
Con l'End Of Waste i rifiuti diventano risorse
7 febbraio 2019 alle ore 09:39•di Sergio Costa
Pannolini usati, pneumatici, scarti dell’edilizia, plastiche miste… dove li getteremmo? Qualsiasi risposta vi sia venuta in mente, è sbagliata. Questi non sono rifiuti ma nuova materia prima. Diventano altri oggetti, altri materiali, altre materie prime. Significa posti di lavoro!
E’ l’economia circolare, di cui si è parlato tanto in passato, ma che solo dal 10 agosto 2018 ha trovato una “casa”: il Ministero dell’Ambiente. Significa che fino ad oggi non esistevano capitoli di spesa, investimenti, strutture, gestione. E’ stato uno dei miei primi atti come Ministro.
Abbiamo provato a sintetizzare una norma nazionale sull’#EndOfWaste, si chiamano così i rifiuti che possono diventare materia prima. Non è mistero che non sia stata trovata la necessaria sintesi parlamentare. Ebbene, chi si ferma è perduto. E allora ho messo al lavoro una task force di esperti che ha prodotto i primi risultati. Decreti ministeriali ad hoc per ogni categoria di rifiuti.
Abbiamo iniziato con la gestione dei pannolini, una tecnologia italiana il cui decreto è atteso da imprese all’avanguardia e tutti i loro dipendenti: ogni anno 900mila tonnellate di assorbenti igienici diventano rifiuto. Ebbene possono essere trasformati in miscela di plastiche, polimero superassorbente Sap e cellulosa. Il decreto è pronto, finito. E’ stato trasmesso alla Commissione europea per la necessaria verifica.
E sono sulla rampa di lancio i decreti che recupereranno la gomma vulcanizzata granulare, i rifiuti da costruzione e demolizione, quelli di gesso, il pastello di piombo che deriva dallo smaltimento delle batterie, i rifiuti da plastiche miste e da carta da macero.
Come potete immaginare il processo è lungo e molto complesso, ma questo è il futuro: economia circolare. Sì al riciclo, sì all’end of waste, sì a tantissimi nuovi posti di lavoro!
Commenti (23)
UR
7 febbraio 2019 alle ore 10:07buongiorno
inutile commentare le iniziative del M5S vanno nella direzione giusta, siete l'unica forza promotrice di cose utili per le persone e non per le lobbyes del Sistema, per cui avanti tutta!
per quanto riguarda i rifiuti oltre che fisico è anche un problema culturale e tutto dipende dalle persone. Negli ultimi 50 anni si è stati bombardati da messaggi (pubblicità) in cui bisogna consumare, consumare (tradotto significa sprecare) per cui fare l'inversione di marcia diventa difficile dopo un simile condizionamento.
però, se si entra nell'ottica del consumare meno e che quando si va a comperare qualcosa, si da precedenza al prodotto invece che al prezzo (che non significa acquistare prodotto ma packaging, osservate bene nel fare la spesa, ci sono prodotti che costano poco ma pieni di imballaggio, sto acquistando prodotto o imballaggi da buttare?) o al packaging accattivante, significa ridurre drasticamente il rifiuto domestico e non solo, ma anche quello indiretto (quello che è servito per produrre quella merce)
esempio banale i famosi sacchetti per la verdura: mettere 2 prodotti nello stesso sacchetto, riutilizzare i sacchetti molte volte (se il negozio non te lo permette si cambia negozio!) significa non buttare via migliaia di sacchetti all'anno
ho fatto un conto, butterei quasi 200 sacchetti all'anno nel riciclo (anche riciclare ha un costo ed inquina per cui ridurre la quantità di oggetti da riciclare significa aiutare il pianeta) una follia! Infatti riciclo sempre gli stessi sacchetti sino a che non si rompono il che significa che consumo circa 20 sacchetti all'anno
dare precedenza ai prodotti sfusi e/o con un solo imballaggio invece che imballaggio multiplo e controllare che gli imballaggi siano riciclabili
se si entra nell'ottica che il rifiuto non è un "rifiuto" ma una "risorsa" e che non va sprecata ti si apre un universo e capisci la follia dello spreco in cui si vive!
saluti
roberto
maria s., ancona
7 febbraio 2019 alle ore 17:57il mio market è ok. Nel settore ortofrutta hai a disposizione biodegradabili e sacchetti di carta che oltretutto non vengono conteggiati.
UR
7 febbraio 2019 alle ore 18:26Buonasera
Io ho cambiato market perché non mi permettevano di riutilizzare i sacchetti di plastica!
Dove vado ora a prendere frutta/verdura non ci sono problemi accettano i sacchetti che porto (hanno anche i loro ovvio)
PS si ricorda che i famosi sacchetti bio di bio hanno ben poco in quanto sono sempre fatti di plastica con leganti derivati dal mais (se non ricordo male) che permettono la loro celere disgregazione ma pur sempre sacchetti di plastica sono e di sicuro non li butto nell'umido, che significa che andranno dispersi nel terreno trasformati in microplastiche come non c'è ne fossero già abbastanza di micro e nano plastiche in circolazione!
Un vero sacchetto bio sarebbe quello messo a punto in Argentina (se ricordo bene il paese) che è a base di calcare (se cercate su internet trovate i dati) che è idrosolubile e non inquina al 100% perché a base naturale, che diventerà obbligatorio nel loro paese l'uso di questi sacchetti eliminando gli altri.
In ogni caso riusare, riusare e riciclare scartando i prodotti che hanno solo imballaggi e non riciclabili, la differenza si vede .... personalmente sono riuscito a ridurre il più possibile i rifiuti producendo all'anno circa 3-4 sacchetti di non riciclabile, e circa 20 sacchetti all'anno tra plastica, carta, vetro e metallo il tutto riciclabile
Volere è potere!
Saluti
Roberto
Giuseppe Pasquali
7 febbraio 2019 alle ore 10:28....i pannolini usati potete portarli ad ARCORE o nella sede del Nazareno ....li riciclano tutto...e tutti...
Alessia
7 febbraio 2019 alle ore 10:56Ma domanda: le botulinate di DX che sembrano manichini vanno nella raccolta della plastica o nel misto? E quelle di SX spero non le riciclino e che riusciremo a smaltirle definitivamente! Firmato populista Alle?
Francesco Elia
7 febbraio 2019 alle ore 11:30Prima di questi atti pomposi, bisognerebbe far partire la raccolta differenziata in modo efficiente ed obbligatorio in tutti i Comuni italiani. Meglio se una efficiente differenziata porta a porta. Poi bisognerebbe gestire e rendere funzionali e igienicamente apposto le varie discariche regolari e smantellare le troppe discariche abusive. Poi possiamo pensare a come utilizzare i pannolini o gli assorbenti.
Romano Balestri
7 febbraio 2019 alle ore 11:38Che risposta da ignorante, come se in tutta Italia si fosse senza raccolta differenziata! I pannoloni che non mettiamo in differenziata li potremmo piazzare tutti a casa tua, hai ragione, non ci avevo pensato.
iomio
7 febbraio 2019 alle ore 12:58che faccia da ebete che hai balestri...tu che sei istruito con quella faccia che ne pensi dei pannolini??io penso che se non tassiamo la produzione di rifiuti non ne usciamo piu...in germania si riconsegnano lattine e bottiglie...ma tanto ci vuole a farlo qua??
FLORA PONZONE
7 febbraio 2019 alle ore 11:37Penso che il riciclo delle plastiche sia molto più' inquinante della produzione. ,Capannoni pieni di plastica stoccata per ottenere incentivi di produzione ,tantissima produzione di diossina e consumo energetico per. produrre paste di plastica riciclata .Il futuro sarebbe smettere di produrla e tornare al vetro ed alla distribuzione alimentare al dettaglio
Beppe
7 febbraio 2019 alle ore 12:02END OF WASTE
e' la solita parolaccia o meglio "rifiuto tossico" incomprensibile al 95% degli italiani.
Chissà quando imparerete a parlare in italiano, così sarà più facile che la gente comune vi capisca.
Consiglio di cancellare tutti i termini stranieri dalle norme di legge italiane (o quantomeno metterli tra parentesi) e mandare i politici alle scuole primarie per ripassarsi la nostra bella lingua.
Per il resto, speriamo che il "processo" sia invece rapido e semplice, solo così avremo la speranza che sarà fatto qualcosa di utile e buono.
Aurelio nicastro
7 febbraio 2019 alle ore 12:22Bene
Adesso bisogna togliere dalle strade tutto l'amianto disseminato lungo le strade di campagna della Sicilia.
Il costo della bonifica per i cittadini che si trovano davanti al cancello o sulla strada vicina un mucchio di lastre di amianto e' molto caro
Lo Stato dovrebbe fiscalizzare il costo su tutti si risparmerebbero tanti soldi nella sanita' e i cittadini
Vivrebbero un po' meglio
L'incazzato dei media.
7 febbraio 2019 alle ore 12:47Il problema dei rifiuti tossici.... sono all'origine: cioè chili fabbrica.
Bisogna cominciale da lì.
Se pensate che circolano ancora buste non biodegradabili e quelle esistenti lasciano dubbi e perplessità sulla loro capacità di autodistruggersi.......la vedo dura una soluzione.
A meno che non si voglia far chiudere(giustamente) le fabbriche che producono plastica o convertirle ad una produzione in cartone.
Il riciclo circolare fino a che punto può servire?
Anch'esso ha un limite ,saturata la richiesta,diventerà un problema.
Riciclare più del richiesto!
Giuseppe
7 febbraio 2019 alle ore 13:06È la strada giusta...adesso bisogna farlo sapere a tutti gli Italiani...occorre far in modo che la Commissione Europea dia il suo ok in fretta...Infine il Ministro dovrebbe essere presente in tv a spiegare il suo importantissimo lavoro che ancora si conosce poco...l'ambiente è un settore molto sensibile per moltissime persone
paolo spallino
7 febbraio 2019 alle ore 14:45Nuova Era, ricordo in passato anni 80 quando seguivo la Federambiente, essendo io dipendente di una municializzata di igiene ambientale, partecipavo alla nascita della raccolta differenziata a seguito di convegni e di studi. Erano tempi quelli in cui non era raro vedere sacchetti di plastica girare soffiati dal vento per i campi di grano, o televisori e frigoriferi vecchi gettati nelle canalette di scorrimento lungo le strade. Si inizio' con la raccolta del vetro (campane verdi), medicinali scaduti, pile usate, plastica, tutto cio' che avrebbe potuto inquinare l'ambiente in vista di una funzione, cioe' quella di alleggerire i rifiuti inquinanti che poi sarebbero confluiti nei forni di Ca' del Bue a Verona. La raccolta differenziata non nasce per una esigenza di avere un ambiente pulito ma da una necessita' a seguito di interrogazioni poste dai cittadini circa la pericolosita' di un impianto che avrebbe comunque disperso diossina nell'ambiente. Infatti quell'impianto fu' chiuso, spesi miliardi inutilmente, forse era il costo che si doveva pagare per scoprire un sistema di reciclaggio rifiuti che la cittadinanza non era a conoscenza. tutte le aziende municipalizzate aderente alla Federambiente si dotarono dei strumenti necessari per diffondere in tutto il paese il recupero dei rifiuti organici. persino con volantini distribuiti alla cittadinanza, su come utilizzare i contenitori. Io sono stato uno di quelli che ha raccolto firme per chiudere quel mostruoso impianto. Tanto si doveva......
giuseppe r.
7 febbraio 2019 alle ore 16:08Grazie Ministro Costa!
Siete voi le persone che potete salvare il mondo e il genere umano dalla distruzione completa!
La scienza è dalla parte dell'essere umano e bisogna usarla solo a fin di bene contrariamente ai tanti usi contro l'umanità stessa che ne sta pagando le conseguenze!
Milioni di persone hanno visto la caduta della mela, ma Newton è stato colui che ha chiesto “perché”.
(Bernard M. Baruch)
Niente nella vita va temuto, dev’essere solamente compreso. Ora è tempo di comprendere di più, così possiamo temere di meno.
(Marie Curie)
Le verità scientifiche non si decidono a maggioranza.
(Galileo Galilei)
Giovanni
7 febbraio 2019 alle ore 19:32Finalmente un ministro senza lacciuoli delle lobby. Avanti così ma bisogna pubblicizzarle farle capire al grosso pubblico. Grazie
Ciro
7 febbraio 2019 alle ore 19:41Per ridurre e per gestire meglio i rifiuti solidi urbani bisogna non solo pensare a riciclare, ma bisogna anche pensare a cosa si può fare prima che un oggetto diventi un rifiuto.
Gli imballi ad esempio, si devono ridurre al minimo indispensabile. è inutile che il dentifricio sia venduto dentro una scatola. Si venda il tubetto direttamente e si elimina lo smaltimento di quel cartone prima che diventi rifiuto. Si pensi a creare imballi omogenei. Oggi abbiamo bottiglie di PET con etichetta di carta e tappo in metallo. La bottiglia deve essere tutta dello stesso materiale:PET. questo facilita lo smaltimento.
Una scatola di cioccolatini di 150 grammi ha un imballo fatto da diversi tipi di carta e cartone e diversi tipi di plastica. Serve tutto questo? La scatola puo' costare più del prodotto venduto?
Insomma pensiamo a 360 gradi e si possono ottenere risultati importanti.
Mauro
7 febbraio 2019 alle ore 22:47finalmente, credo proprio si sia imboccata la strada giusta, era ora.
Bravo Sig. Ministro, ci voleva proprio un generale per far vedere come si può fare.
Giuseppa Nania
8 febbraio 2019 alle ore 10:34Sono contenta Ministro Costa delle sue scelte sinora coraggiosamente manifestate. Spero che Lei riesca a portare avanti nel miglior modo possibile i suoi intenti, che sino a questo momento sono rivolti a proteggere il nostro territorio da scempi, e quindi a proteggere tutti noi. Buon lavoro. Cordiali Saluti.
Giuseppa Nania
Nordsud
8 febbraio 2019 alle ore 11:12Cosa farà del Sarno il fiume più inquinato d'Europa?
Essendo fiume sfocia in mare e se è vero che è il fiume più inquinato d'Europa, fra poco avremo le coste più inquinato. E quando dopo la Terra dei Fuochi ci saremo fatti la nomea di Costa dei Fuochi perderemo anche la:industria del turismo.
E questo perché? Per non toccare gli interessi di una decina di famiglie ricchissime di Solofra e dintorni.
MrAlexT
8 febbraio 2019 alle ore 17:43Scusate ma veramente in Italia si scartano 900.000.000 di Kg di pannolini e assorbenti?
roberto
9 febbraio 2019 alle ore 15:26fare il reso di bottiglie, vaschette di plastica e altro con una raccolta punti da scaricare in soldi
dalla prossima bolletta della spazzatura
roberto
9 febbraio 2019 alle ore 15:34legalizzare con rispettive regole la prostituzione.
meno malattie,più pulizia, meno approfittatori,
soldi dalla tassazione e solo cose positive
