
Col salario minimo più potere d'acquisto alle famiglie italiane
29 marzo 2019 alle ore 09:50•di MoVimento 5 Stelle
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Il potere d'acquisto delle famiglie è crollato drasticamente negli ultimi decenni. Lo stipendio medio di un lavoratore italiano è infatti di gran lunga inferiore al costo reale della vita di ogni giorno. In questa situazione, anche un banale imprevisto può diventare uno scoglio insormontabile.
E a soffrire non sono soltanto milioni di famiglie. La riduzione del potere d'acquisto colpisce tutti, in primis le imprese, sempre più schiacciate dalla crisi economica. Alzare i salari significa restituire dignità a un Paese avvilito. La cosa giusta da fare è istituire un salario minimo uguale per tutte le categorie di lavoratori. Questo è l'impegno del MoVimento 5 Stelle.
Commenti (41)
Andrea Xxl
29 marzo 2019 alle ore 10:11Altra bufala di giggino,
Il salario minimo, cosa buona e giusta, chi è che lo elargisce? Il datore di lavoro?
Lo stato sgravio fiscale degli oneri contributivi?
Detto in parole povere, chi caxxo è che deve sostenere l'onere dell'aumento?
I cinesi? O lo zio sam?
Alessandro A., Trieste
29 marzo 2019 alle ore 10:21Bravo Andrea!
Salario minimo se sostenuto da sgravi per le imprese che lo devono elargire. E basta fare una fotografia della situazione per sapere dove intervenire (sarebbero le aziende che lavorano a basso valore aggiunto).
E' troppo chiedere qualcosa di più articolato, almeno tanto quanto i post sul pd?
Claudio Zocco
29 marzo 2019 alle ore 15:00Il datore di lavoro, ovvio. Il salario è il corrispettivo della forza lavoro impegnata dal lavoratore, è il prezzo, per così dire, del lavoro. Perchè diavolo dovrebbe sostenerlo lo stato? Il salario minimo restituisce un minimo di equità nei rapporti di lavoro, senza un salario minimo l'imprenditore riduce il più possibile i salari per aumentare i profitti. L'imprenditore vede ridotti i propri profitti? Bene, ha una sola cosa da fare, investire per aumentare la produttività, ci riesce? Torna ad essere competitivo (ricordiamo che i salari in altri paesi sono più alti di quelli italiani a parità di settore e mansioni e le aziende sono comunque competitive, più di quelle italiane), non ci riesce? Esce dal mercato e va a fare un altro mestiere, nessuno lo obbliga a fare l'imprenditore. E' ora di finirla di ottenere risultati economici sfruttando le persone. La caduta della produttività è responsabilità della classe imprenditoriale italiana, hanno mantenuto dimensioni medio piccole delle aziende per paura di perderne il controllo e per incapacità manageriali, ma le dimensioni piccole sono sostenibili sono in quei settori in cui la struttura dei costi è tale per cui i costi aumentano all'aumentare della quantità prodotta, ma sono settori particolari, perchè nella maggior parte dei casi i costi diminuiscono all'aumentare della quantità prodotta. Perciò nella maggioranza delle situazioni le dimensioni medio-piccole portano ad una perdita di competitività rispetto ad aziende concorrenti più grandi che hanno costi di produzione inferiore.
Alessandro A., Trieste
29 marzo 2019 alle ore 21:30Claudio Zocco, penso che tu non abbia capito il discorso.
Se oggi un lavoratore dipendente prende - semplifico - 10 000 euro, ma ne costa all'azienda 20 000 è perchè il 50% se ne va in tasse e contributi. Se domani con il salario minimo il lavoratore ne prendesse 12 mila e costasse all'azienda 24 mila allora l'azienda dovrebbe chiudere o licenziare i lavoratori in più.
Allora sarebbe intelligente che da domani il lavoratore prendesse sempre 12 mila euro, ma continuando a costare all'azienda 20 mila, come oggi, chiaro? L'azienda non ci guadagna e non ci perde, ma il dipendente aumenta il potere d'acquisto.
In altre parole bisogna abbassare le tasse sul lavoro e dare quelle risorse a chi lavora.
Claudio Zocco
30 marzo 2019 alle ore 22:10Alessandro, sei tu a non aver capito, salario minimo significa SALARIO minimo, non sgravio fiscale. Quello di cui parli tu si chiama cuneo fiscale e nulla ha a che fare col salario minimo stabilito per legge. Stabilire un salario minimo è il modo in cui lo stato tenta di riequilibrare il rapporto tra datore di lavoro e dipendente, senza l’intervento dello stato il datore di lavoro farebbe valere la propria forza portando lo sfruttamento del lavoratore a livelli estremi. Ti ricordo che in Italia esistono già dei livelli minimi delle retribuzioni, ma non si possono applicare a tutti i contratti di lavoro, specialmente a quei contratti atipici che regolano nuove forme di lavoro. Il salario minimo generalizzato per molti lavoratori dipendenti non avrebbe conseguenze dirette, ma nel medio periodo spingerebbe verso un’innalzamento generale dei salari, mentre nel breve periodo tutelerebbe dallo sfruttamento tutte quelle nuove forme di lavoro che ora non hanno garanzie. Tu ragioni come fanno molti, pensando che ogni intervento di sostegno al reddito debba essere effettuato col ricordo agli sgravi fiscali, come se questo non avesse un costo. Renzi ha sgravato le aziende con miliardi di euro pensando che sarebbero diventati investimenti e assunzioni, invece sono semplicemente finiti negli utili delle aziende e distribuiti come dividendi. Il costo degli sgravi fiscali si traduce in riduzione dei servizi dello stato e chi usufruisce maggiormente dei servizi dello stato sono le fasce di reddito più basse, perciò con le manovre sul cuneo fiscale con una mano metti più soldi nelle tasche delle persone e con l’altra glieli togli riducendo il livello dei servizi ai quelli possono accedere solo a pagamento.
Alessandro A., Trieste
30 marzo 2019 alle ore 23:23Si dà per scontato che se io prendo 6 euro l'ora sia per foza di cose perchè il mio datore di lavoro approfitta della sua posizione.
Non è sempre così: vuoi perchè l'azienda che mi paga non sborsa 6 euro, vuoi perchè io potrei essere un bracciante agricolo e il prodotto che tratto ha un valore molto basso.
Negli anni i tentativi di abbassare il cuneo fiscale sul lavoro non hanno sortito gli effetti previsti proprio perchè non esiste alcun salario minimo,ma contratti collettivi a livelli e dunque quel beneficio non rientrava nelle tasche del lavoratore.
Aumentando i costi a tutti indistintamente non si farebbe altro che creare disoccupazione.
Il salario minimo non può essere stabilito così con un numero a penna, oppure si dovranno contemplare talmente tante eccezioni da farlo diventare una farsa.
Claudio Zocco
31 marzo 2019 alle ore 09:52Ciò che dà valore al bene è il lavoro, il prodotto agricolo non ha alcun valore se non viene raccolto dal bracciante, rimane lì nel campo a marcire. Perciò il valore dei prodotti agricoli è basso perché di basso valore il lavoro necessario per produrlo, poco specializzato. Nel modo di produzione basata sul capitale e libero scambio Il valore del lavoro si forma nel mercato del lavoro dove si incontrano domanda e offerta di lavoro. Più l’offerta di lavoro (cioè la quantità di forza lavoro) è alta più basso sarà il salario. È chiaro che se non interviene lo stato con una regolamentazione, il datore di lavoro pagherà il lavoro al più basso prezzo possibile del mercato. In settori in cui il lavoro è per nulla o poco specializzato la platea di lavoratori disponibile è talmente ampia che il salario raggiunge livelli minimi inaccettabili che non garantiscono sopravvivenza e dignità al lavoratore e in uno stato civile, lo stato interviene per stabilire livelli minimi.
Alessandro A., Trieste
31 marzo 2019 alle ore 10:00Serve un intervento organico e sensato, altrimenti favorirà il lavoro nero.
Io stesso ho lavorato in una ditta di trasformazione alimentare e ogni tanto i produttori diretti mi offrivano lavoro (nero) a paghe orarie superiori, quando la mia ditta sosteneva in realtà un costo molto maggiore dei secondi per il mio salario.
Francesco Cristian
29 marzo 2019 alle ore 11:02E sarebbero 9 euro lordi l'ora il salario minimo?
NON CI SIAMO PROPRIO DI MAIO!
Se questa proposta non viene affiancata dalla creazione di un istituto di IMPOSIZIONE di prezzi massimi, con 9 euro lordi saremo sempre dei lavoratori poveri e in difficoltà.
Mi spiace ma questo NON È UN GOVERNO CAMBIAMENTO.
Fabio
29 marzo 2019 alle ore 11:12Il movimento sta diventando ambiguo, sempre i soliti post.
Penso che siano a corto di idee, su tutto noi scriviamo per trovare soluzioni, io avevo mollato, ma molti attivisti mi hanno invitato a continuare a far sentire la mia voce.
Per cambiare le cose basta volerlo ed incominciare dalle piccole, e come portare una macchina in officina, il difetto lo conosciamo, la causa forse non tanto, ma da vero professionista le soluzioni si trovano. Per questa strada passano i mesi e non è cambiato niente
Andrea Xxl
29 marzo 2019 alle ore 11:20Confermo
Cagliostro..
Claudio Gattini
29 marzo 2019 alle ore 11:20Il salario minimo è solamente un primo passo verso una normalizzazione nel mondo del lavoro. In Italia non c'entra la specializzazione ma dove hai la fortuna di andare a lavorare e quale datore o società ti assume. Esistono un coacervo di contratti a parità di diplomi e specializzazioni,e tutto ciò andrebbe normalizzato. Tuttavia se si vuole far ripartire l'economia occorre diminuire il carico fiscale per famiglie ed imprese. Nel 2020 o nel 2021 potrebbe essere tardi. Occorre farlo subito.
Claudio Gattini
spartacus
29 marzo 2019 alle ore 11:29Cari amici, come in altre occasioni, mentre sui temi etici e legalitari mi trovo facilmente e largamente d'accordo, le proposte di politica economica e industriali risentono, a mio avviso, di vistose insufficienze, a conferma che nascono da un paradigma economico ancora largamente conformista. Ho già scritto della matrice "da pronto soccorso" della misura del RdC, umana e necessaria ma tutto sommato funzionale ad un sistema economico che ha bisogno di compassionevoli "crocerossine" che si prendano cura dei perdenti e dei suoi "rifiuti" nella giungla sociale che impone. Ora è la volta del salario minimo, visto come la panacea dell' deflazione salariale, come se bastasse stabilire per legge un "quantum" minimo per fermare il "dumping" salariale in atto da decenni. I dispiace, ma non ci credo ! Per il ribasso salariale è frutto di due fenomeni concorrenti: da un lato l'enorme disoccupazione / sottoccupazione che costringe i lavoratori ad accontentare di quello che viene loro offerto anche se non nero; dall' altra da un sistema complessivo di "mancati controlli" che permette a datori di lavoro di offrire livelli salariati fatti di"nero" e falsi ( ore contrattuali diverse da quelle effettive. E allora, anche se sarà approvato il salario minimo legale non scalfiremo la "povertà di lavoro". Cosa lo potrebbe risolvere ? Una piena e buona occupazione offerta a tutti da imprese gestite dalla Stato in via sussidiaria rispetto al sistema delle imprese private, come ha suggerito a suo tempo un economista americano di scuola keynesiana ( H. Minsky) per i periodi di crisi. E un sistema di controllo veramente efficace in cui i controllo
spartacus
29 marzo 2019 alle ore 11:31Segue....i controllori vengano sbattuti in galera in caso di omesso controllo o, peggio, di complicità con i disonesti.
Sergio Mazzesi
29 marzo 2019 alle ore 11:35il principio del salario minimo è giusto ma non è fattibile per tutte le categorie di lavoratori. Esempio: anziano con pensione dignitosa intorno ai 1500 euro mensili, ha bisogno di una badante per fare i lavori di casa che non è più in grado di fare, un'occupazione di 3 ore giornaliere con salario di 9 € x 3 = 27 € al giorno x 30 = 810 € al mese. Risultato PENSIONE DIMEZZATA! Se poi ha un grado di disabilità importante ma che non gli consente di avere diritto all'accompagnamento (invalidità non al 100%), la badante dovrà occuparsi della pulizia domestica, personale ed altre mansioni tipo fare la spesa, un'occupazione approssimativa di 5 ore giornaliere eleva la spesa a 1350 € (9 x 5 x 30). Risultato PENSIONE COMPLETAMENTE ANDATA! Logico che il pensionato cercherà qualcuno disposto a lavorare in nero! Il salario minimo è giusto applicarlo ad imprese che assumono manodopera in base al loro fatturato ed esigenza, ma non a soggetti privati che fanno in proprio quello che dovrebbe fare lo Stato! Fornire assistenza ai bisognosi! Per non penalizzare tali categorie di lavoratori, il salario minimo dovrebbe essere affiancato da un contributo statale almeno dell'ordine del 50 % corrisposto al soggetto privato che si avvale delle prestazioni del lavoratore.
Sandro Amodeo
29 marzo 2019 alle ore 12:14Secondo me lo Stato dovrebbe dare 780 euro a uno dei figli (o altro parente disoccupato) del pensionato per occuparsene per mezza giornata, facendogli firmare un vero e proprio contratto di lavoro statale.
In questo modo si ridurrebbe la disoccupazione tra gli italiani.
maurabo
29 marzo 2019 alle ore 11:36Esistevano le differenze salariali, calcolate tenendo conto del differente costo della vita, che caratterizza il territorio italiano. Sono state abolite anni fa. Franco Modigliani economista, premio nobel, diceva: Se l'Italia non vuole entrare in recessione, come poi successivamente è avvenuto, si deve incentivare la lotta alla mafia e ripristinare le differenze salariali.
Davide
29 marzo 2019 alle ore 11:46Se nel 2018 l'AD e DG Castellucci di Atlantia SpA non avesse percepito 5.000.000 €, probabilmente i dipendenti della medesima società avrebbero avuto un salario maggiore.
Nel 2018 i dipendenti di Atlantia risultano 31.000; se per assurdo avessero dato 100 € in media a dipendente al 31.12.2018, per un totale di 3.100.000 € decurtati dai 5.000.000 €, non avrebbero reso povero il "povero" AD.
Fonte: Il secolo XIX
https://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2019/03/28/AEFI3JZB-castellucci_perplessi_comitato.shtml
Paolo Brescancin
29 marzo 2019 alle ore 11:58[1]
Oggi, forse, mi sono alzato col piede storto, ma trovo che anche questo post (oltre a quello relativo alla conservazione delle foto) sia di una totale demenzialità.
Si dice: "Il potere d’acquisto delle famiglie è crollato drasticamente negli ultimi decenni. Lo stipendio medio di un lavoratore italiano è infatti di gran lunga inferiore al costo reale della vita di ogni giorno..."
Vero, il potere d'acquisto è diminuito negli ultimi decenni. Colpa, come sappiamo, prima, del referendum sull'indennità di contingenza - che (i non più ragazzi lo ricorderanno) fu fortemente voluto dall'allora premier Bettino Craxi (ho detto tutto!), e che sganciò le retribuzioni dall'inflazione -; poi, dalla mancata gestione dell'avvento dell'euro, che in molti casi è stato preso a pretesto per un ingiustificato aumento dei prezzi. Infine dalla crisi finanziaria, prima, economica, poi, che ha fatto sì che, pur di lavorare, si accettasser e si accettino stipendi più bassi di quelli che si avevano prima della crisi.
Poi, si aggiunge:
"E a soffrire non sono soltanto milioni di famiglie. La riduzione del potere d’acquisto colpisce tutti, in primis le imprese..."
Questo è vero per alcune imprese, ma non per tutte. In questi ultimi anni il rapporto utili/costo del lavoro è nettamente aumentato, con uno spostamento del reddito prodotto dalla voce salari e stipendi alla voce profitti.
Paolo Brescancin
29 marzo 2019 alle ore 12:01[2]
Prosegue:
"Alzare i salari significa restituire dignità a un Paese avvilito." No, alzare i salari nominali significa, aumento dell'inflazione (con conseguente diminuzione del potere d'acquisto dei salari) oppure un peggioramento della situazione delle imprese, cioè quelle che, a detta del post, stanno soffrendo la crisi e che si vorrebbero aiutare
Allora la soluzione è un'altra:
non puntare solo ad un aumento del salario minimo (che, poi, a dirla come va detta, nella stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro non è neanche applicato), ma mirare ad un aumento dei salari accompagnato da un aumento della produttività, in modo che l'aumento dei costi per l'azienda sia compensato da una maggiore produzione, con una riduzione del costo unitario del prodotto.
Infine, vorrei ricordare che il concetto stesso di impresa si porta dietro una situazione di alea, di incertezza che l'imprenditore deve attentamente considerare al momento di dare avvio alla propria iniziativa economica.
Questo per dire che le imprese non devono essere aiutate con i nostri soldi. Questo ad onor del vero non è nel post che sto criticando, ma si è letto in precedenti post.
Perchè dico che non vanno aiutate? Perchè le imprese, proprio per quello che ho detto prima, devono essere in grado, in modo autonomo, di trovare i mezzi di sostentamento, altrimenti chiudano: il loro spazio verrà preso da altre imprese, meglio organizzate e più efficienti di loro.
Inoltre, vorrei ricordare, che le imprese, se possono:
- ricorrono al lavoro nero
- evadono imposte e tasse
- trasferiscono la produzione all'estero
- trasferiscono la sede sociale all'estero
Vogliamo aggiungere altro?
Insomma vorrei che i soldi delle tasse e imposte che pago non andassero alle imprese.
E' chiedere troppo?
Saluti
Andrea Xxl
29 marzo 2019 alle ore 12:06E bè, e le imprese che pagano le tasse non vorrebbero che i loro soldi vadano a te.
spartacus
29 marzo 2019 alle ore 12:10Sono d'accordo ! L' impoverimento dei redditi fissi (dipendenti e pensionati) origina dall' omissione del doppio cartellino lira - euro che avrebbe dovuto essere previsto all' epoca dell' introduzione dell' euro e che avrebbe dovuto impedire la speculazione ( 1 euro = 1.000 lire) che poi è avvenuta per omissione da parte del governo Berlusconi. In quell' occasione ci fu un trasferimento di ricchezza imponente tra redditi fissi e lavoro autonomo, come attestano i più seri economisti. Successivamente, la crisi ha ampliato gli effetti di quello che era già in atto dagli anni '90 del secolo scorso, e cioè che il no
spartacus
29 marzo 2019 alle ore 12:27Segue...e cioè che il nostro complessivo sistema produttivo è i declino, poiché le PMI su cui si fonda sono sottocapitalizzate e incapaci di affrontare la competitività internazionale con gli investimenti che abbasserebbero il CLUP e si rassegnano a galleggiare nel mercato con la storica "svalutazione competitiva" (ormai impossibile dopo l'ingresso nell' Euro) o con i salari da fame. Se ne esce solo costringendo le PMI a crescere dimensionalmente e con un sistema di imprese statali che, facendogli concorrenza sui livelli salariali, li costringano a livelli salariali accettabili. Chi non ce la fa, forse è già fuori mercato e allora non può sperare di sopravvivere a spese della collettività. "Piccolo" non è più "bello", se mai lo è stato...
Andrea Xxl
29 marzo 2019 alle ore 13:54Infatti la disoccupazione dilaga, chissa perche?
Alessandro A., Trieste
29 marzo 2019 alle ore 12:19Possiamo commentare quello che vogliamo, ma su questo post non c'è scritto nulla della proposta 5 Stelle.
'Più potere d'acquisto'...tanto piacere!
Pier Luigi Fioravanti
29 marzo 2019 alle ore 12:31Semplicemente , sarebbe estremamente necessario creare per Legge un Salario minimo per chi lavora . Sarebbe un piccolo passo per arginare il dilagare delle false cooperative o cooperative spurie .
Nel frattempo sollecitiamo chi attualmente Ci governa , a sostenere e promuovere il Rinnovo dei Troppi Contratti di Categoria Bloccati anche da oltre 10 anni . Questo manca nel Decreto Dignità sul Lavoro !
Il 90% dei nuovi Contratti di Lavoro è stipulato tramite Agenzie Interinali del Lavoro e Agenzie di Somministrazione Lavoro . Iniziamo a Controllare i Contratti Applicati da queste Agenzie Private del Lavoro e certamente scopriremo il modo per Aumentare lo Stipendio dei Lavoratori Precari e/o con Contratti a Tempo Determinato . Questo deve realizzare il Decreto Dignità sul Lavoro .
Per il resto possiamo dormire tranquilli poiché dopo l'Attuazione del Jobs Act e Legge Fornero SOLO le Aziende stanno Aumentando I Profitti .
Siamo in DEFLAZIONE e quindi NESSUN RISCHIO DI INFLAZIONE !
Ricordo che ELUSIONE fiscale ed EVASIONE fiscale continuano a crescere assieme al Fatturato delle AZIENDE MULTINAZIONALI .
E qualcuno ha il Coraggio di Opporsi al Salario Minimo .
Chi ha CANCELLATO LA DIGNITÀ delle PERSONE ?
Grazie
Giuseppe
29 marzo 2019 alle ore 13:11si vota senza dover inserire il codice di 5 cifre inviato sul cellulare personale per verificare la identità della persona che vota. C’è una falla nella sicurezza?
Paolo Brescancin
29 marzo 2019 alle ore 13:16per spartacus
Giusto le imprese sono sottocapitalizzate e lo sono da decenni, perchè lgli imprenditori indebitano le aziende per riempire il proprio portafoglio personale.
E, infatti, - e qui vado controcorrente che di più non si può - cosa fece il ministro delle Finanze Visco?
Introdusse l'IRAP in sostituzione dell'ILOR: stessa aliquota, ma con diversa base imponibile. Per l'ILOR, la base imponibile era una fotocopia di quella dell'IRPEG, per l'IRAP, invece, si escludevano dai costi deducibili gli interessi passivi e il costo del lavoro proprio per spingere le aziende a sostituire i debiti con il capitale di rischio e a rendere più efficiente il processo produttivo con il minor ricorso alla manodopera. Ma Forza Italia e il centrodestra in generale trovarono più comodo far finta di non aver capito l'essenza della manovra e giù critiche a non finire che ora pioveranno anche sul mio intervento.
Ma io saluto, perchè devo uscire e, semmai, riprenderò dopo.
Saluti
spartacus
29 marzo 2019 alle ore 13:59Sono d'accordo. Il vero "tallone d'Achille" in Italia è proprio una base produttiva incentrata anacronisticamente sulle PMI, quando oggi possono competere internazionalmente solo grandi imprese o gruppi industriali. E perché siamo rimasti nello stadio della "piccola e media impresa" che può essere solo uno stadio della crescita dimensionale ? Per la necessità di restare sotto i 15 dipendenti per non dover rispettare lo Statuto dei Lavoratori, poi per non condividere il controllo della gestione dell' impresa con terzi in caso di accesso in Borsa e per contare su una dimensione di "sottotraccia" che agevola l'arricchimento personale sulla pelle dell' azienda. E si trasferiscono gli utili all' estero o in cassette di sicurezza. Perché chi possiede questa favolosa ricchezza del risparmio privato ? Dipendenti e pensionati ? Suvvia !! Ovviamente questo vale per i grandi numeri, poi c'è veramente l' imprenditore eroico che impegna la propria casa x difendere con i denti la propria azienda. Ma temo che sia l' eroe necessario a nascondere la massa !! E comunque queste imprese sottocapitalizzate non ottengono i crediti dalle banche ( anche perché le banche non hanno gli orecchini al naso e capiscono...) e in ultima analisi non riescono a investire come dovrebbero per essere competitive. Risultato ? Declino industriale inarrestabile da oltre 20 anni ! E qualcuno attribuisce i nostri problemi all' Euro e all' Europa ! Beata ignoranza !!!
Romano
29 marzo 2019 alle ore 13:40il salario minimo orario è necessario, ma occorre farsi qualche domanda: deve essere simile in tutto il paese ? oppure si puo tenere conto di zone per esempio Nord Centro Sud ? oppure grandi citta e campagna ?... il potere d'acquisto non è identico in tutto il paese. Poi non dimentichiamoci di inserire le multe e pene se i datori di lavoro non pagano i lavoratori secondo il minimo orario (vedi legge in Francia)
Andrea Xxl
29 marzo 2019 alle ore 14:00Sembra un discorso tra sordi,
Ma i fatti sono,
1 disoccupazione dilagante
2 aziende che delocalizzano in aree dove il costo del lavoro è un settimo di quello italiano
3 delocalizzano dove l'imposizione fiscale non è esosa come quella italiana
4 gli italiani hanno la prerogativa di acquistare prodotti stranieri di minor costo
5 e inoltre è diffusa la convinzione che straniero è meglio,
oreste palmieri
29 marzo 2019 alle ore 14:50senza ritornare al passato(oramai il danno è stato fatto purtroppo) all'aumento dei saliri,sacrosanto,prendere in considerazione anche una drastica riduzione dei costi relativi ai beni di prima necessita;immaginate se la benzina costasse il 25% in meno,che tutte le bollette costassero il 25% in meno,se le spese dell'univerisita il 25% in meno,i conti correnti idem,abolirei il pedaggio autostradale per le merci(un abbattimento costi notevole) ,bollo auto e assicurazione il 25% in meno,forse anche con lo stipendio attuale si potrebbe vivere;
ma non si fa nulla ;in cina è vero che prendono poco ma i costi per i beni di prima necessita sono irrisori;in germania l'autostrada è gratis;in francia l'univerisita costa 60 euro all'anno etc etc
saluti
Beppe
29 marzo 2019 alle ore 14:51Ad un paese come il nostro non si riuscirà mai a restituire dignità se:
- si continuano a fare condoni, accettare il falso in bilancio, caricando solo sui cittadini onesti le spese per il mantenimento dei servizi del paese Italia;
- non si combatte l'evasione, la corruzione e le truffe ai danni della pubblica amministraziine;
- non viene fatta giustizia perché le sentenze si hanno solo a "babbo morto";
- non si combatte la criminalità organizzata e lo strapotere delle multinazionali quando si tratta di applicare l'equità fiscale.
Risolti questi "problemini' possiamo poi parlare della diminuzione del potere d'acquisto, in primo luogo, delle categorie sociali più deboli: pensionati e lavoratori con relative famiglie poi delle imprese.
nicola costa
29 marzo 2019 alle ore 18:18"Più fatti che parole"........ o meglio: "Meno minchiate, e più FATTI!!!!" Capito?: che credete che con il bonus di 780 € dato dallo Stato riuscite a fare impennare i consumi??????. Ma dove siamo?????, e poi chi può avere la fortuna di ricevere tale bonus: (chiarissimo: (almeno spero) il riferimento al Reddito). Con "u palu di ficu rinnia": Traduco per chi non è siciliano come me: "Con il palo di fico d'India": (battuta è questa per chi non l'avete capito) dell'Isee, difficilissimo è l'accesso al RDC. Veramente molto difficile!....... Ribadisco il concetto: ad oggi non avete fatto nulla!!!! Ma veramente nulla per quanto riguarda l'innalzamento del salario minimo, e non è con la genialata del Rdc che riuscirete ad impennare i consumi, ed ad onor il vero: neanche con la famigerata e tanto discussa: flat tax: (cioè lo scaglionamento di aliquote crescenti alle famiglie ed alle imprese che detto, dal governo e dalla Lega: dovrebbero far abbassare gradatamente le tasse). Una volta Grillo disse: "la politica è la scienza della semplicità" trovare soluzioni semplici a problemi apparentemente complessi è il compito del politico. Ecco in questo caso: la cosa più semplice da fare è: la difesa dei diritti dei lavoratori, questo vuol dire controllare drasticamente le azioni furbe degli imprenditori e consentire ai medesimi: (per l'appunto: gli imprenditori) di aumentare i salari agli operai o impiegati, e salvaguardare: Ripeto: salvaguardare la libertà dei lavoratori attraverso il rispetto dei propri diritti!. Questo bisogna sostanzialmente fare!
Fabio
29 marzo 2019 alle ore 22:01Parlavano di dignità per tutti, aspettando il 4 Marzo, ma di quale anno, E una vergogna questi parlano solo, solite cazzate, alla fine Di Maio non esulta più delle cose fatte. mi sa che sia a capolinea, Di Battisti si è nascosto, certo hanno tanto talento a parlare.
Noi speriamo nel cambiamento, il problema che nella poca credibilità e nell'incertezza si allontanano investimenti e capitali esteri. Questi sperano che ogni imprenditore domani decida di sua iniziativa di aumentare gli stipendi, tanto l'economia va a gonfie vele, siano nel meraviglioso 2019. Il 96 % in italia e PMI, piccola media impresa, hai due alternative, o l'impresa si indebita ( supponendo che sia nelle condizioni di farlo), o chiude, non parlo di delocalizare, perchè chi poteva l'ha gia fatto, oggi sono attivi solo i servizi essenziali e il commercio.
Si parla di europa quando no riusciamo ad amministrare neanche male l?italia
Adam
29 marzo 2019 alle ore 18:25Suggerisco di ridurre la IVA sugli acquisti con POS e Carta di credito tracciabili.
Cristina Mihailescu
29 marzo 2019 alle ore 20:24Giusto,piu soldi guadagna la gente che lavora piu valore e calità avra il loro lavoro ,piu soldi si girano rapidamente in economia ,piu soldi e investimenti farano gli imprenditori ,piu posti di lavoro sarano e piu soldi arrivano anche nelle tasche dello stato contemporaneamente e si possono abassare contemporaneamente le tasse per stimulare di piu la economia e gli investimenti ,lo stato puo fare nuovi investimenti ,alzare i stipendi ai dipendenti ,alzare il livello di salute ,istruzione ,di vita per un intero popolo ! <3
Alberto Ragazzi
29 marzo 2019 alle ore 21:05devo fare di corsa
andare al mercato coperto dove di solito , in tutti èh ! , dopo le feste c'erano le offerte
ma in due mesi e 10 supermercati , non si vedono ancora, anzi i prezzi sono iniziati a crescere prima di natale , ed è giusto, i clienti stavano per avere la 13esima , e come dicevo i prezzi non hanno cessato di salire. Oh bella, ma perché ?, sarà la crisi ? o sarà che stanno aspettando tutti la partenza del reddito di cittadinanza ?
Voi che dite ? che non può essere che non lo vuole nessuno ?
saluti, vado prima che chiudano
EFFETTO DEL REDDITO DI CITTADINANZA, NEI SUPERMERCATI TUTTO SALE DEL 20%, stanno ad aspettà i sòrdi
angelo amato
30 marzo 2019 alle ore 00:12FATE IL POSSIBILE AD APPROVARE SALARIO MINIMO E INOLTRE DI RIDURRE AI MINIMI TERMINE 40 TIPI DI CONTRATTI DI LAVORO E UNA SPECULAZIONE
Davide Cacciapaglia
30 marzo 2019 alle ore 00:41Ma la colpa non è di quei "negracci" se l'Italia è in crisi? :p
Basta chiudere i porti e far morire qualcuno per prendere milioni di voti e consensi.
A parte le battute, salari bassi, tasse alte, IVA alle stelle. C'è qualche soluzione fattibile?
pino
1 aprile 2019 alle ore 09:48Chi usa il PIL dovrebbe usare contemporaneamente anche il PAL
~ prodotto interno lordo
~ potere acquisto lordo
Esempio matematico di economia domestica e' il ricalcolare i prodotti alimentari, sanitari, igiene abbigliamento di base, utenze, mobilita', mutuo/affitto, debito pubblico, crisi bancaria, fallimenti, crisi, sostegni, contributi, casse integrazioni ecc necessarie e non voluttuarie, SULLE bistrattate "famiglie" con minimo due figli di cui almeno, un maggiorenne universitario 27/30 enne e dei due genitori con redditi annui di operai, impiegati, commessi, comunque prevalenti % della popolazione dipendente privata di chi lavora oggi 2018/2019 !
Tutto con la memoria delle lire !
(1936,27 £. = 1€. )
A parte debito, deficit, costo dei partiti, della politica ed amministrazioni.
Agora' fa terrorismo politico, usa la liberta' d'informare per poi fare propaganda negativa delle politiche altrui diverse del PD. Il tutto dalla RAI (proprieta' pubblica di tutti i cittadini, cintribuenti, elettori) che dovrebbe fare servizio pubblico ed invece propagranda permanente antigovernativa. Quando al governo non c'e' il PD, la sua asinistra, acsx, acmc, acdm, i crociati, la finta cdx d'interesse mediatica e delle fatture pubblicitarie con le descrizioni " PUBBLICITA' ! " e basta !
