dietro quella che lei chiama "condizionalità" c'è un sistema basato sul "dare e avere". Gli Stati che sono in una posizione di aiutare gli altri vogliono accertarsi che lo Stato aiutato esca dalle secche e che in cambio degli aiuti faccia le riforme strutturali per rilanciare la crescita: i Paesi forti si insospettiscono quando l'Italia, con il suo alto debito pubblico, chiede dando l'impressione di non voler dare o fare in cambio nulla.
E' vero che l'Italia ha un alto debito pubblico, questa è un'eredità di macerie e scorie che viene dal passato. Ma bisogna anche ricordare i fondamentali economici solidi del nostro Paese. Siamo la terza economia dell'eurozona e la seconda potenza manifatturiera, abbiamo un altissimo tasso di risparmio e un avanzo primario da anni. Questi sono punti di forza che anche il capo economista di Deutsche bank Folkerts Landau ci riconosce. Noi non chiediamo nulla di irragionevole se non più investimenti pubblici per la crescita, scomputati dal calcolo del deficit. Solo così potremmo uscire dalle difficoltà economiche che sono strutturali. Non rifiutiamo le regole europee, chiediamo solo di fare di più per la crescita.
E' anche per questo che siete contrari all'accelerazione che si vuole dare alla riduzione dei NPLs? Anche questo andrà al voto domani...
Non minimizziamo la pericolosità dei NPLs anche se l'Italia in questi anni ha fatto molti sforzi per ridurne l'ammontare ma siamo contrari alla disparità di trattamento nelle regole che hanno avuto finora i crediti deteriorati rispetto ai derivati. I NPLs sono di fatto prestiti all'economia reale non restituiti mentre i derivati sono strumenti illiquidi, rischiosi e pericolosi che ci espongono a rischi sistemici. Non siamo ingenui, perseverare in maniera ossessiva sul taglio dei NPLs non aiuterà l'economia perché porterà a una stretta del credito alle Pmi e alle famiglie.
La vendita dei NPLs, questa la tesi di chi ne favorisce la riduzione alla svelta, libera spazio nei bilanci delle banche per incrementare i nuovi crediti e finanziare l'economia. Inoltre, senza ridurre i rischi nei bilanci delle banche, l'Unione bancaria non va avanti. Siete contrari alla Banking Union?
Siamo favorevoli alla garanzia unica sui depositi, ma porteremo avanti una riforma del bail-in per togliere dalla risoluzione delle banche in crisi i depositi e le obbligazioni bancarie detenute da retail. L'Unione bancaria, infatti, prevede solo meccanismi di riduzione di rischi e non di condivisione. Durante la prossima legislatura è prevista la revisione della parte relativa al bail-in della BRRD. In quella fase, ci impegneremo per l'esclusione da Bail-in di tutti depositi retail e di tutte obbligazioni detenute da investitori retail in modo che non si ponga in essere la necessità di attaccare risparmiatori retail e i depositanti. Inoltre, siamo anche contrari, al modello di banca cosiddetto 'universale' che combina il modello classico di banca con quello di investimenti ha dimostrato non solo di essere inefficace ma, ancor peggio, dannoso per i cittadini europei. La separazione tra le due attività non può che essere l'unica soluzione.
L'asse europeista Berlino-Parigi si sta rafforzando, senza l'Italia: non temete che l'Italia rischi di rimanere isolata, lontana da tutte le posizioni europeiste che spaziano dai Paesi core ai semi-core ai periferici aiutati dal Mes?
L'Italia è stata spesso relegata ad un ruolo secondario, in passato, costretta ad accodarsi. Francia e Germania non sono allineate su tutto, c'è in atto un forte scontro sulla condizionalità da collegare alle trattative sul bilancio europeo pluriennale e chissà se l'accordo verrà raggiunto. L'Italia ha le carte in regola per trattare con gli altri Stati, sia quelli che sono dentro l'area euro sia quelli che stanno fuori ma entreranno, perché noi vogliamo essere perno di aggregazione e motore del cambiamento in un'Europa finalmente votata alla crescita.
Commenti (31)
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14 marzo 2019 alle ore 10:40X salvare l'italia c'è solo un sistema,
Uscita dall'euro
E piena sovranita italiana, non piu sottomessa a dei burocrati eletti da nessuno e che fanno solo gli interessi delle lobby cui appartengono,
Questi erano i principi fondanti del mv, e che adesso il padrone giggino si è dimenticato.
Perche padrone si tratta.
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14 marzo 2019 alle ore 10:41Dimenticato
andrea xxl cagliostro il gatto nero.
Alessandro A., Trieste
14 marzo 2019 alle ore 10:43Oppure qualcuno si è accorto che al nostro 'Piano B' di uscita dall'euro gli altri hanno da contrapporne C, D, E, F. E stai certo che gli altri sanno quello che fanno.
Mentre noi mandavamo in Europa Iva Zanicchi, Gabriella Carlucci e i giornalisti del PD, gli altri se la prendevano.
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14 marzo 2019 alle ore 11:06D'accordissimo, ma cosa abbiamo ottenuto, cosa ha ottenuto di positivo il mv schierando 17 - 2 = 15 portavoce?
NIENTE solo 15 stipendi,
Cosa abbiamo ottenuto da questa europa?
Invasione di extracomunitari,
Invasione di merci a basso costo ottenute favorendo francia e spagna che grazie ai loro accordi con ex, si fa x dire, colonie da cui hanno il diritto quali partner, di importare derrate agricole a costi bassissimi e con i quali hanno distrutto la nostra agricoltura, hanno aperto rotte commerciali con paesi del sud est asiatico importando prodotti tecnologici e manufattorieri a basso costo distruggendo il nostro settore manifatturiero e tutto questo senza che l'italia abbia mai potuto dire no.
Questa è l'europa,
Poi si potra dire che è possibile andare da palermo a capo nord senza dove esibire un documento, ma è anche vero che in spagna il gasolio da trazione costa € 1,04 al litro, e le tasse sono un terzo delle nostre.
Alessandro A., Trieste
14 marzo 2019 alle ore 16:12La Spagna?
La Spagna ha una task force preparatissima che si occupa SOLO di Europa. Pur essendo la 4a economia dell'eurozona, subito dietro di noi ha il bilancio in attivo nei confronti dell'UE.
Le catene della grande distribuzione francese esportano agroalimentare francese, quelle tecnologiche tedesche idem. Gli olandesi (la famosa terra del sole) a Wageningen hanno il polo mondiale della ricerca agraria ed esportano pomodori in Italia.
Gli altri ce la fanno a trarre vantaggi dall'UE, come mai?
SONIA SIMONE
15 marzo 2019 alle ore 09:55E' vero: la parola capo associata a democrazia non suona affatto bene...ma non si deve soccombere ma combattere...sempre!!
Davide
14 marzo 2019 alle ore 10:46Se si riuscirà a riformare positivamente qualcosa nell'unione, ben venga!
L'economia nazionale è la base per il benessere delle persone.
Troppi connazionali pagano troppo il costo della vita. Una causa, secondo me, è la speculazione a catena che fu fatta al passaggio dalla lira alla moneta unica.
Pochi connazionali privilegiati (ereditieri, professionisti, raccomandati, figli d'arte, dirigenti) riescono a pagarsi il costo della vita nell'attuale unione.
Auspico ad una riforma economica che riequilibri le condizioni di vita dei cittadini europei.
SANDRO MARRONE
14 marzo 2019 alle ore 11:22A mio parere il passaggio prioritario dovrebbe essere la divisione tra
1. attività bancaria nell'economia reale (raccolta del risparmio e credito a famiglie e imprese) e
2. attività di investimento finanziario (speculazione su titoli e futures, derivati e strumenti finanziari simili). Dovrebbe essere vietato alle banche di esercitare entrambe le attività, sia perché le attività del tipo 2 sono ad alto rischio ed espongono anche le attività del tipo 1 al fallimento dell'istituto, sia perché le attività del tipo 2 drenano risorse finanziaria alle attività del tipo 1.
Il problema è che le attività speculative sono ad alto rischio ma rendono di più rispetto agli investimenti nell'economia reale, per cui proibire alle banche europee di esercitare tale attività implica imporgli uno svantaggio competitivo rispetto alle banche extraeuropee.
Il passaggio successivo dovrebbe essere l'adozione di strumenti normativi che mirino a ridurre al minimo la redditività dell'attività speculativa sui mercati finanziari. Una attività che ha già creato, e continua a creare, enormi bolle speculative che minacciano la stabilità finanziaria globale. Si è parlato anni fa di introdurre una "Tobin tax", una tassa sulle transazioni finanziarie, in particolare sul cosiddetto HFT (High-frequency trading ), per rendere meno profittevole questa attività che è puramente speculativa.
Il governo Renzi l'ha applicata a modo suo, per razzolare un po' di gettito fiscale, non per limitare la speculazione.
Ma figuriamoci se una UE che di fatto il braccio politico del sistema bancario vorrà mai farle queste riforme.
SONIA SIMONE
14 marzo 2019 alle ore 14:45Concordo. La tobin tax è l'unica arma efficace contro gli speculatori. Tassare le transazioni finanziarie in modo consistente eviterebbe anche l'utilizzo dei programmi speculativi di compravendita che artificiosamente determinano il successo o il crollo di un'azione o peggio dei titoli del tesoro. Guadagni facili sulla pelle dei piccoli risparmiatori
Sandro Bii
14 marzo 2019 alle ore 11:32Modifiche necessarie. Comunque, le leggi nostre fatte sono innovative.
nicola costa
14 marzo 2019 alle ore 11:58Iniziate a riformare la vostra testa!!!!!!!............. più duri di voi nemmeno il granito!!!!. Lasciamo perdere!.
nicola costa
14 marzo 2019 alle ore 12:11Avete promesso di modificare il testo della legge riguardante il RDC è non l'avete fatto!, anzi: avete aggiunto norme che avvantaggiano gli immigrati ed i Rom: (aggiungo anche che non avete tolto la postilla profondamente razzista: (a mio modesto avviso) riguardante l'Isee), avete promesso di concedere una tregua per quanto riguarda la Tav, ed avete magistralmente deviato il corso: (devo ammettere anche con molta furbizia ed intelligenza) con la decisione di puntare sulle grandi opere: (tocco da maestro) l'uscita di Conte ad Agrigento per promuovere e dare man forte ai cantieri bloccati da decenni nel Sud. Un altro grande colpo da maestro è stato stoppare temporaneamente la questione Tav, prendendo di fatto ancora tempo su una decisione comunque oramai irremovibilmente presa: (cioè semplicemente quella di non completare l'opera) mandando avvisi agli imprenditori senza però avviare i bandi per sbloccare i cantieri. L'ultimo per ordine di tempo: (mi riferisco chiaramente al tocco da prestigiatore) è quello di avviare un colloquio con il Parlamento per fare un decreto legge che consentirebbe lo sblocco di circa 600 cantieri in tutto il Paese. Il colloquio è già partito da oggi. (se tutto procede per il meglio: entro lunedì avremo il decreto). Tutto sfruttando la lunga e forviante macchina della propaganda, visto che ci sono in aria venti di Europee, e visto le ultime rumorose cadute di stile ed innanzitutto elettorali, sarebbe la disfatta definitiva per in cinquestelle perdere ancora pezzi!. Tempo fa lo dissi: "riacquistate il sapore antico perso del movimento sostenuto dai cittadini che metta "la chiesa al centro del villaggio", cioè per l'appunto il cittadino e non l'ideologia: (un concetto oramai morto e sepolto dall'evoluzione dei tempi). Torni dunque ad essere un movimento e non un partito come ahimè è diventato.
SONIA SIMONE
14 marzo 2019 alle ore 14:51Purtroppo spesso si fanno proclami a parole ma poi nei fatti è l’esatto opposto!
LEGGE DI BILANCIO del 31.12.2018 in un trafiletto (come si usava nei vecchi governi corrotti dove le lobby inserivano i loro interessi con postille quasi invisibili, spesso fuoricontesto) si legge:
A decorrere dal 2019 le pubbliche amministrazioni procederanno al reclutamento secondo le modalità semplificate e quindi SENZA il previo svolgimento delle procedure di mobilità!
In poche parole prima del 31.12.2018 prima di espletare un concorso l’amministrazione pubblica doveva indire una procedura per verificare se persone già dipendenti di altre amministrazioni avevano la necessità di avvicinarsi alle famiglie e poi il restante dei posti veniva messo a concorso!
Ma questo dava MOLTO fastidio ai benpensanti della LEGA e quindi si è aggiunta questa postilla che annienta le leggittime speranze/aspirazioni di ricongiungimento familiare.
Da oggi le persone non raccomandate (a quelle si trova sempre il posto sotto casa) vincitori di concorsi indetti nelle regioni più ricche del nord Italia , dopo anni di trasferte gli si nega anche questa speranza!!!
Da oggi, grazie a questa porcata, l’infermiere, l’operaio, l’impiegato che pensava di essere stato fortunato a vincere un concorso, anche se lontano dalla famiglia, ora ha una sola possibilità: sradicare anche i figli e tutta la famiglia e portarsela dove ha vinto il concorso perchè la LEGA ha voluto così nell’utima finanziaria!
cittadino qualunque
14 marzo 2019 alle ore 14:51Riformare l'unione europea ?? Ma non si era detto che volevamo uscire a tutti i costi dall'euro ?? Che differenza quando sentii con le mie orecchie dire da CASALEGGIO padre che quando saremmo andati al governo noi avremmo fatto...... e ribadito poi da BEPPE GRILLO ......Era IMOLA non ricordo piu' l'anno, tante belle parole e poi c'era anche DARIO FO premio Nobel , quanto entusiasmo, e ora ....un CONTRATTO CON LA LEGA che ci portera' solo all'estinzione e una marea di parole sulla TAV e l'assicurazione che il governo reggera' per 5 anni. La vittoria di PIRRO.!!
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14 marzo 2019 alle ore 15:15Sempre colpa degli altri, ora la danno alla lega, ma se è giggino che si reca in pellegrinaggio a Bruxelles facendo tutta la strada in ginocchio spargendosi cenere sulla testa,
E meno male che il bomba di rignano era ed è un parolaio, ma ha trovato e ci siamo ritrovati un degno sostituto.
Il Barone Zazà
14 marzo 2019 alle ore 16:33Gli Italiani non sono pronti e forse non lo saranno mai; mancano le palle, amico mio!
Beppe A.
14 marzo 2019 alle ore 15:26Se segui le politiche della sinistra (andremo in €uropa a battere i pugni) fai la fine della sinistra
SONIA SIMONE
15 marzo 2019 alle ore 09:51Concordo. Se si è preparati, si può far passare una direttiva comunitaria (poi recepita dagli stati membri) con contenuti sovversivi ma dall'aspetto angelico: TANTO NEL PARLAMENTO EUROPEO(e non solo) FIRMANO SENZA LEGGERE!!
Alessandro A., Trieste
15 marzo 2019 alle ore 11:09Il sospetto Sonia è che abbiano sempre letto senza capire un tubo.
Il Barone Zazà
14 marzo 2019 alle ore 16:05L'Unione europea andrebbe azzerata e i trattati riscritti.
Comunque, per la separazione tra banche commerciali e banche speculative, si potrebbe procedere cogliendo l'intero sistema alla sprovvista:
creare una nuova banca completamente pubblica con il divieto nello statuto di sottoscrivere derivati e fare speculazioni finanziarie. L'ideale sarebbe di convenzionarla con Poste, in modo da acquisire una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale.
A questo punto si dovrebbe fare appello all'intelligenza degli Italiani.... già, l'intelligenza......
Chi non capirebbe che una banca nuova, priva di debiti nascosti nelle pieghe di bilancio e per di più pubblica, sia la soluzione ideale dove mettere il risparmio di una vita?
e se l'intelligenza non bastasse..... si farebbe una concorrenza sui costi e sulle garanzie, rendendo conveniente cambiare banca. Inoltre una banca pubblica non ti rifila fregature, al contrario suggerisce ai risparmiatori di investire in titoli di Stato, sicuri e garantiti.
In questo modo non sarebbe più necessario eliminare il Bail In, che diventerebbe invece una ragione in più per cambiare banca.
Tutto questo avrebbe molte ripercussioni sull'intero sistema e tanti Paesi seguirebbero l'esempio italiano. Avremmo così un Giubileo mondiale per effetto ''domino''!
.....oppure un colpo di Stato finanziato dai banksters......
luigi crocco
14 marzo 2019 alle ore 16:56.sulla FESTA DELLA DONNA 8 marzo 2019 pari opportunità , la Tav , LA VIA DELLA SETA GLI ACCORDI CON TRUMP sulle TECNOLOGIE al avanguardia ed altro di incentivo politico al popolo italiano che lavora anche col potere di acquisto dimezzato sui bassi salari ; metterei prima l'idea sulla soluzione della crisi economica e occupazionale iniziata dal momento in cui il governo 1999 ci fece entrare in europa a contrastare la povertà' CON L-EURO RADDOPPIATO 1936,27 lire dimezzando automaticamente il POTERE DI ACQUISTO DEI BASSI SALARI e pensioni portandoci alla crisi occupazionale . economica, fiscale , finanziaria ecc. Ma oggi vi SONO 1200 MILIARDI euro PER L-ITALIA DA DISCUTERE SULLA RISOLUZIONE EUROPA 6 LUGLIO 2011 PAGINA 3 N.13/14 …72 al 60% PIL /DEBITO SOVRANO PER 23 MILIONI minimo DI PERSONE ECONOMICAMENTE ATTIVE A RISCHIO DISOCCUPAZIONE E INDIGENZA, UN METODO per un futuro in EUROBBLIGAZIONI CHE VALGA ANCHE IN AMERICA SULLA CONCORRENZA DEI BOND USA PER L'euro forte a moneta rifugio .
Ma nessuno dei massimi e minimi politici in italia ed europa addirittura attuali si degna di rispondere a me , semplice cittadino italiano, in difficoltà addirittura ad avere risposta se il progetto e" fattibile o no !!!!!!!!
NB: DAL 1999 IL PROBLEMA IN ITALIA È UNO SOLO hanno raddoppiato l'euro a 1936,27 LIRE svalutando le 1000 lire che ha più che dimezzato il costo per vivere in bassi salari e pensioni dove cerco di avere inutilmente risposta in italia ed Eu se fattibile o no la legge delle eurobbligazioni a favore del occupazione, per un metodo a finanziare x milioni di piccole, medie e grandi imprese per pagare i contribuiti INPS a y decine di milioni di salari in difficoltà, in alternativa all' indicizzazione dei salari e pensioni sulla strategia Europa 2020 del 6 luglio 2011 pagina 3 n.13.14... 72 alla condizione principale di diminuire il debito sovrano 1/20 annuo ed ipotecare i beni immobiliari dello stato anche INPS e della Cassa Depositi e Prestiti
Franco Ansaldi
15 marzo 2019 alle ore 10:32Il movimento cinque stelle deve rivedere completamente le sue strategie in Europa. Quelle attuali sono basate su una vittoria degli antieuropeisti-sovranisti, invece i sondaggi indicano che rimarranno al potere i partiti europeisti.
Chi, come me, sperava in un cambiamento in Europa sarà quindi deluso. E la delusione sarà doppia doppia considerando che è il movimento cinque stelle non ha dato sinora una indicazione precisa sulla strategia che vorrà tenere se prevarranno le forze europeiste. Insomma al movimento cinque stelle manca un piano B.
Avanza con forza la prospettiva di quattro anni in un’Europa uguale a quella attuale, quindi con l’austerità e tutte le sue drammatiche conseguenze. Questa prospettiva è davvero deprimente, soprattutto considerando che il Movimento 5 Stelle non ha dato sinora nessuna indicazione sulla strategia che adotterà per fronteggiarla.
Giovanni Violante
15 marzo 2019 alle ore 18:10Ho aperto una piccola società d'informatica a seguito di una commessa della durata di 18 mesi. Ho un mio amico/collega con me ma ho avuto richieste di altre risorse skillate che non riesco a trovare.
In effetti tra contributi e tasse anche io devo lasciare sul "campo" oltre il 67 % dei miei ricavi, questo mi penalizza tanto e mi blocca nelle assunzioni preferendo collaborazioni esterne.
Volevo aggiungere/suggerire che un'IVA al 10% (tranne che su beni di lusso), forse, verrebbe pagata da tutti mentre il 22% risulta esoso e questo, a mio parere, causa la voglia di evitarla appena si presenta l'opportunità.
SANDRO MARRONE
15 marzo 2019 alle ore 22:15E' una vergogna. Fare impresa senza imbrogliare il fisco è diventato virtualmente impossibile.
E' vero: il senso e lo scopo delle imposte indirette, come l'IVA, è stato completamente stravolto, con la sola motivazione di fare cassa e contribuire a finanziare la vergognosa cifra di 800 miliardi di spesa pubblica annuale.
L'IVA dovrebbe servire a controllare la bilancia dei pagamenti, scoraggiando le spese che la appesantiscono, non a gravare sulle attività produttive e sui servizi. Solo questo giustifica il fatto che non sia proporzionale al reddito e colpisca in modo indiscriminato abbienti e non abbienti.
Se voglio scoraggiare l'importazione di Champagne perché questo aggiunge passività al rapporto tra import ed export dello Stato, è sensato applicare una tassa fissa su ogni bottiglia, ma che senso ha applicarla sul servizio reso dall'idraulico o dal meccanico? Ha il senso di una rapina che scoraggia le attività produttive, i servizi necessari e incoraggia l'evasione. Il fisco deve colpire il reddito, in modo proporzionale e progressivo.
Angelo chiari
15 marzo 2019 alle ore 22:59Riformare!!!!!!!! Vi ricordate quando si parlava di un uscita!!!!! bei tempi
Antonio L. (Sa) -non ho votato M5S !!
15 marzo 2019 alle ore 23:291) Leggo dall'intervista all'On. Castaloi:
"Cosa proponete in concreto?
Proponiamo trasferimenti fiscali dai Paesi con surplus in eccesso ai Paesi in difficoltà."
In pratica... che significa?
2) Leggo ancora:
"Siamo favorevoli alla garanzia unica sui depositi, ma porteremo avanti una riforma del bail-in per togliere dalla risoluzione delle banche in crisi i depositi e le obbligazioni bancarie detenute da retail."
Personalmente NON son d'accordo. Sarebbe la "Bengodi" per qualcuno e a pagare sarebbe solo e sempre il solito "Panatlone"
giovanni carlo porotto
16 marzo 2019 alle ore 21:21Confesso di non capire gran che per mia carenza. Ma ritengo che una personalità di Massimo Castaldo possa ritenersi di indubbia trasparenza. Quanto da Lui sostenuto non può che essere condiviso.
arch. Shir akbari
17 marzo 2019 alle ore 08:231- LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA IN EUROPA OGNI DECISIONE ASPETTA AL POPOLO EUROPEO.
Articolo 11, paragrafo 4, del Trattato sull'Unione europea (TUE).E art 71 bis.
2- IL FUTURO DELL'UNIONE EUROPEA STA NELLA CRESCITA ECONOMICA E NELLA FIDUCIA DEI CITTADINI.
3- LOTTA ALLA CORRUZIONE E AL CRIMINE ORGANIZZATO; UNA NUOVA LEGGE ANTIMAFIA E ANTI-CORRUZIONE E ANTI- RICICLAGGIO PER TUTTA EUROPA.
4- RIDURRE L'INFLUENZA DEI MERCATI FINANZIARI E PRENDERE PROVVEDIMENTI A FAVORE DELL'ECONOMIA PRODUTTIVA E REALE.
5- COMBATTERE CON LOBBISMO IN EUROPA; LA TRASPARENZA NON DEVE ESSERE UNA ILLUSIONE
6- UN PIANO UNICO EUROPEO PER I CAMBIAMENTI CLIMATICI "NOW OR NEVER"
7- NO ALL'ASSALTO CONTINUO DELLA GLOBALIZZAZIONE DI MERCI E MANODOPERA A BASSO COSTO AI DANNI DEL COMPARTO INDUSTRIALE EUROPEO E LAVORATORI.
8- BASTA CON LA CONCORRENZA SLEALE ALL'INTERNO DELLA COMUNITÀ EUROPEA DEI PAESI DEL EST "DUMPING INDUSTRIALE" CONCORRENZA Sì MA NON SLEALE.
9- RIFORMARE IL SISTEMA BANCARIO E FINANZIARIO; PIÙ VIGILANZA, SEPARARE BANCHE COMMERCIALI DA BANCHE D'INVESTIMENTO, IL RAPPORTO TRA LE BANCHE E IMPRESE PIÙ PRESTITI A MEDIO E LUNGO TERMINE PIÙ ECONOMIA REALE.
10- LE DIRETTIVE EUROPEE PER REGOLAMENTARE I DIRITTI DEI LAVORATORI "IL SALARIO MINIMO EUROPEO" E LA PRIORITÀ ASSOLUTA PER DESTINARE FONDI A FAVORE LA DISOCCUPAZIONE.
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