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Così il cambiamento climatico ferisce a morte i nostri mari
19 marzo 2019 alle ore 14:45•di Paola Deiana
I nostri mari si stanno ammalando sempre più. E la colpa è anche del cambiamento climatico causato dalle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane. A confermarlo sono numerosi studi, tra cui quelli della Fondazione Imc. Scienziati da tutto il mondo hanno lanciato l’allarme ormai da tempo: gli ecosistemi marini sono soggetti a un crescente degrado causato dall'aumento delle temperature e della concentrazione di anidride carbonica.
Questo comporta serie conseguenze su flora e fauna, ma anche sulla vita delle comunità che vivono lungo le coste e, di riflesso, su tutti noi. Le temperature sempre più elevate dell'acqua, i bassi livelli di ossigeno disciolto, l’acidificazione oceanica e costiera, le inondazioni e gli eventi meteorologici estremi: tutti eventi ai quali si deve porre con urgenza un freno.
Negli Oceani si registra un incremento di temperatura media dell'acqua superficiale di circa 2 gradi nell'ultimo secolo. Siamo passati da 25 a 27°C: può sembrare un piccolo aumento ma per il Pianeta e i suoi ecosistemi è un vero e proprio sconvolgimento. Non a caso stiamo assistendo alla progressiva “meridionalizzazione” del mar Mediterraneo: in pratica, gli organismi marini cosiddetti “ad affinità subtropicale”, tipici delle coste meridionali del Mare Nostrum, hanno ampliato o spostato il proprio areale verso regioni più settentrionali, dove in precedenza a causa della temperatura troppo bassa erano assenti o molto rari. Per esempio, la “donzella pavonina”, il pesce più variopinto del Mediterraneo, fino ad un paio di decenni fa era diffusa solo nelle acque del bacino levantino e a sud, ora è comune anche nelle acque del Mar Ligure.
E se le specie del mediterraneo si “trasferiscono” più a Nord, nelle nostre acque assistiamo al fenomeno, sempre generato dal surriscaldamento, della “tropicalizzazione”, vale a dire l’arrivo di specie provenienti da zone tropicali, che un tempo erano estranee al nostro mare e sono causa di non pochi problemi. È il caso del pesce flauto, arrivato dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez a causa del riscaldamento delle acque. Questa è una delle tante specie definite “aliene” che come molte altre, una volta nel nostro mare sembra non aver trovato competitori e si alimenta facilmente di pesci “autoctoni” che non la riconoscono come un predatore.
Il combinato di tutti questi fattori può favorire l'attivazione di agenti patogeni e indebolire fortemente gli organismi marini, provocando nei casi più gravi eventi di mortalità massiva. Questo significa che il pescato è meno sicuro, meno ricco e meno abbondante: in poche parole, il nostro mare si impoverisce con tutte le conseguenze ecologiche, economiche e sociali del caso.
I cambiamenti climatici hanno un impatto sulla distribuzione, sulle abitudini migratorie e sulle dimensioni degli stock di molte specie di pesci. Alcune specie si spostano dalle acque costiere poco profonde e dalle aree semichiuse, dove le temperature aumenteranno più rapidamente, in acque più profonde e più fredde. Certe specie presenti in mare aperto e negli oceani sono colpite in modo più drammatico. Per sgombro, sardine e acciughe, ad esempio, le fluttuazioni indotte dal clima influenzano importanti processi biologici come il successo riproduttivo e le loro interazioni nella catena alimentare.
Un’altra conseguenza preoccupante dell’aumento di CO2 in atmosfera è la cosiddetta “acidificazione”: il pH medio delle acque superficiali dei mari è sceso da 8.21 a 8.10. Tra le conseguenze dirette di questi cambiamenti c’è la perdita o comunque la compromissione di habitat importanti, con la modifica delle catene alimentari basate su plancton e della distribuzione delle specie. L'acidificazione causa problemi di sviluppo delle larve e del plancton alla base delle catene alimentari, come avviene per le uova di tonno pinna gialla, la cui sopravvivenza è messa in forte pericolo dall'acidificazione.
L'equilibrio naturale del Pianeta è fragile e i cambiamenti repentini legati alle attività umane stanno determinando un’accelerazione delle temperature a livello globale. Gli ecosistemi marini e terrestri cambiano forse irreversibilmente e siamo in grado di prevedere solo in parte le conseguenze di questi cambiamenti. Per questo bisogna prendere coscienza dei rischi che stiamo correndo come specie, sensibilizzare i cittadini, determinare – come il Movimento 5 Stelle sta facendo con tutte le energie in Parlamento e nel Paese – nuove politiche e spingere la comunità internazionale a varare regole riconosciute da tutti come necessarie e improcrastinabili se vogliamo salvare la nostra specie salvando gli ecosistemi che ci hanno consentito fin qui di essere sulla Terra.
Commenti (19)
Andrea Xxl
19 marzo 2019 alle ore 15:25Chissa perche migliaia di italiani vanno in vacanza sul mar rosso e ammirano le bellezze marine di quei lidi e qui da noi invece solo orrori,mà!
CINEL RENATO
19 marzo 2019 alle ore 16:57L'equilibrio del Pianeta è fragile ed è a rischio,allora riduciamo immediatamente la produzione di CO2 prendendo misure drastiche autonomamente senza attendere l'Europa in mano a dei burocrati ciechi e interessati solo ai soldi loro.Incentiviamo da subito ,dalla prossima settimana cioè dal 25 MARZO 2019 ,la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili Solare,Eolico,Idroelettrico etc da produrre in mille siti e da usufruirne direttamente nel territorio..Togliamo le tasse per le aziende che dalla prossima settimana si metteranno a produrre ENERGIA PULITA,vietiamo la circolazione alle auto più inquinanti,potenziamo i trasporti su ferro delle merci che circolano in Italia,blocchiamo immediatamente le trivelle che agiscono sui nostri mari.Facciamo installare colonnine per la ricarica elettrica delle AUTO(che non pagheranno il bollo di circolazione)in tutti i comuni d'Italia.
Vietiamo la circolazione delle auto DIESEL da SETTEMBRE 2019 in tutte le città sopra i 50.000 abitanti,per poi ogni anno scendere sulle città con 40 poi 30 e via cosi'.Poi passeremo alle auto a benzina e alfine circoleremo solo con auto ad Energia Elettrica,gli autobus naturalmente solo elettrici,e in 10 anni saremmo PULITI.
L'0ccupazione aumenterà enormemente nelle rinnovabili,la Pianura Padana GUARIRA' IMMEDIATAMENTE dalla CAPPA vergognosa che ci avvolge,avremo meno malati e bimbi più intelligenti.
Vedi Luigi Di Maio ci vuole solo coraggio ed un GRAN DECRETO LEGGE per sconfessare tutti i Politici Vecchi,i Megamiliardari,le Multinazionali e...se cominciamo noi per PRIMI li spiazziamo tutti e non sapranno dove nascondersi....ma dobbiamo agire subito e dare al MONDO un esempio che solo un movimento come il nostro poteva dare....IL MOVIMENTO 5 STELLE.
Andrea Xxl
19 marzo 2019 alle ore 17:50Anche una bella guerra che dimezzi il n. Di umani visto che il pianeta a questi ritmi di crescita non puo piu sostenerci.
In fin dei conti è nell'ordine delle cose naturali,
Quando un nido di formiche raggiunge un punto critico una buona parte di esso emigra in cerca di nuovi territori invadendo quello di altri, da cui si sviluppera una guerra e una colonia verra soppressa, questa è la natura, l'uomo ha sovvertito ( parzialmente) questo ordine di cose ma non sara ancora x molto.
Conte di Montecristo
19 marzo 2019 alle ore 17:46a proposito di inquinamento:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/18/taranto-bimba-muore-di-cancro-a-5-anni-al-cugino-di-16-tocco-la-stessa-sorte-associazione-dei-genitori-una-mattanza/5046521/
vi avevo votato per fermare l'ILVA in 2 settimane, anche un mese sarebbe andato bene...anche solo bonificare sarebbe andato bene...
grazie
Beppe
19 marzo 2019 alle ore 18:26Cara Paola,
proprio un bel post, dovresti girarlo ai Ministri: Costa. Grillo, Toninelli, Trenta tanto indecisi e contraddittori nelle loro scelte nonostante una delle Stelle del Movimento faccia riferimento proprio ai problemi che preoccupano anche miglioni di ragazzini.
Loro (i ministri) sono grandi, non si preoccupano del futuro e........ non hanno coraggio, sono solo dei mediocri politici.
Già, li frena la Lega...... e chi del Movimento frena la lega?
Salvatore
19 marzo 2019 alle ore 19:02i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e quelli non si può fare niente ci sono specie che si estinguono e specie mai visti prima che nascono, il broblema il gasolio la plastica insaccati confezionati materassi pannolini pannoloni etc, la prima cosa da fare edire basta con sto petrolio puntiamo sul idrogeno basta con le bottiglie di plastica torniamo al vetro che non inquina anche se qualche disgraziato butta in mare 10 bottiglie di vetro e sempre meglio di una di plastica.
Mauro
19 marzo 2019 alle ore 19:38Il problema complessivo è di una serietà direi estrema.
Siamo preparati ad affrontarlo?
No, stiamo semplicemente viaggiando come un treno verso un ormai temo irreversibile schianto.
La politica? Quella vecchia, quella ancora presente e al governo di gran parte delle nazioni è del tutto incapace di affrontare un problema che rischia sempre di più di diventare epocale se non catastrofico per i destini del genere umano.
Ci sono molti scienziati che ritengono che abbiamo superato il punto di non ritorno e noi che facciamo? Ci limitiamo a ballare giulivi come si faceva sul Titanic mentre stava per affondare.
L'informazione, quella vicina alla vecchia politica si limita a tener bordone o addirittura a disinformare.
Il menù è completo, c'è tutto per poterci garantire lo schianto, quello definitivo.
id &as
19 marzo 2019 alle ore 19:40OT? magari Freccero legge il blog...
https://www.plasticchina.org/
‘Foreign rubbish’ caught up in China’s tsunami of recycling waste
https://eandt.theiet.org/content/articles/2019/03/foreign-rubbish-caught-up-in-china-s-tsunami-of-recycling-waste/
renato99
19 marzo 2019 alle ore 20:18in questo paese per cominciare bisognerebbe favorire ed incrementare il TELELAVORO. schiere di impiegati che si spostano magari di pochi km in automobile, moto o anche mezzi pubblici per andare a fare un lavoro che potrebbero fare tranquillamente da casa; si risparmierebbero traffico, inquinamento, stress, affitto e riscaldamento/raffrescamento uffici e ne guadagnerebbe la produttività e la salute ma appunto questo risparmio va a discapito delle lobby del petrolio, dei palazzinari che affittano uffici al pubblico ed ai privati e quindi non si farà mai
GIORGINO
19 marzo 2019 alle ore 20:44l'Europa ha tre sedi parlamentari e spostare continuamente migliaia di persone da un posto all'altro costa tantissimo in termini economici e soprattutto di inquinamento, dai EUROPA dai l'esempio cominciando da qui altrimenti non venite a chiederci nulla.
Alex
19 marzo 2019 alle ore 21:36E innutile continuare a dire che c’è il problema bisogna aver le palle di agire, si manda fan culo tutti quelli che lo inpensiscono, si fa e basta
cab tar
20 marzo 2019 alle ore 14:09DEDICATO A TUTTI I GRETINI - ECCO CHI E’ GRETA !!! (parte seconda)
(ovvero dedicato a tutto gli allocchi che si lasciamo imporre i temi senza neppure chiedersi il perchè)
Non è finita, la strategia di marketing sarebbe fin troppo banale se fosse finalizzata alla promozione di un semplice libro da parte della madre. Capita quindi che alla giovane Greta Thunberg e alla celebre madre si affianchi anche un terzo personaggio: Ingmar Rentzhog, esperto di marketing e pubblicità.
Da quel che risulta Ingmar Rentzhog è proprietario della startup We Do not Have Time. Il 24 novembre 2018 l’esperto di marketing ha pensato bene di inserire la stessa Greta Thunberg nel board della società. Solo 3 giorni dopo la società ha lanciato una campagna di crowfunding che ha raccolto 2,8 milioni di Euro.
Verrebbe da pensare che la giovane Greta sia semplicemente una macchina da soldi nelle mani di persone molto esperte nel mondo degli affari. Purtroppo però c’è un ultimo particolare che riguarda Ingmar Rentzhog e che porta a facili conclusioni politiche e ideologiche. Ovvero che lo stesso guru del marketing, CEO and Founder della fortunata startup, è stato assunto come presidente del think tank Global Utmaning nel maggio del 2018. Fondatrice di questo laboratorio di pensiero è Kristina Persson, ex ministro socialdemocratico dello sviluppo strategico tra il 2014 e il 2016. Le posizioni sostenute dal think tank esprimono la necessità di combattere i “nazionalismi” che stanno emergendo, a loro avviso, in Europa e nel Mondo.
Una volta ricostruito il quadro di chi muove i fili dietro la piccola Greta Thunberg e il suo punto di equilibrio tra gli interessi economici e l’impegno politico anti-sovranista, è lecito chiedersi quali saranno i prossimi sviluppi dell’ecologista svedese. A maggior ragione in prossimità delle elezioni europee.
Esito che ad oggi appare quanto mai scontato.
(Fabio Sapettini)
cab tar
20 marzo 2019 alle ore 14:10DEDICATO A TUTTI I GRETINI - ECCO CHI E’ GRETA !!! (parte prima)
(ovvero dedicato a tutto gli allocchi che si lasciamo imporre i temi senza neppure chiedersi il perchè)
Ecco chi muove i fili di Greta Thunberg
Marzo 17, 2019
L’esplosione del fenomeno Greta Thunberg ha lasciato attoniti gli osservatori più attenti che si domandano: chi muove i fili dietro la ragazzina svedese?
Cominciamo col spiegare chi è lei: Greta Thunberg, classe 2003, dal 20 agosto 2018 ( ha 15 anni e soffre di parziale autismo, pensate voi cosa significa !!!!) inizia la sua protesta di fronte il Parlamento di Stoccolma. Il suo slogan, scritto sul cartello che è solita tenere in mano, è: Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). A completare il quadro c’è inoltre la Sindrome di Asperger, malattia di cui Greta Thunberg è vittima, molto simile all’autismo ma con effetti e complicazioni meno gravi.
Ebbene, com’è possibile che una ragazzina come molte altre, che porta avanti una battaglia perlopiù legittima, sia diventata in poco tempo un fenomeno globale?
Basiamoci sui fatti, cominciamo col dire che Greta è figlia della celebre cantante Malena Ernman – che nel 2009 partecipò anche all’Eurovision. Sui social vanta una pagina facebook intorno ai 200.000 like. A distanza di soli quattro giorni dalla prima protesta (24 agosto 2018) pubblica un libro dal titolo Scenes from the Heart. Casualità fin troppo emblematica.
cab tar
20 marzo 2019 alle ore 14:15DEDICATO A TUTTI I GRETINI - ECCO CHI E’ GRETA !!! (conclusioni).
Greta Thunberg rappresenta tutte le ideologie e tutti i poteri che il M5S COMBATTE DA ANNI, DALLA SUA NASCITA !!!!! Greta Thunberg rappresenta tutto ciò contro cui combatteva BEPPE GRILLO prima ancora che nascesse l’idea del M5S !!! Greta Thunberg rappresenta il classico bidone !!! Lo specchietto per le allodole, l’arma di distrazione di massa !!!!!!! COMPLIMENTI A TUTTI I SOSTENITORI DI GRETA !!! E complimenti a tutti i deficienti che la sostengono “purtuttavia” al grido che “cosa importa chi c’è dietro a greta??? Tanto ciò che conta è il messaggio!!!!!)
Sarebbe come se qualcuno, vedendo un noto pedofilo che regala caramelle ad una bambina esclamasse:
” che importa chi le regala??? Ciò che importa è che regalare caramelle è una cosa buona !!!”
INFINE: valido il principio di cautela, si può sapere perchè state caricando un post dopo l'altro sul "riscaldamento globale" che nessuno è in grado di dimostrare se sia un fenomeno naturale o indotto dall'uomo, quando invece il vero problema è l'inquinamento ???? Fore perchè contro il "riscaldamento globale" si possono fare solo chiacchiere, mentre andare contro l'inquinamento siagnifica andare contro le MULTINAZIONALI DELLA PLASTICA E DEL PETROLIO????
GIORGINO
20 marzo 2019 alle ore 15:57La grande America si è inabissata nel mare per un incendio, come può essere possibile che un semplice incendio crei una tale tragedia,se sono insufficienti le dotazioni di sicurezza allora vanno cambiate le regole per renderle più sicure.
Giulio Bornacin
20 marzo 2019 alle ore 18:25Gentile Deiana, credo che tematiche così complesse richiedano più prudenza. Affrontare in modo affrettato le tematiche ambientali può portare gravi svantaggi nella vita delle persone e pochi miglioramenti ambientali. Nell'economia globale il mercato è unico. La competitività di un industria, di una nazione rispetto al mondo globale, ne determinano la vita o la morte. E' importante inquadrare i fenomeni, quntificarli, e valutare l'efficacia di ogni iniziativa. Per prima cosa il peso dell'Europa sulle emissioni di CO2 è circa l' 8% . Il peso dell'Italia? Non l'ho verificato ma è sicuramente inferiore all'1%. Di quanto possiamo ridurre le emissioni di CO2 pur con interventi drastici all'economia ed ai trasporti? Il 10% ? Di questo stiamo parlando, lo 0,1% a livello globale. E' un contributo poco significativo che va valutato in rapporto alle ripercussioni sociali che ne potrebbero derivare. Prendiamo la mobilità elettrica. E' un progetto tutto da verificare che se non funzionasse (come io personalmente sono convinto) non risolverebbe il problema delle emissioni e comporterebbe gravi disagi e costi elevati agli utenti. Inoltre il vantaggio ambientale è tutto da verificare (batterie, energia per la ricarica ecc.). Credo che le tematiche ambientali, in questa fase in cui il mondo se ne infischia, vadano perseguite ma utilizzando opportunità consolidate. Usando al meglio tutto ciò che conosciamo bene (edilizia, efficienza dei motori endotermici, ottimizzazione industriale ecc.). Tutto questo può dare enormi vantaggi ambientali, subito e senza mettere a rischio la competitività delle industrie.
Ovviamente la ricerca e lo sviluppo devono invece prefigurare il futuro e proporre soluzioni attendibili e competitive.
Sul riscaldamento dei mari i dati attendibili sono ancora pochissimi ( ARGO da circa una decina d'anni ) e non ho trovato conferma dei 2° indicati.
cab tar
20 marzo 2019 alle ore 19:29Caro Bornacin. Un intervento realistico, documentato e di buon senso, il tuo. Non so quanti lo capiranno, anche perchè le cose che tu dici sono arcinote e neppure odierne, ... per cui, se non le hanno capite finora, .... Comunque, una voce di seria tranquillità come la tua non può che far bene. (N.B.: non sono d'accordo su tutto, ... ma sul modo in cui poni le cose, ... totalmente)
Paopal
21 marzo 2019 alle ore 11:21Con questi articoli non facciamo altro che sostenere i criteri dei poteri forti!!! Perderemo consensi se continuiamo su questa sui cambiamenti climatici che sui vaccini!!!
Allora meglio non parlarne proprio se non sappiamo guardare in faccia alla realtà!
Se è pur vero che multinazionali farmaceutiche, energia fossile, allevamenti intensivi ecc. inquinano, la stragrande maggioranza di avvelenamento proviene dalla geo-ingegneria climatica, i fautori di questa ormai nota pratica clandestina di irrorazione dei cieli e delle onde HAARP, hanno trovato il modo, attraverso la testimonial Greta, di adunare il gregge per dirigerlo nella propria stalla. Come? Incitandoci a manifestare contro la bufala del riscaldamento globale e chiedere loro di trovare una soluzione, soluzione che già hanno e che farà divenire la geo-ingegneria clandestina LEGALE! E' pronto lo scudo solare ideato dall'Università di Harvard ( negli anni '80 c'era quello stellare voluto da Reagan e commissionato al padre della bomba atomica Teller). Ci dicono che con lo scudo solare, fatto di sostanze chimiche, ridurranno il riscaldamento globale, ma invece serve per fini militari, come lo era lo scudo stellare!!!!
Davvero credete che chi ci avvelena da anni ci salverà attraverso una ragazzina? Svegliamoci e non prendiamo parte a questa farsa, se proprio non vogliamo parlare della verità, allora taciamo!
E ripensiamoci anche sul 5G del quale non abbiamo bisogno, non contribuiamo anche noi all'inquinamento magnetico o la nostra stella sull'ambiente cadrà!
Umberto
21 marzo 2019 alle ore 22:42Per salvare la terra si devono cambiare gli stili di vita, si deve produrre meno calore, si deve vivere secondo natura. Non sarà la tecnologia che soccorrerà l'uomo.
