
Italia il primo Paese a riconoscere validità giuridica della notarizzazione attraverso le DLT e gli Smart Contract?
4 febbraio 2019 alle ore 10:52•di MoVimento 5 Stelle
L’Italia non la smette mai di stupirmi. E’ quello che gli italiani chiamano “genio e sregolatezza”.
E’ un Paese che ha prodotto talenti ed eccellenza sin dai tempi dei Romani in tanti ambiti e continua a farlo. Gli artisti italiani, i prodotti, lo stile, e la tecnologia sono conosciuti, apprezzati ricercati e spesso imitati in tutto il mondo.
E’ un Paese pieno di talenti che può ancora guidare il mondo in tanti modi ma è cronicamente afflitto da conflitti interni, interessi personali e mancanza di leadership. Tutto ciò rende molto difficile per le imprese italiane competere a livello internazionale e molti giovani talenti italiani sono costretti a lasciare “il bel paese” alla ricerca di migliori occasioni all’estero. Conosciamo tutto questo molto bene.
Non è stato molto diverso con la Blockchain. Per anni, allorquando il resto del mondo stava già salutando le opportunità offerte dalle blockchain, il tema non era certo dei più attuali in Italia
Tuttavia – principalmente negli ultimi 18 mesi – sembra che l’Italia si sia improvvisamente svegliata e abbia compreso le opportunità che le Distributed Ledger Technologies posso offrire per condurre nel futuro.
Sorprendentemente anche i politici hanno adottato in velocità alcuni provvedimenti nell’ottica di adottare questa tecnologia.
Lo scorso settembre il Ministro dello Sviluppo Economico ha selezionato un gruppo di 30 esperti italiani che volontariamente (senza retribuzione) hanno accettato di disegnare le policies in materia di blockchain che saranno seguite dal nuovo Governo. [NDR: la call for experts del MISE è stata avviata nel mese di settembre e gli esperti, selezionati nel mese di dicembre, hanno avviato i propri lavori il 23 gennaio scorso]
Quindi nel mese di gennaio è arrivato il colpo di genio italiano. Il Senato ha proposto di introdurre delle significative modifiche ad un decreto legge volto a ridurre la burocrazia [NDR: decreto semplificazioni]
La proposta mira al riconoscimento giuridico degli smart contract e della notarizzazione attraverso l’utilizzo di Distributed Ledger Technologies.
L’emendamento può rendere l’Italia il primo paese nell’Unione europea e – per quanto ne sia a conoscenza nel mondo – ad equiparare uno smart contract ad un contratto scritto riconoscendo per tal via gli smart contract in formato digitale come equivalenti ai contratti in forma scritta (Art. 8bis § 2). Secondo quanto previsto dal comma 3 dello stesso articolo la notarizzazione attraverso Distributed Ledger Technologies determinerà gli effetti previsti dall’articolo 41 del Regolamento UE 910/2014 (Effetti legali di time-stamps elettronici).
Non è chiaro se gli effetti di tale norma siano semplicemente di qualificare come valida la notarizzazione effettuata attraverso DLT nei procedimenti giudiziari o se la norma estende gli effetti della time-stamp qualificata prevista dall’articolo 42 del regolamento citato.
Quanto sopra significa che le DLT avrebbero la capacità di unire e certificare insieme data, ora e dati in quanto "firmati usando una firma elettronica avanzata o sigillati con un sigillo elettronico avanzato del prestatore di servizi fiduciari qualificato, o con un metodo equivalente".
Personalmente, sosterrei l'ultima interpretazione - a causa delle caratteristiche tecniche delle DLT - che significherebbe praticamente che l'intero blocco di dati, data e ora sarà associato insieme in una certificazione legalmente esecutiva (e non solo la data). Ma dobbiamo aspettare e vedere quale posizione prenderà la Commissione in merito.
Se l’emendamento dovesse essere approvato, l’Agenzia per l’Italia Digitale dovrà determinare le specifiche tecniche per l’applicazione della norma.
Non rimane altro che vedere se il “colpo di genio” diventerà legge in tempi brevi. Si tratta, in ogni caso, di un passo avanti importante nella giusta direzione.
[NDR: l’emendamento commentato presentato dal capogruppo MoVimento 5 Stelle al Senato Stefano Patuanelli è stato approvato. Manca ora l’ultimo passaggio alla Camera del Decreto Semplificazioni affinché la norma commentata diventi legge.]
Andrea Bianconi per Blockchainflashnews
Commenti (21)
cab tar
4 febbraio 2019 alle ore 11:18ALLORA: Io è da anni che posseggo una firma digitale ma la ho dismessa perchè utilizzabile solo in particolari campi e situazioni. E' evidente che la digitalizzazione è utile, ma ha un senso solo in un contesto coordinato. IN SECONDO LUOGO. Io parlo diverse lingue, tra cui l'Inglese, e sono un tecnico plurilaureato. Eppure mi viene difficile comprendere appieno il contenuto dell''articolo sia perchè è scritto in un italiano approssimativo, sia perchè contiene una quantità di anglicismi veramente inutile (il che ancor più dimostra che chi ha scritto non conosce la lingua di Dante) sia perchè contiene acronimi e diciture specifiche degli addetti ai lavori quasi incomprensibili in caso di divulgazione (come questa dovrebbe essere). Vi prego dunque di far riscrivere la cosa, in termini facilmente comprensibili anche a quelli con una intelligenza media come la mia. Quanto al resto, a mio modesto avviso, nell'informatizzare i rapporti tra cittadino e pubblico, non è che si parta dalla coda, ... molto prima dovrebbero venire la C.I. (carta di identità) elettronica che sia in grado di regolare tutti i rapporti con la pubblica amministrazione e che inglobi anche C.F. e tessera sanitaria e qualunque altro dato sensibile alla gestione del quotidiano. Bisogna creare i collegamenti tra le banche dati, ... bisogna che il Servizio sanitario Nazionale diventi veramente tale e che la vita sanitaria del cittadino sia tracciabile ovunque , mentre ora in una stessa regione, non si parlano tra di loro neppure gli ospedali dello stesso distretto, .... e questo solo per accennare vagamente a qualcosa.
Fc
4 febbraio 2019 alle ore 11:39Quanti voti ti darei! Condivido tutto.
Alessandro A., Trieste
4 febbraio 2019 alle ore 12:11Scusami cab, un tecnico plurilaureato in cosa??
La parte di difficile comprensione non è tanto l'inglese, quanto quale sia esattamente lo stato dell'arte della tecnologia di cui si parla e non sono menzionati eventuali problemi di falsificazione.
La blockchain è un ottimo strumento, ma non è inattaccabile: usarla significa dotarsi di un apparato anti hacker di tutto rispetto.
L'articolo è stato frettolosamente tradotto dall'inglese, per quello è scritto male.
Michael Duchaine
6 febbraio 2019 alle ore 09:21La blockchain è proprio lo strumento per evitare le falsificazioni. Qualsiasi modifica al documento elettronico firmato invalida la certificazione. A meno di un bug inerente alla tecnologia scelta/da scegliere, la DLT è inattaccabile (per ora), altrimenti non verrebbe usato per firmare cripto-valute.
cab tar
6 febbraio 2019 alle ore 15:10Caro Michael, al di là della ironica coincidenza dei nomi (blockchain - Duchaine) io non parlavo di sicurezza di particolari sistemi, ma del fatto che il cammino dell'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni non parte da particolari provvedimenti settoriali scollegati dal resto, ma da quelli che sono i fondamentali interessi di base dei cittadini e dalla creazione di strumenti (programmi ed immagazzinamento dati) universali e facilmente accessibili dalle varie categorie secondo gli interessi precitui. Avevo portato l'esempio della sanità. In Italia ogni struttura sanitaria è un'isola a sè che non comunica con nessuno. Se uno si fa curare prima in una struttura e poi in un'altra, la seconda non ha accesso ai dati della prima. UNA ASSURDITA'. mentre tutta la vita sanitari di un cittadino dovrebbe essere archiviata e tracciabile dalla nascita alla morte e, in caso di necessità, le strutture ospedaliere dovrebbero poter accedere ai dati con un semplice "CLIC". Ecco allora che ovviamente, il primo dei problemi, diventa quello della C.I. elettronica che contenga tutto ciò che serve alla vita del cittadino, in ogni campo del rapporto con la pubblica amministrazione. carta aggiornabile in automatico.
nerboni pietro
4 febbraio 2019 alle ore 11:40la carta sara' sempre piu sicura di un accorgimento informatico computerizzato! il block chain puo' andare bene per un sistema al quale comunque si prevede una certa variabilita' in relazione al contesto ma non a mio avviso per mantenere la tangibilita' oggettiva.
pino
4 febbraio 2019 alle ore 11:46E' la UE che non e' volutamente ancora una USE con uniche legislazioni, fiscali, tributaristiche, giuridiche, infrastrutturali, ecc, come un unico vero Governo.
Ma solo una Governance finanziaria che incassa dai cittadini elettori contribuenti e distribuisce alle holding finanziarie lobby piu' furbe! Quando mai sara' politicamente capace di distribuire produttivita', lavoro e redditi.
Inoltre il notariato Nazionale ed Europeo e' pronto ? I dobbiamo riformare anche questa lobby ?
pino
4 febbraio 2019 alle ore 11:49Riformate le Camere di commercio industrie e artigianato ! Chi vuol intendere, indenda !
nerboni pietro
4 febbraio 2019 alle ore 12:22aggiungo, la sicurezza sul valore di un soggetto giuridico deve essere in mano allo stesso e non demandata al contesto per obbligo: non deve essere il contesto che tutela l' assegnazione e l'accessibilita' al valore attribuito al soggetto, puo' essere data al soggetto la possibilita' di un servizio di tutela duale; esempio se acquisto un chilo di oro devo poterlo avere sotto il mio letto e non presso un servizio pubblico: se ho dei dati che definiscono il valore del sotto scritto, l'accessibilita' e la quantizzazione deve poter essere solo in mano a me stesso sia pure scritta in modo dualizzato e non evanescente su media differenti incluso quello fisico e non solo informatico; un soggetto oggettivamente deve poter essere definito in tutti i suoi caratterizzanti incluso il valore ed espresso in modo autenticato su un supporto fisico che possa essere in mano al soggetto e / o duplicato su interesse del soggetto a tenere copia presso la Comunita'. Non mi si fraintenda con la definizione di un valore il quale emerge dal confronto del soggetto oggetto con il contesto e per definire il quale il "Block Chain" come infrastruttura a supporto puo' andare bene ma immettendo un sacco di paradigmi nella definizione di singolarita' nello spazio e nel tempo (perche' e' singolare un soggetto-oggetto e quindi ha un valore particolare!).
caral
4 febbraio 2019 alle ore 12:53Se Fico rappresentasse solo lui il M5S, non lo voterei certamente più.
Lo vedo bene insieme a LeU.
ELIO IADANZA
4 febbraio 2019 alle ore 12:57Oggigiorno il Italia il costo del contratto di compravendita dal notaio incide non poco sulle vendite di piccolo valore specialmente per le case vecchie. Una normativa,lobby notai permettendo, potrebbe incoraggiare la mobilità edilizia con differenziale di costo minimo. Auguri di una rapida approvazione.
Santo Mazzotti
4 febbraio 2019 alle ore 12:57Grazie, ma purtroppo non ci ho capito niente; ho solo intuito vagamente qualcosa. Magari, se avessi tempo di andare ad informarmi sul significato delle singole parti, arriverei a capire bene. Comunque, se ritenete che il "riconoscere validità giuridica della notarizzazione attraverso le DLT e gli Smart Contract" sia una buona cosa, procedete.
Franz
4 febbraio 2019 alle ore 12:58Quale piattaforma vai intende usare? Governativa oppure open source?
Cmq una grande visone di futuro e in netto contrasto con i famosi CAPACI di prima..
ELIO IADANZA
4 febbraio 2019 alle ore 13:05Aggiungo una ulteriore considerazione, spero non ultronea...... O inesatta.....un pezzo di terra costa veramente molto poco ma il costo dell'atto supera notevolmente il valore del bene.....una modifica ,come prima per le case di scarso valore, potrebbe incoraggiare la compravendita di terreni....
Franz
4 febbraio 2019 alle ore 13:09Spazzare via la banda dei notai sarebbe già un buon investimento é risparmio per la società. I loro servizi sono retribuiti a peso d'oro. Stesso discorso per gli avvocati..
Renzo Calzavara
4 febbraio 2019 alle ore 13:09Occhio a non smantellare quella certezza che sono gli archivi delle proprietà . Una bella riforma per mè sarebbe la semplificazione del diritto e la responsabilizzazione delle società , non è più ammissibile che non paghi mai nessuno .
linkbato
4 febbraio 2019 alle ore 19:33Ecco un estratto del significato di Distributed Ledger Technologies e sue applicazioni...
Con i Distributed Ledgers Technology si entra nell’ambito dei Database Distribuiti o Registri Distribuiti, ovvero di Ledgers (Libri Mastro) che possono essere aggiornati, gestiti, controllati e coordinati non più solo a livello centrale, ma in modo distribuito, da parte di tutti gli attori.
da Articolo aggiornato da Mauro Bellini il 27 Dicembre 2018
Qui il link dell'articolo :
https://www.blockchain4innovation.it/esperti/cosa-funzionano-le-blockchain-distributed-ledgers-technology-dlt/
Cosimo matichecchia
5 febbraio 2019 alle ore 12:09Ottimo,questo è il primo passo necessario per intraprendere la via della deburocratizzazione, velocizzazione e abbattimento dei costi di servizi inutili onerosi non competitivi che bloccano i mercati e tutto l'apparato di compravendita. Prendiamo spunto dai paesi come il Regno Unito .
Emanuele pellegrino
5 febbraio 2019 alle ore 15:23Molto bene , anzi benissimo , w m5s w
Michael Duchaine
6 febbraio 2019 alle ore 09:33Non mi è molto chiaro il compito dell'Agenzia per l'Italia Digitale. Deve definire/scegliere una blockchain per i smart contracts Italiani, o piuttosto deve decidere quali "contratti" diventeranno smart-contracts?
Elisabetta Matassa
15 febbraio 2019 alle ore 18:40Molti miei parenti, tra cui mia figlia, vivono nel Regno Unito già da anni e hanno acquistato casa più volte. Ebbene, non hanno mai speso le cifre che spendiamo noi, per notai ed accensione di mutui. Esistono agenzie che, a costi contenuti, si occupano delle visure dei beni oggetto di compravendite: il mutuo si può accendere anche con il telefonino, tutte le procedure si fanno online.
Un altro mondo..
