I primi passi per il futuro di Taranto

di Alessandra Ermellino, Giovanni Vianello, Gianpaolo Cassese

Il tradimento che ha subìto Taranto ha origini remote e per questo va ricercato nelle scelte politiche degli ultimi 60 anni. I nostri obiettivi sono la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la riconversione economica del territorio per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Siamo al lavoro da mesi per risolvere il nodo dell’esimente penale, per costruire alternative concrete a favore di un territorio che fino ad oggi ha visto solo carbone, acciaio, petrolio e rifiuti. Elenchiamo gli atti concreti fin qui realizzati: nella legge di Bilancio sono stati stanziati i fondi per insediare in città il Tecnopolo del Mediterraneo, istituire presso il MiSE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto, fare nuove assunzioni di personale tecnico negli Arsenali e negli stabilimenti industriali della Difesa, di cui Taranto è il centro più grande, garantire per l’anno corrente la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva. Con il dl Semplificazioni è stato inserito un emendamento che interviene a tutela anche del golfo di Taranto, sospendendo numerosi procedimenti tra istanze e permessi già rilasciati di prospezione e ricerca di idrocarburi. Tra le misure a favore del territorio anche la firma da parte del MEF ai decreti che regoleranno la pubblicizzazione dell’istituto musicale Giovanni Paisiello, la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo del 2025 e l’approvazione della risoluzione che impegna il Governo per istituire l’Area Marina Protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo.

Questi i provvedimenti varati in soli otto mesi di governo. Un gruppetto di soliti noti legati anche ad altre forze politiche che da tempo portano avanti un campagna contro il Movimento 5 Stelle, hanno inscenato una protesta per fini elettorali.
La mancata chiusura dell’Ilva di Taranto è diventata per questi contestatori il filo conduttore per sostenere le proprie velleità politiche autoreferenziali ‘utili’ solo a contestare l’attuale assetto di Governo.

Nelle passate campagne elettorali non abbiamo mai utilizzato la formula “Ilva chiusa” per accaparrarci voti, davanti alle portinerie del siderurgico in piazza abbiamo sempre ribadito che avremmo lavorato per dare a Taranto un futuro al di là del siderurgico. Da qui, il percorso di riconversione economica del territorio, per cui giorno e notte ci stiamo spendendo con il supporto del governo e le iniziative non sono finite qui.

Il Movimento 5 Stelle a Taranto è vivo più che mai. In città ha cinque rappresentanti in Parlamento e non ci siamo mai negati al confronto.

Il nostro obiettivo è quello di accogliere anche l’esasperazione di chi oggi ci critica. Noi puntiamo al risultato finale, è di sicuro un percorso arduo perché subiamo sessant’anni di scelte scellerate fatte sulle spalle del nostro territorio ma questo, non significa che ci arrenderemo. Difendiamo l’interesse dei cittadini, la loro salute e l’ambiente. Chi lo nega è in malafede.

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