
#19MilaEuro al mese per deputati e senatori: il Pd di Zingaretti pensa solo a riempirsi le tasche
28 marzo 2019 alle ore 11:21•di MoVimento 5 Stelle
Il nuovo corso del Partito Democratico del neo segretario Nicola Zingaretti inizia con una proposta di legge che vuole alzare lo stipendio di deputati e senatori fino a 19 mila euro. Parliamo di ben 2-5 mila euro in più al mese, che un lavoratore comune vede col binocolo. L’intenzione è quella di equiparare gli emolumenti dei parlamentari italiani a quelli dei parlamentari europei, più alti. Questa è la loro “nuova idea di Europa” che giustifica anche il “siamo europei” che Zingaretti vorrebbe inserire nel simbolo: probabilmente intende i conti in banca dei politici!
Luigi Zanda, giovane virgulto promosso a tesoriere del partito da Zingaretti, non sente ragioni: i tagli alla casta sono stati “adottati in nome di un’impropria e allarmante identificazione del trattamento economico dei parlamentari con un odioso privilegio”. La “colpa”, quindi, è del MoVimento 5 Stelle che ha restituito quasi 100 milioni di euro ai cittadini, che ha abolito i vitalizi, che ha tolto dall’hangar quello spreco di soldi pubblici chiamato Air Force Renzi, che ha dato una sforbiciata alle pensioni d’oro, che intende tagliare per legge gli stipendi dei parlamentari.
Il silenzio-assenso di Zingaretti asseconda la proposta di Zanda: per il Partito Democratico la priorità del Paese è dare più soldi a deputati e senatori. Il Pd si oppone al salario minimo, e quindi ad uno stipendio dignitoso per i lavoratori che prendono paghe da fame, ma propone di alzare gli stipendi dei parlamentari fino a 19 mila euro. Vuole fare un referendum contro il reddito di cittadinanza ma propone di rimpinguare le casse del Nazareno attingendo da un fondo di 90 milioni di euro prelevati dalle tasse degli italiani. Addirittura vuole anche ripristinare i vitalizi!
Queste idee scellerate non sorprendono perché il Partito Democratico è esattamente questo: distruggere i diritti economici e sociali degli italiani e riempire di soldi le proprie tasche! Non sorprendono perché i ceti sociali che un partito di sinistra dovrebbe proteggere sono stati massacrati quando erano al Governo, figuriamoci ora che sono all’opposizione quanto abbiano a cuore restituire un po’ di vita a milioni di persone che hanno ignorato per anni. Una sinistra falce e cashmere che nei propri salotti, tra ostriche e champagne, ha completamente perso il contatto con il Paese reale. Questa idea di alzare gli stipendi di deputati e senatori a 19 mila euro è un vero e proprio affronto, l’ennesimo, a tutti quegli italiani che lottano e si sacrificano ogni giorno per portare il pasto a tavola e far crescere i propri figli.
Zanda e Zingaretti dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa. Ma non lo faranno!
Oggi addirittura il Partito Democratico, colpito nel vivo dalla nostra denuncia, se ne è uscito con un ambiguo comunicato ufficiale dove nega l'evidenza e cioè che esista una proposta per alzare lo stipendio dei parlamentari, ma allo stesso tempo prende le distanze da Zanda, come se fosse un parlamentare qualunque e non il tesoriere del partito appena nominato da Zingaretti. Ora che farà il neo segretario: espellerà Zanda, o lo appoggerà nella sua brillante idea di riempire ancora le tasche ai parlamentari?
P.s.: per la cronaca il DDL del PD è il n. 1107 depositato al Senato in data 27.02.19 a firma del Sen. Zanda.
Commenti (4)
roberto5s
29 marzo 2019 alle ore 14:57..avanti con il provvedimento di abbassare a tutti i parlamentari, gli stipendi!!! altro che aumentarseli;
è vergognoso x una civiltà moderna accettare che x questo tipo di rappresentanza con tutti i rimborsi che tale attività prevede, vengano retribuite quote mensili che a confronto di un cittadino medio è ciò che guadagna in un anno. Quello che stanno facendo i nostri eletti del Movimento5s è da grande esempio non solo per il nostro paese, ma anche in tutto il mondo democratico. viva il m5s
Paolo Negrini
29 marzo 2019 alle ore 18:04Alessandro.
Tengo a precisare che il mio non è un "riscontro", è una personalissima e contestabilissima analisi dei modelli comunicativi.
Oltretutto io non mi occupo di questo ramo, mi occupo di efficacia comunicativa nel settore commerciale.
Vendere una macchina, un'aspirapolvere o un'idea, risponde allo stesso "schema", le differenze sono minime e solo tecniche.
Per il lato della "divulgazione", qualche differenza c'è, come per la comunicazione legata ad una strategia politica.
Se fossi ancora in buoni rapporti con i miei colleghi che se ne occupano, chiederei il favore di dare un'occhiata e dirmi se sbaglio, purtroppo il socio che avevo che si occupava di questo ramo, non c'è più.
Paolo Negrini
29 marzo 2019 alle ore 18:06Scusate, andava sotto la risposta di Alessandro.
Giuseppe
31 marzo 2019 alle ore 00:32Evidentemente adottano la politica del magna magna, fregandosene dei cittadini. Mi meraviglia che ci sia ancora gente che li vota.
