
Un piano nazionale anti dissesto idrogeologico coi fondi europei
24 gennaio 2019 alle ore 09:53•di Barbara Lezzi
Utilizzare i Fondi europei a disposizione dell'Italia per realizzare un piano nazionale anti-dissesto idrogeologico. Un programma organico, con tanto di road map, scadenze e controlli per realizzare tanti interventi di prevenzione e cura nei nostri fragili territori, troppo spesso maltrattati e sfruttati dall'uomo e da una politica distratta o complice.
Non possiamo più accettare che ogni qual volta si verificano fenomeni metereologici di forte intensità dobbiamo piangere nuovi morti e vedere interi territori messi in ginocchio. Dopo l'ondata di maltempo avvenuta lo scorso autunno, che ha colpito con violenza tanto il Nord quanto il Sud, ho cominciato a lavorare a un progetto che ieri ho presentato a Bruxelles alla commissaria europea per la Politica regionale, Corina Cretu, la quale mi ha espresso piena disponibilità a collaborare.
L'obiettivo è stringere intese di cooperazione rafforzata tra il governo Italiano, la Commissione europea e i presidenti di Regione che vorranno aderire (e mi auguro che saranno in tanti) per la realizzazione di interventi contro il dissesto. La cooperazione rafforzata, di cui ho potuto personalmente verificare l'efficacia, è uno strumento che aiuta a superare criticità procedurali, burocratiche e di coordinamento fra amministrazioni e altri soggetti pubblici, velocizzando l'avanzamento degli interventi. Le amministrazioni verrebbero accompagnate e supportate da task-force tematiche e unità operative, coordinate dall’Agenzia per la Coesione Territoriale.
Già oggi una quota dei fondi europei a disposizione delle nostre Regioni viene destinata al contrasto del dissesto idrogeologico, ma queste risorse troppo spesso vengono utilizzate a rilento e in modo disorganico. È uno spreco non possiamo proprio permettercelo. Per questo ritengo che la cooperazione rafforzata possa essere lo strumento che ci consentirà di cambiare passo e di risolvere situazioni di pericolo - come quelle della viabilità provinciale e comunale e dei collegamenti tra le aree interne -, attraverso un costante confronto finalizzato all'attuazione degli interventi e al pieno conseguimento dei risultati, fissati in tabelle di marcia che saranno sottoposte a verifiche trimestrali.
I nostri uffici sono già al lavoro per trovare le soluzioni tecniche necessarie a far partire questo piano, che ho davvero a cuore. La sicurezza dei cittadini e la tutela del nostro territorio sono due temi inscindibili.
Commenti (16)
vincenzo a. vr.
24 gennaio 2019 alle ore 10:55Questo è un argomento molto interessante,
siamo costantemente colpiti da notizie riguardanti , frane, allagamenti, smottamenti, chi più ne ha più ne metta.
Ora questo piano deve prendere le redini dell'iniziativa per sistemare tutte le criticità che affliggono la nostra Italia.
Non più lavori decisi una tantum ma inseriti in un piano organico di sistemazione del territorio, una programmazione seria che tenga conto di tutti i fattori di rischio.
Non è possibile ad ogni stagione piangere morti che molto spesso sono da attribuire a incuria o superficialità.
Ogni licenza edilizia deve avere a corredo una valutazione di rischio ambientale, i tecnici e gli amministratori di qualsiasi ordine e grado devono essere responsabili delle autorizzazioni che concedono e risponderne in prima persona.
Basta favorire amici o amici degli amici , le regole devono valere per tutti.
W M 5 * * * * *
carlo1
24 gennaio 2019 alle ore 11:09ci voleva la scala (modo di dire per dire che azz....quante minchiate sono state fatte e dette pur di non "fare bene") per spendere i fondi europei in modo sano.
sono ormai decenni che c'erano i soldi li' e piuttosto che fare bene non li hanno spesi. ma che vadano affanculo.
Alberto Ragazzi
24 gennaio 2019 alle ore 11:15reddito di cittadinanza, cassa integrazione, assegno di disoccupazione, assegno famigliare, ..., fondi europei per opere contro il dissesto del territorio ...
non trovate incongruenze ?
MANDATELI A LAVORARE
saluti
giuseppe r.
24 gennaio 2019 alle ore 12:11Ministro Lezzi,
avete tutto il nostro appoggio per queste iniziative che dimostrano la determinazione di CAMBIARE e fare il BENE del paese e degli italiani, a differenza dei passati vili governi PD/dc-FI, con vermi e parassiti al seguito, che lo hanno portato alla distruzione sia morale che materiale, facendolo diventare lo zimbello dell'europa e la vergogna per noi cittadini!
Le risate ironiche delle culone tedesche e dei minchietti francesi, le imposizioni dei burocrati UE dell'austerità, il servilismo delle mummie e babbei servi dei poteri occulti e caste mafiose, sono stati bocconi amari per noi italiani con tutte le nefaste conseguenze per il paese e per i cittadini onesti!
Con il governo "CONTE" e la sua politica "POPULISTA", l'Italia sta riguadagnando la DIGNITA' ed il RISPETTO dei furbetti e falsi amici europei e il riconoscimento da parte dei BIGs mondiali che ci rende orgogliosi di essere italiani!
L'Italia ha bisogno di essere RICOSTRUITA e SALVATA dal degrado sociale, economico, paesaggistico, ecc. ed il 4 marzo, avendo scaricato nelle fogne i malefici ed incapaci PD/dc-FI e soci, la maggioranza degli italiani ha affidato il belpaese, oramai brutto, ai "POPULISTI" M5* e Lega che hanno dato il via al grande e capace GOVERNO DI CAMBIAMENTO!
I risultati sono ESALTANTI, e chi non li riconosce sono le caste e le bande a delinquere del sistema corrotto dei governi PD/dc-FI, e soci, degli ultimi 30 anni, dal mortadella prodi alla mummia di arcore, ai babbei gigliati massoni, ecc..che devono arrendersi alla bella realtà della politica per il bene del popolo e non dei poteri occulti prenditori papponi e dei lobbisti mafiosi!
Sta ritornando la FIDUCIA nello stato e la speranza, per i cittadini onesti disperati, per un domani migliore e più sereno per le famiglie!
Grazie e forza M5*!
Giovanni Covella
24 gennaio 2019 alle ore 18:24che dire mai! WOWwwww
Raffaele
24 gennaio 2019 alle ore 13:19Finalmente il ritorno della Società Civile.
Giuseppe Belotti
24 gennaio 2019 alle ore 13:26Il dissesto è provocato anche dagli incendi, dagli uomini con le continue manomissioni del territorio e dei mari che inquinano in modo irrimediabile.
Coordinarsi con il ministro dell'ambiente e della giustizia per "castigare" i colletti bianchi ed i prenditori mi sembra una cosa obbligata.
Cara Barbara, non dimenticarti dell'Ilva e dei cittadini di Taranto: verifica continuamente che gli accordi siano rispettati.
Bel lavoro.
Giuseppe inguscio
24 gennaio 2019 alle ore 14:05In concreto noi cittadini cosa potremmo fare per favorire questi buoni propositi?
Gianni Marcatili
24 gennaio 2019 alle ore 18:15Un Piano Nazionale Antidissesto Idrogeologico richiederebbe un inventario dei punti critici con un indice di urgenza ben definito, una serie di progetti corrispondenti ai punti inventariati con l'ipotesi dei costi/benefici e una "task force" interregionale che li gestisca. A che punto siamo con questi strumenti che, unici, potrebbero farci uscire dall'improvvisazione, dare seguito ordinato ai lavori e creare un bacino incredibile di lavoro?
Giovanni Covella
24 gennaio 2019 alle ore 18:16spendre una parte dei fondi del RdC, attraverso gli utenti destinatari, creando occupazione nelle manutenzioni del verde,boschi,piantumazioni,bonifiche..fruibilità..
Giovanni Covella
24 gennaio 2019 alle ore 18:17fruibilità e soprattutto molta più sicurezza..
Giovanni Covella
24 gennaio 2019 alle ore 18:23che dire mai.. WOWwww
Ermes Dall'Olio
24 gennaio 2019 alle ore 22:10Anticamente c'erano le Provincie con gli "stradini e case-Cantoniere" che sorvegliavano il territorio e si davano da fare, poi si estinse la razza di "quelli con il badile" a lavorare! Oggi dentro le Provincie migliaia di persone in cravatta e ben vestite ... senza badile! La colpa è del maltempo !!??!?
Gianni1960
25 gennaio 2019 alle ore 13:12perchè non dare dei contributi ai posessori di piccoli appezzamenti terrieri (che in Italia ce ne sono tantissimi) affinchè vengono coltivati, e non ai soliti possidenti terrieri (ettari)
massimo bachetti
26 gennaio 2019 alle ore 00:12Concordo.Ma va coinvolta anche l'Ispra, che dovrebbe fungere da centro di coordinamento. .E' necessaria, a mio parere, una mappatura delle zone a rischio idrogeologico, in particolare per frane e terremoti.A tal fine va considerata la possibilità di istituire banche dati condivise incrociando le informazioni fra i vari enti competenti .Mi chiedo ,ad esempio, come sia possibile che non si riesca a prevedere l'aumento del rischio sismico ? vengono adeguatamente monitorati i movimenti della della crosta terrestre? Perchè su questa tema siamo ancora all'anno zero? Perchè non si investono ingenti risorse da parte della comunità internazionale? Talvolta si ha la sensazione che , esaurita l'onda emotiva generata dai gravi episodi sismici, si determini una sorta di rimozione collettiva .......!!!!
lupo apuano
30 gennaio 2019 alle ore 19:19Purtroppo molto spesso il dissesto idrogeologico è provocato dall'uomo con la manomissione del territorio.Il caso più emblematico è quello provocato dall'attività estrattiva del marmo sulle Alpi Apuane in Toscana.L'attività estrattiva si realizza nella stragrande maggioranza attraverso cave a cielo aperto di notevole impatto ambientale,collegate al fondovalle da devastanti strade di accesso (le marmifere)Il già grave impatto ambientale è notevolmente aomentato dalla formazione di enormi discariche di materiale di scarto delle cave (i ravaneti) che hanno inoltre provocato un gravissimo dissesto idrogeologico pericolosissimo per gli abitati sottostanti in caso di gravi calamità naturali,alluvioni,bombe d'cqua,terremoti sempre più frequenti,sempre più violenti.Tutto ciò è stato possibile a mio parere dalla colpevole compiacenza di amministratori comunali e regionali utilizzando anche leggi in deroga.Ma la cosa che arriva ad offendere la dignità di essere uomini è che questo grandissimo disastro ambientale(non è azzardato dire il più grande d'Europa)continua tuttora nella sua opera distruttiva,nonostante che anche dal punto di vista occupazionale non è più sostenibile infatti la maggioranza dei cavatori sono stati sostituiti dai Caterpillar e enormi motoseghe con la catena daimantata che tagliano il marmo come Burro.Questa mia se pur breve relazione vol essere anche una denuncia della condizione di "disinteresse" da parte delle istituzioni verso attività umane che comportano gravi deturpazioni distruzioni,alterazioni di ricchezze paesaggistiche e ambientali di inestimabile valore,che inoltre arrecano un grave danno al patrimonio speleologico,e alle sorgenti e a torrenti delle valli Apuane che sono diventati il ricettacolo della" marmettola"una fanghiglia di polvere di marmo spesso ricca di metalli pesanti .
