
No Austerità, più ambiente, più salute, più lavoro
15 gennaio 2019 alle ore 11:11•di MoVimento 5 Stelle
In Italia, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si registrano 90.000 morti premature l'anno a causa dell’inquinamento.
Il 95% dei cittadini europei a rischio malattie per micropolveri Pm 2.5 (60.600 morti anno in Italia), biossido d'azoto (20.500 morti anno nel nostro Paese, imputato numero uno i motori diesel) e ozono ( 3.200 morti anno nella penisola) vive nel Nord Italia come ha recentemente informato l’Agenzia Europea dell'Ambiente.
Inoltre il nostro Paese registra il record di tumori infantili come affermato recentemente dallo studio Lancet-Iarc.
La città più inquinata della penisola è Brescia, dove tra l’altro è presente uno degli inceneritori più grandi d’Europa.
Aggiungiamo che l’inquinamento ha costi sociali e sanitari altissimi. Per i soli danni causati da emissioni da traffico automobilistico, con il diesel imputato numero uno, parliamo di costi stimati tra i 60 e i 78 miliardi di euro anno tra i paesi dell’Unione Europea a seconda dei parametri utilizzati.
Questa è l'emergenza delle emergenze. Tutti siamo chiamati ad una rivoluzione che parte prima di tutto da noi stessi ed è collegata all'economia.
L'Unione Europea riconosce flessibilità in caso di emergenze.
Così è avvenuto ad esempio sul tema immigrazione. La Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa e del Mondo, l’inquinamento colpisce anche le aree metropolitane ialiane e la Terra dei Fuochi. Se non è un’emergenza questa!
E’ una questione urgentissima: dobbiamo salvaguardare la salute e salvare vite e dare un futuro all’Italia, all’Europa e al nostro Pianeta. Serve una riconversione economica che veda la sostenibilità ambientale al centro.
Sono necessari quindi investimenti pubblici massicci per raggiungere i condivisibili obiettivi minimi europei e internazionali in campo ambientale, transizione energetica, economia circolare, lotta al dissesto idrogeologico, bonifiche di siti inquinati e per combattere i cambiamenti climatici. Come ricorda la stessa l’ ONU ci rimangono 20 anni di tempo per salvare il Pianeta.
“Il 2019 sarà l’anno cruciale per la finanza verde e sostenibile” ha affermato recentemente il vice presidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis.
Siamo d’accordo. Per fare questo però tutti gli investimenti pubblici nel campo di energie rinnovabili, efficienza energetica, economia circolare per recuperare materia e ridurre i rifiuti, dissesto idrogeologico, bonifiche e trasporto pubblico, non vanno conteggiati nel limite del 3% di rapporto deficit/Pil.
Il liberismo e l’austerità sono nemici di ambiente e salute. Solo così salvaguardaremo l’ambiente e la salute degli italiani, creando una crescita economica basata sulla sostenibilità ambientale.
Commenti (20)
Alessandro A., Trieste
15 gennaio 2019 alle ore 12:26Pienamente d'accordo con voi.
Questo è un argomento da mettere in cima alla campagna elettorale per le europee e molti altri gruppi che si rifanno ai Verdi europei non potranno che supportare queste richieste.
Una delle obiezioni principali che vengono mosse contro le regole sempre più stringenti per le emissioni e l'inquinamento è che queste colpiscano l'industria europea SENZA portare un reale beneficio, perchè calate dall'alto e non coordinate a livello globale (paradossalmente si favorisce chi nel mondo inquina di più!).
Lo scorporo degli investimenti PRO-ambiente dai vincoli di bilancio europei invece provocherebbe l'effetto opposto, e tutti gli Stati sarebbero stimolati a spingere gli investimenti in questo senso, invertendo il circolo vizioso della tradizionale regolamentazione recessiva (per cui l'Europa è davvero leader nel mondo).
ETTORE GENCHI
15 gennaio 2019 alle ore 12:31Abbiamo le tecnologie per diminuire l'inquinamento, adesso ci vuole la volontà politica per usarle!
pericle seneca
15 gennaio 2019 alle ore 14:50TUTTO BENE MA NEL FRATTEMPO NON E' CHE SI SIA FATTO QUALCHE PICCOLO ERRORE ? " La dottoressa Fiorella Belpoggi direttrice del centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni” dell’istituto Ramazzini ed è più che preoccupata per le nuove norme sui fanghi da depurazione inserite nel decreto Genova con cui il governo ha innalzato i limiti di concentrazione di sostanze pericolosissime come idrocarburi, diossine e Pcb negli scarti di lavorazione del processo di epurazione riutilizzabili poi in agricoltura come concimi. Parliamo di sostanze che sono riconosciute come cancerogene. L’esposizione a queste sostanze di una donna in stato di gravidanza può provocare gravissime malformazioni del feto mentre in un bambino possono essere causa di gravi problemi di riproduzione di sviluppo. Fareste mangiare a neonati e bambini piccoli carote e verdure cresciute su una terra avvelenata? "
Giuseppe Belotti
15 gennaio 2019 alle ore 17:41Concordo con te, abbiamo bisogno di fatti e non di parole ed il ministro Costa dovrebbe vergognarsi, ha preferito far spargere i veleni sulla pianura padana anziché pretendere che i "prenditori" facessero un trattamento adeguato ai residui della depurazione.
Solito compromesso con gli alleati?
A forza di compromessi andremo sempre più ad assomigliare ai nostri avversari ed allora sarà davvero finita.
Alessandro A., Trieste
15 gennaio 2019 alle ore 18:07Secondo me, prima di sparare a zero, dovreste verificare quali erano le situazioni precedenti al Decreto.
Scoprireste che in Lombardia per esempio (ma anche in Emilia Romagna c'era una legislazione permissiva) erano ammessi 10 000 mg/kg di idrocarburi C10-C40 e nessun limite per altre sostanze che non fossero alcuni metalli.
Il Ministro Costa ha dichiarato più volte che è in corso un riordino generale della questione e che l'art. 41 del Decreto Genova è stato inserito per superare la sentenza del Tar della Lombardia, che aveva di fatto bloccato tutto il settore.
https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-08-13/una-sentenza-ferma-depuratori-vista-decreto-salvare-fiumi-e-mari-141550.shtml?uuid=AE50AeaF
Giuseppe Belotti
15 gennaio 2019 alle ore 18:39Caro Alessandro, tutto quello che dici è vero, ma è anche vero che era meglio lasciare come aveva deciso il Tar visto che se un fango è velenoso non è sufficiente ridurre le quantità, a tempo indeterminato, perché è sempre veleno che si accumola ed i limiti vengono facilmente superati e ti sfido poi a bonificare la terra e le falde acquifere.
Ma quello non ci interessa, è un "problemino" delle genti che vivono in zona, che consumano quei prodotti e delle generazioni future.
Secondo me, i "prenditori" dovevano diventare imprenditori veri. So' che non è facile, però ci vuole volontà e io quella non lo vista.
Alessandro A., Trieste
15 gennaio 2019 alle ore 18:53Sì Giuseppe, ma se oggi il limite è 10 000 e domani il Tar me lo mette a 50 e io ho un'azienda che gestisce fanghi come posso adeguarmi dal giorno alla notte? E chi li fa i controlli sui limiti di sostanze che non sono mai state previste?
Per ogni imprenditore disonesto ce ne sono 10 di onesti. Il risultato di certe posizioni 'tutto o niente' fa sì che il disonesto carica su camion e affida tutto a un tizio che conosce un altro tizio che gli risolve il problema di notte, mentre gli altri 10 falliscono.
Ho criticato anche io aspramente l'articolo 41 quando è uscito, ma prima delle dichiarazioni del Ministro sul riordino generale della normativa. Per ora faccio a fidarmi.
cab tar
15 gennaio 2019 alle ore 15:17SIAMO FUORI TEMA, ma lo devo dire, da vecchio militante M5S : E' ora di finirla con le politiche ondivaghe sui clandestini !!!!!!! DI MAIO, MI APPELLO A TE !!!! Mi appello a te che sei quello che ci hai inorgoglito quando hai fatto la lotta contro i TAXI DEL MARE. I CASI SONO DUE, O SI FA LA LOTTA PER LA LEGALITA' CONTRO I CLANDESTINI O NON LA SI FA !!!! Non è ammissibile che si vada, addirittura fino a Malta, a prendere dei criminali che vogliono violare i confini dell'Italia !!!! E' una azione STUPIDA, ILLEGALE, CONTROPRODUCENTE , ISTIGATRICE ALLA PERSEVERANZA DEL DELITTO !!! Ed è anche politicamente idiota !!!!
pietro casula
15 gennaio 2019 alle ore 16:33GIUSTO, ma tutto parte dalla globalizzazione che non vede CO2, disuguaglianze crescenti, disoccupazione e distruzione delle specificità. Voglio dire che se anche riuscissimo nell'ambizioso progetto di produrre solo energia rinnovabile e magari anche ridurre CO2 e diseguaglianze sottraendo ai ricchi per dare ai poveri, avremmo fatto molto, ma nulla contro un mercato dopato che certuni dicono libero.
Dobbiamo, quindi, decidere se privilegiare il libero mercato oppure valorizzare tutte le specificità che creano e mantengono l'occupazione.
I pochissimi detentori del capitale hanno deciso e mondialmente già vinto scegliendo il libero mercato e la conseguente determinazione dei flussi migratori oggi alla vista di tutti.
Per loro l'obiettivo è l'appiattimento del lavoro verso il basso e il conseguente controllo dell'economia mondiale. Sempre per loro poco importa chi governa, se le cose non vanno come dicono loro, riescono facilmente a mettere in crisi chiunque. E finora ci sono riusciti e potrebbero riuscirci anche con noi.
Filippo
15 gennaio 2019 alle ore 17:10Utilizzando le fonti rinnovabili si ridurrebbero due grandi problemi in una volta sola, la dipendenza dai combustibili fossili e le emissioni inquinanti prodotte con il loro uso
Guido Vitalone
15 gennaio 2019 alle ore 17:52Più salute,bene. Allora mi chiedo che c'entra la proposta di liberalizzare la marijuana ? Qualcuno mi pare si batte affermando che non fa bene, qualcun'altra per contrastare i trafficanti, per ultimo c'è chi afferma che è nella libertà di ogni individuo fare del proprio corpo quel che si vuole, ma non mi sembra che qualcuno abbia detto che fa bene alla salute ! E poi una proposta del genere a che pro, quando mi pare già esistono vari validi motivi di contrasto con l'alleato di governo. A parte l'opinione che ognuno di noi può avere sulla sua liberalizzazione, politicamente in questo momento di cambiamento del vecchio regime e con gli attacchi concentrici dell'opposizione tesi a rompere l'alleanza con la lega, è proprio necessario creare altro motivo di disaccordo ? È così importante liberalizzare una droga da rischiare di compromettere il tentativo di cambiamento ? Non ci sono motivazioni più valide per, un domani, ricontrattare l'accordo con la lega? Mi sembra che,come si dice dalle nostre parti, questa proposta al Senato CIA un mettere il culo nei calci !
antonio carbone
15 gennaio 2019 alle ore 19:29Più che motivo di disaccordo, vedo altri problemi più importanti da affrontare per i cittadini, e vedere presentare un progetto di legge così dividente ,mi sembra una pessima iniziativa. Poi il modo così sornione, così poco discusso, non mi è piaciuto per nulla. Spero che qualcuno ci dia informazioni in merito.
linkbato
15 gennaio 2019 alle ore 18:54E nel frattempo FCA (fiat) non vuole più investire i 5ml.€ per via della eco tassa !
dopo se non erro aver avuto il beneplacito per produrre ancora auto a gasolio perchè c'è molta "richiesta" .
Ciliegina sulla torta ! una bella cassa integrazione per gli operai (e io/noi paghiamo),come al solito a loro i guadagni e a noi i costi; Credo che sia opportuno dire a FCA che è ora di diventare grande.
Basta vivere a spese di "mamma e papà" e cioè degli Italiani.
Si assumano il rischio di impresa! altrimenti anche mia mamma (82 anni) sarebbe capace , la vergogna non alberga nei loro volti!
m.c.
16 gennaio 2019 alle ore 00:02No guardi è lei che non capisce.. FCA applica la logica 5 stelle. . Ha detto VAFFA al governo
Ermes Dall'Olio
15 gennaio 2019 alle ore 23:10L'anno scorso in Autostrada da Roma a Bologna ho cercato disperatamente un distributore che avesse del metano per la mia auto ... Zero totale, solo benzina e gas! Strano, la tratta è ben trafficata. Allora torniamo al vecchio sistema del "Villico del Val Brembana": si prende un foglio bianco con scritto in grande il tema da svolgere: INQUINAMENTO da AUTO e SIMILI, lo si divide con una linea a metà, poi in alto a sinistra "Chi ci guadagna", mentre in alto a destra "Chi ci rimette". Si localizzano tutti quelli che ci guadagnano delle monetine d'oro poi con le teste o cervelli che abbiamo oggi in Italia, la soluzione è semplice come bere un bicchiere d'acqua!! (L'importante è procedere in modalità "Democrazia-forte" si dà un'ordine e tutti ... devono eseguire! )
Franco Giori
16 gennaio 2019 alle ore 09:49Fate fare tutto a Beppe Grillo, l'Elevato. Garantisce lui, come ha sempre fatto per il Movimento. I danesi sono certamente un popolo di masochisti, se hanno fatto un inceneritore di nuova generazione in centro a Copenaghen, perché Beppe ha detto che bisogna puntare tutto sul riciclo. 100% riciclo, lo ha detto l'Elevato. Se qualcuno obietta che non sia possibile fare il 100% si permette di andarGli contro e se la vedrà col Suo giudizio ultraterreno. Come quei poveri stolti che L'hanno contestato ad Oxford. Blasfemi, eretici. Beppe veglia su di noi e ci protegge. Possiamo stare tutti tranquilli.
Alessandro A., Trieste
16 gennaio 2019 alle ore 10:10Io sono cresciuto in Veneto e le amministrazioni comunali non hanno mai chiesto consiglio a Beppe Grillo sugli inceneritori e la differenziata.
Giulio Bornacin
16 gennaio 2019 alle ore 12:59Ritengo sbagliato affrontare le tematiche ambientali e le relative cadute sulla salute in termini allarmistici e catastrofisti. Non è affatto vero che la scienza sia unanime nell'affrontare queste questioni (ad esempio sul principio precauzionale).
Segnalo soltanto, che dopo una stasi nel 2016, l'aspettativa di vita continua a crescere in Italia (tantè che la Fornero spingeva sempre più in avanti l'età pensionabile).
In una recente analisi sulle aspettative di vita, l'Italia risulta sesta (su 183) molto avanti rispetto a Svezia (9°), Norvegia (15°), Austria (18°), Irlanda (77°), Bhutan (114°), paesi presi ad esempio per politiche ambientali e sistemi sociali avanzati. Inoltre, in Italia, l'aspettativa di vita di Veneto e Lombardia è maggiore di altre regioni con condizioni climatiche e densità industriale non conparabili.
Purtroppo crea molte più morti premature la povertà e l'indigenza. L'impoverimento del paese, con una minor assistenza sanitaria, minor qualità alimentare, maggior precarietà e scarsità di risorse sarà probabilmente la causa principale di un peggioramento significativo delle nostre condizioni di vita.
E' probabile che l'applicazione non attenta di un economia green non porti alcun vantaggio alla salute e viceversa ostacoli la ripresa economica del paese.
Alessandro
16 gennaio 2019 alle ore 23:46Riapriamo l'agricoltura a tutti quelli di buona volonta
togliamo i fardelli e le tasse e facciamo ripartire la buona agricoltura locale e biologica - senza pesticidi e semi ogm
Rispettando e prendendosi cura del territorio le persone possono riconquistare la loro anima e quella di quelli a cui venderanno i buoni prodotti
anne25 eledge
22 ottobre 2021 alle ore 22:28Buongiorno; Ciao.
Se ho ritrovato il sorriso è stato grazie alla signora Anne Eledge che ho ricevuto un prestito di 45.000 euro, e anche due mie colleghe hanno ricevuto prestiti da questa donna senza alcuna difficoltà. È con la signora Anne Eledge, che la mia vita sorride di nuovo, è una donna dal cuore semplice e molto comprensiva. Ecco il suo contatto:
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