
Basta fonti fossili e più mobilità elettrica: all'Europa manca il coraggio
17 marzo 2019 alle ore 11:27•di MoVimento 5 Stelle Europa
Intervista di Eleonora Evi e Dario Tamburrano, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata adAffari Italiani
Il clima sta cambiando e le conseguenze sono visibili a tutti i cittadini europei che hanno a che fare sempre più spesso con fenomeni intensi e andamenti meteorologici anomali. Le cause dietro le follie del clima sono i gas climalteranti prodotti dall'uomo, come l'anidride carbonica o il metano, che si sono accumulati in atmosfera dalla rivoluzione industriale ad oggi.
Per mitigare gli effetti e scongiurare scenari nefasti l'Accordo di Parigi, sottoscritto anche dall'Unione Europea, prevede degli obiettivi di riduzione delle emissioni con l'obiettivo di mantenere l'innalzamento della temperatura globale sotto il grado e mezzo, considerato il tetto massimo sopra il quale é a rischio l'equilibrio del Pianeta.
"Oggi siamo ben distanti da raggiungere questo obiettivo per una mancanza di politiche realmente incisive in termini di emissioni", spiega ad Affaritaliani Eleonora Evi, eurodeputata del Movimento 5 Stelle che ha seguito questo dossier in Commissione ambiente a Strasburgo. E proprio il Parlamento europeo ha votato durante la seduta plenaria di marzo una risoluzione per cercare di buttare il cuore oltre l'ostacolo e definire delle raccomandazioni per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
Le parti firmatarie dell'accordo sono infatti invitate a comunicare entro il 2020 le loro strategie di sviluppo a medio e lungo termine per ridurre le emissioni di gas serra. Nella comunicazione "Un pianeta pulito per tutti" adottata il 28 novembre, la Commissione ha presentato la sua visione strategica di lungo periodo per una economia a impatto climatico zero entro il 2050. Scenari che tuttavia sono ben distanti dalla realtà dei fatti.
"Sette degli otto scenari delineati dalla Commissione falliscono nel raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. Questo perché ad oggi non ci sono ancora politiche forti dedicate ad una transizione complessiva del sistema produttivo verso una economia a zero emissioni", sottolinea Evi.
Sul banco degli imputati uno dei principali indiziati è il settore dei trasporti che ha visto crescere costantemente la quantità di gas climalteranti immessi in atmosfera. Bruxelles chiede che le case automobilistiche procedano allo sviluppo di motori meno inquinanti e sviluppino tecnologie di mobilità elettrica. Tuttavia è sotto gli occhi di tutti che siamo ancora agli albori di un settore davvero green e che lo scandalo Volkswagen sì è risolto con un nulla di fatto sia in termini di sanzioni per la casa costruttrice tedesca, che ha manipolato i test, sia a livello di limiti di emissioni e di controlli condivisi.
"Il sistema produttivo europeo è fortemente dipendente dalle risorse fossili e ad oggi non c'è assolutamente nessuna strategia complessiva per scardinare questo sistema", spiega Dario Tamburrano, eurodeputato del M5S che ha seguito il dossier clima in Commissione Industria ed energia. "L'Unione europea ha messo in campo singoli provvedimenti slegati tra loro, con un impatto modesto e che talvolta vengono persino depotenziati nel nella fase attuativa".
È il caso delle etichette energetiche degli elettrodomestici, dove a fronte di un regolamento approvato dal Parlamento e dal Consiglio che stabilisce l'introduzione di etichette smart in grado di orientare meglio le scelte del consumatore, in fase di attuazione la Commissione ha molto depotenziato la spinta innovativa permessa della legislazione.
"Il mantra che le lobby ripetono é che passare ad un sistema produttivo ad emissioni zero getterebbe l'economia dell'Europa in una crisi profonda. Questo non è assolutamente vero", precisa Tamburrano. "Anzi, ripensare in maniera globale il modo in cui viviamo e produciamo permetterebbe non solo di tutelare l'ambiente ma darebbe un impulso all'economia senza precedenti".
Il nodo sta nella volontà politica e nel reperimento delle risorse. Ma entrambi gli eurodeputati fanno notare che la Banca centrale europea ha stampato centinaia di miliardi di euro per stabilizzare il settore finanziario attraverso il quantitative easing. Che cosa sarebbe accaduto se quei soldi fossero stati immessi nell'economia reale per trasformare il tessuto produttivo in un'ottica ecosostenibile?
"Spesso ci ripetiamo che l'Europa ha già fatto tanto per ridurre le emissioni e che ora è il turno dei paesi emergenti. Non ci dobbiamo dimenticare però che noi abbiamo ridotto le nostre missioni perché gran parte della produzione più inquinante ormai è stata delocalizzata in altri continenti", ricorda Tamburrano. "Anche nella definizione dei rapporti commerciali sarebbe utile far pesare come le merci vengono prodotte. E' ipocrita ritenersi virtuosi quando poi si acquistano merci a basso costo prodotte con tecnologie altamente inquinanti in paesi lontani".
Un altro settore che è tra i principali responsabili di emissioni climalteranti e che é anche la prima vittima dei cambiamenti climatici e l'agricoltura. Un settore che secondo Evi e Tamburrano dovrebbe ripensarsi profondamente, abbandonando logiche intensive e abbracciando invece pratiche più sostenibili. Un ruolo lo giocano anche i consumatori che spesso non si rendono conto dell'impatto sul clima che ha una merce prodotta dall'altra parte del mondo e trasportata fino in Europa.
Commenti (54)
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17 marzo 2019 alle ore 11:39Ma ci credono veramente che l'auto elettrica inquina meno del benzina e del metano?
livio toscano
17 marzo 2019 alle ore 15:17Il fotovoltaico e l'idrogeno producono energia elettrica. È questo l'obiettivo. Capisco che può essere per te utopico ma è già realtà.
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17 marzo 2019 alle ore 17:45Il fotovoltaico non fa andare le auto e l'industria, l'idrogeno forse,
E comunque vedere ettari di pannelli solari è piu inquinante che un camion fumare nero
Alessandro A., Trieste
17 marzo 2019 alle ore 19:14Dipende Andrea.
Per una citycar bastano 40 kW di potenza e chi fa 10 km al giorno in città per andare al lavoro avrebbe comodamente 150 km di autonomia.
Una volta risolto il problema del riciclo/riuso del litio l'auto elettrica è l'unica soluzione che può soppiantare quella tradizionale per gli spostamenti in città, e avresti risolto i blocchi del traffico.
https://www.qualenergia.it/articoli/20170315-la-seconda-vita-delle-batterie-al-litio-sara-nel-riciclo-basso-costo/
Sul fotovoltaico a grande scala guarda qui.
Tetto di centro commerciale, 700 kW, orario apertura 9.00-19.30, mi spiego?
https://www.fiel.it/it/referenze/catalogo/realizzazioni/settore-commerciale/sme-san-dona-di-piave#gallery-3
Ciro
18 marzo 2019 alle ore 10:54L'auto elettrica finché non si risolve il problema delle batterie (costo, durata-ciclo di vita, tempi di ricarica, smaltimento a fine vita) non riuscirà ad essere una soluzione di massa come sono oggi i motori a combustione interna.
Si deve investire in ricerca per trovare una soluzione alternativa alle batterie al litio, come ad esempio i super capacitors (super condensatori).
Questa e' un'area dove il Governo Italiano, attraverso il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica dovrebbe lanciare un programma quadro per indirizzare la ricerca italiana su questo settore
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18 marzo 2019 alle ore 12:11Alessandro
Il fotovoltaico se messo su coperture abitative e industriali è sicuramente una cosa interessante, non conosco il costo dello smaltimento delle cellule,
Mentre il posizionamento di tali pannelli in terreni una volta coltivati lo trovo un obbrobrio,
X le auto circolanti i citta, sono d'accordo x i motori elettrici,
Mentre x chi come te si sppsta continuamente non lo considero interessante.
Alessandro A., Trieste
18 marzo 2019 alle ore 12:16Esistono Ciro progetti pilota con dispositivi misti super-condensatori e batterie di buffer. Il Politecnico di Milano è impegnato nella sperimentazione di un prototipo di autobus a supercondensatori a La Spezia. Gli stessi furono presentati come funzionanti all'expo di Shangai nel 2010 (poi chissà).
Attaulmente però la densità di energia di quei dispostitivi è talmente bassa che ci vogliono diversi quintali di aggeggio per poche decine di km di autonomia. Può essere una soluzione su mezzi pesanti che percorrono brevi tratti ed hanno la possibilità di fermarsi frequentemente per la carica veloce, come appunto i bus cittadini.
Alessandro A., Trieste
18 marzo 2019 alle ore 12:28La mia situazione è grottesca Andrea.
Mi sposto di continuo tra Venezia e Trieste, non posso acquistare un'auto a metano perchè in Friuli Venezia Giulia è raro trovare rifornimento (colpa della benzina e del gasolio agevolati), ho un'auto diesel che uso poco perchè a Trieste l'auto è meglio che te la scordi (in compenso il servizio pubblico è eccellente).
Mi sposto con il treni locali e sarebbe una soluzione ideale se solo si prestasse davvero attenzione al pubblico, invece devi mettere in conto:
- lo sciopero del venerdì almeno a settimane alterne;
- i problemi sulla linea che portano a ritardi ESCLUSIVAMENTE dei treni regionali;
- i 'buchi' anche di due/tre ore su una tratta frequentatissima;
- la fine delle corse da Trieste alle 19.15 per i locali;
- biglietto di durata giornaliera (e se devi sopperire a uno dei problemi sopra cambiando mezzo all'ultimo momento lo butti).
Alessandro A., Trieste
18 marzo 2019 alle ore 12:39Scusate ho dimenticato un pezzo per 000.
Io considero gli impianti fotovoltaici a terra dove prima c'era campagna o bosco consumo del suolo. L'energia prodotta andrebbe tassata, al pari di un parcheggio come quello della foto più in alto. Diverso è il caso dei tetti dei capannoni e degli edifici commerciali, che è spazio sprecato.
Ormai anche il silicio dei pannelli si può polverizzare e riciclare
http://www.rinnovabili.it/ambiente/riciclo-pannelli-solari-silicio-333/
Peccato che al momento l'energia prodotta anche da grossi impianti fotovoltaici possa viaggiare solo localmente in bassa tensione, per limiti della rete. Anche là servirebbero investimenti, altrimenti aumentare la potenza installata per poi buttarla via non ha senso.
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18 marzo 2019 alle ore 14:07Infatti il dubbio che ho è l'accumulo, il sistema x essere efficace dovrebbe consumare tutta l'energia prodotta, invece da quel che so solo una piccola parte viene recuperata.
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18 marzo 2019 alle ore 14:13X le ferrovie sfondi una porta aperta
zato nero
6 aprile 2019 alle ore 10:48io si , il percorso medio del cittadino europeo è 35km al giorno
basterebbe parcheggi fotovoltaici ai supermercati , centri commerciali con colonnine elettriche ..
inoltre ci sono i cimiteri che potrebbero benissimo essere coperti da fotovoltaico
in Korea hanno messo una copertura fotovoltaica su una pista ciclabile al centro dell'autostrada ..
https://www.youtube.com/watch?v=PozkyliSjkc
l'Itala con le autostrade che ha e il sole che ha , è stupidamente in Ritardo !
Superantonio
17 marzo 2019 alle ore 11:47“Il mantra che le lobby " Cari eurodeputati le lobby usano come avatar i vostri colleghi fate il vostro smascherateli
Siete stati proiettati, dagli elettori, in prima linea la dove tutto si decide il nemico vi siede accanto e vi sorride.
E' presto per la campagna elettorale !!
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18 marzo 2019 alle ore 14:09Comunque non sono un tecnico e dico solo quello che ho sentito e letto, ma non metterei mai in discussione la parola di un ingegnere su questioni scentifiche
giovanni zucchetti
17 marzo 2019 alle ore 12:02Per quanto questo tema sia molto importante non può prescindere dal fatto di risolvere prima i problemi economici dell'Europa, chi dice che un cambio totale alle fonti rinnovabili getterebbe l'Europa nel caso non dice che questo sarebbe vero solo con il presente assetto economico pieno di limitazioni assurde e senza senso, si pensi ad un piano di ammodernamento per l'Europa si dia il permesso di portare il debito pubblico al 200% del pil in ogni paese europeo e si usino quelle risorse per un ammodernamento anche ecologico delle infrastrutture l'economia non potrà altro che beneficiarne, ricordandoci poi di rientrare del debito quando ci saranno le condizioni favorevoli non come hanno fatto i governi precedenti
SONIA SIMONE
17 marzo 2019 alle ore 12:17Salve, scusate se esco fuori tema ma, per me, è importante!
C’è un argomento molto importante:
Camorra, un fatto gravissimo a Pomigliano denunciato dalla coraggiosa Valeria Ciarambino che è stato visitato da soli 15 iscritti!
Potete, per favore, sostenere Valeria che con coraggio, ancora una volta, segnala/denuncia anche gli ‘intoccabili?
Sono campana ma questi argomenti devono riguardare tutti!
Grazie
Giuseppe
17 marzo 2019 alle ore 12:47E' giusto, Valeria non va lasciata sola
giuseppe r.
17 marzo 2019 alle ore 12:37La speranza che si possa ottenere cambiamenti e miglioramenti dell'inquinamento, oramai è nelle mani di coloro che governano il Mondo!!!
Chi sono?
Li conosciamo tutti e loro conoscono la situazione disastrosa e la fine tremenda verso cui siamo proiettati!
Speriamo che la manifestazione mondiale degli studenti del 15/3 sia di sprone a questa gente che ha in mano il DESTINO DEL MONDO e del GENERE UMANO!
Ma ognuno è chiamato a fare la sua parte!
Giuseppe
17 marzo 2019 alle ore 13:03BRAVI, COMPLIMENTI PER LO SPOT PUBBLICITARIO. Mi piacerebbe conoscere quali azioni concrete avete fatto in Europa.
Io voterò i miei candidati all'europarlamentarie cercandoli in fondo alla lista per non farmi manovrare/imbrogliare dalla piattaforma
Sergio Mazzesi
17 marzo 2019 alle ore 15:42l'inquinamento non rimane sul luogo dove viene generato, ma si espande nel mondo, anche nei paesi che adottano provvedimenti per ridurre il problema. Bisogna innanzitutto prendere posizione contro le nazioni meno sensibili, isolarle anche a scapito di guadagni commerciali. Bisogna anche cambiare le mobilità di trasporto globale delle merci e delle persone, non serve focalizzarsi nelle auto elettriche quando il trasporto aereo e navale inquina molto di più. Ma bisogna sopratutto cambiare le nostre abitudini di vita, risparmiando le risorse del pianeta, tipo la costruzione di soluzioni abitative ad impatto zero per il risparmio di energia e l'utilizzo di tecnologie riutilizzabili e riciclabili per ridurre l'inquinamento prodotto dal consumismo. Fermiamo le persone e facciamo viaggiare nel mondo le migliori tecnologie per un futuro migliore per le prossime generazioni.
Luca Pellegrini
17 marzo 2019 alle ore 17:18mia nonna non riscaldava la casa, era senza saperlo ecologista, ma abitare a 8° di giorno, e a 2° di notte lo poteva fare lei perchè temprata; io e i giovani, vivere con queste temperature, ci si porta allo schiattamento dopo broncopolmoniti.
La nonna è stata nella sua casa fino a 92 anni; diceva che bisognava pregare per non sentire il freddo...
Alex
17 marzo 2019 alle ore 21:09Sono d’accordo sergio
Luca Pellegrini
17 marzo 2019 alle ore 17:11Se avessimo le centrali nucleari, come in Francia, o addirittura come in India / Cina che stanno spingendo verso il torio https://it.wikipedia.org/wiki/Torio
innanzitutto si pagherebbe meno in bolletta, e dopo non ci sono gas effetto serra, non si fermano con il calare del sole...
cittadino qualunque
18 marzo 2019 alle ore 07:09il fotovoltaico non si ferma col calare del sole, oggi vi sono sistemi ad accumulo che garantiscono l'energia elettrica anche quando il sole tramonta.
MrAlexT
18 marzo 2019 alle ore 18:45i sistemi ad accumulo sono batterie, inoltre il fotovoltaico non arriva all' alta tensione.
michele malalana
17 marzo 2019 alle ore 18:11non capisco perche non considerare la geotermia come fonte energetica specialmente al sud che vive su una
"caldaia naturale" io da profano ho costruito un piccolo impianto personale con pochi euro (600 circa)conto alla mano ogni kilowatt prodotto mi costa 0.30 kilowatt per funzionare impianto, pensate quanto si puo risparmiare a livello industriale
roberto5s
17 marzo 2019 alle ore 18:46...coraggio a tutti noi a NON acquistare auto diesel / benzina; x tutti coloro che ancora non possono, sono convinto che si riuscirà a breve ad emanare provvedimenti altamente incentivanti. E' vero che non si inquina solo con le auto !! ma prima si comincia e prima ci si può salvare da l'inevitabile follia dell'uomo.
Avanti così evviva il m5s
Alex
17 marzo 2019 alle ore 19:18Bisogna già da domani,senza ma se e però, da domani far installare colonne di ricarica a tutti gli autogrill e in tutti i comuni, finché non ci sono quelle la gente che fa strada no prenderà auto elettriche, un altra cosa non Tutti fanno raccolta differenziata xche no far mettere neglinceneritori un macchinario che separa quello da reciclare da quello da bruciare..
Alessandro A., Trieste
17 marzo 2019 alle ore 21:51Esiste un metodo usato da una branca dell'ingegneria, il Life Cycle Assessment (https://it.wikipedia.org/wiki/Life_Cycle_Assessment), che è in grado di valutare l'impatto ambientale di un prodotto o di un processo durante il ciclo di vita completo dello stesso.
Dal momento che non credo che 'imporre' sia la scelta giusta bisognerebbe secondo me dare un vantaggio competitivo a quelle aziende e a quei prodotti che sono più rispettose dell'ambiente di altre.
L'UE potrebbe elaborare semplici indici di 'consumo delle materie prime' facoltativi, ma standard, assegnando una sorta di certificazione a chi ne faccia richiesta documentata.
Se la nostra è la società del consumismo - e non ditemi che non è vero - si deve sfruttare quel consumismo per un giusto fine, sfuttando sì la moda, ma per creare una consapevolezza e un'abitudine. Non saremo noi a vedere il cambiamento, noi dovremmo agevolare la transizione, modificando le nostre abitudini per insegnarle alle nuove generazioni.
cittadino qualunque
18 marzo 2019 alle ore 07:04Se ogni attivita', compresa quella abitativa , avesse sul tetto i pannelli fotovoltaici calibrati per il proprio consumo , non vi sarebbe bisogno di grandi impianti per arrivare ad essere ecologicamente liberi da fonti fossili. Sono convinto che sia prematuro parlare di auto elettriche fino a quando l'elettricita' verra' ancora prodotta con fonti fossili, si sposta solo il problema non è la soluzione. Il fotovoltaico sul tetto delle case e delle fabbriche dovrebbe essere imposto per legge. Auto, camion, aerei, navi, hanno un impatto ambientale pauroso, per auto e camion la soluzione è possibile , per aerei e navi ....non so.
MrAlexT
18 marzo 2019 alle ore 18:43Mi spiace dirtelo, ma anche piazzando pannelli su tutti i tetti, o addirittura riempiendo l'intero territorio nazionale di pannelli solari non riusciremmo a coprire l' intero farbisogno.
Anche perchè la resa dei pannelli fotovoltaici è bassissima e cosa fondamentale, non raggiungono l' alta tensione.
Diverso è il caso delle centrali solari con specchi parabolici. In primis producono energia in alta tensione, in secundis hanno una resa per m2 di specchio n volte superiore a quella dei pannelli fotovoltaici.
Comunque è inutile prendere energia dal sole. Se avessimo veramente a cuore il futuro del pianeta, avremmo già creato centrali a fusione fredda o a confinamento, quindi il sole ce lo saremmo creato noi.
MrAlexT
18 marzo 2019 alle ore 08:57Il futuro vero delle fonti rinnovabili si chiama Idrogeno.
Purtroppo, si sta spingendo invece che sulle auto ad idrogeno, sulle auto elettriche che sono paradossalmente più inquinanti di quelle a combustione fossile ( problema dello smaltimento delle batterie)
L' idrogeno, può essere utilizzato nei normali motori a combustione, con la differenza che l' idrogeno ha come prodotto della combustione .... vapore acqueo .
Lo stesso Beppe Grillo già 10 anni fa parlava di civiltà dell' Idrogeno...
cittadino qualunque
18 marzo 2019 alle ore 14:19certo, ricordate il dirigibile HINDENBURG ??? L'idrogeno è pericolosissimo.........
cittadino qualunque
18 marzo 2019 alle ore 14:21poi l'idrogeno come lo produci ? Con l'energia elettica, e allora il serpente si morde la coda......
Alessandro A., Trieste
18 marzo 2019 alle ore 16:46Allora riordiniamoci un poco le idee...esistono le auto a idrogeno? Sì, ma lo stoccaggio del combustibile è estremamente più problematico di quanto non lo sia il rifornimento di energia per un'auto elettrica.
Le case automobilistiche hanno tutte quante ormai modelli elettrici o ibridi in listino, quindi c'è poco da spingere per la commercializzazione dell'idrogeno, quello sarà il post-elettrico.
Vi lamentate del costo delle auto elettriche...quanto costa invece un'auto a idrogeno?
La Siemens tuttavia ha un impianto pilota a Magonza che con un parco eolico produce idrogeno da elettrolisi, chiudendo il ciclo.
http://www.rinnovabili.it/energia/eolico/germania-vento-idrogeno-666/
E i tedeschi con l'idrogeno alimentano già treni su rete non eletrificata
https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-09-17/i-primi-treni-idrogeno-mondo-circolano-oggi-germania-141927.shtml?uuid=AEqhQ4wF
MrAlexT
18 marzo 2019 alle ore 18:39L' idrogeno non è più pericoloso del gpl o del metano.
L' idrogeno si produce per elettrolisi tramite generatori a fusione fredda, campo in cui i ricercatori italiani avevano avuto ottimi risultati. Peccato che le lobby del petrolio prima e delle rinnovabili poi si siano sempre messe di traverso.
Fusione significa: energia pulita, sicura, illimitata .
Attualmente i cinesi stanno portando avanti il progetto di fusione per confinamento. Se i risultati saranno quelli sperati, di fatto i cinesi avranno loro, per primi energia pulita ( la fusione non produce scorie) sicura ( non c'è massa critica, quindi non sono possibili esplosioni o scorie) e illimitata.
Avranno un piccolo sole. A loro disposizione.
Alex
18 marzo 2019 alle ore 21:15Mr Alex hai ragione ci vuole idrogeno e no solo per le auto
Alessandro A., Trieste
19 marzo 2019 alle ore 17:29Idrogeno o auto elettrica entrambe le soluzione hanno bisogno di energia (elettrica) e quindi in qualche modo la si deve produrre.
Anche l'idrogeno risulta inquinante se non cambia radicalmente il mix di produzione.
Luigi
18 marzo 2019 alle ore 08:59Condivido pienamente queste considerazioni. I governi non hanno il coraggio di dare indicazioni chiare ai cittadini, i politici spesso non sono in grado di capire ciò che succede e guardare un po' lontano. Abbandonare progressivamente il petrolio ridurrebbe molte tensioni nel mondo. Le energie rinnovabili possono progressivamente sostituire tutte le energie fossili.
Fc
18 marzo 2019 alle ore 09:06Basta parlare di auto elettriche come fossero la salvezza del pianeta! Non è così! Perché non siete partiti da un bell'incentivo sostanzioso sul fotovoltaico? Invece di fissarvi con le auto, il cambiamento doveva partire pannellando tutti i tetti delle case.
SONIA SIMONE
18 marzo 2019 alle ore 11:09Scusate (non c'entra nulla con l'argomento) oggi si apre la settimana che precede il voto in Basilicata il 24 marzo, sarà dura per Antonio Mattia e tutti gli iscritti lucani.
In Basilicata come in Campania (la mia terra) la regione è stata colpita da numerosi scandali...ma purtroppo le persone hanno la memoria labile!
Purtroppo la popolazione viene abusata dal centrosinistra: i diritti vengono trasformati in favori e messa nelle condizioni di dover bussare alla porta del politico per avere 'favori'.
Nelle nostre regioni il centrodestra sta dialogando e raggiungendo accordi che renderanno inutile le votazioni.
Bisogna spezzare questo meccanismo clientelare!
Se avete parenti, amici, compagni di studio fuori sede, compagni di lavoro lucani invitateli a tornare per votare!
Aiutiamo Antonio Mattia e gli amici lucani!
tommaso giannitrapani
18 marzo 2019 alle ore 13:58il principale fattore di inquinamento deriva dagli allevamenti di animali come messo in evidenza anche dall'ISPRA .Allora siate conseguenti abbiate coraggio!
Marina Capri
18 marzo 2019 alle ore 14:06Tommaso Giannitrapani, purtroppo il coraggio ora manca al M5S, parlano sempre e solo di auto elettriche, quando parlano di ambiente, mai che invitassero a non consumare carnee derivati, come coerentemente fa Greta Thunberg!!!
MrAlexT
18 marzo 2019 alle ore 18:31I nazivegani sono arrivati anche qui?
Fc
18 marzo 2019 alle ore 23:16Mralext. Non serve essere un mentecatto vegano per sapere che un allevamento intensivo distrugge l'ambiente più di una città di fabbriche. Oltre ai danni c'è un'incredibile sovrapproduzione alimentare che va sprecata. È necessario riequilibrare tutto e produrre solo l'effettivo necessario al consumo. Ma ciò è praticamente impossibile perché l'economia ha proprio come obiettivo la sovrapproduzione ossia la quantità (quantità spesso a discapito della qualità. Guadagnare di più con la qualità è più faticoso che guadagnare di più con la quantità), quindi si dovrebbe ripensare completamente l'economia e cambiarla radicalmente.
Marina Capri
18 marzo 2019 alle ore 14:02Gli ALLEVAMENTI DI ANIMALI inquinano più di auto, treni, navi e aerei messi insieme e non solo quelli intensivi, ma anche quelli estensivi. E pongono anche problemi etici, per la grande ingiustizia perpetrata verso gli animali, che come noi non vogliono né soffrire né morire. Ma per comprendere ciò è necessario un vero cambiamento di mentalità, un salto culturale che faccia a pieno titolo rientrare nella morale il modo di rapportarci agli animali e che non lasci l'etica fuori dalle scelte economiche. Bei tempi quando il M5S proiettava in Parlamento il film/doc Cowspiracy, ora il coraggio è purtroppo venuto meno!!!
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/27/qualita-dellaria-studio-ispra-il-50-emissioni-da-riscaldamenti-e-allevamenti-intensivi-inquinano-piu-di-auto-e-moto/5002568/
MrAlexT
18 marzo 2019 alle ore 18:31i nazivegani sono arrivati anche qui?
Giuseppe M.
19 marzo 2019 alle ore 17:26Spiegare come gli allevamenti di animali inquinano di più? perché i bovini producono gas metano, quel gas e parte dell'atmosfera.
Pasquino
18 marzo 2019 alle ore 16:34Ne state prendendo di euri grazie alla lobby elttrica. Bravi, continuate cosi che v ifate la villa alla berlusconi
zato nero
6 aprile 2019 alle ore 11:04ma chiama l'aci e fatti mandare a cag..
Giuseppe M.
19 marzo 2019 alle ore 17:34Vorrei sapere quando tutte le persone che credono nella mobilità elettrica si renderanno conto che l'elettricità proviene principalmente dal nucleare.
Quell'energia elettrica per ricaricare le tue "auto ecologiche" proviene da impianti nucleari, che quando le barre di combustibile al plutonio vengono spesi devono immagazzinarli in un posto sicuro e a volte stanno a perdita di radiazioni. Quelli prendono più di un milione di anni per non essere più inquinanti. Le radiazioni sono un assassino silenzioso e si diffondono ampiamente _ guarda solo quello che è successo a Fukushima, tutto ciò che la radiazione è nell'oceano e anche questo richiede centinaia di anni per scomparire…
Quindi cosa preferisci alcune particelle di carbonio nell'aria o un killer silenzioso che tu e noi potremmo ingerire quando mangiamo pesce? Prendo il carbonio in qualsiasi momento!
zato nero
6 aprile 2019 alle ore 10:42la mia elettricità viene dal mio parcheggio fotovoltaico..
zato nero
6 aprile 2019 alle ore 10:41non solo all'europa ,
ma soprattutto all'Italia manca il coraggio ..
la legge che c'è per convertire vecchie auto inquinanti in elettriche ..
è RIDICOLA !!
serve un TUV italiano che permetta alle officine in collaborazione con le aziende che fanno prototipazione meccanica
di nstallare kit elettrici su tutte le auto , non solatanto su 500 , Smart e Maggiolino come , di fatto ora !
permettere di fare flange personalizzate per interfacciare motore elettrico alla trasmissione di qualsiasi auto
magari , solo con una piccola certificazione presso la motorizzazione , che attesti che il peso a vuoto con pieno benzina e la velocità massima sono pari o inferiori all'auto originale con motore a scoppio
mi 2 cent di riciclo e artigianato creativo ..
P.S.
spendere più di 10000 euro per una smart,500,maggiolino da trasformare in elettrico , per me è assurdo
spenderli per traformare una vecchia porsche con motore fuso , o una lanciabeta montecarlo o un vecchio maserati biturbo
che stanno marcendo in qualche cantina ..
AVREBBE MOLTO PIU' SENSO
zato nero
6 aprile 2019 alle ore 10:59l'Italia ha una nomativa RIDICOLA per la conversione di vecchie auto in elettrico ,
di fatto si posssono trasformare solo smart,500,maggiolino con appositi kit
manca un TUV italiano che permetta di traformare in "EV" qualsiasi auto ,
basta una flangia in in lega alluminio , fatta da una azienda specializzata in meccanica di precisione
per montare un motore elettrico in qualsiasi auto
basterebbe una normativa meno fascio-sovietica-fantozziana
con poche regole , tipo:
velocità massima inferiore al modello originale con motore a scoppio
la massa a pieno carico non deve superare il modello originale
my 2 cent di economia circolare
