
Sei milioni alle scuole per aiutare i ragazzi a coltivare i loro talenti
30 gennaio 2019 alle ore 15:02•di Gianluca Vacca
La scuola è il vivaio in cui si formano i nostri ragazzi, dove si confrontano con lo studio e con l’apprendimento. Ma la scuola è anche il luogo in cui i ragazzi devono poter sviluppare la loro creatività, coltivare i loro talenti, approcciarsi alle arti. Se vogliamo far crescere la fame di cultura nei più giovani, dobbiamo perciò farlo partendo dalla scuola.
E’ questo il senso di “Per chi crea”, un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto al Mibac, e approntato in collaborazione con il Miur, in particolare con il Sottosegretario Salvatore Giuliano, con l’obiettivo proprio di avvicinare i nostri ragazzi al mondo delle arti: arti visive, performative e multimediali, cinema, danza, libro e lettura, musica, teatro. Come? Destinando il 10% dei compensi per la copia privata gestiti da SIAE, un tesoretto pari quest’anno a circa 12 milioni di euro, per finanziare progetti culturali e artistici curati dai più giovani, con un occhio di riguardo per il mondo della scuola.
Alle scuole andrà infatti la metà del totale, dunque circa sei milioni di euro. Il 20% del totale, quest’anno quindi circa 2,4 milioni, andrà in particolare alle scuole di periferia, spesso costrette a lavorare in contesti di forte disagio sociale e dove più elevato è purtroppo il tasso di dispersione scolastica. Lì occorre fare lo sforzo maggiore per coinvolgere gli studenti, per dargli un’opportunità, per far crescere in loro la motivazione allo studio.
L’idea che ispira “Per chi crea” è semplice: le scuole elaboreranno progetti in ambito artistico-culturale, una commissione di esperti individuerà i migliori progetti e assegnerà entro il prossimo 30 giugno le relative risorse, le scuole potranno poi svilupparli l’anno scolastico successivo. Per capirci, sei milioni di euro per le scuole significa una platea potenziale di 400-500 istituti, dunque di circa 150mila ragazzi. Una grande platea.
Se con i biglietti a 2 euro per i ragazzi dai 18 ai 25 anni per musei, gallerie e siti archeologici, spettacoli di opera e di balletto abbiamo voluto avvicinare i più giovani al mondo della cultura, con questa iniziativa vogliamo dare a quanti più studenti possibile l’opportunità di misurarsi e di esprimersi con l’arte, di liberare la loro creatività, di inseguire i propri sogni.
Come governo abbiamo il dovere di sostenere la cultura, di promuovere la creatività, di far sì che i più giovani possano crescere coltivando le loro passioni e possano contribuire allo sviluppo artistico, scientifico, culturale e quindi anche civile del Paese. Il Governo del Cambiamento lo sta facendo.
Commenti (7)
pietro casula
30 gennaio 2019 alle ore 16:37com'è che non se ne parla e, salvo questo post sembrerebbe che nessuno sappia niente?
Comunque ottima cosa.
Vieffe56
30 gennaio 2019 alle ore 16:55Perché nessuno dice nulla? Fatelo sapere. La gente deve essere informata!
caral
30 gennaio 2019 alle ore 17:16Mi auguro vivamente che sul caso della Diciotti non facciate del massimalismo ingenuo e stupido.
luciana mosconi
30 gennaio 2019 alle ore 18:30La disperazione delle insegnanti per tanti "dislessici??????Io ho lavorato molto con questi bambini e allora dico :<E' inutile parlar di progetti per valorizzare il talento , la creatività ecc eccc....grandi cose ....quando la maggior parte di questi bambini fa errori nella scrittura ,non sa leggere ,non riesce a decodificare una parola ,figurarsi se sa comprendere un testo .E allora diamoci da fare a fare progetti per un insegnamento che badi in primis a fare in modo che questi bambini imparino a leggere , scrivere , e far di conto con un metodo di cui io ho usufruito e che portava tutti i bambini a imparare le basi del sapere ,che sono ,lo ripeto ,leggere scrivere e far di conto .Bisogna ritornare alla vecchia scuola e insegnare come si faceva allora .
Paola F
30 gennaio 2019 alle ore 21:13Buona idea, spertiamo che presto si tramuti in un dato di fatto.. Pensavate anche ad una vera riforma della scuola italiana, penso che sarebbe utile un inizio di discussione con le varie parti interessate: studenti, insegnanti, educatori, custodi e genitori in primis e a seguire dirigenti, collaboratori ata, nonni e professionisti. Proporrei le scuole primarie dai 5 ai 9 anni, medie inferiori dai 10-ai 15 anni superiori dai 16 ai 18 anni... chi propone altro?
Michel Petracca
30 gennaio 2019 alle ore 22:21Una scuola senza voti, notazioni : La mattina si fa sport per sfogare quelli eccitati o bisognosi di competizione e lettura,arte,ed altro per quelli calmi. Il pomeriggio si condivide, impara a vivere insieme con rispetto.
Raffaele
31 gennaio 2019 alle ore 12:28Finalmente il ritorno della Società Civile.
