Reddito di Cittadinanza approvato in Senato!

PAOLA TAVERNA SU REDDITO DI CITTADINANZA

Oggi lo Stato guarda a chi è stato lasciato indietro. Oggi l’aula del Senato approva il Reddito di Cittadinanza e Quota 100.In diretta dal Senato, la dichiarazione di voto di Paola Taverna sul Decreto su Reddito di Cittadinanza e Quota 100.Collegatevi e condividete!

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Mercoledì 27 febbraio 2019

 

Di seguito il mio intervento di oggi in Senato.

Presidente, colleghi,
Oggi si chiude un cerchio. Un cerchio che si è aperto circa sei anni fa, quando prendevo la parola in quest’Aula per raccontare la fine di un’impietosa storia italiana, che ha contribuito al declino morale ed economico del Paese. Stavolta invece intervengo a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle, del quale mi onoro e sono fiera di far parte, per segnare l’inizio di una nuova storia. Una storia che affonda le proprie radici nella nostra Costituzione e che abbatte finalmente quegli ostacoli economici e sociali che, per colpa dell’ignavia e del menefreghismo di una vecchia politica, hanno fin qui impedito ai cittadini di essere uguali e liberi allo stesso modo.
Oggi la nostra Costituzione, quella che il Pd voleva ridurre a brandelli, riceve attuazione.
Oggi lo Stato guarda a chi è stato lasciato indietro, molto indietro, in un angolo, a chi è stato messo nelle condizioni di credere di essere un fallito, di smettere di sperare nel futuro.

Oggi quest’Aula approva il Reddito di cittadinanza.

Tutti verranno messi nella condizione di ripartire, di credere in se stessi e nel loro futuro.

È finito il tempo del “Le faremo sapere”, “Un lavoro? Un lavoro di questi tempi non lo trovi neanche a pagarlo oro” o, peggio, del “se vuoi trovare lavoro devi farti una partita di calcetto”.

Perché il reddito è molto di più che un sostegno economico.
Ce l’hanno messa tutta per far credere che non fosse così. Si è parlato di sussidio, di assistenzialismo. Ho sentito anche parlare di elemosina, da chi l’elemosina l’ha fatta davvero in trance di 80 euro e poi a molti l’ha pure richiesta indietro.
Ormai lo sanno tutti che il reddito è molto di più. Sanno che è uno strumento di politica attiva.
Se guardo indietro, se ripenso a tutto ciò che di straordinario un movimento di cittadini ha fatto in questi anni per i cittadini, le prime immagini che mi vengono in mente sono quelle delle due marce che da Perugia ad Assisi ci hanno visti al fianco di migliaia di persone che chiedevano un’opportunità per rimettersi in gioco, diritti, giustizia sociale. Chiedevano che nessuno restasse più indietro. È stato lì, ascoltando le tante voci di chi, costretto a vivere ai margini o a veder emigrare i suoi figli all’estero mentre i soliti noti ingrassavano sempre di più, che ho capito che è la storia di ognuno di noi a scrivere quella di un intero Paese. D’altra parte, è proprio dalle storie di tanti cittadini comuni che è nato il MoVimento.

Ma non posso dimenticare quanta fatica ci è costata. No, non è stato facile.
Il Movimento 5 stelle ne ha fatto la sua battaglia più importante. Era il primo punto del programma già alle elezioni del 2013. Da allora non abbiamo mai smesso di combattere in Parlamento perchè divenisse realtà. E ci tengo a ringraziare in particolar modo la collega e amica Nunzia Catalfo, oggi presidente della Commissione Lavoro, per l’instancabile impegno con cui si è dedicata alla stesura e alla promozione del ddl.
Era l’ottobre del 2013 quando lo depositavamo qui in Senato, come dimenticarlo. In quel periodo ero capogruppo. Era il tempo in cui il Senato si esprimeva sulla decadenza di Berlusconi. Perché vede collega Saccone, io vado fiera di avere come capo politico un giovane ragazzo di 32 anni, incensurato, che prima di essere Ministro ha fatto lavori umili come tutti i ragazzi italiani alle loro prime esperienze. Le devo ricordare io la storia del suo capo politico?
L’Italia solo 5 anni fa si ritrovava un condannato che sedeva ancora in Parlamento, dopo essere stato per 20 anni al Governo a suon di leggi ad personam; era appena finito un Governo tecnico che scriveva le leggi solo per l’Europa e ne stava per iniziare un altro che le leggi le faceva per amici e banche, banche degli amici e amici delle banche.
E poi, e poi siamo arrivati noi che dall’opposizione abbiamo iniziato subito dando battaglia in Parlamento per una misura di lotta alla povertà.
Ora i ruoli sono invertiti noi siamo il governo e voi opposizione. Pd e Fi sempre uniti, anche contro il reddito di cittadinanza.
Come si fa a sedere in Parlamento e a contrastare l’unica misura che può abbattere le disuguaglianze sociali nel nostro Paese???
Per tanti, troppi anni questo grande Paese è stato svilito, umiliato, mangiato pezzo per pezzo da quella destra e da quella sinistra che, senza un briciolo di vergogna, oggi vanno sbandierando l’intenzione di raccogliere le firme per un referendum contro il Reddito di Cittadinanza. Non gli è bastato distruggere lo Stato sociale creando un abisso tra ricchi e poveri. No, adesso a quegli stessi poveri, figli delle loro folli politiche, questi “signori” hanno addirittura deciso di dichiarare guerra.
La sinistra, la sinistra… Dov’è la sinistra? Il Pd rinnega pure la sua storia per andare contro il reddito di cittadinanza?
Ci avete provato in tutte i modi.

E fu il tempo delle coperture…
Ce le avranno chieste 5 milioni di volte, tante quante sono le persone che potranno riconquistare la loro dignità.
A volte mi sveglio di notte e vado a controllare nella legge di stabilità che ho nel comodino… sia mai mi chiama Giannini.
Poi fu quello del divano. Ne avete dette di tutti i colori per far passare l’idea che aiutiamo chi non vuol lavorare, mentendo sapendo di mentire.
Ed invece tutti sanno che per ottenere il reddito bisogna attivarsi in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo.
Oggi, se guardo indietro, ciò che mi suscita più rabbia è che così facendo avete fatto solo in modo che trascorressero invano altri 5 anni.
5 anni – è impossibile negarlo – nel quali le condizioni del Paese sono peggiorate, in cui i poveri sono aumentati e milioni di italiani sono stati costretti a rinunciare a curarsi e spesso anche a fare il 2° pasto.
5 anni in cui milioni di giovani hanno continuato a scappare dall’Italia e tanti imprenditori sul lastrico hanno scelto di togliersi la vita piuttosto che vedersi, e vedere le proprie famiglie, affogare nei debiti.
Per noi c’è sempre stato un solo faro: nessuno deve rimanere indietro.
Nessuno deve rimanere indietro, proprio come sognavano i nostri padri costituenti.
Ora quel sogno sta diventando realtà.
Perché finalmente nel nostro Paese ci sarà una reale ed efficace misura di lotta alla povertà. Perché finalmente viene riconosciuto per legge il diritto di tutti ad una vita dignitosa.
Perché allo stesso tempo si dà respiro all’economia: molti di voi intuiranno infatti come, dare un reddito a chi ne è privo, comporterà un incremento dei consumi, da cui deriveranno a loro volta maggiori profitti delle aziende e maggior occupazione.
Il reddito di cittadinanza rilancia anche la piena occupazione: milioni di persone avranno l’opportunità di scoprire le proprie propensioni e i propri talenti e di metterli al servizio del progresso della società.
Un sistema che trarrà linfa dalla formazione, quella seria e di qualità però… non quella che è servita soltanto ad arricchire pochi dirigenti regionali.
Perché c’è una cosa importante che forse voi dell’opposizione avete sottovalutato.
Il M5S sta avviando un processo che porterà a trasformare i più deboli – i più vulnerabili in termini economici e sociali – in linfa vitale, in nuova forza per il nostro Paese.
Meno intuitivo è forse il nesso reddito di cittadinanza-mafia.
Si perché se si è liberi e non costretti dal bisogno non si è ricattabili!
Questo vuol dire una cosa molto semplice: quei soggetti che hanno costruito le loro carriere politiche su biechi scambi elettorali dovranno farsene una ragione. È finita!
Libertà dal bisogno, e spesso dalla disperazione.
Ai sindacati che sono scesi in piazza contro il reddito di cittadinanza, peraltro insieme a Confindustria, voglio dire: mi spiace per voi! Vedo già scolpita sul fondo la scritta “The end”.
Vi siete arroccati sulle vostre prerogative, dimenticando che dovevate rappresentare i più deboli e non i più forti.
Ho sentito dire anche che dare un reddito di cittadinanza così elevato fa sì che non si è più invogliati ad accettare più lavori a basso salario.
Siamo impazziti?
Sono i salari medi ad essere troppo bassi, non il reddito di cittadinanza ad essere troppo elevato.
Avete consentito che milioni di vostri concittadini venissero sfruttati, sviliti, umiliati.
Per il m5s questo tutto questo deve finire e deve finire ora.
Mentre vi sentivo parlare non ho potuto fare a meno di domandarmi. Ma questi che criticano il RdC ma che ne sanno della povertà.
Madre Teresa di Calcutta invitata ad un convegno sulla fame del mondo rispose che avrebbe partecipato se gli altri invitati avessero rispettato almeno 3 gg di digiuno. Perché per parlare di fame bisogna avere fame.
Ecco questo l’invito che faccio ai miei colleghi. Prima di parlare di povertà provate a vivere un anno con 400 euro al mese come avete preteso facessero i nostri pensionati, mentre voi mantenevate intatti i vostri vitalizi.
Oppure campate una famiglia con 800 euro al mese come pretendete che facciano i cittadini italiani, mentre continuavate a mantenere i vostri stipendi ben oltre i 14mila euro mensili.

I vitalizi li abbiamo già tagliati, per gli stipendi ci stiamo attrezzando.

Perché noi del Movimento abbiamo tanti difetti, ma due cose nessuno ce le può negare: abbiamo un cuore grande e la testa dura. Perché a noi hanno insegnato che bisogna cominciare a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso ci siamo sorpresi a fare l’impossibile!